FRancesco Bruno

IL NONO GIRONE MASSONICO E PARA MASSONICO MILITARE E LA BORGHESIA DI STATO E DELLE PROFESSIONI E DELLA CULTURA ACCADEMICA.. Una manciata di secondi che si illustrerebbe già da sola. LA TRAP Silvia Canali.

IL PIU’ PROFONDO GIRONE MASSONICO E PARA MASSONICO MILITARE TRA LA BORGHESIA DI STATO E DELLE PROFESSIONI E DELLA CULTURA ACCADEMICA.
All’indomani del 26 marzo 2016 , informazioni confluite nel video 147,  una ultima ricerca mirata negli archivi video personali miei e la scoperta un “tantinello suggestiva” (video in coda su un evento del 5 gennaio 2006 contestualizzato con tutte le prove di corredo ).
LA GIA’ EMERSA CONCRETA REALE DIRETTA E FINALE ESISTENZA DI UN CEMENTO PARA MASSONICO PIU’ PROFONDO collocato in un nono girone cui vanno riferiti “anche” alcuni magistrati, avvocati, militari, professori universitari … e massoni complottistoidi che nascondono o mistificano per proteggere innanzitutto la realtà coperta e poi se stessi,  trova una ennesima conferma suggestiva e vivida.

RESTA FERMA LA ANALISI E SPIEGAZIONE STORICO POLITICA GENERALE DEL RUOLO CENTRALE SVOLTO SOTTERRANEAMENTE DALL’ APPARATO TRASVERSALE PIU’ PROFONDO…..

OSSERVARE CON ATTENZIONE SOLO DOPO AVER ANALIZZATO ASCOLTATO E VALUTATO PROVE E RICOSTRUZIONI COMPLETE  da paragrafo 1 a par. 4 …


una manciata di secondi senza audio che si illustrerebbe da sola…. e le prove audio dirette che contestualizzano e spiegano … 

1. BORDER NIGHTS radio trasmissione 14 gennaio 2014 mezzanotte e 05
Una bambina innocente, due professori universitari di diritto ed economia e ben altro,  uno nascosto l’altro che parla coperto da un nick ed avatar che già chiarisce molto … la madre della bambina, , due co-conduttori della trasmissione radio Fabio Frabetti e AVV. Paolo Franceschetti e Paolo Ferraro intervenuto al volo in diretta per smascherare la operazione in corso. PAOLO FERRARO, temendo depistaggi, provvide a mandare oltre alla analisi ed all’articolo pubblicato, lo stralcio file allegato di un frammento fondamentale della registrazione ai NOVEMILA MAGISTRATI che ragionevolmente dovevano ben riconoscere la voce del “JESUS FRANKO” , docente collega anche nei corsi per magistrati … e il puntuale depistaggio successivo fallirà quindi il suo scopo: a noi premeva peraltro  solo far sapere  ed allertare dando la prova concreta immediatamente percepibile senza alcun possibile equivoco. [l’articolo che fornisce una dettagliata analisi di prove audio costituisce seguito e chiusura finale dei tre precedenti elencati in coda allo stesso . http://ift.tt/1MYdAKd ]
 

 

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2. L’articolo suindicato verrà seguito dalla dettagliata ricostruzione di cosa accadde addirittura dal febbraio 1992 e del ruolo ricostruito del “MANIFESTO DARK” , una area pseudo marxista materialista para massonica ed esoterica sotterraneamente collegata a livelli internazionali, incistata già nel PCI e convogliata verso nuove strategie eversive utili ad apparati coperti, a colpi di protocolli e di infiltrazione nelle vite degli attenzionati, tramite patti di azione con le massonerie cattoliche deviate e alleanze con elìte e corpi militari e servizi, deviati.
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3. LA FINALE RICOSTRUZIONE GLOBALE. 
La prova “diretta” della mirata distruzione socio affettiva familiare di paolo Ferraro da venticinque anni e il resto http://ift.tt/1N3L2Op
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4. LE NUOVE PROVE su SILVIA CANALI e il PM Stefano Pesci e la Cecchignola pubblicate .. nel dicembre 2016 (video 147). Le ulteriori indicazioni ricevute il 26 marzo 2016 che hanno avviato la ricerca negli archivi video personali ….
 
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Una manciata di  secondi che si illustrerebbe 

da sola. 

 
All’indomani del 26 marzo 2016, data in cui emerge una conferma ulteriore, dell’intreccio della Cecchignola coinvolgente SILVIA CANALI da tempi andati, una ricerca mia mirata negli archivi video personali e la scoperta visione diretta che all’epoca non avevo neanche preso in alcuna considerazione….
 
UN CEMENTO PARA MASSONICO PIU’ PROFONDO collocato nel girone cui appartengono alcuni magistrati, avvocati, militari, professori universitari,  papaline nere   e massoncini complottistoidi che coprono e mistificano per proteggere innanzitutto la realtà coperta e poi se stessi .. e Paolo Ferraro già nel 2006 e molti anni prima accerchiato inconsapevole, un “incolpevole idiota”.
In questo video del 5 gennaio 2006 un magistrato ingenuo, troppo intelligente per rimanerlo all’infinito, FABIO Ravagnani l’economista nascosto di cui alla trasmissione border night del 2014, amico “fraterno” traditore e simulato le cui gesta e riferimenti di gruppo vengono didascalizzate nell’articolo surrichiamato “LA FINALE RICOSTRUZIONE”, e dialoghi visibili “a sguardi” con la Canali Silvia nonchè una presenza ignota sullo sfondo, che accompagna il “testimone” Fabio Ravagnani con sguardi consapevoli condivisi che sembrano manifestare sottile preoccupazione (per un mio aver osservato qualcosa di troppo) e poi un assenso … e l’altro che può esser osservato con un minimo di attenzione …. più un pizzico di cultura e conoscenze, anche quelle a me mancanti totalmente allora, tutti messi insieme consentono di “intelligere”. Al matrimonio e pranzo susseguente erano presenti Giuseppe Corasaniti, il magistrato professore della LUISS, AVV Enrica Graverini che cogestirà il processo di divorzio come ormai tutti sanno oltrechè la vicenda del  2006 “Manuel Grigore” , …. ed altri direttamente o indirettamente coinvolti nella cerchia .. e comparirà prima per un istante anche un altro avvocato di quelli del MANIFESTO DARK Tony Stellato … citato insieme al Sandro Galiena che compare nella vicenda focale che porta a Laura Vasselli, 
Non lascerà stupiti che un “dichiaratosi” sceneggiatore e scrittore “italiano”, Umberto Morazzoni, vantante possibilità di contatto professionale con ROMAN POLANSKY, telefonò anni dopo all’ignaro magistrato Paolo Ferraro sotto attacco, nel 2012, facendo gli presente l’idea sua/proposta che girava negli ambienti indicati, di un FILM in quattro parti, una dedicata al CASO italiano Paolo Ferraro.
L’appuntamento al FESTIVAL del cinema in via Margutta saltò insieme al resto .. mi venne detto al telefono per l’avvenuto coinvolgimento negli States del POLANSKY, in una vicenda torbida ritengo omologa a quella degli anni settanta che lo vide nel 1978 evadere dalla libertà su cauzione e fuggire in Francia dopo aver confessato attività pedofile .. Ovviamente percepii nel 2012 la cosa solo come una presa in giro .. sapendo anche della notoria bivalenza del lavoro del regista che in realtà era anche in qualche modo frutto di “appartenenza” o “vicinanza”, a mio modo di vedere, eppur pagata a caro prezzo la traslazione cinematografica di sue conoscenze. Ma la presa in giro, a me era diretta, e che ne sapevano allora della valenza dal punto di vista loro di quello che emergeva dalle mie prove ..?! (mai accentuai quelle valenze pubblicamente e per convinzione, che oltretutto danneggiavano il mio metodo e taglio concreto e concretamente ancorato a fatti persone e realtà) eppure sembra che il vero (non credo proprio)  o millantato sceneggiatore fosse ben informato, per canali “interni” mi pare necessario concludere e certamente incistati nel mondo “complottistoide”. Comunque lo ho risentito per scritto nel maggio 2015 …. appositamente, per capire da chi venisse la non credibile “menata” …
 
Umberto Morazzoni
 

Ora di seguito infine, circondati aa una sintetica ma attenta ricostruzione in ordine cronologico, le manciate di  secondi “suggestivi”del gennaio 2006,   che ripescate lasciano riflettere a conferma e comprova di  quanto oggetto di  prove dai punti 1 a 4 e sinteticamente esposto   nel video … 

Ovviamente sempre di fatti reali concreti vagliabili si è occupato un (per ora) ex magistrato come me, e sino a rischiare di essere distrutto ….. mantenendo il punto di vista esclusivamente laico connaturato alla sua identità e ruolo intellettuale. 

Ma  ora un vistoso “quadretto” da soppesare attentamente alla luce delle prove emerse da tempo, conferma  ed “integra”  una vicenda globale “anche” border line, inizialmente incomprensibile a quasi tutti e prima di tutti assolutamente incomprensibile al protagonista passivo, oggi chiara nei contorni e dettagli a vaste “minoranze” “qualificate” (circa 3700 magistrati che riscontrano la informazione serrata da anni).

 

Rivedere almeno due volte,  dopo aver appreso tutti i dati di riferimento, sembra utile .. e stavolta capirete tutti tutto sino in fondo.


L’ex magistrato Paolo Ferraro

  

 

STRALCI DALLA TRASMISSIONE BORDER NIGHT gennaio 2014 
NON è più difficile ora  il riconoscimento della voce della ragazzina che dice dobbiamo “scaricarci“ all’inizio della connessione di  Giuseppe C. – Jesus Franco,  e il riconoscimento della voce di sottofondo della donna “madre” che si ascoltano tramite la connessione skype contemporanea, per chiunque  le conosca bene ma anche per chi usi solo correttamente la logica.  
Ovviamente (quando ormai ero intervenuto e Giuseppe C. alias Jesus Franco aveva alzato il volume in ingresso per le ragioni pratiche  illustrate nell’articolo di riferimento ), chi diceva poi con intonazione scolastico didattica suasiva e manipolatoria “Adesso .. stiamo parlando ad un pubblico” Fabio Ravagnani , parlava  a quella ragazzina . Oppure parlava  ad altra  bambina che meritava quella tonalità  (sette od otto  persone mi sembrano già troppe, ma poteva con una certa probabilità essere presente anche la sorellina di E. F.).  
La frase di Ravagnani  lascia “solo”  ipotizzare che la ragazzina opponesse alle menzogne propinate a lei la circostanza che non venivano dette in pubblico e che le si obiettase ora parleremo in pubblico,  per superare la intelligente riottosità della ragazzina.
Ma il tono viscidamente  didascalico forse spiegava solo quello che succedeva, illudendo che quello di Border Night fosse un “pubblico” nella accezione lata ed ingenua propria della ragazzina. 
Che sia una bambina intelligente ne è però  testimone il padre. 
Chi parla con fare suasivo e manipolatore la conosceva in quanto “amico” del padre da sempre (1961).   

Maggiori informazioni http://ift.tt/1MYdAKd

Fabio Ravagnani

 

Silvia Canali


e poi la trap Sabrina della Cecchignola e poi e poi e poi ..

 
L A GRANDEDISCOVERY 1 2 e 3
 
 

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Categorie: Agnello Rossi, Fabio Ravagnani, FRancesco Bruno, Giuseppe Cascini, Giuseppe Corasaniti, Luca Petrucci, Luigi Cancrini, Paolo Franceschetti, Pier Franco Bruno, Salvatore Vitello, Sandro Galiena, Silvia Canali | Tag: , | Lascia un commento

I TRE PROFILI DI CENTRALITA’ ED IMPORTANZA DELLA GRANDEDISCOVERY. IL NEGAZIONISMO o REVISIONISMO DELLA GRANDEDISCOVERY “SERVIZIEVOLI”

I TRE PROFILI DI CENTRALITA’ ED  IMPORTANZA DELLA GRANDEDISCOVERY
IL NEGAZIONISMO o REVISIONISMO DELLA GRANDEDISCOVERY  “SERVIZIEVOLI” .
Chiudiamo provvisoriamente da oggi la attività di informazione , per conclusione del primo stadio e raggiungimento del risultato . Ma affidiamo a tutti la opera di costante e metodica diffusione, che richiede solo scegliere post o video e diffonderli e commentarli collettivamente, senza sosta , ineluttabilmente , con dedizione pari alla causa ed all’obiettivo comuni, per far crescere consapevolezze e  metodo di conoscenza .   
Francesco Carnelutti, un noto ed insigne giurista , nella  voce “Documento – Teoria moderna” del Nuovissimo Digesto Italiano, 1957, pag 35 ss , ( enciclopedia dedicata al mondo giuridico ed agli istituti del diritto) , definiva il documento come una ” cosa che fa conoscere un fatto ” e che,  come tale ,  si contrappone alla testimonianza , che è invece una narrazione che proviene da una persona che racconta ciò che è accaduto sotto la sua diretta percezione .
IL documento (  che non sia solo prova e verbalizzazione del racconto o  ricostruzione ed analisi sula base di questo )  ha quindi una sua oggettiva consistenza, una valutabilità infinitamente rinnovabile ed è in grado di illustrare un fatto di per sè ed in sè. 
IL documento può essere di vari tipi ovviamente, e deve essere di provenienza certa e originale . 
Tra i documenti la PROVA AUDIO ha ovviamente ( per la digitale ed incontestabile entità oggettiva ) un peso fondamentale , così come ancor più il documento VIDEO . E non è certo banale la osservazione secondo cui,  attivando udito e vista si arriva al centro di capacità cognitive e di sfere interiori e di intelligenza che la semplice parola scritta tocca con maggiore difficoltà. 

Nonostante questo vi è una vulgata “da ultima spiaggia”  secondo la quale , la grandediscovery non avrebbe nè ruolo nè importanza ed avrebbe “meramente” illustrato fatti già conosciuti in generale. 
Questa vulgata viene addirittura da persone “laureate in legge” e suona come la forma ultima del tentativo di ridurre all’insignificante, ed arginare una vicenda di scoperta,  e metodo di scoperta,  che in realtà sono  unici per vicende di tal fatta ,  proprio anche a partire dal  profilo documentale . 
SE qualche pseudo giurista pseudo complottista argomenterà in tal modo , tra un post ed un commento, o in pvt … la risposta nostra e vostra sarà : i documenti audio corroborati dalle indicazioni ed altri documenti contestualizzati attraverso la deposizione diretta di un ( ex,  per rappresaglia a sua scelta coraggiosa ) magistrato, sono un fatto unico e mai avvenuto prima con riguardo a vari aspetti rilevanti nella vicenda . 

2. LA SPECIFICA PORTATA E L’EPICENTRO SCOPERCHIATI. 
Vi è poi il contesto militare coperto con la partecipazione di un corpo di elite a vocazione “sovranazionale ” e i ruoli di militari nostrani ma soprattutto di psichiatri e magistrati direttamente impegnati . e direttamente scoperti ed allo scoperto messi , nelle loro attività criminali. Questo è il secondo profilo in base al quale la Grandediscovery ha un valore ed ha assolto un ruolo essenziali per dare forza verificabile e concretezza alle conoscenze di chi vuole controllare attività criminali ed illegalità gestite all’ombra dei poteri più forti e sotterraneamente sviluppate e finalizzate . 

MA ha anche una funzione propedeutica e una forza propellente per chi oggi si deve confrontare con la esigenza di una alternativa e svolta epocale visto anche lo specifico pericolo in campo e la sua reale dimensione , ripetiamo ” sovranazionale ” . 

3. NEL CASO FERRARO IL CASO SUPERGLADIO E SESSANTA ANNI . 
Vi è difatti  il terzo aspetto che riguarda la valenza generale delle vicende,  la loro finalizzazione contro un/il magistrato Paolo Ferrato e la questione delle qualità note e caratteristiche “studiate” dello stesso , nonchè della ragionevole ricostruzione che , in concreto e mediante documenti, porta a valutare una effettiva attività gestita per lungo tempo con metodologie che sembrerebbero tratte da un film dalla Truman Show struttura . 
Solo che è tutto vero e tutto concretamente apprezzabile . 
Il che significa che chiunque leggerà capirà e rifletterà,  avrà impresso dentro di se una reale e condivisibile consapevolezza CONCRETA,  acquisita dal vaglio concreto di fatti documentati in modo diretto, con le dirette impressioni che anche l’ascolto concentrato di audio non può non comportare . 

” Martedì 11 novembre mattina file copia di ABR 6.waw  40° min Si sente un suono particolare poi S che canta “in paradise” AD ( KATIA ) la incalza con tono innaturale da bambola meccanica “ Ah_bèdèlta_dàì” Sabrina con voce infantile e anomala “ che fai ?! “
Pomeriggio dell’11 Novembre 2008 dalle ore 19 c.a. FILE ABR7.waw al minuto 7 c.a S. ” je piaccio” con cantilena parlata musicaleggiante al min 7 e 14 sec  bambino di  di sesso maschile esclama a voce chiara tra l’incredulo e l’ammirato, mentre S. si è appena allontanata è in cucina “ quant’è bella …. posizionato dinanzi al computer portatile .
Dal m 37 e10 s. il gruppo avvisato si allontana rapidamente “ah ecco… torniamo indietro. ritorniamo indietro .. capito ?!”  S. alla frase interrogativa ultima risponde con due  ” sì … sì” pronunciati con tono àtono da automa ed ancora l’altro uomo nel gruppo  “ Se torniamo indietro non c’è nessuno ?! “ alla richiesta interrogativa con accentuazione ultimativa Sabrina  risponde con altri due” sì … sì” pronunciati con tono da automa. L’uomo prosegue “ Il resto a domani “ ..con pronuncia assertiva “ Fai la parte “ sempre con pronuncia assertiva e accentuazione sonora a salire verso l’alto. . .Vi sono di seguito altre frasi ed ordini tra cui “ dobbiamo apparire ?! dobbiamo apparire dobbiamo riapparire ?!?!“” dati in rapida ed affrettata sequenza e ulteriori sì ripetuti da Sabrina  con tono àtono in cadenza a fronte di ogni richiesta e frase dell’interlocutore . Prima che se ne vadano in fretta S chiede ” dove andate ?!?! ” con voce infantile e inconsapevole ( abitano lì e sopra e sotto ) . L’uomo poi rassicura il gruppo concitato con tono professionale e autorevole  ” con calma .. per venire ci chiama ..” 


Per ascolto solo audio corrispondente clicca quì sopra – 

 
 

Non lo avevano capito  che questo sarebbe stato il prezzo pagato da loro, in una insensata attività di tentata distruzione, ma neanche lo avevano capito coloro che avevano il compito “esterno” di circondare e circuire,  accompagnare per far sì che il messaggio fosse relegato in apposite CERCHIE RISTRETTE,  dando l’illusione mera della sua diffusione e contemporaneamente sminuendo , e pettegolezzando , sotto sotto.  


SE non ci fossero stati però centinaia di militanti della verità informativa , la Forza Nuova di  Roberto Fiore ( che di trame deviate,  patite anche sulla sua  pelle,  ne sa), 


il coraggio e acume “kamikaze” di Gino Marra, degno di un intellettuale indomito  e capace di essere al contempo l’avvocato ed il politico concreti,  

Auspichiamo che il  presidente Ciancio, si  sforzi di ascoltare un po’ per bene le registrazioni poste a sua disposizione,  e messe in rete anche,  da Paolo Ferraro, anche perché c’è un punto in cui sembra “anche” esserci la voce in ’audio  di un bambino zingaro,

e “anche”  dei lamenti infantili, un rumore come di un colpo inferto che li interrompe, due sospiri tremanti della trattata Sabrina e una sollecita altra e diversa  roca voce femminile che invita ” cavernosa e stregonica  ”  a fornire  degli stracci ,
e, tra le altre,  la presenza sempre di probabile bambino zingaro incerto nel parlare e leggere,  prima di attività inequivocabilmente  pedofile e parafiliache ,  con la incredibile presenza finale di altro uomo che, appena bussato piano alla porta ed entrato,  saluta astante con l’appellativo ” hei Polpot “  !?) , 

e persino  prove pressochè inequivocabili nel preciso contesto del trattamento della Sabrina, ” ah bèdèlta dài “  , secondo metodologie di ascendenza militare segreta   ( ma desecretata nel 2007 la prova dei relativi progetti attuati,  MK-ULTRA e MONARCH  risultando disponibile persino la banca dati della CIA messa a disposizione in rete “anche”, ulteriormente,   da Paolo Ferraro  ) , 

 ed infine, tra l’altro,  la certezza che un gruppo di militari donne e  bambini presenti si allontanino al suo ritorno a casa,  impartiti ordine di ” tornare indietro ” al gruppo,  e da uno dei militari,  subito dopo comandi di condizionamento  alla Sabrina , per dismettere il ricordo del recente accaduto, riprendere cognizione di essere stata ed essere sola a casa ( ” se torniamo indietro non c’è nessuno ?!?! ” ),   e riattivare  la personalità dedicata alla “trappola “, ( personalità che. con la effettiva impronta vocale della donna , “ricompare” alla fine del breve audio ),   non dimenticando di imporre  l’appuntamento pressante  per il giorno  giorno dopo ” a domani .. fài la pàrte “ ) con  la cortesia immaginifica da trattamento mentale che  precostituisce il consenso indotto  alla prosecuzione della attività scissa l’indomani  ( ” dobbiamo apparire , dobbiamo riapparire ?! ” ) , 

né manca tra la assurda scelta di tonalità vocali e di “gestione” della Sabrina, la voce cantilenata e semi-magica della Maria ( definita da Paolo donna autorevole e scortata , nel MEMORIALE ) che insuffla con tono assurdamente flautato, in contesto che ben si intende :  ” ma lui stà là … aiuta Mary … ma tù  aiuta là ” .. ?!)

se non ci fosse stata la curiosità e intelligenza di Salvo Mandarà 



e dei militanti e cittadini del movimento cinque stelle insieme al mondo dei veri sani intelligenti “ex etichettati” complottisti,  già del Manifesto o già di destra o già cristiani e cattolici, 


oggi la grandediscovery non avrebbe ottenuto il massimo risultato immaginabile e possibile e forse non sarei quì a spiegare ed illustrare .

4. LA Grandediscovery e la ricostruzione  storica agevolata e potenziata . 
A cosa porti ed abbia portato la grandediscovery lo avrete visto sotto i vostri occhi e anche attraverso le vostre orecchie, ma pochi o nessuno immaginavano che, da Dallas a Brindisi,  avrebbe contribuito “premeditatamente ” ( da parte mia ) a disegnare una ricostruzione sistematica degli eventi centrali del nostro paese e nell’occidente, negli ultimi  sessanta anni,  precedendo iniziative giudiziarie e discovery di magistrati altri .  Un solco tracciato prima,  e chiaro . 

E molti meno immaginavano che ne sarebbe emersa una ricostruzione del metodo e  della scienza 



e un quadro organico di riferimento 


Certo ora nessuno potrà anche solo insufflare che non si capisce di chi io parli e di cosa si tratti e di quanto pericolosa sia la 
ascendenza multipla della cordata trasversale .. di cui mi sono occupato .. 

E parlarne già a Resana nella primavera del  2012 , grazie alla associazione che più mi è sembrata coesa ed aperta a ciò , fu un atto di discreto coraggio . 



Tra i risultati odierni annovero anche la vergogna e dimostrazione di chi siano, i finti giornalisti ed intellettuali  della informazione e contro informazione, e i finti politici di base, che hanno accuratamente taciuto, nascosto e contribuito ad isolare o sottovalutato spudoratamente o “sine gnoscere” ( ignoranza e mancanza di conoscenza, voluta o meno,  sono pressochè parenti stretti ).   

Tra essi primo tra i peggiori, perchè per vari motivi necessariamente  il più consapevole e apparentemente il più vicino,  Ferdinando Imposimato, appoggiato  da chi non ha capito ancora alcune profonde ed  essenziali differenze  ( o da chi fa finta di non capirle,  avendo ben capito che Imposimato può essere  un utile  antidoto al male peggiore,  rappresentato dalla  vera grandediscovery) . 
Differenza incommensurabile,  tra chi, a distanza di quaranta anni disegna anche pseudo complottisticamente e genericamente un quadro a lui noto da 40 anni , infiorettando generiche affermazioni del tipo ” è stato il Bilderberg” e poi cntradditriamente “il male dei mali è Berlusconi “. Tutto ciò  proprio quando la grandediscovery ha già fatto breccia,  e chi scrive ora,  sulla propria pelle, ultimo dei Mohicani forse , ma certamente ultimo  di una scuola di magistrati democratici veri, ha ricostruito  una intera cordata di apparato deviata ancora molto più che in pieno servizio e pericolosamente  attiva a livello alto, e sovranazionale, sin dall’inizio degli anni novanta, già figlia ed ora madre della degenerazione e del controllo deviato dello Stato . 

Ma i Travaglio, i Rodotà silenti,  i giornalisti di quarto grado,  chi l’ha visto e molti altri hanno anche loro responsabilità macroscopiche e gravissime,   più di chi nelle istituzioni stesse ha integralmente taciuto per ossequio ai diktat violenti e sotterranei dell’apparato non più segreto e disvelato : LA SUPERGLADIO.  

Intorno a questa nozione o in epoca coeva  ( ! ) si è poi consumato guarda caso, il semi-divorzio odierno, dalla prima cerchia di coloro che almeno diedero voce ad analisi e denunce.   



