ANTIDEDALO. La psicologia sistemico relazionale ed il pericoloso “dedalo” delle massonerie deviate.

AI TANTI PSICOLOGI E PSICHIATRI NON DEVIATI E AL DOTT. BERLUSCONI .
La psicologia sistemico relazionale ed il pericoloso “dedalo” delle massonerie deviate.
1. SCIENZA NON NEUTRA, PROFITTO, SVILUPPO UMANO E DOMINIO.
Scienze, tecnologie e metodiche empiriche, hanno avuto un incremento esponenziale a cavallo della ultima guerra mondiale e sino ad oggi.
La ricerca di impresa e la ricerca militare , a scopi di profitto e dominio, sono stati i due preponderanti motori visibili, e storicamente determinati.
Vi sono poi due ruote almeno, anche queste due condizioni storiche specifiche, la incrementata formazione culturale scientifica e la trama delle relazioni e metodiche, agevolata dai sistemi di comunicazione ed interscambio che hanno consentito di accelerare tutti i processi di elaborazione scientifica ed intellettuale.
Così si spiega che anche scienza, tecnologie e metodiche “alternative” e non legate a logiche di profitto e militari, stanno avendo un incremento molto importante, nonostante tutto.
Vi è anche a riguardo un “rimbalzo” evidente : molte cognizioni nascono per fini e contesti , superati poi da applicazioni magari impensate ( si pensi al world wide web nato grazie a sperimentazioni sulle comunicazioni militari e dalla creazione della trasmissione “TCP IP” a pacchetti suddivisi, delle informazioni digitali ).
Vale ancora, quindi, l’antico assunto secondo il quale gli oggetti e le idee sono inventati anche a fini altri, ma la loro concreta utilizzazione e applicazione è determinata anche da vari fattori successivi.
Non vi è dubbio che la scienza non sia neutra però, e prenda i sapori ed i colori del contesto, delle persone e delle motivazioni e finalizzazioni che la stimolano,
Gli sviluppi alternativi e gli utilizzi nuovi bilanciano tale assunto ma resta la consapevolezza che la scienza è spinta oggi dal profitto , daisoldi ed investimenti, e dal fine di dominio .
E qui entrerebbe in campo la finalizzazione etica, politica come limite intrinseco alle applicazioni ed estrinseco alla ricerca. Ma si allargherebbe troppo il tema, al cuore delle questioni , che dobbiamo dare per scontato ora limitandoci al tema .
2. SCIENZA RISERVATA, DISINFORMAZIONE, LOGICHE DI CONTROLLO DEL SAPERE E OCCULTAMENTO ALLA LUCE DEL SOLE .
Molte aree di conoscenza e cognizioni risultano oggi, in proporzione importante, essere od essere state nascoste alle grandi masse e addirittura a quote significative dei mondi “scientifici “ .
Per ragioni sempre economiche o di controllo e dominio ( segreto di Stato, segreto militare e segreto industriale a servizio di esse ) o per le più concrete ragioni, che fanno nascondere applicazioni metodiche e pratiche illegali e contrarie alle morali generalmente condivise.
Mondi scientifici , mondi universitari e la “opinione pubblica “ a loro volta indirizzati guidati e formati a non vedere dentro ed oltre ( nonostante la rivendicata libertà di insegnamento e ricerca ) .  
Anche qui vi è una costante universale ( chi non ricorda il film “In nome della Rosa” e la custodia dei libri vietati, nascosti agli scribi del convento benedettino, dal vecchio e cieco superiore, e tra essi, il libro di Platone , sulla “risata” che avrebbe dovuto rimanere nel comune intendimento espressione del diavolo , e la punizione omicidaria di coloro che avevano violato il divieto ma soprattutto letto e capito che il luogo comune sul carattere diabolico del riso era conservato da un potere ed un dogma ?!?! )
Ma la quantità e qualità delle informazioni fruibili e circolanti è tale che ormai può dirsi che il condizionamento e la disinformazione di massa sono sempre meno agevoli ed efficienti.
Morta la carta stampata e in arretramento lento la potenza delle televisioni, la rete è il grande spauracchio dei poteri tutti, e la grande occasione dei popoli tutti e della scienza e della informazione liberate . Ovviamente ci si affanna ad inquinare , si progettano intere fette di social network in modo da delimitare e studiare i gruppi , ma i limiti stando accorti si possono aggirare, mentre gli spazi di libertà còlta e potenziale diffusione sono troppi, insopportabilmente troppi ed in continua crescita .
Sicchè le tecniche manipolative sono costrette a fare salti rocamboleschi … e entrano in collisione con lo stesso “comune sentire “ e “luogo comune” forse per la prima volta nella storia dell’uomo .  ( posso ben gestire per un anno una campagna disinformativa volta a convincere l’opinione pubblica che un uomo è l’omicida della moglie, per ragioni individuali e secondo quel che accade di solito, ma se poi emerge , che una realtà “collettiva” ragionevolmente nota alla donna era dietro la vicenda e ciò diviene oggetto di disvelamento pubblico .. ben difficile è ricondizionare la gente ormai consapevole della precedente ridicola operazione ) .
Tuttavia ancora molti poteri e professioni, a livello alto, la fanno franca , addirittura mettendo sotto il naso di tutti quello che realmente fanno ( secondo un antico insegnamento sulla debolezza cognitiva ed intuitiva del quotidiano che abitua e non incuriosisce, o secondo cui la pagliuzza d’oro và nascosta esponendola nel fienile ).
E persino informatori alternativi, critici e intellettuali per bene o non allineati, non vedono e talvolta non usano le chiavi interpretative corrette .
Il ragionamento porterebbe lontano, ma se cognizioni e strumenti efficaci e penetranti nascosti si sommano a poteri ben organizzati e forti , è di vitale importanza per questi occultare ed ingannare con specchietti per allodole , o semplicemente con i raggi della solare evidenza .. troppo illuminanti per i distratti o accecati dal quotidiano .
Così accade che attività a fini dichiarati, ma piene di segnali allusivi e di duali allusioni, si sviluppino praticando i livelli illegali e non deontologici costruiti nella pratica, e coperti da una massa di attività conformi al normale in tutto ed in parte .
Questo introduce un po’ ellitticamente il tema della nostra riflessione che semplifichiamo così.
3. LA PSICOLOGIA SISTEMICO RELAZIONALE COME DINAMICO STRUMENTO DI CONTROLLO E POTERE OLTRECHÈ PROGRESSO SCIENTIFICO. UN “DEDALO” DA DISTRICARE.
In Italia nessuno si è accorto a sufficienza che ben oltre le tematiche circa il ruolo moderno e l’uso  a fini di controllo sociale , o dominio e repressione della psichiatria, l’uso sistemico delle conoscenze psicologiche possa essere stato utilizzato anche come una forma capillare e diffusa di infiltrazione pressione e controllo nelle vite individuali più “ attenzionate “, a fini distruttivi anziché di salute psichica e sostegno, secondo un progetto articolato e ben strutturato .
E se per la psichiatria e la farmacologia a servizio, occorreva conoscere progetti segreti e dinamiche occulte ben nascoste, o bastava fermarsi alla targhetta appiccicata a buon titolo a questa dalla storia della umanità nell’ultimo secolo , per la psicologia “deviata”, a fini comuni a quelli che sono della psichiatria , bastava affacciarsi alla finestra .
Oggi un noto psichiatra psicologo ed ipnoterapeuta bacchetta alla luce del sole un ex capo di Governo e politico con diagnosi-pamphlet pubbliche [ http://www.inpsico.org/2011/01/luigi-cancrini-su-berlusconi.html ] rimbalzate da articoli irridenti che “usufruiscono “ dello stesso disinvolto abuso del titolo professionale ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/11/il-grande-narciso-berlusconi-costretto-a-tornare-in-campo/290583/ ) , e crede di giocare sul suo proprio doppio ruolo professionale e politico, ma così svela un terzo ruolo : un utilizzo degli strumenti cognitivi e professionali a fini ultronei, e uno schema operativo che è stato già analizzato e ricostruito a partire da un caso concreto affatto diverso ma se possibile ben più inquietante.
IL caso di chi scrive , letteralmente accerchiato, per aver denunciato, come cittadino e magistrato la scoperta di una realtà agghiacciante (sette esoterico sataniste in ambiti civil militari e pratiche “connesse” e tecniche di condizionamento mentale MK ULTRA), nonché le cordate che si erano mosse a riguardo, la dice assai lunga sulle metodologie e tecniche utilizzate.