Ora possiamo persino agevolmente  far capire  perchè un massone  di scuola deviata e di  ascendenze conformi   con vanti criminali suoi … ci abbia dato uno spazio di espressione, piombatoci tra capo e collo, quando ovviamente di gente e categorie di tal fatta eravamo a buona ragione abbastanza digiuni ..


e così sappiamo logiche metodiche e ruolo del filone a cavallo tra servizi ,  controinformazione pubblicitaria  , militanza anticattolica e filo “harleydavidsonismo”  … un filone emerso allo scoperto  e senza pudori nella sua natura ed essenza,  proprio di recente ,  ma sempre sotto i colpi “meditati” della grandediscovery… 




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Anche grazie a tutto ciò dichiariamo morto il complottismo deteriore e messi all’angolo i complottisti dell’opportunismo ed i complottisti della disinformazione o informazione abborracciate con dolo o colpa grave . 
Ora resta solo prendere atto che la importanza del terreno sotterraneo e delle iniziative di queste cordate deve anche incidere sulle priorità della azione politica e collettiva . 

La prima battaglia per la/le sovranità è in ordine di priorità temporale la distruzione degli apparati segreti e dei sistemi deviati gestiti con la copertura e complicità collusa di spezzoni controllati delle istituzioni, altrimenti, come Penelope fece, quel che tesseremo di giorno,  di notte  con grande facilità lo disferanno.

Magari ammantandosi o coprendosi interiormente  di intenti segreti, pseudo rivoluzionari o con ulteriori coperture immancabilmente trasversali ed incrociate,  e ruoli interpretati “conformi” alle regole della massoneria giuridica e non  . 

Persino la sovranità monetaria va bene a loro, a tal fine , purchè gestita da una delle tante piccole teste … 

E al risultato di controllo potente e sotterraneo sono giunti con metodologie e attività a dir poco “geniali”, pressando,  sino al “relativo” controllo,  Stato, società  apparati e magistratura in forme che usavano di tutto ed anche dinamiche e fatti criminali apparentemente mossi e su altri piani . 
SE una sintesi occorresse,  dicono ” per far capire “,  essa è ” LEGGETE ASCOLTATE E CAPITE ” : chi lo sta facendo sta costruendo la sua coscienza ed il nostro futuro.  
Chi parla di altro , dicendo ” non si capisce perchè è prolisso” , e poi “non si capisce perchè sintetico ma non spiega e dimostra”,   e poi,  “mostra e dimostra ma la gente ha altro a cui pensare” ,  sta solo costruendo la sua delegittimazione .. od esce allo scoperto .. tardivamente … 

La parola non Menta goffamente. 

PAOLO FERRARO 



Ma dove vanno .. ?! 

Una breve premessa , per chi non conosce le vicende a monte ed a valle. Esse sono:

  • approfondite sulla pista familiare e sull’uso eterodosso di giudizio civile 

 http://paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/news/a2-la-grande-discovery-pista-familiare-uso-eterodosso-del-divorzio/


  • portate a valutazione con dati audio e brogliacci a player integrato

  • sviscerate criticamente in sintesi nella lettera aperta al giudice Ciancio integrata con player audio e contestualizzazione di audio

http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/05/marra-le-massonerie-deviate-il-giudice.html


  • e del pari pubblicate sinteticamente nella successiva lettera all’Aggiunto Ilda Bocassini

http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/06/cara-boccassini-quello-contro.html 
[ entrambi le lettere parto dell’AVV. Marra Alfonso, con qualche integrazione successiva per rafforzarle con prove e documenti audio immediatamente vagliabili]


Una sintesi iniziale è fornita dalla intervista riportata in calce alla mail informativa
http://cddindex.blogspot.it/2013/04/mail-alla-cortese-attenzione-dei.html , e lo sviluppo di analisi nei post del maggio, giugno, luglio ,  agosto, settembre ed ottobre  2013 in tutti blogs del CDD e primo di essi nel blog
 www.paoloferrarocdd.blogspot.it portano a compimento tutti i dati acquisiti e la ricostruzione del quadro generale di riferimento .

Ma per i pigri inguaribili semplifichiamo qui :
  • un magistrato ( noto, impegnato e ancor più stimato nel mondo giudiziario romano ) viene “messo in mezzo “ con tecniche varie in stile servizi deviati, ma scopre sempre qualche minuto prima quello che non doveva scoprire e che svela un intero vaso di pandora coinvolgente anche mondi militari ed altri ( oltre quello che gli accadeva vicino). 
  • Per tappargli la bocca, visto che continuava ad approfondire e capire, lo sequestrano con una attività costruita a tavolino dalla psichiatria deviata secondo i moduli dell’ancient Tavistock Institute ( ti accerchiano, distruggono famiglie e situazioni personali e poi cercano di tombare il tutto compreso l’accerchiato ).
  • L’operazione non riesce per vari motivi, tra cui carattere coriaceo e speciale attitudini della vittima predestinata, così come falliscono i vari tentativi di inserire step e profili nella vita dello stesso magistrato, un po’ ingenuo e puro ma tanto tanto odiosamente intelligente . 
  • Di fronte ad una valanga di prove montante cercano di delegittimarlo per la via della ignominiosa dispensa dal servizio, ma questa è talmente incongrua sul piano della nota e reale professionalità del magistrato che fanno l’ennesimo autogol. 
  • Non paghi perseguono la via del distruggerlo tramite la morte civile e l’infangamento e sinanche la nomina di amministratore di sostegno , dopo aver avviato lo strangolamento economico , destituendolo . 

    Cento conferenze, interviste e trasmissioni , dieci canali video, centinaia di migliaia di notizie e video in rete, la sua presentazione alle elezione come capolista al Senato in varie regioni e la crescita irrefrenabile della coscienza collettiva nonché il suo impegno politico per una alleanza trasversale contro caste e massonerie deviate,  e nuove e dettagliate denunce tutte arrivate a tutti i gangli dello Stato, fanno da contorno alle ulteriori ultime iniziative, sempre più caotiche, disordinate, confuse ed improvvisate a suo danno .
    Mentre si comincia a delineare concretamente una Truman Show story reale ma da leggenda, con tanto di rivelazione da ascolto di tecniche di trattamento mentale, prove concrete verificabili da chiunque, in concreto , di attività criminali etc etc … siamo in attesa della giustizia .. ormai tutta allertata ..



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I TRE PROFILI DI CENTRALITA’ ED IMPORTANZA DELLA GRANDEDISCOVERY. IL NEGAZIONISMO o REVISIONISMO DELLA GRANDEDISCOVERY “SERVIZIEVOLI”

I TRE PROFILI DI CENTRALITA’ ED  IMPORTANZA DELLA GRANDEDISCOVERY
IL NEGAZIONISMO o REVISIONISMO DELLA GRANDEDISCOVERY  “SERVIZIEVOLI” .
Chiudiamo provvisoriamente da oggi la attività di informazione , per conclusione del primo stadio e raggiungimento del risultato . Ma affidiamo a tutti la opera di costante e metodica diffusione, che richiede solo scegliere post o video e diffonderli e commentarli collettivamente, senza sosta , ineluttabilmente , con dedizione pari alla causa ed all’obiettivo comuni, per far crescere consapevolezze e  metodo di conoscenza .   
Francesco Carnelutti, un noto ed insigne giurista , nella  voce “Documento – Teoria moderna” del Nuovissimo Digesto Italiano, 1957, pag 35 ss , ( enciclopedia dedicata al mondo giuridico ed agli istituti del diritto) , definiva il documento come una ” cosa che fa conoscere un fatto ” e che,  come tale ,  si contrappone alla testimonianza , che è invece una narrazione che proviene da una persona che racconta ciò che è accaduto sotto la sua diretta percezione .
IL documento (  che non sia solo prova e verbalizzazione del racconto o  ricostruzione ed analisi sula base di questo )  ha quindi una sua oggettiva consistenza, una valutabilità infinitamente rinnovabile ed è in grado di illustrare un fatto di per sè ed in sè. 
IL documento può essere di vari tipi ovviamente, e deve essere di provenienza certa e originale . 
Tra i documenti la PROVA AUDIO ha ovviamente ( per la digitale ed incontestabile entità oggettiva ) un peso fondamentale , così come ancor più il documento VIDEO . E non è certo banale la osservazione secondo cui,  attivando udito e vista si arriva al centro di capacità cognitive e di sfere interiori e di intelligenza che la semplice parola scritta tocca con maggiore difficoltà. 

Nonostante questo vi è una vulgata “da ultima spiaggia”  secondo la quale , la grandediscovery non avrebbe nè ruolo nè importanza ed avrebbe “meramente” illustrato fatti già conosciuti in generale. 
Questa vulgata viene addirittura da persone “laureate in legge” e suona come la forma ultima del tentativo di ridurre all’insignificante, ed arginare una vicenda di scoperta,  e metodo di scoperta,  che in realtà sono  unici per vicende di tal fatta ,  proprio anche a partire dal  profilo documentale . 
SE qualche pseudo giurista pseudo complottista argomenterà in tal modo , tra un post ed un commento, o in pvt … la risposta nostra e vostra sarà : i documenti audio corroborati dalle indicazioni ed altri documenti contestualizzati attraverso la deposizione diretta di un ( ex,  per rappresaglia a sua scelta coraggiosa ) magistrato, sono un fatto unico e mai avvenuto prima con riguardo a vari aspetti rilevanti nella vicenda . 

2. LA SPECIFICA PORTATA E L’EPICENTRO SCOPERCHIATI. 
Vi è poi il contesto militare coperto con la partecipazione di un corpo di elite a vocazione “sovranazionale ” e i ruoli di militari nostrani ma soprattutto di psichiatri e magistrati direttamente impegnati . e direttamente scoperti ed allo scoperto messi , nelle loro attività criminali. Questo è il secondo profilo in base al quale la Grandediscovery ha un valore ed ha assolto un ruolo essenziali per dare forza verificabile e concretezza alle conoscenze di chi vuole controllare attività criminali ed illegalità gestite all’ombra dei poteri più forti e sotterraneamente sviluppate e finalizzate . 

MA ha anche una funzione propedeutica e una forza propellente per chi oggi si deve confrontare con la esigenza di una alternativa e svolta epocale visto anche lo specifico pericolo in campo e la sua reale dimensione , ripetiamo ” sovranazionale ” . 

3. NEL CASO FERRARO IL CASO SUPERGLADIO E SESSANTA ANNI . 
Vi è difatti  il terzo aspetto che riguarda la valenza generale delle vicende,  la loro finalizzazione contro un/il magistrato Paolo Ferrato e la questione delle qualità note e caratteristiche “studiate” dello stesso , nonchè della ragionevole ricostruzione che , in concreto e mediante documenti, porta a valutare una effettiva attività gestita per lungo tempo con metodologie che sembrerebbero tratte da un film dalla Truman Show struttura . 
Solo che è tutto vero e tutto concretamente apprezzabile . 
Il che significa che chiunque leggerà capirà e rifletterà,  avrà impresso dentro di se una reale e condivisibile consapevolezza CONCRETA,  acquisita dal vaglio concreto di fatti documentati in modo diretto, con le dirette impressioni che anche l’ascolto concentrato di audio non può non comportare . 

” Martedì 11 novembre mattina file copia di ABR 6.waw  40° min Si sente un suono particolare poi S che canta “in paradise” AD ( KATIA ) la incalza con tono innaturale da bambola meccanica Ah_bèdèlta_dàì” Sabrina con voce infantile e anomala “ che fai ?! “
Pomeriggio dell’11 Novembre 2008 dalle ore 19 c.a. FILE ABR7.waw al minuto 7 c.a S. ” je piaccio” con cantilena parlata musicaleggiante al min 7 e 14 sec  bambino di  di sesso maschile esclama a voce chiara tra l’incredulo e l’ammirato, mentre S. si è appena allontanata è in cucina “ quant’è bella …. posizionato dinanzi al computer portatile .
Dal m 37 e10 s. il gruppo avvisato si allontana rapidamente “ah ecco… torniamo indietro. ritorniamo indietro .. capito ?!”  S. alla frase interrogativa ultima risponde con due   sì … sì” pronunciati con tono àtono da automa ed ancora l’altro uomo nel gruppo  “ Se torniamo indietro non c’è nessuno ?! “ alla richiesta interrogativa con accentuazione ultimativa Sabrina  risponde con altri due” sì … sì” pronunciati con tono da automa. L’uomo prosegue “ Il resto a domani “ ..con pronuncia assertiva “ Fai la parte “ sempre con pronuncia assertiva e accentuazione sonora a salire verso l’alto. . .Vi sono di seguito altre frasi ed ordini tra cui “ dobbiamo apparire ?! dobbiamo apparire dobbiamo riapparire ?!?!“” dati in rapida ed affrettata sequenza e ulteriori ripetuti da Sabrina  con tono àtono in cadenza a fronte di ogni richiesta e frase dell’interlocutore . Prima che se ne vadano in fretta S chiede ” dove andate ?!?! “ con voce infantile e inconsapevole ( abitano lì e sopra e sotto ) . L’uomo poi rassicura il gruppo concitato con tono professionale e autorevole  ” con calma .. per venire ci chiama ..” 


Per ascolto solo audio corrispondente clicca quì sopra – 

 [googlemaps https://maps.google.com/?tab=mo&authuser=0#folders/0B7srLT3vW5caU3oxNm1CWFVYa00″>disponibile persino la banca dati della CIA messa a disposizione in rete “anche”, ulteriormente,   da Paolo Ferraro  ) , 






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PAOLO FERRARO CDD TRITTICO : BANDO ALLE CIANCE, UN GIUDICE CONTENTO ED UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO O PROGETTATO DA TEMPO

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TRITTICO : BANDO ALLE CIANCIE,  UN GIUDICE CONTENTO ED UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO

[ Il contenuto del presente articolo , appositamente sottoscritto, integra il contenuto della denuncia/querela cui è allegato. ]
I  .BANDO ALLE CIANCIE
Il Presidente della sezione prima bis, Tutele e Minori, del Tribunale civile di Roma dott. Rosario Mario Ciancio ha  finalmente emesso in data 15 Luglio 2013 il provvedimento di rigetto dell’assurda istanza di “sottoposizione” all’amministrazione di sostegno di Paolo Ferraro.
Il provvedimento a sua volta “incredibile” , quasi come la istanza , è fondato su principio di diritto, ovviamente sacrosanto, che a un malato non puo’ imporsi la cura e che in assenza di pericolosità o di prodigalità non va “amministrato”. Ma “che ci azzecca” tutto questo con Paolo Ferraro ?!?!
E’ una motivazione che sbalordisce, in quanto si dilunga con un giudizio a priori sui fatti della Cecchignola in Roma, sulle consulenze della cordata criminale, sulla presunta ragionevolezza e scientificità della opinione circa la esistenza di uno stato pseudo-patologico di Paolo Ferraro ( che anche il CSM, persino, ha discettato non di una patologia vera ma di un “mero” disturbo misto, peraltro inventato ad hoc, ma condizione ipotizzata necessaria e sufficiente a supportare la dichiarazione di inettitudine al lavoro di un magistrato senza alcuna minima pecca sul lavoro !!! ). Una valutazione è verosimile e credibile se aderente a fatti, dati, effettuata con metodo logico verificabile e perviene a risultati ragionevolmente attendibili in concreto e non agevolmente o niente affatto smontabili
1. Nel corpo della motivazione si legge il seguente passo:” Non possono non rilevarsi le inverosimili affermazioni, relative all’operato di una setta satanica massonica, in ambiente militare, con estensioni nel campo della magistratura, che il medesimo afferma di aver colto all’opera, in casa della sua convivente all’epoca, dall’ascolto di una serie di registrazioni , attuate nel 2008, quando si allontanava dall’abitazione: affermazioni che nel caso concreto possono porsi in stretto rapporto con la diagnosi “.
In altri termini detto, un giudice che non se ne puo’ occupare, che non ha valutato i fatti di prova integrali prodotti anche dinanzi a lui, che non ha sentito nullache non ha neanche valutato i reali argomenti e le analisi circostanziate effettuate da Paolo Ferraro dall’AVV Marra , dall’Avv Frattallone , dall’aVV Rustico, si esibisce in un giudizio a priori “di non verosimiglianza”.
Non valuta se i fatti siano veri, se siano sorretti da elementi valutativi di prova , se sia ragionevole valutarli come fonte della persecuzione di Paolo Ferraro ( questo l’unico vero rapporto con la diagnosi falsa ed il profilo costruiti a tavolino). Dice , per conto terzi , che non sono verosimili perchè il concetto adottato ( condiviso” ) di verosimiglianza evidentemente è altro da quello del vero unico linguaggio tecnico che si dovrebbe permettere un giudice . Per Ciancio ed i “condivisi” verosimile è ciò che è “ dotato di una gradita apparenza credibile perchè corrisponde alla nozione di veridico secondo la esperienza comune “ . Il buon senso comune posto a parametro tecnico investigativo e scientifico !!! E a copertura di orditi “non comuni” .
Un giudice valuta fatti e prove, non esterna giudizi socioantropologici o logico aprioristici.
Il passo del corpo della motivazione è una vergogna per il diritto , per la scienza e per la scienza della investigazione.
Anche a non volere considerare che la presenza di sètte “a copertura” esoterico satanista nella Cecchignola nel sud di Roma esteso sino ai castelli romani più che verosimile o vera è certa, indipendentemente da cio’ che ha registrato, capito ricostruito e saputo Paolo Ferraro. Sennò il Ministero degli INTERNI perchè avrebbe istituto nel 1996, con una importante circolare, la S.A.S. Squadra Antisette . E a ben vedere qui neanche il buonsenso comune è piegabile a fini di copertura, Ma tant’è. Miracoli concettuali insufflati nell’era collusa del terzo millennio .
2. La motivazione prosegue allineando le consulenze con errori di fatto e di logica, tali da lasciare esterrefatti o incuriositi. O direttamente indignati. Si richiama una consulenza di Francesco Bruno, da noi usato” solo per capire l’organizzazione che intravedevamo, ( si veda la dichiarazione autografa di Patrizia Foiani che conferma cosa decisi di fare e con quale metodo nel gennaio del 2011 ). Nella “consulenza” di Bruno Francesco i test in atti ( verificabili a pag 8 dell’allegato pdf richiamato qui ) escludono narcisismo, e vieppiù atteggiamenti compulsivi od altro di simile e neanche lasciano ipotizzare niente altro che la “costruita allusione al rapporto “pseudo nevrotico” che preparava la controffensiva programmata attivando gli “alcuni parenti” a loro tempo attenzionati e “trattati “ dall’esperto di Tavistock , psichiatra, psicoterapeuta e ipnoterapeuta Luigi Cancrini . allegato diario di Gino Ferraro ).
Ma quella stessa “consulenza” è preceduta dai test dell’ Ospedale S. Andrea di Roma, sempre in atti, ( allegato da pag 180 a pag 190 ) redatti subito dopo il sequestro di persona , che ( verificabili ) escludono tutto, indicano un mero lievissimo o dubbio stato di ansia ( a seguito di sequestro di persona, ) e verranno poi, in un tentativo pacchiano, fatti sparire dall’invio della copia ( non più ) integrale della cartella clinica al Giudice civile Dott. Contento in altra causa civile .
Inoltre il giudice Ciancio cita il figlio del ben più noto Ferracuti , Stefano Ferracuti: lo psichiatra, calato dal San Filippo Neri cui ero destinato dalla manovra peggiore che scampai per miracolo, si esibii in una “ consulenza” verificabile in atti da pag 136 a pag 137 allegato )denunciata, pacchiana, inverosile, gravissima secondo la quale il grave stato del Dott. Ferraro non consentiva neanche di esprimere il consenso sulla privacy al momento successivo al sequestro !. Peccato che il Dott. Ferraro tornerà in ufficio normalmente, pochi giorni dopo, prenderà regolarmente ferie per il periodo subìto, riprenderà a lavorare regolarmente, nonostante la tortura medicale, avrà il medesimo rendimento quantitativo e qualitativo in ufficio e subendo i due tentativi di dispensa, pure quelli in atti, vedrà archiviato ogni procedimento alla luce di elogi professionali “eccezionali” aggiornati a Luglio 2010”. ( tutto verificabile ).
Comico è poi il passaggio e l’accenno alla “valutazione congiunta” di Francesco Bruno e Tonino Cantelmi,  perito del CSM, concordata dinanzi allo stesso Paolo Ferraro, divertito della sfacciataggine criminale dell’accordo ( un “accordo” !! non un vaglio critico scientifico !! ). Nel Giugno del 2011 con dei test dell’Ospedale S. Andrea che escludevano qualsiasi cosa, con dei test di Francesco Bruno che escludevano tutto, ( salvo introdurre l’espediente dinamico del “rapporto pseudonevrotico” svelando il futuro programmato andamento delle vicende e il passato e futuro ruolo dei parenti deviati e coinvolti) con un test monco di Cantelmi effettuato solo sulla cosiddetta paranoia e stracciato a metà, come da prova diretta audio, ( tutto verificabile come al solito ) . Lo stesso TEST MONCO provava ( e prova) anche nella amputata “batteria di test” l’esatto opposto di una qualunque patologia, in ispecie paranoica: i due “soggetti “ concordano dopo la conferenza stampa pubblica mia del Giugno 2011 di costruire un profilo artificiale nuovo, foriero di sviluppi ed atto ad arginare il Paolo Ferraro pubblico .
Ma Ciancio cita l’episodio criminale / accordo suindicato come prova di una patologia del Dott. Ferraro. Siamo alla commedia , alla finzione logico-formale più impertinente e ipocrita che si possa immaginare, perchè sono state depositate tutte le possibili prove che svelano i trucchi da gioco delle tre carte, da chiunque posti in essere .
Scientifico è valutare su un test monco stracciato a metà e che rivela l’opposto, scientifico è nascondere i risultati del test dell’Ospedale S. Andrea, scientifico sarebbe anche solo il “nominare” per nome e cognome Stefano Ferracuti ( che il Giudice avrebbe potuto vergognarsene, avendo letto gli atti), scientifico è prendere atto di una presunta inettitudine di un magistrato che fino a Giugno 2011 continua ad essere sul lavoro dichiarato e non disconosciuto come il relativo migliore di sempre. Non è scientifico invece prendere debitamente atto che la cordata e organizzazione criminali denunciate sono ormai scoperte.
4. Il giudice Rosario Ciancio allude poi alle informazioni assunte ( ma l’unica ad aver parlato in udienza , prodotto memoria e lettera denuncia, allegando i precedenti esposti denunce e missive è Patrizia Foiani , compagna del dott. Paolo Ferraro testimone diretta di un percorso durato due anni e otto mesi, ). Secondo il più trito dei rituali non esiste ciò che contraddice in radice l’assunto formale falso. 
5. Di fronte ad una incredibile richiesta di imprigionare in una rete di “assistenza” ( sic!) un intellettuale politico ormai noto al paese, e magistrato ancora notorio ( macchina del fango inceppatasi clamorosamente ) , il giudice Mario Rosario Ciancio, anziché stigmatizzare la matrice nazistoide e gladiatoria della richiesta, l’assoluta illiceità della stessa, il fine occulto di “terapia” (distruzione del fisico e della mente del “beneficiando” ), dopo avere sentito Paolo Ferraro che illustra in udienza ( e le cui registrazioni sono state rese pubbliche), le vere vicende e la loro portata criminale , ha il “coraggio” di rigettare l’istanza “in diritto” e di motivare “adottando” i falsi che supportavano l’istanza, secondo lo schema elaborato “condiviso” Ipse dixit.
Noi non chiamiamo cio’ coraggio: per noi e per chiunque abbia una ragione minima è l’esatto opposto simmetrico.
Ma è anche la prova non solo di una gravissima collusione culturale ma di qualcosa molto di piu’ allarmante e patologico.
Il giudice che tutela i minori nel circondario di Roma, cui vengono da noi depositate registrazioni e intercettazioni anche con voci di bambini, tra cui “rom”, e a prova di attività varie nel cuore della Cecchignola in Roma, anziché balzare sulla sedia, con garbo e compostezza, anziché trasferire gli atti alla nuova autorità inquirente competente che dalla compita analisi degli atti si ricava ( Procura di Firenze), nega il tutto e tenta di supportare i falsi accumulatosi in quattro anni, emettendo il tappo di un rigetto che conferma “ nella vana speranza che da quel che scrive e che dal suo ruolo non emergano queste sacrosante valutazioni. Ovviamente la motivazione extra-vagante serve a tenere sotto pressione e diffamare e ad essere rilanciata, negli intendimenti che nel frattempo vanno fallendo.
E’ per tutti questi motivi che il provvedimento di rigetto viene trasmesso da noi alla procura di Firenze. affinchè sia valutato lo sfacciato livello di collusione e copertura di cui gode una radicata organizzazione criminale nel tumorale tessuto deviato giudiziario e oltre, romano.