Il tutto risulta ormai di dominio pubblico e di interesse di varie autorità a vari livelli. .
illustrate in decine di convegni e conferenze,
In questa sede ci si limita semplicemente, ad osservare sviluppi scientifici e organizzativi degli ultimi sessanta  anni .
Una domanda retorica prima di proseguire . Ma a chi serve un utilizzo a diverse finalità degli strumenti psicologici e cognitivi, e una infiltrazione tramite la giurisdizione, anche in sfere ed ambiti privati , secondo obiettivi distruttivi e deliranti o comunque pericolosi ?!?!
L’aver portato a conseguenze strutturate l’approccio sistemico relazionale, e la mappatura relazionale in ambiti socio familiari è stato, nella sua concreta modalità organizzativa , una cosa di non poco conto.
La psicologia che vede l’uomo nelle sue dinamiche e nelle sue interrelazioni e immette le dinamiche reciproche interrelate in critica analisi e correlazione è una positiva novità sul piano astrattamente cognitivo.
Consente di individuare processi e dinamiche intersoggettive e di immettervi percorsi e stimoli e terapie.
Conoscere i piccoli tumori della psiche e relazionali, per alleviarli e isolarli, se possibile eliminarli.
Ma anche conoscere le cellule cancerogene delle relazioni e delle identità e poterle potenziare, strumentalizzare, finalizzare. Magari utilizzando i processi patologico relazionali che circondano un soggetto sano, ma troppo sano e positivo in un ambiente malato. Si può così costruire di un individuo una immagine ed un giudizio meramente “riflessi”: l’individuo viene etichettato mediante la sommatoria dei punti di vista patologici dinamico relazionali delle persone che lo circondano. Spesso sono cerchie affettive e familiari sui quali appunto si interviene per perfezionare il marchingegno distruttivo dell’individuo, usufruendo a tal fine di tecniche di condizionamento sui familiari stessi, senza tener conto della matrice patologica di tali punti di vista, magari anche pretermettendo ( nascondendo volutamente ) immagini e sentire positivi dell’individuo e/o di altri familiari e/o di cerchie extrafamiliari che magari lo frequentano anche più intensamente .
Inoltre, potere dei poteri, si può arrivare a gestire una etichettatura e denigrazione o una falsificata prospettazione delle attitudini e caratteri dell’”attenzionato”, normalmente utilizzando i criteri del contrappasso dantesco e della estremizzazione delle caratteristiche positive sino a patologizzarle nella descrizione ( immagine speculare o distorsione per ingigantimento ) .
E, genialità , tentare di rafforzarla la etichettatura , creando occasioni gestite e potendo “disporre “  di soggetti esterni proiettati utilmente in situazioni e ambienti, e semplicemente perchè idonei e parzialmente consapevoli se non anche istruiti .
E c’è ancora chi dubiti che questo si fà e si può fare ?!?!
Certo occorre un coinvolgimento e una involontaria ed inconsapevole partecipazione del “ soggetto attenzionato “, ma può anche interamente costruirsi il teatrino sulla simulazione e sulla finzione . E il paese dei balocchi e il vetturino sanno bene come far cadere pinocchio e gli altri in tentazione . Ma questo esime da responsabilità morale chi agisce e dalle altre forme politiche e giuridiche, più penetranti, di responsabilità ?!?! Non credo proprio. Se poi dietro vi sono logiche e meccanismi altri, associati e nascosti, allora siamo nel cuore di una attività illegale tipicamente “in divenire “.
4. DOTTOR SILVIO BERLUSCONI E SIGNORI PSICOLOGI E PSICHIATRI NON DEVIATI
Dottor Berlusconi Silvio, di cui non condivido idee politiche, logiche di potere e altro, ma che mi sei umanamente comprensibile, e solo per questo, e per questo, solo simpatico, e comunque sempre meritevole di umano rispetto, aldilà delle condotte e scelte, cosa aspetti a denunciare con noi l’uso deviato e occulto della psichiatria e psicologia arruolate, i poteri nascosti e le loro violente e ramificate capacità illegali ?!?!