II. UN GIUDICE CONTENTO
Mentre il giudice Ciancio si andava esercitando su provvedimento da funambolo, degno di interesse “culturale” per  la Procura di Firenze, il Giudice Dott. Contento investito della causa di divorzio e dell’uso eterodosso della causa, finalizzato a distruggere sempre il solito Paolo Ferraro, emblematicamente rincorre la pista psichiatrico familiare spostando l’asse,  infine,  sul piano socio assistenziale psicologico ( ancora ! ) .
Nella causa, le bambine del Dott. Ferraro, a lui sottratte dal 2011, in un crescendo criminale volto ad impedire su più piani che la denuncia pubblica sveli al paese le matrici di una reale organizzazione criminale anche tramite la sua vicenda, vengono strumentalizzate per potere infilare il Dott. Ferraro nei cunicoli della trama sociopsichiatrica che caratterizza proprio le modalità operative ed uno dei settori fondamentali della organizzazione criminale denunciata.
Prima era stata nominata una insolita consulente, la Dott.ssa Adele Marando, non psichiatra, non psicologa, mera terapeuta, ma con un curioso profilo pubblico televisivo e con una tessera di iscrizione all’Ordine militare dei Cavalieri di Malta. Tanto goffo e architettato è il tentativo di consulenza da incastramento , che il Giudice, stretto tra il dovere giudiziario di denunciare la Marando e l’assurdità di passaggi e argomenti, opina poi per porre di fatto nel nulla la consulenza citata, nominando in una successiva ulteriore perizia, un neuropsichiatra infantile, il Prof. Ugo Sabatello, di scuola romana, universitario in stretto contatto con i Luigi Cancrini, i Ferracuti, i Cantelmi, il Prof. Francesco Bruno, tutte figure a dir poco centrali nelle vicende ormai di interesse della Procura di Firenze.
Dinanzi alla clamorosa evidenza di tutto questo, alla indicazione di telefonata di Francesco Bruno che , colto alla sprovvista, dinanzi a testimone, dice al Dott. Ferraro “ non si vogliono sporcare le mani con te, preferiscono usare Sabatello” e che nell’aprile 2011, aveva avvertito di movimenti a riguardo, tesi a usare le bambine del dott. Paolo Ferraro, (come da telefonata di Ferracuti-Cancrini, opportunamente riferita), dinanzi all’ammissione in udienza, da parte di Sabatello, di stretti rapporti e di scambi tra associazioni volontarie di minori ricondotte al Sabatello e a Cancrini, tutto regolarmente registrato, il giudice Contento verbalizzerà la più incredibile ritirata mai posta in essere da un perito incaricato ( letteralmente a voce bassa e sotterranea il perito Sabatello dice al giudice di non poter procedere nell’incarico e su richiesta viene verbalizzato poi sinteticamente quanto appresso indicato).
Il giudice dott. Contento, a fronte della necessaria verbalizzazione della denuncia del contesto e della filiera, tali da non consentire alcuna partecipazione del Dott. Ferraro alle attività “programmate” , verbalizza che in questo contesto il Dott. Sabatello non intravede ( !) possibilità di addivenire ad una perizia “scientificamente attendibile” ( “ il ctu rappresenta che attenderà la data indicata per l’inizio delle operazioni e che comunque non potrà procedere alle stesse in quanto un accertamento condotto senza contraddittorio non potrebbe produrre alcun risultato scientificamente attendibile ).
Cosa si intenda per scientifico lo sappiamo dalla ordinanza del giudice Ciancio : scientifico è solo ciò che vorrebbe aver incastrato il dott. Ferraro .
L’incredibile rilancio, rivestito, come di stile,  a tutela della “bigenitorialità”, viene poi effettuato con un ennesimo provvedimento che segnala almeno ex littera non la madre delle bambine, non le sue condotte anteatte e attuali, di cui ci sono prove a iosa depositate non la necessità di intervenire sull’affidamento a lei e di vigilare sulle bambine a lei affidate, trattandosi peraltro di persona denunciata insieme ad altri per associazione ex art. 416 bis e vari reati fine a prescindere dalle prove strettamente “personali” depositate in atti, ma il medesimo solito dott. Ferraro. Ciò con la incredibile motivazione secondo cui la di lui professionalità e il di lui stato di salute ( ?!) , non consentono ragionevolmente di prevedere che egli possa provvedere per lungo tempo alle figlie ( ed a sé) , e che occorre altresì procedere ad incontri protetti di lui con le bambine. Parolisi vede in carcere la sua bambina, il “magistrato” Paolo Ferraro le può vedere solo in sede protetta , con presenza di assistenza socio psocologica e “programmata”  RELAZIONE .Un delirio istituzionale da annali.
Qui la commedia napoletana del Giudice Tutelare che rigetta istanza di amministrazione di sostegno e “ sottoscrive” motivazione sulle patologie costruite con giudizi e procedimenti logici patentemente falsi, si tramuta nell’orchestrato tragico da Magna Grecia “invertita” : Medea deve fornire date e disponibilità a cedere le figlie ai demiurghi degli incontri protetti, mentre prevedibilmente riattiverà la “incriccata” macchina del fango e le condotte diffamatorie aggravate con le quali a correo ha contribuito a tentare di inventare un profilo artificiale , con buona pace del tavistockiano Cancrini, del figlio di “eccelsa” scuola Ferracuti, del criminologo e psichiatra cupo Francesco Bruno e del Cantelmi inchinantesi dinanzi al Bruno.
Questo profilo artificialmente appiccicato a Paolo Ferraro passerà alla storia come uno dei più gravi tentativi di accerchiamento e distruzione di un magistrato, significativo , nella Repubblica italiana. Ed il giudice Contento, a sua volta, come il giudice che tenterà, ingenuo o non, contento o non , non conta, di introdurre in ragione del caso “umano”, Paolo Ferraro nel circuito “socio assistenziale “ a tutti noto per la sua “organicità” a Roma .
Lo scrivo, ed è vero, e stentano tutti a credere che si sia potuto fare e dire quello che per tabulas risulta detto e fatto !!! Rischio di più a raccontare pianamente tutto quello che di criminale , folle e incredibile è stato fatto a me ( altro che inverosimile ! ) , per la semplice ragione che è FOLLE quello che hanno fatto sinora in un crescendo delirante, e,  ora sappiamo, crescendo terrorizzato della pericolosa discovery pubblica realizzata, che ha “centrato i nodi “ essenziali .
Non so se qualcuno altro ne rimarrà contento, ma anche la causa eterodossa civile viene segnalata alla Procura di Firenze,  quantomeno a prova di come ormai la tumorale gestione invertita nell’alveo giudiziario romano possa strumentalizzare anche la giustizia ordinaria civile, addirittura nel settore sacro della tutela dei minori. E non querelo il giudice Contento per aver detto “ lo stato di salute” : la invidia della mia salute della mia lucida attività , del mio ruolo pubblico non costituiscono reato, ma qualcosa di talmente basso che stentiamo ad attribuirglielo sinceramente .
Ciò segnalo però, pubblicamente, anche per una questione generale “collaterale” , a  tutela dei padri e madri e minori martirizzati dalla parte che macina e trita rapporti, affetti e acquisisce profitti , nonchè gestisce scopertamente o copertamente un campo di manovra dai confini impensabili ( per lo schifo e la ripugnanza ), che circonda visibilmente e sotterraneamente i minori o relativo genitore “attenzionati” .   Ma occorre che i giudici civili prendano consapevolezza che il terreno apparentemente neutro dei servizi, della assistenza è stato sapientemente tramutato in una palude piena di insidie e trabocchetti e piegato ( certo nei casi in cui serve o è necessario piegarlo ) a fini ultronei e coerenti a ben altra “prospettiva” mentre essi continuano a provvedere non rendendosi ( forse o comunque alcuni ) appieno conto della sotterranea marcia costruita .
III . UN PROFILO SOLO ARTIFICIALMENTE INVENTATO O ANCHE PROGETTATO? !
Quando uno dei tanti più stimati amici, psicologo, persona impegnata, esperto conoscitore di vicende nazionali e criminali irrisolte, quasi criminologo ad honorem, al mare, in una serata calda, dopo una cena insieme ad altra persona, lauta e felice, protagonista cuoco chi scrive, mi ha suggerito la chiave di lettura che ora indico come la “progettata costruzione di un profilo artificiale psicopatico”, risalente nel tempo, finalizzata a distruggere le mie prospettive professionali e umane, ma forse anche a coprire e depistare anche fatti commessi da terze persone, ho avuto in sequenza rapida vari atteggiamenti interiori.
[ N.B. Per tutti i richiami a vicende indicate successivamente si vedano le memorie esposto del 9 ottobre 4 novembre 2012 al CSM , con note ed allegati e gli articoli su la magistratura deviata che non poteva non sapere e la inchiesta “fiori nel fango due “ . ]
  • Prima scettico ed incredulo ho ridacchiatoMi risultava di essere stato “attenzionato” da tempo e avevo prova diretta di una creazione di un profilo artificiale solo a seguito del sequestro di persona patito il 23 Maggio del 2009 ( sicchè persino la finta anamnesi è oggetto di denuncia giudiziaria come spiegherò) .
Ma volevano impedire che io denunciassi quello che avevo capito di cio’ che avveniva nella Cecchignola a Roma, eventuali ruoli e coperture; poi però avevo intravisto altre attività coperte, e ho di recente fatto la scoperta che tramite le inchieste “fiori nel fango 1 e 2” ed altro, nonché coinvolgimenti di militare emerso anche nel caso Marrazzo , la Procura di Roma o meglio i magistrati della Procura di Roma appartenenti alla cordata deviata, non potevano non sapere che cosa avessi scoperto e le ragioni del perchè io mi fossi trovato con una finta fidanzatina-modello nel cuore della Cecchignola. Troppo pesante il discorso “progettazione del profilo “ ma direi oggettivo il discorso trappola di miele (“honey trap “).
Inoltre, nell’Ottobre del 2012, avendo ritirato per la prima volta copia integrale della cartella clinica dell’Ospedale S. Andrea, mi ero ben reso conto che tra il 23 e il 24 Maggio 2009 in concomitanza successiva all’ingresso “agevolato” ( scusate l’ironia ) in ospedale, era stata annotata una anamnesi sbalorditiva, totalmente artefatta e manipolata: ma questa serviva a creare una finta personalità “bipolare” che sennò il tentativo insensato di distruggermi iniziale, che mi avrebbe dovuto condurre infine al San Filippo Neri, non sarebbe partito con il piede giusto. Ovviamente l’aspetto è stato indicato e denunciato con apposita lettera e nota nella causa civile dinanzi giudice Contento, ed è smentito da alcune migliaia di persone che mi hanno frequentato tra il 1983 ed il 1992 ). in particolare quando lessi nell’ottobre 2012 la cartella acquisita, attonito, e in essa la falsa anamnesi il giudice, saltando la evidente “valenza” soppressiva  della circostanza, si era anche già dovuto confrontare con la mancata trasmissione della valutazione folle dello psichiatra denunciato Ferracuti Stefano , figlio del Ferracuti operativo nei servizi segreti e ben altro, e con la “mancata trasmissione “ dei test dell’Ospedale S. Andrea : essi dimostravano che a Maggio 2009 il sottoscritto era sano come un pesce. ( notare che la copia della cartella viene da copia digitale : click e stampa, e quindi la omissione rilevata è necessariamente voluta ).
  • Poi sono rimasto attonito e quasi imbarazzato, non riuscendo ad accettare l’idea che si fosse voluto programmaticamente distruggere da lunga data una persona e un  magistrato, sia pure del livello ( “preoccupante” ) che attestano gli stessi atti della magistratura e la sua storia.
Avevo ipotizzato che una violenta e sotterranea campagna denigratoria fosse stata in precedenza orchestrata fra il 2005 e il 2006, coprotagonista principale l’unica persona che poteva essere usata contro di me, la ex moglie Silvia Canali, già moglie di Giovanni Orfei, figlio di Orfei , consulente geopolitico del governo De Mita, inopinatamente sottoposto ad una attività di ( poca ) “intelligence” , a denuncia e tentativo di distruzione,  ipotizzando sue relazioni con apparati e servizi della Russia: un tentativo annichilito da un provvedimento di archiviazione ( 1994-1995 … credo .. cito a memoria ) dell’allora Procuratore delle Repubblica Michele Coiro, magistrato democratico mio numen e legato a me da profonda stima e riconoscimento reciproci.
Un corso di formazione di psichiatri in zona Roma sud nell’autunno 2004 , in cui ero stato catapultato da Piero Saviotti, con la proposta cortese” di svolgere relazione su Privacy e psichiatria, testimoniava un precedente “curioso”.( vedi dettaglio relazione espletata ).
Vari movimenti nell’Agosto del 2006 e un curioso interessamento dell’allora Procuratore Giovanni Ferrara affinchè non mi separassi giudizialmente da Silvia Canali, a seguito della scoperta di una vicenda a suo modo imprevedibile, relazione con cigolo’ aspirante pornostar rumeno catapultato da Padova in Roma insieme alla moglie, impegnata in locale del centro, “politico” , di Roma, li avevo già presenti e notati a suo tempo, mentre l’essere intranea, Silvia Canali, agli ambienti romani di che trattasi, con il senno di poi, era un dato certo a sua volta .
Si vedano a riguardo i chiarimenti ed indicazioni e la nota due ad esposto memoria del 3 novembre 2012 al CSM. ( e alla Procura Generale della Cassazione ) .
  • Indi sono rimasto incerto e quasi smarrito: una avvenente avvocatessa romana intranea per suoi dettagliati racconti a giri di “cassazione”, già intima con il Giudice  Scopelliti, risultata in rapporti di conoscenza anche con il Prof. Francesco Bruno, abilitatasi in quel di Reggio Calabria, era piombata per un trimestre nella mia vita da single tra il Febbraio e il Maggio del 1995, con il buon movente ex post agitato che ero bello e l’innamorato di tutte le ragazze della scuola liceo che avevamo frequentato insieme, io al V anno lei al primo. In mezzo anche un “amico” che allora era permanentemente aggiornato, da lei … ( persino incontrandosi con lei a quel fine in luogo atipico, vicino corso Trieste ) e che aveva anche “monitorato la precedente crisi di coppia” del 1992, me assolutamente scevro, allora, da sospetti . Questo “mio” amico, Avvocato, già studente impegnato politicamente, della medesima ispirazione ed area di Luca Petrucci, legato cioè agli ambienti da me indicati, anche sotto altri aspetti.
Era piombata nel novembre 1995 la futura e poi ex moglie Silvia Canali, allora appena divenuta vice procuratore onorario, con intrecci di rapporti , all’epoca per me non significativi, che si accavallavano tra AIAG, sorella collaboratrice grafica e grafica geopolitica sia con l’Ente per il Turismo che con la rivista Limes di Lucio Caracciolo; Silvia Canali, apparentemente molto a dentro a vicende a me ignote cui alludeva con saccente sicurezza da me percepita come infantile pretesa di attenzione e conoscenza ( Via Poma ), e che aveva avuto un passato, a me poi riferito come superato, a dir poco gravemente tumultuoso ( esperienze forti solo accennate ). Avevo perdonato un po’ perchè ignaro di valenze psichiche e “antropologiche“ possibili ulteriori, e per natura, estraneo a quelle esperienze, propenso a capire, aiutare. I suoi racconti sulla vicenda Orfei a loro volta erano per me non rilevanti ( frequentava abitualmente quella casa … ).
La circostanza che psichiatri legati a doppio filo ad apparati e servizi, i ( pochi e “segreti”) Magistrati veramente deviati della Procura Romana , in cordata, con la speciale collaborazione di una ex moglie certamente legata a giri imbarazzanti , anche a me non noti per ovvi motivi, avessero potuto in qualche modo progettare un percorso a mio danno, più volte sfuggitogli di mano, da ultimo con le registrazioni-intercettazioni nella casa della Cecchignola, ma già prima nel 2006 con la scoperta del “ruolo” del rumeno di “sinistra” comunista , venuto da Padova , non solo è attendibile e verosimile , e logicamente ipotizzabile, ma accertabile con metodo giudiziario, anche mediante banali riscontri agevoli da eventualmente acquisire a corredo .
Il perchè avrebbero fatto ciò lo si ricava semplicemente dalla mia storia intellettuale e professionale e dal vaglio non spudorato, demenziale e diffamatoriamente “portinaio” della mia persona : vaglio che pare sia cosa assai semplice  , mi dicono , anche a prima vista  .
  • Infine un modesto gelo interiore e una composta sensazione di ribellione e lucida intelligenza mi hanno percorso in quel 12 Luglio 2013 in una sera stellata con grilli che “canticchiavano a piena voce“, mentre parlavo con l’amico serio e professionale, fidato e sensibile, il chè riscalda per fortuna il cuore,  unitamente alla presenza di altre belle persone e una compagna sazia e felice per la mia ottima cucina “meridionale ” , del pescato in un mare meraviglioso e azzurro.
Quando raccontai nella primavera del 2011 a Pietro  Saviotti, Aggiunto della procura di Roma,  cose che mi erano successe a partire dal sequestro di persona in poi, e indirettamente mi resi conto poi che lui era intento nel mese di Maggio 2011 ad una serie di lunghissime telefonate concitate e tese, che mi tenevano fuori dalla sua porta, mi ricordai che già nel Settembre del 2010 Saviotti era stato “condannato” come non affidabile e “ stronzo” , in mia presenza, da uno Stefano Pesci che interloquiva con Nello Rossi alle 19 di sera nella stanza del Rossi Aggiunto ……. A quel tempo pensavano di avermi schiacciato con il sequestro di persona, e Pesci tendeva talvolta ad alludere e parlare implicitamente senza curarsi della mia presenza. E’ allora che Pesci mi disse lievemente estasiato, interrogativo e al contempo cupo ed allusivo Nello ha casa ad Honk kong e ci va … deve  partire “ ).
Dopo la mia denuncia del 7 MARZO 2011 ERA COMPARSA il 14 15 Marzo 2011, abilmente accerchiata dagli ufficiali di pg della mia segreteria , una donna che raccontava di un Paolo Ferraro con una Panda gialla e capelli lunghi chiari ( parrucca ? ) . Fu fatta una relazione di servizio che raccontava come fosse stata incastrata nel tentativo e che non mi aveva riconosciuto in alcun modo, ma fu solo depositata, in silenzio, nell’ufficio di pg di appartenenza. ( Sapevo di quanto avrebbe potuto muoversi intorno a me, ma certo non riuscii ad immaginare allora che si poteva tentare di costruire un profilo” integralmente artefatto sulla mia persona ).
La relazione di servizio sarebbe stata fatta emergere da me ( con qualche resistenza incontrata ) dopo averne portato in evidenza al Procuratore di Roma Dott. Pignatone il sabato 13 Ottobre 2012 una copia mera già in mio possesso ( all’incontro partecipò la dott.ssa Patrizia Foiani ) ,  quando era in servizio quel giorno anche il Procuratore Aggiunto, bravo magistrato e a me persona cara, Alberto Caperna. E’ morto improvvisamente di infarto da cause da accertare a distanza di poche ore … .
Mi aveva sempre dimostrato affetto e detto pochi giorni prima “ritorna, dimentica quello che ti hanno fatto, io sono un po’ ingenuo”. Cosa fosse andato a dire una settimana prima , in altra Procura, come riferitomi dall’unica diretta voce attendibile, non lo posso sapere e se lo sapessi non lo scriverei.
La cordata romana .
La cordata da me individuata riconduce in effetti almeno ad un ventennio di attività romana e nell’Italia centrale, mentre il ruolo di Francesco Bruno , anche su vicende della Toscana è pubblico, e Firenze ben lo rammenta. Di Luigi Cancrini sanno anche i sassi . l’AVV Minghelli incontrando Ferracuti Stefano e rampognandolo ( ” ma che avete combinato ” ?!?! ) avrebbe ottenuto la risposta patologicamente infantile ” io non c’entro a me è stato detto di fare e scrivere così .. me lo ha detto Girardi ” ( lo psichiatra che da una parte accolse e dall’altra arginò sempre il solito sequestro di persona, piegandosi prima alla “necessità condivisa” ed appoggiata da Cancrini Luigi e poi lamentandosi con avvocato che dietro alla vicenda giravano “persone pericolose” ). Con l’occasione indico che addirittura fu scritto nella cartella , in ingresso, annotando il relativo nome e telefono, come se fosse un medico curante , che si doveva riferire a Luigi Cancrini !!!!! Testimone del riferito de relato, l’AVV Rustico ed il sottoscritto . Ma è possibile che uno psichiatra sano adotti  giustificazioni irresponsabili da bimbo che ha rubato la marmellata ?!?! 
A quello stesso Nello Rossi, che mi aveva minacciosamente avvertito nel novembre 2010 “ sappiamo bene che sei sano e sei intelligente, se no non rimanevi qui in Procura: non devi parlare a nessuno dei fatti della Cecchignola ……”, avevo poi detto, dopo la manovra in CSM che ha visto belar giudizi finti sul sottoscritto attribuendomi atteggiamenti o frasi criptiche nello stesso Maggio- Giugno 2011,  “ ma proprio con uno intelligente e per bene come me vi volete scontrare?La mia compagna e moglie di fatto Patrizia Stefania Eugenia Foiani, ulteriore testimone diretta o indiretta di tutta la congerie di fatti accaduti tra il 2010 ed oggi, conosce per riferita la risposta pressante di allora di Nello Rossi a cavallo tra sfida e temeraria sicumera “lo sappiamo bene” , ma conosce anche, per averla ascoltata, la telefonata di Francesco Bruno del Maggio 2011 in cui disse: “Tu sei sano ,  sei piu sano degli  altri( Bruno parla sempre ellitticamente ) .  Sa anche tutto il resto per storia ed ovvi motivi.
CSM, giudici Contento e Ciancio, Psichiatra Tonino Cantelmi ed altri nonostante decine di esposti, lettere , denunce e dichiarazioni, continuano a fingere anche negando patologicamente la realtà, che Patrizia Foiani non esista e non sia mai esistita. Salvo indicarla solo da ultimo come domiciliataria per la notifica del ricorso per la nomina di amministratore di sostegno piu allucinante mai depositato dinanzi ad un giudice tutelare, vieppiù da un ufficio giudiziario di Procura della repubblica. Quella in danno di Paolo Ferraro, il magistrato già definito, ottimo, zelante, professionale, con altissime qualità dinanzi al medesimo CSM nel luglio 2010. Lo stesso che è rimasto nell’epicentro romano sin dal 1989 ed in una postazione di impegno e conoscenza diretta non occultabile.
Ma che magari ha a sua insaputa un artefatto fascicolone sul suo profilo ….. ingegnerizzato e manipolato ( magari in qualche caso ingigantendo fatti banali “snaturati” “su misura “ ) ai fini della sua eliminazione : un ordito gravissimo e maldestro che si regge solo sulla capacità/potere di far uniformare omertosamente volta per volta chiunque abbia una veste decisionale, se non già affiliato od assoggettato.
E forse la spiegazione del mio essere stato “attratto” nella Cecchignola è ancora più semplice . Percorsi indotti ma  falliti, per rendere conforme Paolo al profilo da inventare e realizzare od alternativamente circuirlo ed “arruolarlo”. Siamo alla fantascienza criminale ?!?! No: servizi e gruppi di potere deviati, e metodologie note da un secolo , più una precisa organizzazione politico militare segreta infiltratasi potentemente nella Procura di Roma con la accelerazione della scalata dal 1990 in poi.
Nel maggio del 1990 caleranno a Roma, nella procura Circondariale, contemporaneamente Stefano Pesci , già avvocato di soccorso rosso a Bologna e di una area politica “lievemente “ militarista, con rapporti che sono oggi confermati da teste diretta e “precisa” Giuseppe Cascini, nipote ricco di Achille Lauro, ultimi ”vincitori” di un concorso rivelatosi destinato alla”scalata “ romana della magistratura e “presa” della sezione di MD. , “funestata” da una “sinistra“ pura e socialista e da magistrati che credevano solo nella indipendenza della giurisdizione e nella legalità, Nunzia D’Elia moglie di Stefano Pesci, appartenente a famiglia napoletana, Delia Cardia moglie separata del futuro Ministro della Giustizia e segretario dei comunisti Italiani Diliberto ( i cui rapporti con persone e soggetti di aree non certo puramente essoterico politiche sono verificabili ). Verso la fine del 1990 inizi 1991 potrò osservare in un incontro ad un bar , vicino alla Corte Costituzionale Nello Rossi, della cordata Pivetti , letteralmente silenzioso cupo, sguardo nel vuoto, quasi terrorizzato ; lo stesso Nello nel 1993 mi inviterà con aria preoccupata, a candidarmi, alla sezione per arginare la cordata suindicata e la candidatura della stessa alla segreteria della sezione romana di MD ( poi nel 1994 riuscirò a sfiduciare il gruppo nuovo, tra cui la coppia Pesci-Cascini mille volte più pericolosa di quanto avessi potuto analizzare od immaginare ) .
Alla cordata strettamente intrecciati poi sul piano politico giudiziario, a me ben noto, ma non oggetto diprove dirette e consapevole partecipazione, in posizione storicamente avvantaggiata, Marco Pivetti ( più anziano di oltre 15 anni ) il giovane Stefano Erbani,dalla carriera di addetto al Csm in vari ruoli , ancora permanentemente presente come addetto ufficio studi proprio nel 2012 al CSM, Scardaccione ( procura generale Cassazione ) e l’attuale membro del Csm e già Procuratore di Venezia Vittorio Borraccetti ( un ammiratore della “intelligenze di Cascini“ con il quale non condividevo e non condivido il concetto di intelligenza, se non accoppiandolo a quello di tattica ed a quello di stupidità etica e strategica) e poi i romano-campani Giovanni Ferrara Salvatore Vecchione ( figlio di famiglia militare, in pensione da Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma ) ed altri della cordata, vicina ad ambiti e personaggi militari, anche già per vocazione “familiare” od antiche frequentazioni .
Il giro dei vertici militari è ormai dettagliatamente analizzabile mediante la deposizione analitica e riscontrabile di persona conoscente tutti i rapporti e movimenti relativi,direttamente . Così come è agevolmente ricostruibilie il quadro dei rapporti in cui va ad intersecarsi la vicenda denunciata .
Il nucleo politico dei “comunisti” deviatisi ( l’aspetto cromatico è totalmente irrilevante , come ovvio ) non lambisce ma si estende ad una area di ex ( pseudo ) amici miei, della antica destra del Manifesto contigua all’area dei comunisti italiani, e ad essi corre il pensiero quando nel 1992 si destabilizzò, con modalità imprevedibili, il primo rapporto di coppia ( matrimonio del sottoscritto ) e corre anche ad un loro comune target di viaggiatori e frequentatori di ambienti di vita o studio anglo americani, in una età formativa dove invece “Kerouac” sembrava fare da unico compagno ideale percepibile ( da me ) .
Cosa facesse a spasso, letteralmente, nel febbraio marzo 1992 di mattina, i giorni lavorativi in zona corso Trieste, per un mese e più, Daniela, prima moglie, quando ero addetto alla Presidenza della Corte Costituzionale, membro del Consiglio giudiziario della corte di Appello di Roma e il magistrato che sono sempre stato nella allora Procura Circondariale di Roma, ove per mia scelta avevo anche conservato ruolo ed assegnazioni piene , non lo sapremo mai e non lo sappiamo con esattezza.
Ma sappiamo solo che aveva un badge che mi raccontò a parte datogli per consetirle libera uscita di mattina, “ perchè nella nuova organizzazione della divisione” ove lavorava ( a Porta Pia, ) “non c’era nulla da fare per il momento “ .
Sappiamo a parte che di ipotizzati “giri” “estremi “ in Corso Trieste e Parioli, dovrebbe essere venuto a conoscenza costernato , ed “inorriditosene “ , Giovanni Falcone, allora , nel 1992 a capo della DG Affari Penali del Ministero della Giustizia ( lo dichiara in un libro in modo diretto e apparentemente attendibile la autrice Carlizzi , che farà rivelazioni e darà indicazioni su varie vicende oscure ).
Tra i “giri” certi invece quelli che fanno capo a zone limitrofe a P.le Clodio : e il filone indicato sopra, nonché raccontato e svelabile sempre dalla persona direttamente testimone delle attività dei giri “militar giudiziario politici” . Essi si infittiscono e rafforzano alla fine degli anni novanta, inizio anni duemila ( dichiarazioni precise a me fatte in presenza di terza persona testimone in una cena dell’agosto 2011) , e il ruolo dell’irretimento ed altro diviene addirittura centrale rapidamente. In quella prima fase, vanno collocati quantomeno temporalmente vari fatti anche di sangue e criminali nel centro Italia ( esplosi, e di certo gestiti ed utilizzati sapientemente ) .
La cordata degli psichiatri di apparato segreto inizia con Luigi Cancrini, i cui rapporti con l’area sopra indicata sono arcinoti ed altresì, Francesco Bruno, in un genialoide e dubbio rapporto apparentemente bivalente e come tale a me fatto intendere, Stefano Ferracuti, con l’ormai noto ruolo giustapposto avuto il 26 maggio del 2009 , Tonino Cantelmi “scelto” ed incaricato come perito dal CSM e in un ruolo non generale ma non minore Paolo Girardi ( primario del Sant’Andrea che vuoterà il sacco sula pericolosa organizzazione che c’era dietro ed intorno alle mie vicende ) e psichiatri e psicologi più direttamente a loro riconducibili, e ne abbiamo analiticamente raccontato individuando metodologie tecniche, apprese da terzi .
Ora sappiamo anche che proprio tra il 2006 ed il 2007, mentre emergeva il caso FIORI NEL FANGO e poi FIORI NEL FANGO DUE ( il più vasto caso di pedo ed efebofilia legato strettamente a mondo militare, con coinvolgimento del D’Autilia a sua volta coinvolto nel caso Marrazzo, ma anche il caso più incredibilmente oscurato e sparito dalle notizie, immediatamente ), Luigi Cancrini interviene direttamente sui bambini e sulle mamme di Rignano e prende posizioni di stampa mentre viene gestito su quel caso un vero e proprio battage pubblicitario. Il “caso” sortirà assoluzioni perchè i fatti non sussistono.
Sappiamo anche che Francesco Bruno e Lucio Caracciolo , cognato di Silvia Canali,  hanno ovvi stretti rapporti con l’intelligence militare e partecipano a convegno sul tema il 16 e 17 ottobre 2008 ( a pochi giorni dalle mie scoperte nella Cecchignola) . Sappiamo infine che Bruno e Ferracuti si dilettano sul profilo del mostro individuale e predispongono profilo teorico, e sappiamo anche quali astruse e incredibili caratteristiche siano state inventate ed appiccicate … a me . ( ed ora lecitamente ipotizzo con elementi logici concludenti il perchè, non foss’altro registrando cosa, come e con quale metodologia, sia stato a me fatto ).
Ma sappiamo anche molte altre cose e tra le altre indico:
Come e perchè quello che ho denunciato possa essere accaduto emerge dalla compiuta analisi di contesto, anche .
CONCLUSIONE BREVE
Se non è difficile disegnare per noi a linee generali la mappa romana , non lo sarà certo per chi segue a livello giudiziario ed investigativo ipotesi e ricostruzioni da ventitre anni almeno, dei fatti criminali del nostro paese legati alle sue dinamiche politico storiche.
E le appendici/mappe napoletane e milanesi , a partire dalla magistratura, sono EVIDENTI e immediatamente individuabili, seguendo il filo rosso bruno di un apparato deviato infiltratosi sommando politica, ruolo istituzionale e professionale e attività coperte, segrete e drammaticamente deviate a fini criminali .
Oggi che perseverano ancora, con “inane” pervicacia a mio danno ( un po’ stanchini e straniti dalle “mazzate a pulicinella che non tiene più o segreto “ ) , oggi che cercano di tenere in piedi una insensata macchina del fango, ormai svelata e “spubblicata” , chiedo ancora una volta che si intervenga, a tutela di parenti miei compartecipi ma coinvolti consapevoli ( ahimè da lungo tempo ), comunque devastati anche dalle tecniche manipolatorie dello psichiatra psicologo, ipnoterapeuta, esperto di metodologie “Tavistock” Luigi Cancrini.
Ciò indirettamente anche a tutela di tutti coloro che sono stati vittime di metodologie operative e pratiche sotterranee, rammentando quali illustri pseudo-profili artificiali siano stati storicamente ingegnerizzati per manipolare , depistare, confondere anche in quel di Firenze.
E chiedo per la prima volta ciò anche a tutela indiretta delle mie due piccole figlie,  sottrattemi per poter essere utilizzate contro di me, cioè creando il contesto per attivare distruttivi “incontri protetti” e diagnosi ulteriori artificiali, secondo metodologie e piste ben oliate e governabili. Trasparente e svelato il ruolo della ex moglie Silvia Canali, in diretti e vantati rapporti con questi segmenti che agiscono con modalità criminali sotterranee.
Ma ribadisco che la autorità giudiziaria deve poter intervenire su un piano più generale, a tutela della legalità costituzionale , infangata e deviata dagli orditi criminali che ho illustrato anche in separate sedi e centinaia tra articoli, conferenze, convegni, denunce pubblichee da quelli che posso provare direttamente e che ho denunciato chiedendo che le indagini conferiscano definitivo substrato probatorio ad una ricostruzione , che , ancor più minuziosamente da me dettagliabile, lascia poco spazio ad incertezze valutative .
Ma, quanto meno, codesta autorità giudiziaria, deve concretamente determinarsi sullo spaccato dei fatti criminali oggetto di prove dirette fornite sinora, ed ormai pubbliche .
Non ritengo sia “patologico” continuare a fidare nella Giustizia e nello Stato e nelle cospicue componenti non deviate delle istituzioni e della società, dopo tutto quello che è stato fatto e quello che di certo, accertato od altamente probabile ho scoperto , dimostrato od indicato, rendendolo anche pubblico . Ma ora, prima che sia anche troppo tardi, fosse anche solo per me, è il momento di intervenire consapevolmente .
“ C’è un giudice a Firenze”e  da venti anni indaga . IL “fenomeno criminale” lo meritava , necessariamente.
Non si può però ancora attendere .
PAOLO FERRARO