Ora che sai “meglio “ di che cosa sono capaci a livello occulto costoro, anche se già ne sapevi,  e che cosa fanno alla Cecchignola e nella caserma di Ascoli Piceno ed altrove ( altro che BUNGA BUNGA !!! ) … non acquisterai amici politici ma conoscerai persone leali e potremo far capire meglio alla gente che abbiamo a che fare non solo con un manipoletto minuscolo di magistrati deviati ( toghe finto rosso sangue e toghe bianco rosa sporco che prevalentemente stanno dietro le quinte, usufruendo della credibilità istituzionale della funzione e dei valori positivi che essa ha prodotto grazie alla stragrande maggioranza dei magistrati ) o con uno psichiatra esaltato e collaboratori e colleghi di cordata occulta, o con una deviata cordata militare e pratiche diffuse a fini di controllo nell’esercito ricatto esterno e ben altro, o con una casta politica asservita ed irretita,   ma con un potere nascosto che esce oggi troppo allo scoperto .. anche perchè un tantino stanato o in stato di euforia autoreferenziale fallace .
Con esso LA MAGISTRATURA, LA PSICHIATRIA , LA DIFESA NAZIONALE, LA pOLITIcA, LA COSTITITUZIONE non c’entrano nulla.
Lascia perdere le obbedienze massoniche .. la storia stà per seppellire l’uso occulto e l’associazionismo deviato e ne stà estraendo per far conoscere, la complessa trasversalità .. .
Ma riflettendoci non mi sembra che le strategie , di opposta spondaa, si distacchino nel metodo, per tacere di altre cosine ordite .. già di diretta conoscenza di chi scrive e di chi lo affianca e ora un “tantinello” più note . .
A noi i lividi e cupi esegeti della morale sociale, che nascondono livelli e realtà agghiaccianti, o vi compartecipano con modalità accorte e coperte, di certo non ci piacciono e ci sono necessariamente “antipatici “. Ma la condivisione di metodi e logiche di parte opposta apparente , non per questo ci inducono a temperare i giudizi .. oltre il distinguo quanti/qualitativo . .
E la posta in gioco non è più solo il piccolo impero economico o un ruolo politico o una idea pseudo liberale .
La guerra tra due aree e due generazioni di massonerie non ci affascina neanche un poco, anche se è in corso.
Il narcisismo come categoria utile per distruggere chi si presenta alla gente e parla,  testato su un caso illustre … estremo … , è una “medicina” pronta per qualunque soggetto che non faccia parte di una pallida cordata di apparato vincente ( con la forza del denaro e della occupazione dei gangli importanti,   agevolata e facilitata dal potere dei poteri ) . .
Chi fa la politica delle cose e della forza delle cose e sente e parla di etica, valori, storia, alternative possibili .., non deve essere autorevole leader o carismatico ma un esibizionista narciso borderline se possibile deliroide e sinanche schizofrenico . .
Il carisma individuale finisce per essere un ingombrante orpello, e deve essere ribaltato ed ingigantito nel correlato dialettico patologico narcisismo, attraverso una operazione di mistificazione .. tipizzata .. tramite etichette ad uso invertito deviato.
SE hai capito e ci hai seguito nel ragionamento breve proposto , dottor Silvio Berlusconi, puoi anche sempre decidere altro . Ma tant’è. Era una mera esercitazione retorica … di demassonizzazione impossibile ..
La miopia storica non la curiamo poi noi .. né lo psichiatra Cancrini Luigi, abruzzese sistemico relazionale ipnoterapeuta, e meglio noto con altre qualificazioni nel mondo dei corridoi della psicologia e psichiatria di elìte.
5. PSICHIATRI E PSICOLOGI DI TUTTO IL MONDO COSA ASPETTATE ?!?!
Comunque l’approccio e la metodologia sistemico relazionale usata a fini contradeontologici è un moderno Attila delle famiglie attenzionate .. una arma micidiale rispetto alla quale i vecchi dossier dei servizi fanno ridere : le cerbottane paragonate ai moderni fucili mitragliatori con proiettili ad uranio impoverito.
E a ben pensarci alcuni parlamentari del PDL stanno armando il mitra o meglio creano la struttura ideale di esercitazione, avendo contribuito a proporre  la orripilante legge sul ricovero coattivo portato da sette giorni a sei mesi + sei mesi , sulla scorta di mera certificazione di un medico, con nomina di tutore e utilizzabilità di altre strutture private . Legge nel frattempo approvata ad Agosto 2012 dal Senato della Roma decadente in una trasversale unanimità .