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
Anteprima su trittico denuncia esposto con prove che verrà pubblicato a settembre
Una breve premessa , per chi non conosce le vicende a monte ed a valle. Esse sono:
approfondite sulla pista familiare e sull’uso eterodosso di giudizio civile, http://paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/news/a2-la-grande-discovery-pista-familiare-uso-eterodosso-del-divorzio/
portate a valutazione con dati audio e brogliacci a player integrato
sviscerate criticamente in sintesi nella lettera aperta al giudice Ciancio integrata con player audio e contestualizzazione di audio
e del pari pubblicate sinteticamente nella successiva lettera all’Aggiunto Ilda Bocassinihttp://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/06/cara-boccassini-quello-contro.html entrambi le lettere parto dell’AVV. Marra Alfonso, con qualche integrazione successiva per rafforzarle con prove e documenti audio immediatamente vagliabili,
chiarite per gli antefatti anche lontani nei memoriali esposto del 9 ottobre 2012http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2012/10/4-memoria-esposto-del-9-ottobre-2012.html e del 3 novembre 2012  

Una sintesi iniziale è fornita dalla intervista riportata in calce alla mail informativahttp://cddindex.blogspot.it/2013/04/mail-alla-cortese-attenzione-dei.html e lo sviluppo di analisi nei post del maggio giugno luglio ed agosto 2013 in tutti blogs del CDD e primo di essi nel blog www.paoloferrarocdd.blogspot.it portano a compimento tutti i dati acquisiti e la ricostruzione quadro generale di riferimento .
Per i pigri inguaribili semplifichiamo qui :
  • un magistrato ( noto, impegnato e ancor più stimato nel mondo giudiziario romano ) viene “messo in mezzo “ con tecniche varie in stile servizi deviati, ma scopre sempre qualche minuto prima quello che non doveva scoprire e che svela un intero vaso di pandora coinvolgente anche mondi militari ed altri ( oltre quello che gli accadeva vicino).
  • Per tappargli la bocca, visto che continuava ad approfondire e capire, lo sequestrano con una attività costruita a tavolino dalla psichiatria deviata secondo i moduli dell’ancient Tavistock Institute ( ti accerchiano, distruggono famiglie e situazioni personali e poi cercano di tombare il tutto compreso l’accerchiato ).
  • L’operazione non riesce per vari motivi, tra cui carattere coriaceo e speciale attitudini della vittima predestinata, così come falliscono i vari tentativi di inserire step e profili nella vita dello stesso magistrato, un po’ ingenuo e puro ma tanto tanto odiosamente intelligente .
  • Di fronte ad una valanga di prove montante cercano di delegittimarlo per la via della ignominiosa dispensa dal servizio, ma questa è talmente incongrua sul piano della nota e reale professionalità del magistrato che fanno l’ennesimo autogol.
  • Non paghi perseguono la via del distruggerlo tramite la morte civile e l’infangamento e sinanche la nomina di amministratore di sostegno , dopo aver avviato lo strangolamento economico , destituendolo .
    Paolo Ferraro resiste e ricostruisce anni di storia, modalità organizzative, attività sotterranee e moduli organizzativi visibili. 
    Proprio quello che non volevano facesse e per il quale volevano troncargli vita, carriera , prima studiandolo a lungo, poi tentando di irretirlo forse ricattarlo, sicuramente  destabilizzarlo, tentando insensatamente di appiccicargli un profilo invertito , incompatibile con la sua persona infine e il protocollo della morte civile  che hanno adottato di emergenza , avviando e portando poi a conclusione provvisoria la terza procedura di dispensa da servizio per una inettitudine che sà di “legge del contrappasso”   è oggi uno dei capitoli criminali della storia nostra cui dobbiamo dire grazie . 

    Cento conferenze, interviste e trasmissioni , dieci canali video, centinaia di migliaia di notizie e video in rete, la sua presentazione alle elezione come capolista al Senato in varie regioni e la crescita irrefrenabile della coscienza collettiva nonché il suo impegno politico e nuove e dettagliate denunce tutte arrivate a tutti i gangli dello Stato, fanno da scenario o alle ulteriori ultime iniziative, sempre più caotiche, disordinate, confuse ed improvvisate a suo danno .
Mentre si comincia a delineare concretamente una Truman Show story reale ma da leggenda, con tanto di rivelazione da ascolto di tecniche di trattamento mentale, prove concrete verificabili da chiunque, in concreto , di attività criminali etc etc … siamo in attesa della giustizia .. ormai tutta allertata .. E dobbiamo dire grazie : a costoro se tre generazioni di italiani stanno finalmente capendo e possono essere finalmente informate in modo dettagliato e verificabile . 

E a settembre :
I.  BANDO ALLE CIANCIE
II. UN GIUDICE CONTENTO
III . UN PROFILO SOLO ARTIFICIALMENTE INVENTATO O ANCHE PROGETTATO ? 
 

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
Anteprima su trittico denuncia esposto con prove che verrà pubblicato a settembre
Una breve premessa ,per chi non conosce le vicende a monte ed a valle. Esse sono:
approfondite sulla pista familiare e sull’uso eterodosso di giudizio civile ,http://paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/news/a2-la-grande-discovery-pista-familiare-uso-eterodosso-del-divorzio/
portate a valutazione con dati audio e brogliacci a player integrato
sviscerate criticamente in sintesi nella lettera aperta al giudice Ciancio integrata con player audio e contestualizzazione di audio http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/05/marra-le-massonerie-deviate-il-giudice.html
e del pari pubblicate sinteticamente nella successiva lettera all’Aggiunto Ilda Bocassini http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/06/cara-boccassini-quello-contro.html, entrambi le lettere parto dell’AVV. Marra Alfonso, con qualche integrazione successiva per rafforzarle con prove e documenti audio immediatamente vagliabili,
Una sintesi iniziale è fornita dalla intervista riportata in calce alla mail informativa http://cddindex.blogspot.it/2013/04/mail-alla-cortese-attenzione-dei.html , e lo sviluppo di analisi nei post del maggio giugno luglio ed agosto 2013 in tutti blogs del CDD e primo di essi nel blogwww.paoloferrarocdd.blogspot.itportano a compimento tutti i dati acquisiti e la ricostruzione quadro generale di riferimento .
Per i pigri inguaribili semplifichiamo qui :
  • un magistrato ( noto, impegnato e ancor più stimato nel mondo giudiziario romano ) viene “messo in mezzo “ con tecniche varie in stile servizi deviati, ma scopre sempre qualche minuto prima quello che non doveva scoprire e che svela un intero vaso di pandora coinvolgente anche mondi militari ed altri ( oltre quello che gli accadeva vicino).
  • Per tappargli la bocca, visto che continuava ad approfondire e capire, lo sequestrano con una attività costruita a tavolino dalla psichiatria deviata secondo i moduli dell’ancient Tavistock Institute ( ti accerchiano, distruggono famiglie e situazioni personali e poi cercano di tombare il tutto compreso l’accerchiato ).
  • L’operazione non riesce per vari motivi, tra cui carattere coriaceo e speciale attitudini della vittima predestinata, così come falliscono i vari tentativi di inserire step e profili nella vita dello stesso magistrato, un po’ ingenuo e puro ma tanto tanto odiosamente intelligente .
  • Di fronte ad una valanga di prove montante cercano di delegittimarlo per la via della ignominiosa dispensa dal servizio, ma questa è talmente incongrua sul piano della nota e reale professionalità del magistrato che fanno l’ennesimo autogol.
  • Non paghi perseguono la via del distruggerlo tramite la morte civile e l’infangamento e sinanche la nomina di amministratore di sostegno , dopo aver avviato lo strangolamento economico , destituendolo .
Cento conferenze, interviste e trasmissioni , dieci canali video, centinaia di migliaia di notizie e video in rete, la sua presentazione alle elezione come capolista al Senato in varie regioni e la crescita irrefrenabile della coscienza collettiva nonché il suo impegno politico e nuove e dettagliate denunce tutte arrivate a tutti i gangli dello Stato, fanno da contorno alle ulteriori ultime iniziative, sempre più caotiche, disordinate, confuse ed improvvisate a suo danno .
Mentre si comincia a delineare concretamente una Truman Show story reale ma da leggenda, con tanto di rivelazione da ascolto di tecniche di trattamento mentale, prove concrete verificabili da chiunque, in concreto , di attività criminali etc etc … siamo in attesa della giustizia .. ormai tutta allertata .. E a settembre :
I.  BANDO ALLE CIANCIE
II. UN GIUDICE CONTENTO
III . UN PROFILO SOLO ARTIFICIALMENTE INVENTATO O ANCHE PROGETTATO ? 
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Categorie: FRancesco Bruno, Giovanni Ferrara, Grandediscovery, http://schemas.google.com/blogger/2008/kind#post, Luca Petrucci, Luigi Cancrini, Nello Rossi, Paolo Ferraro, Stefano Ferracuti, Stefano Pesci, SUPER GLADIO, Tonino Cantelmi | Lascia un commento

PAOLO FERRARO CDD TRITTICO : BANDO ALLE CIANCE, UN GIUDICE CONTENTO ED UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO O PROGETTATO DA TEMPO

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TRITTICO : BANDO ALLE CIANCIE,  UN GIUDICE CONTENTO ED UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO

O  PROGETTATO DA TEMPO
N.B. Per chi non conosce le vicende a fine articolo vi è un sommario con chiarimenti e rinvii
[ Il contenuto del presente articolo , appositamente sottoscritto, integra il contenuto della denuncia/querela cui è allegato. ]
I  .BANDO ALLE CIANCIE
Il Presidente della sezione prima bis, Tutele e Minori, del Tribunale civile di Roma dott. Rosario Mario Ciancio ha  finalmente emesso in data 15 Luglio 2013 il provvedimento di rigetto dell’assurda istanza di “sottoposizione” all’amministrazione di sostegno di Paolo Ferraro.
Il provvedimento a sua volta “incredibile” , quasi come la istanza , è fondato su principio di diritto, ovviamente sacrosanto, che a un malato non puo’ imporsi la cura e che in assenza di pericolosità o di prodigalità non va “amministrato”. Ma “che ci azzecca” tutto questo con Paolo Ferraro ?!?!
E’ una motivazione che sbalordisce, in quanto si dilunga con un giudizio a priori sui fatti della Cecchignola in Roma, sulle consulenze della cordata criminale, sulla presunta ragionevolezza e scientificità della opinione circa la esistenza di uno stato pseudo-patologico di Paolo Ferraro ( che anche il CSM, persino, ha discettato non di una patologia vera ma di un “mero” disturbo misto, peraltro inventato ad hoc, ma condizione ipotizzata necessaria e sufficiente a supportare la dichiarazione di inettitudine al lavoro di un magistrato senza alcuna minima pecca sul lavoro !!! ). Una valutazione è verosimile e credibile se aderente a fatti, dati, effettuata con metodo logico verificabile e perviene a risultati ragionevolmente attendibili in concreto e non agevolmente o niente affatto smontabili
1. Nel corpo della motivazione si legge il seguente passo:” Non possono non rilevarsi le inverosimili affermazioni, relative all’operato di una setta satanica massonica, in ambiente militare, con estensioni nel campo della magistratura, che il medesimo afferma di aver colto all’opera, in casa della sua convivente all’epoca, dall’ascolto di una serie di registrazioni , attuate nel 2008, quando si allontanava dall’abitazione: affermazioni che nel caso concreto possono porsi in stretto rapporto con la diagnosi “.
In altri termini detto, un giudice che non se ne puo’ occupare, che non ha valutato i fatti di prova integrali prodotti anche dinanzi a lui, che non ha sentito nullache non ha neanche valutato i reali argomenti e le analisi circostanziate effettuate da Paolo Ferraro dall’AVV Marra , dall’Avv Frattallone , dall’aVV Rustico, si esibisce in un giudizio a priori “di non verosimiglianza”.
Non valuta se i fatti siano veri, se siano sorretti da elementi valutativi di prova , se sia ragionevole valutarli come fonte della persecuzione di Paolo Ferraro ( questo l’unico vero rapporto con la diagnosi falsa ed il profilo costruiti a tavolino). Dice , per conto terzi , che non sono verosimili perchè il concetto adottato ( condiviso” ) di verosimiglianza evidentemente è altro da quello del vero unico linguaggio tecnico che si dovrebbe permettere un giudice . Per Ciancio ed i “condivisi” verosimile è ciò che è “ dotato di una gradita apparenza credibile perchè corrisponde alla nozione di veridico secondo la esperienza comune “ . Il buon senso comune posto a parametro tecnico investigativo e scientifico !!! E a copertura di orditi “non comuni” .
Un giudice valuta fatti e prove, non esterna giudizi socioantropologici o logico aprioristici.
Il passo del corpo della motivazione è una vergogna per il diritto , per la scienza e per la scienza della investigazione.
Anche a non volere considerare che la presenza di sètte “a copertura” esoterico satanista nella Cecchignola nel sud di Roma esteso sino ai castelli romani più che verosimile o vera è certa, indipendentemente da cio’ che ha registrato, capito ricostruito e saputo Paolo Ferraro. Sennò il Ministero degli INTERNI perchè avrebbe istituto nel 1996, con una importante circolare, la S.A.S. Squadra Antisette . E a ben vedere qui neanche il buonsenso comune è piegabile a fini di copertura, Ma tant’è. Miracoli concettuali insufflati nell’era collusa del terzo millennio .
2. La motivazione prosegue allineando le consulenze con errori di fatto e di logica, tali da lasciare esterrefatti o incuriositi. O direttamente indignati. Si richiama una consulenza di Francesco Bruno, da noi usato” solo per capire l’organizzazione che intravedevamo, ( si veda la dichiarazione autografa di Patrizia Foiani che conferma cosa decisi di fare e con quale metodo nel gennaio del 2011 ). Nella “consulenza” di Bruno Francesco i test in atti ( verificabili a pag 8 dell’allegato pdf richiamato qui ) escludono narcisismo, e vieppiù atteggiamenti compulsivi od altro di simile e neanche lasciano ipotizzare niente altro che la “costruita allusione al rapporto “pseudo nevrotico” che preparava la controffensiva programmata attivando gli “alcuni parenti” a loro tempo attenzionati e “trattati “ dall’esperto di Tavistock , psichiatra, psicoterapeuta e ipnoterapeuta Luigi Cancrini . allegato diario di Gino Ferraro ).
Ma quella stessa “consulenza” è preceduta dai test dell’ Ospedale S. Andrea di Roma, sempre in atti, ( allegato da pag 180 a pag 190 ) redatti subito dopo il sequestro di persona , che ( verificabili ) escludono tutto, indicano un mero lievissimo o dubbio stato di ansia ( a seguito di sequestro di persona, ) e verranno poi, in un tentativo pacchiano, fatti sparire dall’invio della copia ( non più ) integrale della cartella clinica al Giudice civile Dott. Contento in altra causa civile .
Inoltre il giudice Ciancio cita il figlio del ben più noto Ferracuti , Stefano Ferracuti: lo psichiatra, calato dal San Filippo Neri cui ero destinato dalla manovra peggiore che scampai per miracolo, si esibii in una “ consulenza” verificabile in atti da pag 136 a pag 137 allegato )denunciata, pacchiana, inverosile, gravissima secondo la quale il grave stato del Dott. Ferraro non consentiva neanche di esprimere il consenso sulla privacy al momento successivo al sequestro !. Peccato che il Dott. Ferraro tornerà in ufficio normalmente, pochi giorni dopo, prenderà regolarmente ferie per il periodo subìto, riprenderà a lavorare regolarmente, nonostante la tortura medicale, avrà il medesimo rendimento quantitativo e qualitativo in ufficio e subendo i due tentativi di dispensa, pure quelli in atti, vedrà archiviato ogni procedimento alla luce di elogi professionali “eccezionali” aggiornati a Luglio 2010”. ( tutto verificabile ).
Comico è poi il passaggio e l’accenno alla “valutazione congiunta” di Francesco Bruno e Tonino Cantelmi,  perito del CSM, concordata dinanzi allo stesso Paolo Ferraro, divertito della sfacciataggine criminale dell’accordo ( un “accordo” !! non un vaglio critico scientifico !! ). Nel Giugno del 2011 con dei test dell’Ospedale S. Andrea che escludevano qualsiasi cosa, con dei test di Francesco Bruno che escludevano tutto, ( salvo introdurre l’espediente dinamico del “rapporto pseudonevrotico” svelando il futuro programmato andamento delle vicende e il passato e futuro ruolo dei parenti deviati e coinvolti) con un test monco di Cantelmi effettuato solo sulla cosiddetta paranoia e stracciato a metà, come da prova diretta audio, ( tutto verificabile come al solito ) . Lo stesso TEST MONCO provava ( e prova) anche nella amputata “batteria di test” l’esatto opposto di una qualunque patologia, in ispecie paranoica: i due “soggetti “ concordano dopo la conferenza stampa pubblica mia del Giugno 2011 di costruire un profilo artificiale nuovo, foriero di sviluppi ed atto ad arginare il Paolo Ferraro pubblico .
Ma Ciancio cita l’episodio criminale / accordo suindicato come prova di una patologia del Dott. Ferraro. Siamo alla commedia , alla finzione logico-formale più impertinente e ipocrita che si possa immaginare, perchè sono state depositate tutte le possibili prove che svelano i trucchi da gioco delle tre carte, da chiunque posti in essere .
Scientifico è valutare su un test monco stracciato a metà e che rivela l’opposto, scientifico è nascondere i risultati del test dell’Ospedale S. Andrea, scientifico sarebbe anche solo il “nominare” per nome e cognome Stefano Ferracuti ( che il Giudice avrebbe potuto vergognarsene, avendo letto gli atti), scientifico è prendere atto di una presunta inettitudine di un magistrato che fino a Giugno 2011 continua ad essere sul lavoro dichiarato e non disconosciuto come il relativo migliore di sempre. Non è scientifico invece prendere debitamente atto che la cordata e organizzazione criminali denunciate sono ormai scoperte.
4. Il giudice Rosario Ciancio allude poi alle informazioni assunte ( ma l’unica ad aver parlato in udienza , prodotto memoria e lettera denuncia, allegando i precedenti esposti denunce e missive è Patrizia Foiani , compagna del dott. Paolo Ferraro testimone diretta di un percorso durato due anni e otto mesi, ). Secondo il più trito dei rituali non esiste ciò che contraddice in radice l’assunto formale falso. 
5. Di fronte ad una incredibile richiesta di imprigionare in una rete di “assistenza” ( sic!) un intellettuale politico ormai noto al paese, e magistrato ancora notorio ( macchina del fango inceppatasi clamorosamente ) , il giudice Mario Rosario Ciancio, anziché stigmatizzare la matrice nazistoide e gladiatoria della richiesta, l’assoluta illiceità della stessa, il fine occulto di “terapia” (distruzione del fisico e della mente del “beneficiando” ), dopo avere sentito Paolo Ferraro che illustra in udienza ( e le cui registrazioni sono state rese pubbliche), le vere vicende e la loro portata criminale , ha il “coraggio” di rigettare l’istanza “in diritto” e di motivare “adottando” i falsi che supportavano l’istanza, secondo lo schema elaborato “condiviso” Ipse dixit.
Noi non chiamiamo cio’ coraggio: per noi e per chiunque abbia una ragione minima è l’esatto opposto simmetrico.
Ma è anche la prova non solo di una gravissima collusione culturale ma di qualcosa molto di piu’ allarmante e patologico.
Il giudice che tutela i minori nel circondario di Roma, cui vengono da noi depositate registrazioni e intercettazioni anche con voci di bambini, tra cui “rom”, e a prova di attività varie nel cuore della Cecchignola in Roma, anziché balzare sulla sedia, con garbo e compostezza, anziché trasferire gli atti alla nuova autorità inquirente competente che dalla compita analisi degli atti si ricava ( Procura di Firenze), nega il tutto e tenta di supportare i falsi accumulatosi in quattro anni, emettendo il tappo di un rigetto che conferma “ nella vana speranza che da quel che scrive e che dal suo ruolo non emergano queste sacrosante valutazioni. Ovviamente la motivazione extra-vagante serve a tenere sotto pressione e diffamare e ad essere rilanciata, negli intendimenti che nel frattempo vanno fallendo.
E’ per tutti questi motivi che il provvedimento di rigetto viene trasmesso da noi alla procura di Firenze. affinchè sia valutato lo sfacciato livello di collusione e copertura di cui gode una radicata organizzazione criminale nel tumorale tessuto deviato giudiziario e oltre, romano.
II. UN GIUDICE CONTENTO
Mentre il giudice Ciancio si andava esercitando su provvedimento da funambolo, degno di interesse “culturale” per  la Procura di Firenze, il Giudice Dott. Contento investito della causa di divorzio e dell’uso eterodosso della causa, finalizzato a distruggere sempre il solito Paolo Ferraro, emblematicamente rincorre la pista psichiatrico familiare spostando l’asse,  infine,  sul piano socio assistenziale psicologico ( ancora ! ) .
Nella causa, le bambine del Dott. Ferraro, a lui sottratte dal 2011, in un crescendo criminale volto ad impedire su più piani che la denuncia pubblica sveli al paese le matrici di una reale organizzazione criminale anche tramite la sua vicenda, vengono strumentalizzate per potere infilare il Dott. Ferraro nei cunicoli della trama sociopsichiatrica che caratterizza proprio le modalità operative ed uno dei settori fondamentali della organizzazione criminale denunciata.
Prima era stata nominata una insolita consulente, la Dott.ssa Adele Marando, non psichiatra, non psicologa, mera terapeuta, ma con un curioso profilo pubblico televisivo e con una tessera di iscrizione all’Ordine militare dei Cavalieri di Malta. Tanto goffo e architettato è il tentativo di consulenza da incastramento , che il Giudice, stretto tra il dovere giudiziario di denunciare la Marando e l’assurdità di passaggi e argomenti, opina poi per porre di fatto nel nulla la consulenza citata, nominando in una successiva ulteriore perizia, un neuropsichiatra infantile, il Prof. Ugo Sabatello, di scuola romana, universitario in stretto contatto con i Luigi Cancrini, i Ferracuti, i Cantelmi, il Prof. Francesco Bruno, tutte figure a dir poco centrali nelle vicende ormai di interesse della Procura di Firenze.
Dinanzi alla clamorosa evidenza di tutto questo, alla indicazione di telefonata di Francesco Bruno che , colto alla sprovvista, dinanzi a testimone, dice al Dott. Ferraro “ non si vogliono sporcare le mani con te, preferiscono usare Sabatello” e che nell’aprile 2011, aveva avvertito di movimenti a riguardo, tesi a usare le bambine del dott. Paolo Ferraro, (come da telefonata di Ferracuti-Cancrini, opportunamente riferita), dinanzi all’ammissione in udienza, da parte di Sabatello, di stretti rapporti e di scambi tra associazioni volontarie di minori ricondotte al Sabatello e a Cancrini, tutto regolarmente registrato, il giudice Contento verbalizzerà la più incredibile ritirata mai posta in essere da un perito incaricato ( letteralmente a voce bassa e sotterranea il perito Sabatello dice al giudice di non poter procedere nell’incarico e su richiesta viene verbalizzato poi sinteticamente quanto appresso indicato).
Il giudice dott. Contento, a fronte della necessaria verbalizzazione della denuncia del contesto e della filiera, tali da non consentire alcuna partecipazione del Dott. Ferraro alle attività “programmate” , verbalizza che in questo contesto il Dott. Sabatello non intravede ( !) possibilità di addivenire ad una perizia “scientificamente attendibile” ( “ il ctu rappresenta che attenderà la data indicata per l’inizio delle operazioni e che comunque non potrà procedere alle stesse in quanto un accertamento condotto senza contraddittorio non potrebbe produrre alcun risultato scientificamente attendibile ).
Cosa si intenda per scientifico lo sappiamo dalla ordinanza del giudice Ciancio : scientifico è solo ciò che vorrebbe aver incastrato il dott. Ferraro .
L’incredibile rilancio, rivestito, come di stile,  a tutela della “bigenitorialità”, viene poi effettuato con un ennesimo provvedimento che segnala almeno ex littera non la madre delle bambine, non le sue condotte anteatte e attuali, di cui ci sono prove a iosa depositate non la necessità di intervenire sull’affidamento a lei e di vigilare sulle bambine a lei affidate, trattandosi peraltro di persona denunciata insieme ad altri per associazione ex art. 416 bis e vari reati fine a prescindere dalle prove strettamente “personali” depositate in atti, ma il medesimo solito dott. Ferraro. Ciò con la incredibile motivazione secondo cui la di lui professionalità e il di lui stato di salute ( ?!) , non consentono ragionevolmente di prevedere che egli possa provvedere per lungo tempo alle figlie ( ed a sé) , e che occorre altresì procedere ad incontri protetti di lui con le bambine. Parolisi vede in carcere la sua bambina, il “magistrato” Paolo Ferraro le può vedere solo in sede protetta , con presenza di assistenza socio psocologica e “programmata”  RELAZIONE .Un delirio istituzionale da annali.
Qui la commedia napoletana del Giudice Tutelare che rigetta istanza di amministrazione di sostegno e “ sottoscrive” motivazione sulle patologie costruite con giudizi e procedimenti logici patentemente falsi, si tramuta nell’orchestrato tragico da Magna Grecia “invertita” : Medea deve fornire date e disponibilità a cedere le figlie ai demiurghi degli incontri protetti, mentre prevedibilmente riattiverà la “incriccata” macchina del fango e le condotte diffamatorie aggravate con le quali a correo ha contribuito a tentare di inventare un profilo artificiale , con buona pace del tavistockiano Cancrini, del figlio di “eccelsa” scuola Ferracuti, del criminologo e psichiatra cupo Francesco Bruno e del Cantelmi inchinantesi dinanzi al Bruno.
Questo profilo artificialmente appiccicato a Paolo Ferraro passerà alla storia come uno dei più gravi tentativi di accerchiamento e distruzione di un magistrato, significativo , nella Repubblica italiana. Ed il giudice Contento, a sua volta, come il giudice che tenterà, ingenuo o non, contento o non , non conta, di introdurre in ragione del caso “umano”, Paolo Ferraro nel circuito “socio assistenziale “ a tutti noto per la sua “organicità” a Roma .
Lo scrivo, ed è vero, e stentano tutti a credere che si sia potuto fare e dire quello che per tabulas risulta detto e fatto !!! Rischio di più a raccontare pianamente tutto quello che di criminale , folle e incredibile è stato fatto a me ( altro che inverosimile ! ) , per la semplice ragione che è FOLLE quello che hanno fatto sinora in un crescendo delirante, e,  ora sappiamo, crescendo terrorizzato della pericolosa discovery pubblica realizzata, che ha “centrato i nodi “ essenziali .
Non so se qualcuno altro ne rimarrà contento, ma anche la causa eterodossa civile viene segnalata alla Procura di Firenze,  quantomeno a prova di come ormai la tumorale gestione invertita nell’alveo giudiziario romano possa strumentalizzare anche la giustizia ordinaria civile, addirittura nel settore sacro della tutela dei minori. E non querelo il giudice Contento per aver detto “ lo stato di salute” : la invidia della mia salute della mia lucida attività , del mio ruolo pubblico non costituiscono reato, ma qualcosa di talmente basso che stentiamo ad attribuirglielo sinceramente .
Ciò segnalo però, pubblicamente, anche per una questione generale “collaterale” , a  tutela dei padri e madri e minori martirizzati dalla parte che macina e trita rapporti, affetti e acquisisce profitti , nonchè gestisce scopertamente o copertamente un campo di manovra dai confini impensabili ( per lo schifo e la ripugnanza ), che circonda visibilmente e sotterraneamente i minori o relativo genitore “attenzionati” .   Ma occorre che i giudici civili prendano consapevolezza che il terreno apparentemente neutro dei servizi, della assistenza è stato sapientemente tramutato in una palude piena di insidie e trabocchetti e piegato ( certo nei casi in cui serve o è necessario piegarlo ) a fini ultronei e coerenti a ben altra “prospettiva” mentre essi continuano a provvedere non rendendosi ( forse o comunque alcuni ) appieno conto della sotterranea marcia costruita .
III . UN PROFILO SOLO ARTIFICIALMENTE INVENTATO O ANCHE PROGETTATO? !
Quando uno dei tanti più stimati amici, psicologo, persona impegnata, esperto conoscitore di vicende nazionali e criminali irrisolte, quasi criminologo ad honorem, al mare, in una serata calda, dopo una cena insieme ad altra persona, lauta e felice, protagonista cuoco chi scrive, mi ha suggerito la chiave di lettura che ora indico come la “progettata costruzione di un profilo artificiale psicopatico”, risalente nel tempo, finalizzata a distruggere le mie prospettive professionali e umane, ma forse anche a coprire e depistare anche fatti commessi da terze persone, ho avuto in sequenza rapida vari atteggiamenti interiori.
[ N.B. Per tutti i richiami a vicende indicate successivamente si vedano le memorie esposto del 9 ottobre 4 novembre 2012 al CSM , con note ed allegati e gli articoli su la magistratura deviata che non poteva non sapere e la inchiesta “fiori nel fango due “ . ]
  • Prima scettico ed incredulo ho ridacchiatoMi risultava di essere stato “attenzionato” da tempo e avevo prova diretta di una creazione di un profilo artificiale solo a seguito del sequestro di persona patito il 23 Maggio del 2009 ( sicchè persino la finta anamnesi è oggetto di denuncia giudiziaria come spiegherò) .
Ma volevano impedire che io denunciassi quello che avevo capito di cio’ che avveniva nella Cecchignola a Roma, eventuali ruoli e coperture; poi però avevo intravisto altre attività coperte, e ho di recente fatto la scoperta che tramite le inchieste “fiori nel fango 1 e 2” ed altro, nonché coinvolgimenti di militare emerso anche nel caso Marrazzo , la Procura di Roma o meglio i magistrati della Procura di Roma appartenenti alla cordata deviata, non potevano non sapere che cosa avessi scoperto e le ragioni del perchè io mi fossi trovato con una finta fidanzatina-modello nel cuore della Cecchignola. Troppo pesante il discorso “progettazione del profilo “ ma direi oggettivo il discorso trappola di miele (“honey trap “).
Inoltre, nell’Ottobre del 2012, avendo ritirato per la prima volta copia integrale della cartella clinica dell’Ospedale S. Andrea, mi ero ben reso conto che tra il 23 e il 24 Maggio 2009 in concomitanza successiva all’ingresso “agevolato” ( scusate l’ironia ) in ospedale, era stata annotata una anamnesi sbalorditiva, totalmente artefatta e manipolata: ma questa serviva a creare una finta personalità “bipolare” che sennò il tentativo insensato di distruggermi iniziale, che mi avrebbe dovuto condurre infine al San Filippo Neri, non sarebbe partito con il piede giusto. Ovviamente l’aspetto è stato indicato e denunciato con apposita lettera e nota nella causa civile dinanzi giudice Contento, ed è smentito da alcune migliaia di persone che mi hanno frequentato tra il 1983 ed il 1992 ). in particolare quando lessi nell’ottobre 2012 la cartella acquisita, attonito, e in essa la falsa anamnesi il giudice, saltando la evidente “valenza” soppressiva  della circostanza, si era anche già dovuto confrontare con la mancata trasmissione della valutazione folle dello psichiatra denunciato Ferracuti Stefano , figlio del Ferracuti operativo nei servizi segreti e ben altro, e con la “mancata trasmissione “ dei test dell’Ospedale S. Andrea : essi dimostravano che a Maggio 2009 il sottoscritto era sano come un pesce. ( notare che la copia della cartella viene da copia digitale : click e stampa, e quindi la omissione rilevata è necessariamente voluta ).
  • Poi sono rimasto attonito e quasi imbarazzato, non riuscendo ad accettare l’idea che si fosse voluto programmaticamente distruggere da lunga data una persona e un  magistrato, sia pure del livello ( “preoccupante” ) che attestano gli stessi atti della magistratura e la sua storia.
Avevo ipotizzato che una violenta e sotterranea campagna denigratoria fosse stata in precedenza orchestrata fra il 2005 e il 2006, coprotagonista principale l’unica persona che poteva essere usata contro di me, la ex moglie Silvia Canali, già moglie di Giovanni Orfei, figlio di Orfei , consulente geopolitico del governo De Mita, inopinatamente sottoposto ad una attività di ( poca ) “intelligence” , a denuncia e tentativo di distruzione,  ipotizzando sue relazioni con apparati e servizi della Russia: un tentativo annichilito da un provvedimento di archiviazione ( 1994-1995 … credo .. cito a memoria ) dell’allora Procuratore delle Repubblica Michele Coiro, magistrato democratico mio numen e legato a me da profonda stima e riconoscimento reciproci.
Un corso di formazione di psichiatri in zona Roma sud nell’autunno 2004 , in cui ero stato catapultato da Piero Saviotti, con la proposta cortese” di svolgere relazione su Privacy e psichiatria, testimoniava un precedente “curioso”.( vedi dettaglio relazione espletata ).
Vari movimenti nell’Agosto del 2006 e un curioso interessamento dell’allora Procuratore Giovanni Ferrara affinchè non mi separassi giudizialmente da Silvia Canali, a seguito della scoperta di una vicenda a suo modo imprevedibile, relazione con cigolo’ aspirante pornostar rumeno catapultato da Padova in Roma insieme alla moglie, impegnata in locale del centro, “politico” , di Roma, li avevo già presenti e notati a suo tempo, mentre l’essere intranea, Silvia Canali, agli ambienti romani di che trattasi, con il senno di poi, era un dato certo a sua volta .
Si vedano a riguardo i chiarimenti ed indicazioni e la nota due ad esposto memoria del 3 novembre 2012 al CSM. ( e alla Procura Generale della Cassazione ) .
  • Indi sono rimasto incerto e quasi smarrito: una avvenente avvocatessa romana intranea per suoi dettagliati racconti a giri di “cassazione”, già intima con il Giudice  Scopelliti, risultata in rapporti di conoscenza anche con il Prof. Francesco Bruno, abilitatasi in quel di Reggio Calabria, era piombata per un trimestre nella mia vita da single tra il Febbraio e il Maggio del 1995, con il buon movente ex post agitato che ero bello e l’innamorato di tutte le ragazze della scuola liceo che avevamo frequentato insieme, io al V anno lei al primo. In mezzo anche un “amico” che allora era permanentemente aggiornato, da lei … ( persino incontrandosi con lei a quel fine in luogo atipico, vicino corso Trieste ) e che aveva anche “monitorato la precedente crisi di coppia” del 1992, me assolutamente scevro, allora, da sospetti . Questo “mio” amico, Avvocato, già studente impegnato politicamente, della medesima ispirazione ed area di Luca Petrucci, legato cioè agli ambienti da me indicati, anche sotto altri aspetti.
Era piombata nel novembre 1995 la futura e poi ex moglie Silvia Canali, allora appena divenuta vice procuratore onorario, con intrecci di rapporti , all’epoca per me non significativi, che si accavallavano tra AIAG, sorella collaboratrice grafica e grafica geopolitica sia con l’Ente per il Turismo che con la rivista Limes di Lucio Caracciolo; Silvia Canali, apparentemente molto a dentro a vicende a me ignote cui alludeva con saccente sicurezza da me percepita come infantile pretesa di attenzione e conoscenza ( Via Poma ), e che aveva avuto un passato, a me poi riferito come superato, a dir poco gravemente tumultuoso ( esperienze forti solo accennate ). Avevo perdonato un po’ perchè ignaro di valenze psichiche e “antropologiche“ possibili ulteriori, e per natura, estraneo a quelle esperienze, propenso a capire, aiutare. I suoi racconti sulla vicenda Orfei a loro volta erano per me non rilevanti ( frequentava abitualmente quella casa … ).
La circostanza che psichiatri legati a doppio filo ad apparati e servizi, i ( pochi e “segreti”) Magistrati veramente deviati della Procura Romana , in cordata, con la speciale collaborazione di una ex moglie certamente legata a giri imbarazzanti , anche a me non noti per ovvi motivi, avessero potuto in qualche modo progettare un percorso a mio danno, più volte sfuggitogli di mano, da ultimo con le registrazioni-intercettazioni nella casa della Cecchignola, ma già prima nel 2006 con la scoperta del “ruolo” del rumeno di “sinistra” comunista , venuto da Padova , non solo è attendibile e verosimile , e logicamente ipotizzabile, ma accertabile con metodo giudiziario, anche mediante banali riscontri agevoli da eventualmente acquisire a corredo .
Il perchè avrebbero fatto ciò lo si ricava semplicemente dalla mia storia intellettuale e professionale e dal vaglio non spudorato, demenziale e diffamatoriamente “portinaio” della mia persona : vaglio che pare sia cosa assai semplice  , mi dicono , anche a prima vista  .
  • Infine un modesto gelo interiore e una composta sensazione di ribellione e lucida intelligenza mi hanno percorso in quel 12 Luglio 2013 in una sera stellata con grilli che “canticchiavano a piena voce“, mentre parlavo con l’amico serio e professionale, fidato e sensibile, il chè riscalda per fortuna il cuore,  unitamente alla presenza di altre belle persone e una compagna sazia e felice per la mia ottima cucina “meridionale ” , del pescato in un mare meraviglioso e azzurro.
Quando raccontai nella primavera del 2011 a Pietro  Saviotti, Aggiunto della procura di Roma,  cose che mi erano successe a partire dal sequestro di persona in poi, e indirettamente mi resi conto poi che lui era intento nel mese di Maggio 2011 ad una serie di lunghissime telefonate concitate e tese, che mi tenevano fuori dalla sua porta, mi ricordai che già nel Settembre del 2010 Saviotti era stato “condannato” come non affidabile e “ stronzo” , in mia presenza, da uno Stefano Pesci che interloquiva con Nello Rossi alle 19 di sera nella stanza del Rossi Aggiunto ……. A quel tempo pensavano di avermi schiacciato con il sequestro di persona, e Pesci tendeva talvolta ad alludere e parlare implicitamente senza curarsi della mia presenza. E’ allora che Pesci mi disse lievemente estasiato, interrogativo e al contempo cupo ed allusivo “ Nello ha casa ad Honk kong e ci va … deve  partire “ ).
Dopo la mia denuncia del 7 MARZO 2011 ERA COMPARSA il 14 15 Marzo 2011, abilmente accerchiata dagli ufficiali di pg della mia segreteria , una donna che raccontava di un Paolo Ferraro con una Panda gialla e capelli lunghi chiari ( parrucca ? ) . Fu fatta una relazione di servizio che raccontava come fosse stata incastrata nel tentativo e che non mi aveva riconosciuto in alcun modo, ma fu solo depositata, in silenzio, nell’ufficio di pg di appartenenza. ( Sapevo di quanto avrebbe potuto muoversi intorno a me, ma certo non riuscii ad immaginare allora che si poteva tentare di costruire un profilo” integralmente artefatto sulla mia persona ).
La relazione di servizio sarebbe stata fatta emergere da me ( con qualche resistenza incontrata ) dopo averne portato in evidenza al Procuratore di Roma Dott. Pignatone il sabato 13 Ottobre 2012 una copia mera già in mio possesso ( all’incontro partecipò la dott.ssa Patrizia Foiani ) ,  quando era in servizio quel giorno anche il Procuratore Aggiunto, bravo magistrato e a me persona cara, Alberto Caperna. E’ morto improvvisamente di infarto da cause da accertare a distanza di poche ore … .
Mi aveva sempre dimostrato affetto e detto pochi giorni prima “ritorna, dimentica quello che ti hanno fatto, io sono un po’ ingenuo”. Cosa fosse andato a dire una settimana prima , in altra Procura, come riferitomi dall’unica diretta voce attendibile, non lo posso sapere e se lo sapessi non lo scriverei.
La cordata romana .
La cordata da me individuata riconduce in effetti almeno ad un ventennio di attività romana e nell’Italia centrale, mentre il ruolo di Francesco Bruno , anche su vicende della Toscana è pubblico, e Firenze ben lo rammenta. Di Luigi Cancrini sanno anche i sassi . l’AVV Minghelli incontrando Ferracuti Stefano e rampognandolo ( ” ma che avete combinato ” ?!?! ) avrebbe ottenuto la risposta patologicamente infantile ” io non c’entro a me è stato detto di fare e scrivere così .. me lo ha detto Girardi ” ( lo psichiatra che da una parte accolse e dall’altra arginò sempre il solito sequestro di persona, piegandosi prima alla “necessità condivisa” ed appoggiata da Cancrini Luigi e poi lamentandosi con avvocato che dietro alla vicenda giravano “persone pericolose” ). Con l’occasione indico che addirittura fu scritto nella cartella , in ingresso, annotando il relativo nome e telefono, come se fosse un medico curante , che si doveva riferire a Luigi Cancrini !!!!! Testimone del riferito de relato, l’AVV Rustico ed il sottoscritto . Ma è possibile che uno psichiatra sano adotti  giustificazioni irresponsabili da bimbo che ha rubato la marmellata ?!?! 
A quello stesso Nello Rossi, che mi aveva minacciosamente avvertito nel novembre 2010 “ sappiamo bene che sei sano e sei intelligente, se no non rimanevi qui in Procura: non devi parlare a nessuno dei fatti della Cecchignola ……”, avevo poi detto, dopo la manovra in CSM che ha visto belar giudizi finti sul sottoscritto attribuendomi atteggiamenti o frasi criptiche nello stesso Maggio- Giugno 2011,  “ ma proprio con uno intelligente e per bene come me vi volete scontrare?La mia compagna e moglie di fatto Patrizia Stefania Eugenia Foiani, ulteriore testimone diretta o indiretta di tutta la congerie di fatti accaduti tra il 2010 ed oggi, conosce per riferita la risposta pressante di allora di Nello Rossi a cavallo tra sfida e temeraria sicumera “lo sappiamo bene” , ma conosce anche, per averla ascoltata, la telefonata di Francesco Bruno del Maggio 2011 in cui disse: “Tu sei sano ,  sei piu sano degli  altri” ( Bruno parla sempre ellitticamente ) .  Sa anche tutto il resto per storia ed ovvi motivi.
CSM, giudici Contento e Ciancio, Psichiatra Tonino Cantelmi ed altri nonostante decine di esposti, lettere , denunce e dichiarazioni, continuano a fingere anche negando patologicamente la realtà, che Patrizia Foiani non esista e non sia mai esistita. Salvo indicarla solo da ultimo come domiciliataria per la notifica del ricorso per la nomina di amministratore di sostegno piu allucinante mai depositato dinanzi ad un giudice tutelare, vieppiù da un ufficio giudiziario di Procura della repubblica. Quella in danno di Paolo Ferraro, il magistrato già definito, ottimo, zelante, professionale, con altissime qualità dinanzi al medesimo CSM nel luglio 2010. Lo stesso che è rimasto nell’epicentro romano sin dal 1989 ed in una postazione di impegno e conoscenza diretta non occultabile.
Ma che magari ha a sua insaputa un artefatto fascicolone sul suo profilo ….. ingegnerizzato e manipolato ( magari in qualche caso ingigantendo fatti banali “snaturati” “su misura “ ) ai fini della sua eliminazione : un ordito gravissimo e maldestro che si regge solo sulla capacità/potere di far uniformare omertosamente volta per volta chiunque abbia una veste decisionale, se non già affiliato od assoggettato.
E forse la spiegazione del mio essere stato “attratto” nella Cecchignola è ancora più semplice . Percorsi indotti ma  falliti, per rendere conforme Paolo al profilo da inventare e realizzare od alternativamente circuirlo ed “arruolarlo”. Siamo alla fantascienza criminale ?!?! No: servizi e gruppi di potere deviati, e metodologie note da un secolo , più una precisa organizzazione politico militare segreta infiltratasi potentemente nella Procura di Roma con la accelerazione della scalata dal 1990 in poi.
Nel maggio del 1990 caleranno a Roma, nella procura Circondariale, contemporaneamente Stefano Pesci , già avvocato di soccorso rosso a Bologna e di una area politica “lievemente “ militarista, con rapporti che sono oggi confermati da teste diretta e “precisa” Giuseppe Cascini, nipote ricco di Achille Lauro, ultimi ”vincitori” di un concorso rivelatosi destinato alla”scalata “ romana della magistratura e “presa” della sezione di MD. , “funestata” da una “sinistra“ pura e socialista e da magistrati che credevano solo nella indipendenza della giurisdizione e nella legalità, Nunzia D’Elia moglie di Stefano Pesci, appartenente a famiglia napoletana, Delia Cardia moglie separata del futuro Ministro della Giustizia e segretario dei comunisti Italiani Diliberto ( i cui rapporti con persone e soggetti di aree non certo puramente essoterico politiche sono verificabili ). Verso la fine del 1990 inizi 1991 potrò osservare in un incontro ad un bar , vicino alla Corte Costituzionale Nello Rossi, della cordata Pivetti , letteralmente silenzioso cupo, sguardo nel vuoto, quasi terrorizzato ; lo stesso Nello nel 1993 mi inviterà con aria preoccupata, a candidarmi, alla sezione per arginare la cordata suindicata e la candidatura della stessa alla segreteria della sezione romana di MD ( poi nel 1994 riuscirò a sfiduciare il gruppo nuovo, tra cui la coppia Pesci-Cascini mille volte più pericolosa di quanto avessi potuto analizzare od immaginare ) .
Alla cordata strettamente intrecciati poi sul piano politico giudiziario, a me ben noto, ma non oggetto diprove dirette e consapevole partecipazione, in posizione storicamente avvantaggiata, Marco Pivetti ( più anziano di oltre 15 anni ) il giovane Stefano Erbani,dalla carriera di addetto al Csm in vari ruoli , ancora permanentemente presente come addetto ufficio studi proprio nel 2012 al CSM, Scardaccione ( procura generale Cassazione ) e l’attuale membro del Csm e già Procuratore di Venezia Vittorio Borraccetti ( un ammiratore della “intelligenze di Cascini“ con il quale non condividevo e non condivido il concetto di intelligenza, se non accoppiandolo a quello di tattica ed a quello di stupidità etica e strategica) e poi i romano-campani Giovanni Ferrara Salvatore Vecchione ( figlio di famiglia militare, in pensione da Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma ) ed altri della cordata, vicina ad ambiti e personaggi militari, anche già per vocazione “familiare” od antiche frequentazioni .
Il giro dei vertici militari è ormai dettagliatamente analizzabile mediante la deposizione analitica e riscontrabile di persona conoscente tutti i rapporti e movimenti relativi,direttamente . Così come è agevolmente ricostruibilie il quadro dei rapporti in cui va ad intersecarsi la vicenda denunciata .
Il nucleo politico dei “comunisti” deviatisi ( l’aspetto cromatico è totalmente irrilevante , come ovvio ) non lambisce ma si estende ad una area di ex ( pseudo ) amici miei, della antica destra del Manifesto contigua all’area dei comunisti italiani, e ad essi corre il pensiero quando nel 1992 si destabilizzò, con modalità imprevedibili, il primo rapporto di coppia ( matrimonio del sottoscritto ) e corre anche ad un loro comune target di viaggiatori e frequentatori di ambienti di vita o studio anglo americani, in una età formativa dove invece “Kerouac” sembrava fare da unico compagno ideale percepibile ( da me ) .
Cosa facesse a spasso, letteralmente, nel febbraio marzo 1992 di mattina, i giorni lavorativi in zona corso Trieste, per un mese e più, Daniela, prima moglie, quando ero addetto alla Presidenza della Corte Costituzionale, membro del Consiglio giudiziario della corte di Appello di Roma e il magistrato che sono sempre stato nella allora Procura Circondariale di Roma, ove per mia scelta avevo anche conservato ruolo ed assegnazioni piene , non lo sapremo mai e non lo sappiamo con esattezza.
Ma sappiamo solo che aveva un badge che mi raccontò a parte datogli per consetirle libera uscita di mattina, “ perchè nella nuova organizzazione della divisione” ove lavorava ( a Porta Pia, ) “non c’era nulla da fare per il momento “ .
Sappiamo a parte che di ipotizzati “giri” “estremi “ in Corso Trieste e Parioli, dovrebbe essere venuto a conoscenza costernato , ed “inorriditosene “ , Giovanni Falcone, allora , nel 1992 a capo della DG Affari Penali del Ministero della Giustizia ( lo dichiara in un libro in modo diretto e apparentemente attendibile la autrice Carlizzi , che farà rivelazioni e darà indicazioni su varie vicende oscure ).
Tra i “giri” certi invece quelli che fanno capo a zone limitrofe a P.le Clodio : e il filone indicato sopra, nonché raccontato e svelabile sempre dalla persona direttamente testimone delle attività dei giri “militar giudiziario politici” . Essi si infittiscono e rafforzano alla fine degli anni novanta, inizio anni duemila ( dichiarazioni precise a me fatte in presenza di terza persona testimone in una cena dell’agosto 2011) , e il ruolo dell’irretimento ed altro diviene addirittura centrale rapidamente. In quella prima fase, vanno collocati quantomeno temporalmente vari fatti anche di sangue e criminali nel centro Italia ( esplosi, e di certo gestiti ed utilizzati sapientemente ) .
La cordata degli psichiatri di apparato segreto inizia con Luigi Cancrini, i cui rapporti con l’area sopra indicata sono arcinoti ed altresì, Francesco Bruno, in un genialoide e dubbio rapporto apparentemente bivalente e come tale a me fatto intendere, Stefano Ferracuti, con l’ormai noto ruolo giustapposto avuto il 26 maggio del 2009 , Tonino Cantelmi “scelto” ed incaricato come perito dal CSM e in un ruolo non generale ma non minore Paolo Girardi ( primario del Sant’Andrea che vuoterà il sacco sula pericolosa organizzazione che c’era dietro ed intorno alle mie vicende ) e psichiatri e psicologi più direttamente a loro riconducibili, e ne abbiamo analiticamente raccontato individuando metodologie tecniche, apprese da terzi .
Ora sappiamo anche che proprio tra il 2006 ed il 2007, mentre emergeva il caso FIORI NEL FANGO e poi FIORI NEL FANGO DUE ( il più vasto caso di pedo ed efebofilia legato strettamente a mondo militare, con coinvolgimento del D’Autilia a sua volta coinvolto nel caso Marrazzo, ma anche il caso più incredibilmente oscurato e sparito dalle notizie, immediatamente ), Luigi Cancrini interviene direttamente sui bambini e sulle mamme di Rignano e prende posizioni di stampa mentre viene gestito su quel caso un vero e proprio battage pubblicitario. Il “caso” sortirà assoluzioni perchè i fatti non sussistono.
Sappiamo anche che Francesco Bruno e Lucio Caracciolo , cognato di Silvia Canali,  hanno ovvi stretti rapporti con l’intelligence militare e partecipano a convegno sul tema il 16 e 17 ottobre 2008 ( a pochi giorni dalle mie scoperte nella Cecchignola) . Sappiamo infine che Bruno e Ferracuti si dilettano sul profilo del mostro individuale e predispongono profilo teorico, e sappiamo anche quali astruse e incredibili caratteristiche siano state inventate ed appiccicate … a me . ( ed ora lecitamente ipotizzo con elementi logici concludenti il perchè, non foss’altro registrando cosa, come e con quale metodologia, sia stato a me fatto ).
Ma sappiamo anche molte altre cose e tra le altre indico:
Come e perchè quello che ho denunciato possa essere accaduto emerge dalla compiuta analisi di contesto, anche .
CONCLUSIONE BREVE
Se non è difficile disegnare per noi a linee generali la mappa romana , non lo sarà certo per chi segue a livello giudiziario ed investigativo ipotesi e ricostruzioni da ventitre anni almeno, dei fatti criminali del nostro paese legati alle sue dinamiche politico storiche.
E le appendici/mappe napoletane e milanesi , a partire dalla magistratura, sono EVIDENTI e immediatamente individuabili, seguendo il filo rosso bruno di un apparato deviato infiltratosi sommando politica, ruolo istituzionale e professionale e attività coperte, segrete e drammaticamente deviate a fini criminali .
Oggi che perseverano ancora, con “inane” pervicacia a mio danno ( un po’ stanchini e straniti dalle “mazzate a pulicinella che non tiene più o segreto “ ) , oggi che cercano di tenere in piedi una insensata macchina del fango, ormai svelata e “spubblicata” , chiedo ancora una volta che si intervenga, a tutela di parenti miei compartecipi ma coinvolti consapevoli ( ahimè da lungo tempo ), comunque devastati anche dalle tecniche manipolatorie dello psichiatra psicologo, ipnoterapeuta, esperto di metodologie “Tavistock” Luigi Cancrini.
Ciò indirettamente anche a tutela di tutti coloro che sono stati vittime di metodologie operative e pratiche sotterranee, rammentando quali illustri pseudo-profili artificiali siano stati storicamente ingegnerizzati per manipolare , depistare, confondere anche in quel di Firenze.
E chiedo per la prima volta ciò anche a tutela indiretta delle mie due piccole figlie,  sottrattemi per poter essere utilizzate contro di me, cioè creando il contesto per attivare distruttivi “incontri protetti” e diagnosi ulteriori artificiali, secondo metodologie e piste ben oliate e governabili. Trasparente e svelato il ruolo della ex moglie Silvia Canali, in diretti e vantati rapporti con questi segmenti che agiscono con modalità criminali sotterranee.
Ma ribadisco che la autorità giudiziaria deve poter intervenire su un piano più generale, a tutela della legalità costituzionale , infangata e deviata dagli orditi criminali che ho illustrato anche in separate sedi e centinaia tra articoli, conferenze, convegni, denunce pubblichee da quelli che posso provare direttamente e che ho denunciato chiedendo che le indagini conferiscano definitivo substrato probatorio ad una ricostruzione , che , ancor più minuziosamente da me dettagliabile, lascia poco spazio ad incertezze valutative .
Ma, quanto meno, codesta autorità giudiziaria, deve concretamente determinarsi sullo spaccato dei fatti criminali oggetto di prove dirette fornite sinora, ed ormai pubbliche .
Non ritengo sia “patologico” continuare a fidare nella Giustizia e nello Stato e nelle cospicue componenti non deviate delle istituzioni e della società, dopo tutto quello che è stato fatto e quello che di certo, accertato od altamente probabile ho scoperto , dimostrato od indicato, rendendolo anche pubblico . Ma ora, prima che sia anche troppo tardi, fosse anche solo per me, è il momento di intervenire consapevolmente .
“ C’è un giudice a Firenze”e  da venti anni indaga . IL “fenomeno criminale” lo meritava , necessariamente.
Non si può però ancora attendere .
PAOLO FERRARO
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
Anteprima su trittico denuncia esposto con prove che verrà pubblicato a settembre
Una breve premessa , per chi non conosce le vicende a monte ed a valle. Esse sono:
approfondite sulla pista familiare e sull’uso eterodosso di giudizio civile , http://paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/news/a2-la-grande-discovery-pista-familiare-uso-eterodosso-del-divorzio/
portate a valutazione con dati audio e brogliacci a player integrato
sviscerate criticamente in sintesi nella lettera aperta al giudice Ciancio integrata con player audio e contestualizzazione di audio http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/05/marra-le-massonerie-deviate-il-giudice.html
e del pari pubblicate sinteticamente nella successiva lettera all’Aggiunto Ilda Bocassinihttp://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/06/cara-boccassini-quello-contro.html entrambi le lettere parto dell’AVV. Marra Alfonso, con qualche integrazione successiva per rafforzarle con prove e documenti audio immediatamente vagliabili,
Una sintesi iniziale è fornita dalla intervista riportata in calce alla mail informativahttp://cddindex.blogspot.it/2013/04/mail-alla-cortese-attenzione-dei.html e lo sviluppo di analisi nei post del maggio giugno luglio ed agosto 2013 in tutti blogs del CDD e primo di essi nel blog www.paoloferrarocdd.blogspot.it portano a compimento tutti i dati acquisiti e la ricostruzione quadro generale di riferimento .
Per i pigri inguaribili semplifichiamo qui :
  • un magistrato ( noto, impegnato e ancor più stimato nel mondo giudiziario romano ) viene “messo in mezzo “ con tecniche varie in stile servizi deviati, ma scopre sempre qualche minuto prima quello che non doveva scoprire e che svela un intero vaso di pandora coinvolgente anche mondi militari ed altri ( oltre quello che gli accadeva vicino).
  • Per tappargli la bocca, visto che continuava ad approfondire e capire, lo sequestrano con una attività costruita a tavolino dalla psichiatria deviata secondo i moduli dell’ancient Tavistock Institute ( ti accerchiano, distruggono famiglie e situazioni personali e poi cercano di tombare il tutto compreso l’accerchiato ).
  • L’operazione non riesce per vari motivi, tra cui carattere coriaceo e speciale attitudini della vittima predestinata, così come falliscono i vari tentativi di inserire step e profili nella vita dello stesso magistrato, un po’ ingenuo e puro ma tanto tanto odiosamente intelligente .
  • Di fronte ad una valanga di prove montante cercano di delegittimarlo per la via della ignominiosa dispensa dal servizio, ma questa è talmente incongrua sul piano della nota e reale professionalità del magistrato che fanno l’ennesimo autogol.
  • Non paghi perseguono la via del distruggerlo tramite la morte civile e l’infangamento e sinanche la nomina di amministratore di sostegno , dopo aver avviato lo strangolamento economico , destituendolo .
    Paolo Ferraro resiste e ricostruisce anni di storia, modalità organizzative, attività sotterranee e moduli organizzativi visibili. 
    Proprio quello che non volevano facesse e per il quale volevano troncargli vita, carriera , prima studiandolo a lungo, poi tentando di irretirlo forse ricattarlo, sicuramente  destabilizzarlo, tentando insensatamente di appiccicargli un profilo invertito , incompatibile con la sua persona infine e il protocollo della morte civile  che hanno adottato di emergenza , avviando e portando poi a conclusione provvisoria la terza procedura di dispensa da servizio per una inettitudine che sà di “legge del contrappasso”   è oggi uno dei capitoli criminali della storia nostra cui dobbiamo dire grazie . 