Il tutto non a soluzione dei soli casi gravi , ( ammesso che sia una soluzione seppellire cinquanta di cota e gloriosa vicenda Basagliana e di civiltà ),   in nome e per conto di un “associazionismo”, trasversale, non visibile .. a occhio distratto, ed unanimemente etichettato nel suo grumo più nascosto come pericoloso . E che ha dato prova per l’appunto di agire in modo estremamente violento e pericoloso, dal sottoscritto misurato sulla propria persona  e anche sul complesso delle relazioni affettive e familiari devastate , nel tentativo di raggiungere un risultato impossibile per la umana e semplice tempra di chi scrive oggi ancora, essendosi elevato e sottratto ad uno degli attacchi più insensatamente distruttivi immaginabili .
E certo il trattamento “completo “ è centellinato e riservato a pochi “privilegiati destinatari “ .
Più generalizzato invece un arruolamento, che affronteremo e definiremmo “interessante “, e il “trattamento scientifico” dei tossicodipendenti … ma questo è una riflessione a parte ad esempio sulla SAMAN di LATINA. E anche sulla condivisione dei risultati e delle “opportunità “ tra cugini di “grado” omologo. E comunque è questione di rilievo generale e storico politico ampliamente trattata altrove, 
Psichiatri e psicologi di tutto il mondo, cosa aspettate a denunciare usi deviati e attività in soldoni criminali anche, http://www.ecplanet.com/node/2648 posizionate ben aldilà del plagio e organizzate sistematicamente , legittimando in contrapposizione sul piano etico e legale il vostro potere scientifico e professionale e delegittimando o cacciando i portatori di fini e utilizzi deviati ?!?! A voi tecnici propongo di stilare il sesto paragrafo dal titolo che segue .
6. L’UTILIZZO DEVIATO DELLA PSICOTERAPIA SISTEMICO RELAZIONALE E L’ABUSO NELL’ESERCIZIO DELLA FUNZIONE PSICHIATRICA.
Se lo scriverete e ne applicherete coi fatti i principi critici traendo da essi la necessità di ripulire il marcio sotterraneo ovunque si manifesti, avrete redatto una pagina storica sul valore della scienza che si emancipa dal potere e sui valori che devono ispirare le vostre e nostre professioni .
Nel frattempo qualcuno si occupa di smascherare altri percorsi ed obbiettivi , in modo lievemente criptico … http://www.dirittoeminori.com/pages/tempi-duri-per-i-detrattori-della-sindrome-da-alienazione-genitoriale/ ma ci stiamo attrezzando alla totale trasparenza e verità manifestate senza remore .
Persino il negazionismo e la inversione della c.d. “ alienazione genitoriale” , che anziché ridare il figlio al coniuge alienato pretende di affidarlo a strutture private ad imprimatur pubblico , hanno in realtà spiegazioni di vario livello e lasciano intravedere ben altro che le dinamiche di conflitto ordinarie tra coniugi separandi .
Un potere che gestisce ricatti e distruzioni di vite personali e sottrae minori per fini vari da approfondire, ma già all’indice della storia, privilegiando amici occulti a scapito di genitori “non fratelli“ ( e qui la allusione si fa nella nomenclatura sardonicamente “massonica” ) , che cosa volete che faccia con la categoria della alienazione genitoriale ?!?! . 
E’ in corso una deriva nascosta,   e che ci lascia esterrefatti e di cui per la relativa esiguità dele testimonianza non abbiamo concretamente e percentualmente ancora delimitato la portata.
Non tutti la subiscono e ci capitano .. e anche su questo si regge il gioco della omertà e dell’abuso di poteri professionali e vari .. oggi.
Signori psicologi e psichiatri, visto che vi è tanto tessuto sano e non tutto certo è pregiudicato,  non sarà il caso di interrompere questa deriva … e questo .. potere di caste ristrette .. funzionale a percorsi e trame, e comunque ad un controllo sociale diffuso impressionante, che invade sfere e vite, prefigurando il modello che un manipolo più ristretto di folli in kilt o grembiule vorrebbe realizzare e comunque sperimenta e diffonde da trenta anni almeno ?!?!