    Cento conferenze, interviste e trasmissioni , dieci canali video, centinaia di migliaia di notizie e video in rete, la sua presentazione alle elezione come capolista al Senato in varie regioni e la crescita irrefrenabile della coscienza collettiva nonché il suo impegno politico e nuove e dettagliate denunce tutte arrivate a tutti i gangli dello Stato, fanno da scenario o alle ulteriori ultime iniziative, sempre più caotiche, disordinate, confuse ed improvvisate a suo danno .
Mentre si comincia a delineare concretamente una Truman Show story reale ma da leggenda, con tanto di rivelazione da ascolto di tecniche di trattamento mentale, prove concrete verificabili da chiunque, in concreto , di attività criminali etc etc … siamo in attesa della giustizia .. ormai tutta allertata .. E dobbiamo dire grazie : a costoro se tre generazioni di italiani stanno finalmente capendo e possono essere finalmente informate in modo dettagliato e verificabile . 

E a settembre :
I.  BANDO ALLE CIANCIE
II. UN GIUDICE CONTENTO
III . UN PROFILO SOLO ARTIFICIALMENTE INVENTATO O ANCHE PROGETTATO ? 
 

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
Anteprima su trittico denuncia esposto con prove che verrà pubblicato a settembre
Una breve premessa , per chi non conosce le vicende a monte ed a valle. Esse sono:
approfondite sulla pista familiare e sull’uso eterodosso di giudizio civile , http://paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/news/a2-la-grande-discovery-pista-familiare-uso-eterodosso-del-divorzio/
portate a valutazione con dati audio e brogliacci a player integrato
sviscerate criticamente in sintesi nella lettera aperta al giudice Ciancio integrata con player audio e contestualizzazione di audiohttp://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/05/marra-le-massonerie-deviate-il-giudice.html
e del pari pubblicate sinteticamente nella successiva lettera all’Aggiunto Ilda Bocassinihttp://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/06/cara-boccassini-quello-contro.html , entrambi le lettere parto dell’AVV. Marra Alfonso, con qualche integrazione successiva per rafforzarle con prove e documenti audio immediatamente vagliabili,
Una sintesi iniziale è fornita dalla intervista riportata in calce alla mail informativahttp://cddindex.blogspot.it/2013/04/mail-alla-cortese-attenzione-dei.html , e lo sviluppo di analisi nei post del maggio giugno luglio ed agosto 2013 in tutti blogs del CDD e primo di essi nel blog www.paoloferrarocdd.blogspot.it portano a compimento tutti i dati acquisiti e la ricostruzione quadro generale di riferimento .
Per i pigri inguaribili semplifichiamo qui :
  • un magistrato ( noto, impegnato e ancor più stimato nel mondo giudiziario romano ) viene “messo in mezzo “ con tecniche varie in stile servizi deviati, ma scopre sempre qualche minuto prima quello che non doveva scoprire e che svela un intero vaso di pandora coinvolgente anche mondi militari ed altri ( oltre quello che gli accadeva vicino).
  • Per tappargli la bocca, visto che continuava ad approfondire e capire, lo sequestrano con una attività costruita a tavolino dalla psichiatria deviata secondo i moduli dell’ancient Tavistock Institute ( ti accerchiano, distruggono famiglie e situazioni personali e poi cercano di tombare il tutto compreso l’accerchiato ).
  • L’operazione non riesce per vari motivi, tra cui carattere coriaceo e speciale attitudini della vittima predestinata, così come falliscono i vari tentativi di inserire step e profili nella vita dello stesso magistrato, un po’ ingenuo e puro ma tanto tanto odiosamente intelligente .
  • Di fronte ad una valanga di prove montante cercano di delegittimarlo per la via della ignominiosa dispensa dal servizio, ma questa è talmente incongrua sul piano della nota e reale professionalità del magistrato che fanno l’ennesimo autogol.
  • Non paghi perseguono la via del distruggerlo tramite la morte civile e l’infangamento e sinanche la nomina di amministratore di sostegno , dopo aver avviato lo strangolamento economico , destituendolo .
Cento conferenze, interviste e trasmissioni , dieci canali video, centinaia di migliaia di notizie e video in rete, la sua presentazione alle elezione come capolista al Senato in varie regioni e la crescita irrefrenabile della coscienza collettiva nonché il suo impegno politico e nuove e dettagliate denunce tutte arrivate a tutti i gangli dello Stato, fanno da contorno alle ulteriori ultime iniziative, sempre più caotiche, disordinate, confuse ed improvvisate a suo danno .
Mentre si comincia a delineare concretamente una Truman Show story reale ma da leggenda, con tanto di rivelazione da ascolto di tecniche di trattamento mentale, prove concrete verificabili da chiunque, in concreto , di attività criminali etc etc … siamo in attesa della giustizia .. ormai tutta allertata .. E a settembre :
I.  BANDO ALLE CIANCIE
II. UN GIUDICE CONTENTO
III . UN PROFILO SOLO ARTIFICIALMENTE INVENTATO O ANCHE PROGETTATO ? 

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Categorie: FRancesco Bruno, Giovanni Ferrara, Grandediscovery, Luca Petrucci, Luigi Cancrini, Nello Rossi, Paolo Ferraro, Silvia Canali, Stefano Ferracuti, Stefano Pesci, SUPER GLADIO, Tonino Cantelmi | Lascia un commento

IL CASO PAOLO FERRARO E IL CASO MELANIA REA IN TRE STUPENDI ARTICOLI PUBBLICATI A FIRMA DI ENRICA PERRUCCCHIETTI

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Una penna sublime, una conoscenza profonda, uno studio attento ed una giornalista intellettuale di primissimo ordine per un articolo in tre parti del 2011, eccezionale.

Con una precisazione sulla terza parte, dovuta, ad Enrica. 




Le parti uno e due sono state pubblicate sulla rivista XTIMES nell’autunno del 2011 , la terza su sito in rete nel 2012 .


Parte prima pubblicata nell’ottobre 2011

Di Enrica Perucchietti





Loro? Chi sono Loro, Raymond?” chiede con angoscia il vecchio giornalista a Raymond Shaw un attimo prima che questi lo uccida, nel film del 1962 The Manchurian Candidate.
Potete chiamarli Loro, o rubando l’espressione più prosaica a Webster Tarpley, “compagnia bella”. Non saprete mai chi sono. Coperti da corporazioni, lobby e governi, di destra e di sinistra, manipolano l’opinione pubblica e condizionano le menti di reclute, politici, malati psichici, giovani donne e bambini per poter avere il controllo sull’agenda mondiale e sulla storia.

Controllo mentale
In senso più stretto per controllo mentale si intenda una metodologia psichiatrica elaborata negli anni ’50 e ’60 da alcuni programmi sperimentali della CIA (come il noto Progetto MK ULTRA) o inglesi (come il TAVISTOCK) che avevano lo scopo di contrastare la più avanzata ricerca scientifica di Cina, Russia e Corea sul controllo mentale. Da quel che emerge almeno dagli oltre 22 mila documenti statunitensi declassificati e riportati alla luce nel 1977, gli esperimenti facevano ricorso a droghe come LSD, abusi fisici e psichici, radiazioni, elettroshock, e ipnosi. Numerose testimonianze da parte di ex vittime parlano anche di un risvolto “occulto” con abusi sessuali sulle vittime quali stupri e addirittura pedofilia a sfondo satanico per manipolare i bambini. Questo genere di torture non sarebbe però finito nei “mitici” anni ’70 ma si sarebbe raffinato e continuerebbe ancora oggi seguendo un protocollo specifico.

Progetto MONARCH
L’eredità del MK ULTRA sarebbe la programmazione Monarch: una tecnica di controllo mentale che comprende elementi del Satanic Ritual Abuse (SRA) e del disturbo di personalità multipla (MPD). Come nei programmi di controllo mentale elaborati dalla CIA, psichiatri e ricercatori di neuroscienze avrebbero continuato i progetti degli anni ’70 elaborando una combinazione di psicologia, neuroscienze e rituali occulti per creare all’interno degli schiavi un alter ego che possa essere attivato e programmato dietro semplici comandi. Gli schiavi della programmazione Monarch vengono oggi utilizzati da varie organizzazioni collegate con l’élite mondiale – in particolare massoneria e Illuminati – in settori come: l’esercito, la schiavitù sessuale e l’industria dell’intrattenimento che comprende soubrette, escort, etc.
In questo senso il magistrato italiano Paolo Ferraro avrebbe scoperto a sue spese l’esistenza di una setta di carattere occulto legata al Corpo Militare SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta), che coinvolgerebbe alcuni vertici militari, e avente legami con magistratura, psichiatria, politica e, infine, massoneria deviata.
Loro in questione sarebbero coloro che si nascondono dietro la piramide di silenzio e torture volta ancor oggi a manipolare la mente di reclute, persone scomode, gente comune, pazienti psichiatrici, bambini…

The Manchurian Candidate
Tratto da romanzo The Manchurian Candidate di Richard Condon l’omonima pellicola del 1962 di John Frankenheimer – a metà tra Hitchcock e Welles – ebbe un destino infelice: snobbato dai critici nonostante la potenza visionaria e la presenza di un cast di prim’ordine (Frank Sinatra, Angela Lansbury, Janet Leigh), anticipava di poco la dinamica ancor misteriosa della morte di John F. Kennedy l’anno successivo. Si racconta che per le straordinarie analogie con l’assassinio di JFK, Sinatra – proprio colui che aveva aiutato l’ambasciatore Joseph Kennedy a stringere un’alleanza con la Mafia di Chicago durante la campagna elettorale del figlio – ordinò il ritiro del film dalle sale cinematografiche. Non aiutava neppure la somiglianza del co-protagonista del film, Raymond Shaw, con il Presidente democratico: l’eroismo dimostrato da JFK in guerra, quando, nonostante il morbo di Addison, portò in salvo i compagni marines nuotando per oltre 5 km in un mare impestato di squali risuonava nelle gesta cinematografiche del giovane Shaw – costruite ad hoc dai medici russi e coreani affinché tornasse in patria accolto come eroe di guerra.
Il film venne ripreso nel 2004 da Jonathan Demme che ne trasse il più noto remake con Denzel Washington – nei panni di Ben Marco, che furono di Frank Sinatra – Liev Shrieber, Meryl Streep e John Voight.

Cathy O’ Brien
La storia di Paolo Ferraro invece è vera ma è una di quelle destinate a farvi venire le vertigini. L’unico paragone possibile è quello con Cathy O’ Brien, il cui racconto appare ancora ad anni di distanza della pubblicazione di TranceFormation of America e Access Denied come un pugno nello stomaco. Nel caso della O’ Brien mancano però le prove inconfutabili a sua testimonianza, mentre nel caso del PM romano esistono file audio, video e centinaia di pagine di documenti. Basta avere il coraggio e la pazienza di aprire il vaso di Pandora.
Ringraziando la fiducia e la disponibilità di Ferraro, io l’ho fatto.
Questa è la sua storia.

Chi è Paolo Ferraro
Come il Maggiore Ben Marco, il Procuratore Paolo Ferraro è stato sospeso dal suo incarico e per lungo tempo bollato come pazzo da chi non poteva capire ma soprattutto doveva scoraggiarlo nelle sue indagini.
Se la paranoia del personaggio interpretato da Frank Sinatra trae origine da sogni che gli ricordavano un’altra realtà rispetto a quella che coscientemente ricordava di aver vissuto in Corea, il comportamento del magistrato trae origine dall’intuizione che la donna che aveva a fianco non fosse realmente ciò che sembrava e da prove indi raccolte minuziosamente. Entrambi hanno avuto però il coraggio di seguire il proprio istinto e di verificare se i dubbi riguardanti Raymond Shaw e la compagna del PM, tale S. R. fossero veri. Anche le iniziali dei nomi sono le stesse, quasi che la Cabala abbia lasciato un indizio o un Trickster il proprio zampino…
Ci si potrebbe chiedere perché il PM abbia messo a repentaglio la propria vita e carriera per scoprire che cosa si nascondesse tra le quattro mura di casa sua quando usciva lasciando la compagna Sabrina da sola. Sarebbe bastato andarsene e interrompere quella relazione per certi versi “inquietante”. Abbandonare quello stabile abitato soltanto da militari e dalle loro mogli dalla dubbia moralità e con figli più simili ad automi che a bambini. Forse l’affetto nei confronti della donna e la presenza del figlio di lei all’epoca solo dodicenne lo hanno spinto ad andare fino in fondo. Forse una parziale inconsapevolezza del pericolo in cui si stava deliberatamente cacciando. Il suo comportamento temerario più che coraggioso è indice infatti di un’eccessiva fiducia nella Giustizia italiana che urta contro la conoscenza che un PM dovrebbe avere del sistema giudiziario e dei suoi inganni. Per certi versi, nella discesa agli inferi e ritorno, il magistrato sembra indossare i panni di un novello Don Chisciotte che si ostina a lottare contro i mulini a vento piuttosto che accettare l’ineluttabile e salvarsi la pelle. La sua ostinazione nel percorrere la sua missione – o catabasi? – fino in fondo lascia spiazzati e non può che far riflettere sul problema del secolo scorso e del suo incancrenimento in quello in corso: la paura e l’indifferenza prima come uomini, poi come cittadini che ci fanno finire il più delle volte – citando Giovanni Papini – col divenire complici silenziosi delle offensive diaboliche. Chiamatela banalità del male, chiamatela a-morale indifferenza, pochi al posto del magistrato sarebbero andati fino in fondo per sete di giustizia o di verità. La maggior parte di noi se la sarebbe data a gambe, lasciandosi il passato alle spalle. Eppure alcuni strani comportamenti della compagna, delle sibilline rivelazioni da parte del figlio di lei, il comportamento dei vicini di casa che sembravano sgusciati fuori da un romanzo di Ira Levin, hanno spinto Ferraro a oltrepassare la soglia per la verità.

Sabrina
Mi sono scervellata su questo per settimane, fino a dovermi confrontarmi con lui. Gli ho chiesto quali effettivamente fossero questi indizi che lo avevano messo in allerta e perché non avesse preferito affidarsi a un investigatore privato. O andarsene e basta. Le sue risposte sono state sincere e mi hanno convinto.
Le ammissioni della compagna Sabrina di aver preso parte a uno strano gruppo – simile a una setta – il suo coinvolgimento giovanile nell’estrema sinistra e la frequentazione con ambigui personaggi appartenenti ai servizi segreti, l’uso nel passato di cocaina e hashisc , l’ammissione di aver lavorato come hostess ed estetista in ambienti in cui erano persone  dedite alla prostituzione, incubi e strani sogni ricorrenti, infine il rapporto conflittuale, a volte persino violento con il figlio dietro l’immagine da “bambolina” acqua e sapone che voleva trasmettere sarebbero bastati a chiunque per dubitare di lei. Bella da mozzare il fiato, ma scostante e dal carattere boderline. Ex moglie di un sottoufficiale circondata da personaggi ambigui legati a filo doppio. Insomma, una donna fragile ma con troppi segreti.
La vicenda dai toni fantapolitici sembra infatti sgusciata fuori dalla penna di Kafka, o, per gli scenari di reticenza e di complotto che ne hanno accompagnato la genesi, da un racconto di Tiziano Sclavi. Ciò che sconcerta tutt’ora è la complicità del sistema al comportamento criminale scoperto e denunciato dal PM. Connivenza, disinformazione, inganni, tradimenti, menzogne. A tutti i livelli: dai vertici militari, giudiziari, fino alla famiglia e ad alcuni colleghi della Procura.
Ci sono davvero tutti gli elementi per un noir o per finire dritti al manicomio. Cosa che è successa al PM che dopo un tentativo di Trattamento Sanitario Obbligatorio assolutamente illegale, è stato sottoposto per mesi a terapia farmacologica in modo da “sedare” ogni possibile volontà di continuare sulla strada intrapresa. Ma il tentato sequestro da parte delle autorità sanitarie, la somministrazione di psicofarmaci e la seguente sospensione dall’incarico – mentre le perizie dimostravano la sua sanità mentale! – non hanno messo a tacere la sua sete di verità. Anzi, credo che abbiano alimentato il suo bisogno di risposte per uscire dall’incubo in cui era precipitato.
Ma che cosa non doveva scoprire e soprattutto rivelare Paolo Ferraro?
La presenza di una setta, o meglio, di un’organizzazione settaria, sotterranea, all’interno dell’esercito, con ramificazioni nel mondo della psichiatria e della Procura, che praticherebbe riti occulti a base di sesso e droga, ipnosi e manipolazione mentale in stile MK ULTRA. A rendere la vicenda ancora più inquietante la presenza di minori testimoniata da intercettazioni ambientali raccolte seppur in modo illegittimo dal PM.

Le prove
A chi conosce il nome di Paolo Ferraro è senz’altro nota la storia. Eppure su internet la vicenda è stata ripresa in modo distorto. Stampa cartacea e TV, come spesso accade, hanno scelto di insabbiare la vicenda. Questa deliberata reticenza a trattare il caso o almeno a diffondere la notizia della sospensione del magistrato dal suo ruolo – condannata dallo stesso in un’apposita conferenza stampa – è stato uno dei motivi che mi ha spinto a interessarmi della storia. Il secondo motivo è stato un dettaglio confidatomi dall’amico Gianluca Marletta che, avendo avuto modo di parlare brevemente con il PM, aveva scoperto che tra le tante minacce ricevute, a Ferraro era stato intimato di sospendere le indagini e di non parlarne per almeno due anni – ovvero fino a fine 2012 – inizio 2013. Questo periodo mi ha incuriosito: accantonata la pista che conduce alla “fine del mondo” del 21 dicembre 2012, è pur vero che nel mondo della controinformazione stanno filtrando da alcuni mesi delle indiscrezioni su un ipotetico Golpe nazionale o addirittura internazionale che dovrebbe avvenire in quella data.
Non potendo scartare l’ipotesi di una psicosi di massa o meglio, di una follia collettiva che starebbe colpendo taluni giornalisti, ricercatori, ora anche avvocati e magistrati, uniti da un’irrazionale convinzione nella fine del mondo, ho deciso di sentire direttamente Ferraro. Se non si confermano le fonti all’origine si rischia soltanto di farsi un’idea distorta o di credere “per fede” a una testimonianza solo perché essa ci aggrada o ci stimola l’immaginazione. Il che, ovviamente, dal punto di vista giornalistico, è assurdo. Ho avuto così modo di conoscere il protagonista di questa intricata vicenda e ricostruire, dati alla mano, la sua versione dei fatti: Ferraro mi ha infatti messo a disposizione 38 file audio di intercettazioni ambientali da lui stesso effettuate, due registrazioni di telefonate, diversi memoriali, tutti i documenti della Procura di Roma e Perugia e le perizie sul suo stato mentale, mail e sms scambiati con la sua ex compagna.
Ora, quanto segue è un breve resoconto della storia vista e vissuta da Paolo Ferraro, senza aver avuto modo di interrogare anche gli altri protagonisti della vicenda, compito che spetta alla Procura di Perugina dove il Pm ha depositato denuncia. L’aspetto che più colpisce di questa vicenda è l’ostinata rete di alleanze volte a persuadere il magistrato ad abbandonare le ricerche e, una volta appurata la mancata efficacia del metodo, la manovra di discredito dell’uomo sino a un tentativo reiterato di un trattamento sanitario obbligatorio.





Parte seconda

Di Enrica Perucchietti

Parte seconda publicata nel novembre 2011

Per trovare un precedente del caso del magistrato Paolo Ferraro, che sia confermato da documenti altrettanto ufficiali e attendibili, bisogna risalire nel passato. Correva il 1950 e la vicenda passò alla storia come il caso “Dot Jones”. Poco dopo la pubblicazione di Dianetics, il ricercatore e scrittore Ron Hubbard, ricevette a Washington la visita di una giovane donna visibilmente alterata che manifestava evidenti sintomi compulsivi alternati a frasi senza senso ripetute come un mantra. La donna era la moglie di un ufficiale del servizio segreto dell’Esercito che, in seguito si sarebbe scoperto, era stata drogata, sottoposta a elettroshock e ipnotizzata nel deliberato tentativo di controllarne il comportamento. Fu uno dei primi casi di manipolazione mentale su un civile che venne reso pubblico e che permise al futuro fondatore della religione di Scientology, di smascherare gli effetti distruttivi del meccanismo psichiatrico di dolore-droga-ipnosi volto a condizionare la mente umana e a installare comandi sub-ipnotici: «Questa forma di ipnosi – scriveva Hubbard nel libro Scienza della Sopravvivenza del 1951 – ha costituito un segreto gelosamente custodito da determinate organizzazioni militari e spionistiche. È un’arma da guerra insidiosa e, per conquistare una società, può essere notevolmente più utile della bomba atomica. Questa non è una esagerazione. La diffusione di questa forma di ipnosi nel campo dello spionaggio è talmente vasta oggigiorno che la gente avrebbe dovuto iniziare a preoccuparsene da un bel pezzo».


MK-ULTRA
Ciò che allora poteva sembrava ancora come fantascienza, venne svelato solamente a metà degli anni Settanta quando i documenti della CIA sul progetto MK-ULTRA vennero resi pubblici, sfuggiti per errore alla loro distruzione ordinata nel 1973 dall’allora direttore della CIA Richard Helms. I documenti testimoniavano che il programma MK-ULTRA: «…riguardava la ricerca e lo sviluppo di materiale chimico, biologico e radiologico da potersi utilizzare in operazioni clandestine per controllare il comportamento umano […] furono tracciate ulteriori strade per il controllo del comportamento umano, da investigarsi sotto l’ombrello protettivo dell’MKULTRA, incluso radiazioni, elettroshock, vari campi della psicologia, sociologia e antropologia, grafologia, sostanze molestanti, materiali e dispositivi paramilitari».
Le tecniche di controllo mentale avevano infatti subito un’impennata grazie a un protocollo segreto che aveva permesso a eminenti psichiatri e neuroscienziati di testare su cavie umane tecniche per ottenere il depatterning del cervello attraverso la somministrazione di droghe naturali quali il peyotl e artificiali come LSD, oltre a torture, deprivazioni sensoriali, di sonno e cibo, elettroshock, ipnosi, immersione in campi e frequenze elettromagnetici. Il lavaggio del cervello e la perdita di memoria uniti al trauma reiterato portavano alla decognizione, perdita di controllo e di identità da parte della vittima.

La mente alveare
Quando siamo vittime di un trauma profondo la nostra mente crea infatti una barriera di amnesia intorno all’evento, in modo da non dover rivivere il dolore di quei ricordi: la mente si parcellizza, isolando così il ricordo del trauma che viene rimosso ma non eliminato. Furono i nazisti i primi a rendersi conto che – grazie agli studi del dottor Mengele – se si traumatizzava sistematicamente qualcuno attraverso la tortura, le molestie sessuali, o sacrificando e torturando qualcun altro davanti ai suoi occhi, si poteva distruggere la mente di quella persona, trasformandola in qualcosa di simile a un nido d’api, costituito cioè da compartimenti indipendenti, separati da barriere di amnesia: è la cosiddetta teoria della mentalità dell’alveare. È per questo che oltre alla deprivazione sensoriale, la somministrazione di droghe e la tortura, si utilizzano rituali occulti a sfondo satanico per traumatizzare, plagiare e manipolare la mente delle vittime: una volta che l’unità della mente è stata distrutta, i vari compartimenti, ognuno ignaro dell’esistenza dell’altro, possono essere programmati per vari compiti o esperienze, senza che l’uno abbia coscienza dell’esistenza dell’altro. Ciò non esclude la possibilità che vi siano dei veri e propri missing-time sentiti dalla vittima con malessere per l’incapacità di ricordare.
Usando parole-innesco, chiavi, suoni o segnali ipnotici, questi compartimenti possono essere spostati in avanti o all’indietro proprio come un casellario mentale. Un compartimento autonomo, corrispondente a una specifica personalità della mente riprogrammata, diventa così il livello cosciente dell’individuo, e risprofonda poi nell’inconscio, nel momento in cui si ha accesso a un altro compartimento. Questo significa che dopo aver eseguito un compito, la vittima dimentica ciò che ha fatto e con chi. Questa condizione è divenuta nota come Disordine della Personalità Multipla (MPD) o Disordine dell’Identità Dissociata (DID), che ovviamente la psichiatria tratta come una “patologia” senza prendere in considerazione i possibili casi di dissociazione indotta e non patologica o genetica.

Il progetto MONARCH oggi
Nonostante i documenti sul progetto MK-ULTRA o i dossier sul progetto inglese TAVISTOCK siano ormai noti, si stenta ancora a credere che i Governi possano aver sperimentato, grazie all’ausilio di equipe di psichiatri e neuroscienziati, tecniche di manipolazione mentale su civili e militari allo scopo non solo di resistere a interrogatori da parte di nemici o di creare il sicario perfetto – il cosiddetto “Candidato Manciuriano” – ma più in generale per manipolare e sottomettere la mente di qualsiasi individuo. L’eredità del MK-ULTRA è stata invece continuata e sviluppata nel progetto MONARCH ed esportata nei Paesi dove la presenza dei Servizi inglesi e americani è forte. Se l’Australia è ancora oggi sede di sperimentazioni psichiatriche legate al vecchio progetto Tavistock, o il Belgio capostipite in Europa di esperimenti in tal senso a sfondo satanico1, in Italia le infiltrazioni dei servizi segreti e delle sperimentazioni psichiatriche avvengono non solo in cliniche quanto all’interno degli avamposti militari, come scoperto e reso pubblico proprio dal magistrato Paolo Ferraro.

L’omicidio di Melania Rea 

E qui emergono anche i collegamenti con la Caserma di Ascoli Piceno dove operava come addestratore SalvatoreParolisi, secondo la testimonianza di Leo Lyon Zagami2 legato alla Loggia napoletana del Tempio di Set: un mese prima della morte di Melania Rea, il pm Paolo Ferraro avrebbe incontrato la donna alla Procura di Roma, dove sarebbe andata per un colloquio con un altro magistrato e che – forse? – le sarebbe costato la vita. Melania era a conoscenza delle pratiche non solo sessuali (emerse negli ultimi mesi) utilizzate all’interno della caserma per “addestrare” le “sacerdotesse” cadette? Voleva in questo senso chiedere il trasferimento del marito, per salvarlo da quel girone infernale, o forse da se stesso? Il 235° Reggimento di Fanteria “Piceno” di Ascoli Piceno, dove lavorava Parolisi ( e in Roma Cecchignola vi sono nessi che portano allo SMOM – Corpo Militare dell’Ordine di Malta), era una base segreta per la manipolazione mentale? A questo servivano le angherie sulle giovani reclute, i festini a base di droghe e sesso? Alla fine del racconto troverete da soli la risposta.
Ma questa è un’altra storia…

Avere una compagna riprogrammata
La nostra storia, invece, ha luogo nella cittadina militare di Cecchignola, vero e proprio avamposto dello SMOM. Qui il PM Paolo Ferraro si trasferisce nel 2008 a convivere con la sua nuova compagna, S., nell’appartamento di lei e dell’ex marito, sottoufficiale dell’esercito. Stranamente il marito non si oppone a quella convivenza, anzi, sembra incoraggiarla. Così come Ferraro era stato “incoraggiato” a frequentare la donna tramite un amico comune. La possibile mancata casualità dell’incontro sarebbe emersa soltanto più avanti… non come mera congettura .
Lo stabile è tutto abitato da coppie in cui gli uomini sono membri dell’esercito. Qua sorgono i primi indizi che mettono in guardia il magistrato: strani sguardi d’intesa tra vicine di casa che non si parlano e sembrano solo all’apparenza detestarsi; bambini talmente sottomessi alla volontà dei genitori da sembrare degli automi; un uomo che vigila su tutto e tutti. L’inquietudine dello stabile si prolunga in quei momenti di blackout nella personalità della compagna, S., con troppe zone d’ombra nel passato e troppe anomalie nel presente. C’è il rapporto a volte improvvisamente violento con il figlio dodicenne che in un paio di occasioni lascia trapelare con Ferraro che succedono cose assurde che ha “paura” di riferire per non essere preso per pazzo, quando il PM non è in casa. C’è l’ammissione della donna – con un passato/presente occultato nelle frange estremiste di sinistra – di aver preso parte a una specie di Setta (“la setta non mi ha mai fatto del male…”) e di avervi di fatto introdotto anche il figlio. Ci sono delle lacune nei suoi racconti, è evasiva sul suo passato: anche incalzata dalle domande, si ritrae. Poi ci sono gli incubi ricorrenti, i blackout che la stremano anche fisicamente, le abbuffate compulsive di cioccolata e le disfunzioni alla vescica che la costringono ad alzarsi più volte la notte per andare in bagno. Dove la paranoia e il carattere all’apparenza borderline della donna si associano a una consapevolezza di essere sottomessa alla volontà altrui, spingono il magistrato a registrare ciò che avviene in casa quando egli esce per andare a lavoro. Si è accorto infatti di un sospetto via vai dentro e fuori casa sua: i vicini lo osservano entrare e uscire dall’appartamento come delle sentinelle pronte a dare il via libera.

L’incubo ha inizio
Da qua nascono i file audio che mi ha sottoposto. Alcune registrazioni sono chiare, altre disturbate e si possono ascoltare solo con un adeguato programma di montaggio per pulirne l’audio dai rumori di fondo. Si scopre presto che ogni volta che il magistrato esce per recarsi a lavoro, l’appartamento viene visitato da più persone che ne hanno addirittura le chiavi di casa. E qui inizia l’incubo: S. si dimostra subito mansueta, troppo accondiscendente. Le vengono ripetute delle frasi, cantilene e versi di canzoni che a un esame più attento sembrano essere dei comandi evocativi. Frasi o parole solo di rado sboccate, perlopiù sussurrate , alternate a espressioni in latino e ad anagrammi (“ah Be.Delta Dai”, forse anagramma di Beltade, comando evocatico sintetico che serve per stimolare la azione e forse anche il lato femminino della vittima). Frasi sussurrate di stampo medievalista che ne alterano la personalità. La voce atona di lei che risponde come un automa a comandi di altre persone e che sembra far emerge tre personalità distinte: soltanto in seguito Ferraro ipotizzerà che le tre personalità siano state indotte in base a traumi del passato – che può ipotizzare nei ricordi frammentari di S. – e che verrebbero richiamati tramiti comandi vocali veloci. Poi gemiti e suoni che fanno intendere il consumo di strane bevande (“Bevi”, “non mi va”, “tu Bevi!”), droghe e rapporti sessuali multipli con altre donne e uomini (“non mi va…”, “Ti va sempre!”), persino il coinvolgimento di bambini nelle attività sessuali.  

Gli schiavi MONARCH
Gli schiavi Monarch sono infatti principalmente utilizzati dalle organizzazioni per effettuare operazioni mediante capri espiatori addestrati a svolgere compiti specifici, che non contestino gli ordini, che non ricordino le loro azioni e che, se scoperti, si suicidino automaticamente. Si capisce in questo senso il tipo di addestramento che, secondo le ricostruzioni, si sarebbe svolto nella caserma di Ascoli Piceno, tra le cui mura avvenivano festini, angherie sulle soldatesse, uso e abuso di droga: evidentemente non solo casi di “nonnismo” o relazioni clandestine all’insaputa dei vertici. Ma questo dev’essere appurato dalle autorità competenti. Qui non possiamo che fare ipotesi sulla base delle testimonianze e della storia del PM. Le vittime della manipolazione mentale sono in generale il capro espiatorio perfetto per gli omicidi di alto profilo, candidate ideali per la prostituzione, per la schiavitù sessuale o la pornografia di tipo snuff. Sono anche perfette marionette per l’industria dell’intrattenimento che fa di loro delle star – da vallette a icone del pop – o come adescatrici per spiare o ricattare uomini pericolosi per il sistema o semplicemente scomodi. I collegamenti con altre vicende appaiono come pezzi di un puzzle più generale.

Sara Tommasi
Così acquistano un senso diverso le dichiarazioni che la starlette Sara Tommasi, implicata in un giro di prostituzione e soldi falsi su cui indaga la Procura di Napoli, rilasciò al settimanale Diva e Donna pubblicato il 17 febbraio 2011, dove sosteneva di essere stata drogata e manipolata mentalmente. La Tommasi, al limite della paranoia, ha raccontato di essere stata seguita e ricattata per tenerla in proprio potere: “Mi mettono in casa anche il gas: dalle finestre, dai bocchettoni. A volte mi capita di addormentarmi e di dormire tantissimo. Sento un odore pesante e mi sento barcollare […] Mi hanno somministrato sostanze che rimangono nel corpo, per rendermi lasciva a letto. Ci sono dietro anche i servizi segreti: è la cosa che mi preoccupa di più. Fanno queste cose per uniformare una volontà comune”. La starlette arrivò a ipotizzare l’esistenza di un complotto di cui lei sarebbe stata vittima, lasciando intendere che dietro tutto ci sarebbe la regia di Berlusconi: “E potrebbero anche esserci dei riti satanici. Io mi sento obbligata a fare delle cose. Loro si sono impossessati di tutto. Mi controllano con le microspie […] Possono avermi anche impiantato dei microchip secondo me: è come se facessero degli esperimenti scientifici”. Il contenuto dell’intervista, bollato ovviamente come il delirio di una mente fragile sconvolta dallo scandalo, apre però inquietanti scenari sul reale svolgimento non solo dei festini ad Arcore, ma più in generale del servizio di escort gestito anche dalla camorra, e, secondo la Procura di Napoli, da Fabrizio Corona e Lele Mora. Quest’ultimo avrebbe avuto inoltre il compito di procacciare ragazze avvenenti per le cene del premier. Il condizionale, in situazioni delicate come questa, è naturalmente d’obbligo.

La programmazione di S.
Dalla ricostruzione ad ampio raggio del magistrato sembra invece emergere infatti il ruolo di S. come adescatrice assoggettata a un piano a lei sconosciuto: la donna sarebbe stata scelta e programmata per entrare nella vita di Ferraro, per osservarlo e spiarlo? La sensazione è che la donna si sia però innamorata veramente di colui che doveva controllare e che qui sia iniziata la dissociazione: la lotta contrastante tra i comandi subipnotici e i sentimenti per il compagno, forse la prima persona che in vita sua non abbia cercato di “usarla”. La presunta programmazione di S. ne avrebbe bloccato l’elaborazione cosciente nonostante alcuni ricordi e un malessere di fondo emergessero a tratti nella sua personalità base di compagna del PM. La programmazione si basa proprio sulla capacità di dissociazione che consente la creazione di nuove personalità indipendenti l’una dall’altra. Per questo nei file audio e nella vasta documentazione raccolta da Ferraro si distinguono degli immediati passaggi da uno stato di coscienza a un altro, con cambio evidente di tono di voce e di personalità – tre, di cui una di ragazzina – innescato a seconda delle volte da un semplice comando, invito, suono.