Sarà un grumo nero potente e deviato , ma sempre uomini sono e anche non tanti, sebbene attentamente autoselezionati e posizionati.
Vi è persino chi enuncia dagli scranni massonici il tutto … generato nelle file protette delle obbedienze. 
Dobbiamo ancora sottostare ai ricatti ed alle pressioni della cordata più pericolosa,  che infila vertici e manovalanza militare, caste, professionisti e pochi ma “buoni magistrati deviati ed  irretiti, fatta eccezione dei consapevoli portatori di progetti striscianti che dell’irretimento e minaccia, sopraffazione ed attacco violento fanno missione e fine strumentale  ?!?! 
Sappiamo che “sopra2 vi è ben altro e che tutto viene da lontano, ben congegnato e sviluppato, con forti mezzi ,  e l’abbiamo pubblicamente spiegato ma la palla ora passa alle collettività e alle componenti pulite dello Stato e della nostra società vilipesa. 
 Signori interlocutori per bene, tutti, rispondere, prego.
PAOLO FERRARO 


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3 pensieri su “ANTIDEDALO. La psicologia sistemico relazionale ed il pericoloso “dedalo” delle massonerie deviate.

  1. Anonimo

    RICEVO DA PSEUDONIMO IL COMMENTO CHE PUBBLICO IN DUE TRANCHE . La psicologia è un una scienza debole. Questa debolezza emerge dal fatto che non è falsificabile se non con strumenti che presentano livelli di affidabilità e validità ancora embrionali rispetto alle scienze fisiche.
    Questo non significa che in campo psicologico si possa affermare tutto e il contrario di tutto, come purtroppo accade a livello divulgativo (cf articoli citati Da PAOLO SUL FATTO quotidiano), ma che si deve procedere con cautela quando si definisce l’oggetto di analisi e le metodiche con cui lo si osserva in psicologia.
    Siccome la osservazione di cui trattiamo ha risvolti terapeutici o applicativi (scienze applicate), si impone una prima antinomia: i principi validi e affidabili in gioco per l’osservazione o nel momento teorico possono essere opposti e contraddittori rispetto a quelli in gioco nel momento terapeutico. Nei laboratori di psicologia si cerca di definire una condizione sperimentale tale da garantire che determinate leggi psicologiche abbiamo validità universale – io non mi pronuncio qui sulla validità dei protocolli mk ultra, ma è chiaro che in questo senso i due campi sono accomunati per definizione, altrimenti nessuno potrebbe investire un dollaro o un euro su una ricerca simile a quelle riportate da paolo.
    Il momento pratico cui facevo riferimento sopra tuttavia ribalta i termini della questione: nella pratica terapeutica è impossibile definire condizioni sperimentali rigide in quanto qualunque paziente (inviato o “autoinviato”) porta con se un mondo di esperienze irripetibili. Questo porta alla “detronizzazione del protocollo”. In un setting psicoterapeutico non vi sono variabili dipendenti e variabili dipendenti, ma solo due variabili interdipendenti: il paziente e lo psicolo/psichiatra/psicoterapeuta.
    Questo porta il medico/psicologo ad agire una sorta di “reverse enginering”: nel laboratorio di psicologia si osserva per comprendere, nel setting terapeutico si comprende per osservare e per agire. Nella pratica si deve intervenire per comprendere la reazione, non si può attendere l’evento di una variabile indipendente esterna per vedere se il paziente bolle (la metafora della pentola a pressione è un modello onnicomprensivo per comprendere la psicologia contemporanea). L’intervento in questo caso viene dall’osservatore stesso che non può scindersi dai propri processi mentali, ma deve praticare una empatia clinica. Bene questo intervento secondo la manualistica che oggi viene studiata negli atenei approvati dal ministero dell’università, può essere o di tipo interpretativo-ermeneutico o supportivo.
    Siccome in questo articolo voglio mettere alla portata dei “non adepti” l’oggetto del mio discorso, cerco di chiarire questa seconda antinomia: ermeneutico significa interpretare la situazione (materiale o psicologica) del paziente nei termini di un dominio cognitivo differente. In termini ancor più semplici comprendere una cosa nei termini di un’altra. A titolo di esempio il cambiamento terapeutico in un paziente può essere promosso spostando la sua concezione del cibo dal dominio cognitivo del peccato (contabilità morale rispetto alle calorie contenute nel cibo) al dominio cognitivo della sessualità (nutrirsi è un orgasmo). È chiaro che il riferimento, pur semplificato e chiedo scusa della eccessiva semplificazione ai lettori, qui è a un eventuale disturbo anoressico, ma quello che più importa sono le implicazioni che il terapeuta sfrutta nell’utilizzare le metafore della contabilità morale e del piacere.
    Ristrutturare la metafora che infarcisce il pensiero del soggetto significa modificarne i comportamenti e le reazioni patologiche agli eventi della vita. La validità della azione terapeutica, ancorchè riscontrata, sarà necessariamente ecologica al contrario di quella del laboratorio che richiede ulteriori test nel mondo reale.

  2. Anonimo

    Qui entra in gioco una altra antinomia: ristrutturare, intervenire, canalizzare i concetti di una persona sono azioni cliniche che stanno su una zona di confine o continuum che può sfociare nella manipolazione consapevole di un individuo. Nella manualistica accademica questa antinomia va sotto la categorizzazione di effetti iatrogeni della psicoterapia (ma lo stesso vale per la somministrazione degli psicofarmaci, anche se in questa sede mi fermo in quanto risulterebbe difficile rimanere in uno spazio conciso).
    Questo è un punto importante in quanto si ricollega alla esperienza del dott. Paolo Ferraro. In questo campo antinomico il confine fra effetto iatrogeno e manipolazione consapevole è labile, come in bilico è la posizione del paziente o presunto tale che riporta la sua testimonianza a fatti aberranti proiettando una ombra patologica che non gli appartiene.
    Quello che su un versante si identifica come fattore terapeutico/iatrogeno di un trattamento, dall’altra diventa uno strumento più o meno efficace di manipolazione, se la pistola della psicologia psichiatria viene puntata alla tempia del paziente anziché utilizzata per recidere il suo cancro psicologo.
    Discorso a parte merita il discorso sulla diagnosi. Al di là dei criteri messi a punto in laboratorio con metodi statistici (dsm-4), anche qui il significato che l’etichetta diagnostica può assumere varia a seconda del versante antinomico da cui la osserviamo. Se ci muoviamo nel campo clinico la diagnosi può generare uno stigma sociale, ma se sconfiniamo nella manipolazione la diagnosi diventa uno strumento di segregazione e discriminazione (cf caso dott. Ferraro, ma anche le confessioni di Leonardo Vitale). Ma la cosa interessante è che per mettere a punto i criteri diagnostici sopracitati sono state usate espressioni metaforiche coincidenti a quei concetti che in modo circolare abbiamo visto in azione nella stanza dello psichiatra/psicoterapeuta: diagnosi e cura si possono saldare come due facce della stessa medaglia in un unicum che proietta sulle persone distortamente l’ombra di un controllo sociale mediante segregazione ed emarginazione.
    Che fare? Sono riportati in letteratura casi di abuso di questi strumenti addirittura nella supervisione degli psicoterapeuti: psicoterapeuti analizzati da altri psicoterapeuti che vengono classificati come nevrotici o psicotici al solo fine di emarginarli dalla struttura gerarchica che informa la quasi totalità degli istituti di specializzazione. In altri casi riportati in letteratura le supervisioni possono degenerare in una logica estorsiva: all’interrogativo che fare? Verrebbe da rispondere che la via maestra è rappresentata dai codici deontologici. I garanti di questi codici sono gli ordini professionali. Ma alle elezioni regionali degli ordini partecipano circa il 10% degli iscritti. Disaffezione? Sciatteria? Alienazione? Sospendo il giudizio qui, augurandomi che la circolarità antinomica che ho esposto non abbia invischiato il 90% della classe professionale.

  3. MI AUGURO CHE IL DIBATTITO TRA EFFETTI IATROGENI E MANIPOLAZIONE DI PARENTI INCONSAPEVOLI PROSEGUA. IL CONTRIBUTO INDICA QUALI ULTERIORI METODICHE SI IMMETTANO PER CREARE IN NEGATIVO O POSITIVO MUTAMENTI DINAMICI E RELAZIONALI DEI SOGGETTI E DEI LORO GIUDIZI QUINDI DEL LORO SENTIRE E CON QUAI POSSIBILITA' DI DANNI IRREVERSIBILI.

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