Il vaso di Pandora è aperto
Messa di fronte all’evidenza dei fatti e fattele ascoltare le registrazioni, S. dapprima appare incredula, non riconoscendosi e non distinguendo le voci con lei. Poi si mostra impaurita per quello che le può accadere, infine reticente adotta un atteggiamento aggressivo negando la veridicità dei nastri. Alterna momenti di amabilità a scontri violenti ad ancora momenti di perdita di controllo e consapevolezza (prova ne sono le telefonate registrate, le mail e alcuni sms come quello che segue inviato a Ferraro mezz’ora dopo un sms all’apparenza normale: “Io vilipesa,data della putt,stordita,dimagrita,spaventata,ci ved luned¥@.@l@u@n@e@d¥”, dove il simbolo ¥ sembra richiamare la stilizzazione di un antico sigillo satanico e ancora del “capro” o del simbolo solare delle “corna”).
Il confronto di Ferraro con l’ex marito e il padre della donna non portano a nulla, dimostrandosi entrambi sulla difensiva, come se sappiano più di quanto non possano o vogliano dire. Da qui la decisione immediata, e certo ragionevolmente coinvolta sul piano emotivo, del magistrato di depositare una denuncia presso la Procura di Roma, che si sarebbe presto ritorta contro di lui. L’errore fondamentale che ha compiuto il magistrato è stato quello di indagare come privato una situazione che si è rivelata essere più grande anche per un magistrato, e di depositare denuncia, scontrandosi così apertamente contro un sistema dove l’infiltrazione massonica è solo la punta dell’iceberg. Estraneo al mondo della controinformazione e tantomeno dell’occultismo, Ferraro non era allora consapevole della tempesta che stava per sollevare e che si sarebbe abbattuta su di lui con l’intenzione di spazzarlo via. Eppure, ha resistito, come uomo e come magistrato.

La battaglia inizia ora
Avrebbe potuto soccombere al sistema, chinare il capo e tacere pur di tornare alla sua vecchia vita. Invece Ferraro si è scontrato apertamente contro la sovversione del sistema massonico e militare che aveva scoperto. Ciò gli è costato caro: la carriera, innanzitutto, il tentativo di discredito pubblico, un tentativo di Trattamento Sanitario Obbligatorio culminato in un vero e proprio sequestro di persona, la somministrazione di psicofarmaci. Ma né il TSO, né la sospensione dal lavoro l’hanno fermato: si è trovato solo, ha suoi famigliari, e colleghi congiurare contro di lui “per il suo bene”, ma ha resistito eroicamente ed è riuscito a rendere pubblica la sua storia. Ci scherza su e spiega che da buon “leone ascendente leone”, non può che essere un guerriero. Ora ha un’altra compagna e si è ricostruito quell’equilibrio che gli avevano sottratto con la forza. Ma non è più l’uomo che era prima. Ora conosce il suo nemico, il nostro nemico. Da questo punto è un privilegiato: ha aperto il vaso di Pandora, ha alzato il velo dello spesso sipario che, coprendo la realtà, ci fa vivere in un teatrino dove noi siamo soltanto marionette in balia dei poteri forti. Ora Ferraro sa che non è tutto come appare, che anche le istituzioni più antiche e tradizionali a cui facciamo quotidianamente riferimento come colonne portanti di giustizia e sicurezza, sono corrotte: le infiltrazioni massoniche e la sovversione satanica del sistema militare e della politica si sono estese ovunque, a nostra insaputa. Ma egli l’ha toccato con mano e ora si batte con il suo CDD (Comitato Difendiamo la Democrazia) per promuovere la democrazia in un percorso collettivo che veda la ricostituzione dei valori fondanti una società che si possa davvero dire “libera”: per contrastare quel golpe strisciante che il sistema attuale colluso con la massoneria deviata, sembra intenzionato a portare alle ultime conseguenze nel 2012, passando per la crisi economica e la distruzione del ceto medio. Ora Ferraro sa, e anche se gli mancano ancora dei tasselli che solo una buona conoscenza dell’occultismo e del sistema delle sette sataniche può fornire , si trova obbligato secondo il suo sistema etico e di valori a informare, formare, progettare antidoti politici e sociali a partire dalla testimonianza di ciò che ha scoperto. Non gli rimane altro che girare l’Italia, chissà, il mondo, come l’Eremita dei Tarocchi, cercando di diffondere quella luce e conoscenza che lo hanno illuminato in questo arduo percorso di conoscenza dal concreto, , anche se a caro prezzo. Le ferite rimarginate dall’impegno ideale e personale possono fungere da testimonianza e monito per il futuro: quel futuro che, sull’orlo della fine dei Tempi, solo noi possiamo riprendere in mano ricostruendo una solida speranza collettiva . Ha detto, come aveva sempre fatto nella vita sua, nò alle scorciatoie che ogni giorno accompagnano le nostre vite in modo silenzioso … nò alla ipocrisia ( il metro di giudizio falso al di sotto della realta .. ) ..nò a quel dominio violento, nascosto, progettato che ha appreso.

1 Il circolo dei pedofili assassini che nel 1996 venne alla luce in Belgio non è che una parte della rete satanica che opera in quel paese. Il giornale britannico “Sunday Times” riportò testimonianza di vittime che descrivevano alcune Messe Nere durante le quali i bambini venivano uccisi davanti a un pubblico formato da membri di spicco della società belga
2 Dichiarazione postata su Facebook


ENRICA …. una  necessaria durezza a suo tempo esercitata per salvaguaedare le ipotetiche indagini a Teramo. . 

Sulla parte terza non più fatta uscire sulla rivista XTIMES,  per un intervento a gamba tesa mio,  debbo delle pubbliche spiegazioni oggi,  anche ad Enrica . 
Chiesi di  modificare il testo e di   scindere poi la parte simbologica e numerologica dal resto .
Avevo difatti la ragionevole certezza della concreta e reale matrice militar deviata, e  coperta, del tutto e la mia esperienza suggeriva che la “simbolizzazione rituale ” e la analisi conseguente potevano involontariamente  portare molto lontano dalla realtà utile . 
Oggi le indagini o il  libro sui traffici internazionali gestiti dall’esercito deviato e l’incardinamento della vicenda nel quadro più amplio e strategico ( che inseguivo e intravedevo sin dall’inizio ),  quantomeno spiegano la durezza del mio intervento di allora . 
Più in particolare però la indicazione ( non mia ) della ipotizzata personale conoscenza con Stefano Pesci di Melania , in ipotesi fatta di  amicizia di famiglia, e il racconto del mio vederla ( o vedere donna sosia) a Roma erano “necessariamente” nel dettaglio imprecisi e non riferibili a me ( e potevano creare una qualche indiretta confusione negli inquirenti ).
Avevo invece  analiticamente descritto l’uomo ( ometto in gessato grigio e capelli grigi, con fisic du rule tipicamente campano e direi napoletano ) che  aveva accompagnato la donna nella procura romana, essendo stato analiticamente sentito sul punto dalla Procura di Teramo. 
Ma non potevo dirlo allora nè “farlo” scrivere .
Chiesi comunque di modificare il pezzo, su dettagli, ma  con estrema decisione .
Oggi sappiamo la rilevanza della mia descrizione dell’uomo che accompgnava al colloquio co Stefano Pesci alle ore 19 la donna nella procura romana: quell’uomo anche   dovrebbe avere  una certa identità. 
Infine ho preso,  dopo averla costruita consapevolmente per due anni , chiara e pubblica presa di posizione sul FALLIMENTO DELLA ROSACROCIANIZZAZIONE della SUPERGLADIO e sull’uso del culto , simbolismo e numerologia a copertura, devianza interna e creazione dell’aurea paurosa e mitologizzata che serviva alle concrete attività della organizzazione segreta  che ho denunciato pubblicamente.
Una associazione criminale segreta di stampo mafioso che non poteva comparire se non nella forma mitologizzata per creare la “omertà e paura/assoggettamento ” necessari, rimanendo occulta ed “inafferrabile “.
Capirete bene che io mi muovevo nella esatta simmetrica direzione opposta . 
Dall’esoterismo all’essoterismo , affettuosamente pensando alla altrettanto intelligente Cecilia Gatto Trocchi , cui oggi tributo il mio riconoscimneto (  ahimè ) postumo. 
IL testo della terza parte è stato poi pubblicato in rete e quì lo riporto come successivo tributo ( non postumo certo)  alla stupenda Enrica Perrucchietti che spero non me ne voglia per essere stato io un tantino autoritario ( lo ammetto ) e per  non averle potuto spiegare tutto .   


Paolo Ferraro 



Parte terza


Di Enrica Perucchietti
Parte terza pubblicata su sito Voci della strada il 15 marzo 2012  


«Cari amici la soluzione del caso di Melania Rea è molto semplice: Salvatore Parolisi risulta essere legato alla filiale italiana del “Tempio di Set” che si trova a Napoli, setta fondata dal Tenente Colonnello Michael Aquino nel 1975, un esperto di altissimo livello di Psicologia Operativa legato al progetto Monarch del programma MK-ULTRA».
Questo è un estratto di una dichiarazione postata dal ricercatore ex Illuminato Leo Lyon Zagami su facebook e poi ripresa da numerosi siti internet e quotidiani on line (http://www.newnotizie.it/2011/06/27/melania-pm-sospeso-legale-ferraro-minacciato-militari/) in merito al noto omicidio di Carmela Rea detta Melania. 
Ho chiesto subito ragguagli a Zagami che mi ha inviato un vecchio video del periodo in cui apparteneva ancora alla Loggia di Montecarlo e in cui constatava la pericolosità di Aquino, concludendo: «andatevi a studiare la metodica e il lavoro di Aquino – ha invitato Zagami – e vedrete che non sono solo speculazioni e mere affermazioni campate in aria. Purtroppo il segreto di stato in seguito tenderà a coprire certe verità, vista l’implicazione dei servizi segreti americani, ma i rituali descritti da Parolisi sono quelli in uso nel Tempio di Set e il fatto che abbiano la loro base operativa a Napoli e dintorni non pone di certo in loro favore. Questa informazione mi è stata data in maniera molto riservata anche da una fonte interna ai servizi segreti militari».
Seguendo superficialmente questa ipotesi di lavoro si sarebbe inclini a condannare Parolisi come l’esecutore materiale del delitto, sulla base della sua presunta affiliazione al Tempio di Set. Ma i delitti rituali di matrice massonica o semplicemente satanica ci hanno insegnato – per quel poco che possiamo aver imparato dal “di fuori” – che la realtà non è mai quello che sembra: in questo campo si deve abbandonare purtroppo la logica aristotelica per calarsi nel mondo infero del cosiddetto “satanismo”. Da qui l’uso psicotico del simbolismo e della numerologia a sfondo rituale, chiave e matrice di un pensiero irrazionale che cerca di proiettare sulla realtà credenze di carattere magico e occulto che solo se interpretate in chiave esoterica possono svelare le dinamiche che queste società segrete portano avanti da secoli…
In fondo, da Jack lo Squartatore agli inspiegabili delitti di giovani donne o bambini dei giorni nostri, molto poco abbiamo compreso, ostinandoci a non voler comprendere che proprio a fianco a noi esiste un apparato segreto con infiltrazioni in tutti gli ambiti del reale. Questo mondo sotterraneo utilizza, per dialogare e per farsi riconoscere dagli altri affiliati, un linguaggio e categorie di stampo esoterico all’apparenza incomprensibile. Solo all’apparenza.
Melania in Procura
Partiamo dalla fine, ovvero dall’omicidio Rea. 

Le dichiarazioni di Zagami, la cui verifica di attendibilità lasciamo agli inquirenti che stanno ancora indagando sulla misteriosa morte di Melania, si ricollegano alla testimonianza del PM romano, Paolo Ferraro (http://sitoaurora.splinder.com/post/24712973/carmela-melania-rea-vittima-di-una-setta-militarmassonica) che ebbe modo di raccontare ad alcuni giornalisti di aver incontrato Melania, esattamente un mese prima dell’omicidio, presso la Procura di Roma.
Ferraro stesso mi raccontò di essere sicuro al 99% di aver visto Melania uscire dall’ufficio di un suo collega procuratore, che a quel tempo stava tenendo d’occhio per i presunti legami di questi con la massoneria deviata. Fuori dai denti, Ferraro ha ammesso che la donna che gli passò davanti n.d. r. la vidi appena uscita  da una stanza accanto alla mia a sinistra e fuori la aspettava l’uomo descritto alla Procura di Teramo ) era talmente bella e carica di fascino che gli rimase scolpita nella memoria. Alta, bruna, mediterranea, dall’andatura sensuale, aveva però i capelli ondulati che le cadevano sulle spalle. Appena un mese dopo, quando la foto di Melania Rea venne trasmessa per la prima volta da tutti i notiziari e poi pubblicata dai quotidiani, dubitò che fosse lei solo per il dettaglio dei capelli che in tutte le immagini risultavano essere lisci. Quando finalmente vide una foto di Melania con i capelli al naturale, ossia ondulati, fu assolutamente certo che era proprio la donna che aveva incontrato quel giorno in Procura.
Se teniamo fede alla testimonianza di Ferraro, sorge il dubbio sul motivo della visita della donna da sola alla Procura di Roma, ben lontana da casa. Il magistrato mi ha confessato di credere n.d.r. raccontato di aver ipotizzato ) che Melania si fosse rivolta a quel suo “collega” per denunciare un comportamento del marito, atteggiamento coerente con la ricostruzione della polizia che ha descritto una Melania furiosa per la relazione di Parolisi con la giovane soldatessa Ludovica Perrone: proprio Melania avrebbe minacciato Ludovica di rovinare la carriera a lei a al marito se quella liaison non fosse finita, tirando in ballo presunte conoscenze del padre e del fratello appartenenti all’Aeronautica italiana.
Ora, questa interpretazione dei fatti, non è l’unica plausibile. La presenza di Melania in Procura si può interpretare in diversi modi: secondo la ricostruzione di Ferraro la donna si sarebbe rivolta a un magistrato – forse amico di famiglia o indirizzatole da qualcuno legato all’ambiente militare – per scoraggiare la relazione clandestina del marito o addirittura per denunciare gli abusi che avvenivano nella caserma di Ascoli Piceno dove prestava servizio il marito. I presunti festini, forse addirittura orge, l’abuso di droghe e le violenze sulle giovani reclute sono emerse in fretta e tanto in fretta messe a tacere, una volta che gli inquirenti hanno iniziato a indagare sul passato del caporalmaggiore. Difficile che la moglie ne fosse completamente all’oscuro. Forse che si riferisse a questo quando minacciò Ludovica di rovinarle la carriera rendendo noti certi dettagli? Di certo la notizia della relazione tra il marito e una recluta non sarebbe stata una notizia così sconvolgente da far finire nei guai i due amanti e da spingere Parolisi a uccidere la moglie. Il divorzio anche se in un ambiente “tradizionale” ancora legato ai valori famigliari non sarebbe stato un vero e proprio “scandalo”. Neppure la presunta eredità che Salvatore stava “aspettando” giustificherebbe un gesto così estremo, sebbene l’uomo, dai messaggi che si scambiava con l’amante su facebook, sia emerso come evidentemente esasperato. La pista passionale non giustifica tutta una serie di dettagli che sono emersi durante le indagini e che aprono alla possibilità che dietro l’omicidio ci sia la regia di una società segreta con evidenti infiltrazioni nell’esercito.
Misteriosi rituali in caserma
Vi è anche la possibilità che Melania sapesse già dei rituali che avvenivano in caserma e di un ipotetico protocollo legato al progetto Monarch di addestramento e manipolazione mentale a cui venivano sottoposte le giovani reclute, e di cui Michael Aquino era un noto esperto ancor prima di entrare a fare parte della Chiesa di Satana e di fondare poi nel 1975 il Tempio di Set. In questo senso Melania può però essersi infuriata alla notizia del legame ormai consolidato tra il marito e Ludovica e ciò avrebbe potuto spingerla a confidarsi con un “amico” di famiglia, che, tra l’altro, secondo Ferraro, avrebbe il compito, nell’ambiente della massoneria infiltrata nella Procura romana, di dissuadere le giovani mogli o i vari testimoni a “denunciare” i soprusi o le violenze che vengono scoperte in ambito famigliare. Può essere successo così anche con Melania? Questo magistrato può aver tentato di dissuaderla ma vedendola irremovibile può aver dato l’allarme ai superiori, causandone così la morte (per mano del marito o di chi per lui). Lo scandalo in questo senso sarebbe derivato dalla rivelazione di “segreti” militari, non di una semplice relazione extraconiugale.
Oppure, ancora, Melania conosceva perfettamente ciò che avveniva nella caserma perché anch’essa – venendo tra l’altro da un ambiente militare – era una “sacerdotessa” dei rituali che ivi venivano svolti? Per questo sembrava così “sottomessa” alla volontà del marito a cui aveva perdonato quella che sembrava essere solo una scappatella? Per questo si costringeva a digiunare per assecondare il desiderio dell’uomo che la voleva ancora più “magra”? O la sua anoressia dipendeva dalla frustrazione del tradimento? Non lo sapremo mai, ma sono le uniche ipotesi possibili se la donna effettivamente incontrata da Ferraro in Procura era veramente Melania Rea. Se prendiamo per vera la testimonianza del PM, Melania si sarebbe rivolta a qualcuno di cui si fidava e forse da questi sarebbe stata tradita, messa sotto controllo e dopo aver compreso le intenzioni della donna di rendere pubblici certi “segreti”, messa a tacere definitivamente.
Pista satanica?
A ciò aggiungiamo la dichiarazioni di Zagami, ovviamente da confermare, di un ipotetico legame di Parolisi con il Tempio di Set. È abbastanza plausibile che Parolisi avesse il ruolo di addestrare le reclute secondo una metodologia che sfociava nella manipolazione mentale, seguendo un protocollo molto, troppo simile al Monarch: droghe, violenze, sesso, abusi. Una testimone parlò agli inquirenti di una specie di rituale che prevedeva l’uso di candele nere mentre la “vittima” era legata al letto. Se Parolisi fosse stato anche affiliato al culto satanico fondato dal colonnello Michael Aquino, la faccenda assumerebbe dei connotati più precisi e drammaticamente più inquietanti. Se così fosse, cioè, sarebbe confermata la pista rituale non solo dell’addestramento che veniva svolto nella caserma, ma anche dell’omicidio di Melania. Ricordiamo infatti che la filiale napoletana del Tempio di Set è l’unica ufficiale esistente in Italia e i suoi proseliti furono già accusati di aver organizzato una messa nera nei sotterranei dello stadio San Paolo…
La Chiesa di Satana
Fondato il 21 giugno 1975 da Michael Aquino dopo uno scisma dalla Chiesa di Satana di Anton La Vey, il culto del Tempio di Set si distingue dal credo razionalista professato da La Vey per abbracciare una concezione più occulta di Satana inteso come un vero e proprio essere personale. La Vey, infatti, nella sua Bibbia Satanica, precisava che Lucifero rappresenta l’energia vitale dell’uomo, «il fattore bilanciante della natura» e tutto ciò che è chiamato “peccato”, ovvero l’appagamento dei sensi, partendo dal presupposto che l’uomo è principalmente un animale, una creatura egoista e violenta: «Godetevi il meglio della vita. QUI E ORA» invitava La Vey, facendosi cultore della Via della Mano Sinistra e dichiarando infatti che, «il satanismo […] è la religione della carne, della mondanità, della sensualità». Detto ciò, dobbiamo però riconoscere a sostegno di La Vey, che costui non ha mai teorizzato il sacrificio umano né ha ritenuto che il Diavolo esistesse come creatura personale tanto che per lui la messa nera valeva come un semplice psicodramma: «il Satanismo è una forma di egoismo controllato. Questo non vuol dire che non devi mai fare nulla per gli altri. Se fai felice qualcuno a cui tieni, la sua gioia ti darà un senso di gratificazione». Purtroppo, come spesso capita, il suo pensiero è stato stravolto, travisato e confuso con emanazioni deteriori e successive del suo credo: egli, infatti ammoniva gli occultisti sostenendo che il vero mago non ha bisogno di spargere il sangue di vittime innocenti (e tantomeno di vergini o bambini!) per ottenere un risultato, perché «la liberazione di queste forze magiche NON è provocata dal reale versamento di sangue, ma dalla morte sofferta dell’essere vivente!», ossia dalla scarica bioelettrica che l’iniziato deve imparare a trarre «dal suo stesso corpo, invece che prenderla da una vittima innocente e non disposta!». La Vey giustificava invece la maledizione di coloro che si fossero resi colpevoli di crimini reiterati, cosa che fece egli stesso scagliando un incantesimo di magia nera contro Sam Brody, avvocato e compagno dell’attrice Jane Mansfield, Gran Sacerdotessa della Chiesa, reo di averla allontanata dal culto. Purtroppo a farne le spese fu la stessa attrice che morì insieme all’amante in un tragico incidente d’auto. Illesi i tre figli della donna avuti da Mickey Hargitay, che riportarono solo lievi ferite, tra cui Mariska, divenuta celebre attrice nel ruolo di Olivia Benson in Law and Order. I fedeli del Culto credettero ovviamente che il maleficio di La Vey avesse funzionato, i razionali non poterono che ridere di ciò bollandolo come una mera coincidenza: semmai la consapevolezza dell’anatema può aver agito sulle vittime a livello inconscio causando nel guidatore uno stato di angoscia che potrebbe esser sfociato in momento di disattenzione, causando così l’incidente. Ci ritroviamo di fronte all’arcaico dilemma tra i fautori dell’efficacia della magia e i suoi detrattori. Ciò che qui conta è che chi compie un certo tipo di rituali o materialmente dei crimini a sfondo cerimoniale “creda” che le forze occulte possano essere evocate attraverso adeguate pratiche e mediante un rigoroso seppur parossistico ricorso alla numerologia e al simbolismo. Ciò che crediamo noi conta davvero poco: i ricercatori, così come le vittime, si trovano dinanzi a un sistema segreto, occulto, gerarchico, chiuso, davanti al quale non possono che rimanere annichilite. Se si vuole invece cercare di comprendere le ragioni dei delitti rituali, non si può che scendere agli Inferi e da novelli Ulisse o Enea, consultare le stesse fonti a cui possono attingere coloro che credono a questo genere di cose. Ricordandosi, ovviamente, di risalire poi dal viaggio verso le Inferiora Terrae, come ben insegna il motto alchemico del VITRIOL1
Il Tempio di Set
Se per il razionalista La Vey Satana rappresentava «il carnale, il materiale e gli aspetti mondani della vita», per Aquino, invece, Lucifero era un vero e proprio “essere personale” che andava adorato al posto del Dio biblico. Dopo aver invocato Satana e aver ricevuto in risposta un messaggio che trascrisse in The Book of the Coming Forth By Night e che divenne il testo fondamentale del credo (nel quale il Diavolo dichiarava di chiamarsi Set e che Satana fosse soltanto il suo epiteto ebraico), Aquino, memore della sua esperienza nel controspionaggio e nel progetto Monarch, estremizzò il concetto di “egoismo animale” teorizzato da La Vey codificandolo nella cosiddetta “piccola magia nera” La piccola magia nera, intesa a manipolare gli altri e l’universo in generale, «consiste nel far accadere qualcosa senza spendere il tempo e l’energia necessaria per farlo accadere attraverso un processo diretto di causa ed effetto», ove Aquino intendeva l’arte della manipolazione «grazie a semplici trucchi di disinformazione fino a una manipolazione estremamente sottile e complessa dei fattori psicologici nella personalità umana». A questa aggiunse una “grande magia nera” (che trae gli incantesimi dalla Golden Dawn e dagli insegnamenti magici di Aleister Crowley) legata invece a una rivisitazione del mito gnostico secondo cui il Principe delle Tenebre sarebbe invece un Portatore di Luce (come indica il nome Lucifero), una sorta di ribelle Prometeo che avrebbe consegnato la conoscenza agli uomini nonostante il divieto del geloso e sanguinario Dio biblico. In questo senso il “peccato originale” assume un significato opposto a quello cattolico. L’uscita dall’Eden e dall’alveo del malvagio dio biblico andrebbe interpretato come una presa di coscienza e di conoscenza dell’uomo primigenio che, grazie all’intervento del Serpente, scopre il modo per divenire egli stesso un dio, attraverso la legge Fa’ ciò che Vuoi di Crowley, intesa nel senso più alto come conseguimento della propria autentica volontà (da non confondere con i bassi istinti). In questo senso l’emancipazione dalla legge jahvista conduce l’Uomo Primo verso un cammino per il conseguimento della sua stessa deificazione: ecco che l’Uomo si fa Dio.
Xeper
La filosofia setiana aspira infatti a conseguire un supremo autocontrollo (xepering) e a ottenere il controllo sulla natura e sugli altri mediante la piccola magia – che risente come abbiamo visto della metodologia acquisita da Aquino ai tempi del controspionaggio. Il Tempio di Set rifiuta il nichilismo e l’edonismo superficiale della società moderna per privilegiare un sentiero di conoscenza e potere: il suo ideale è “Essere è Conoscere”, l’opposto della filosofia orientale che ricerca invece la liberazione nei dettami mistici della Via della Mano Destra partendo dal presupposto che “Essere è Sofferenza”.
I Setiani, sebbene credano in una divinità nel senso letterale, non adorano però Set nello stesso modo in cui i Cristiani adorano Dio: essi venerano Set in quanto rappresenta per loro una coscienza più profonda e la forza individuale sprigionata può renderli simili a un dio. Il fine ultimo dei Setiani è infatti quello di raggiungere questa più alta consapevolezza spirituale e più profonda conoscenza del sé. Tale processo di attualizzazione del sé è chiamato Xeper, un termine egizio che significherebbe secondo Aquino “venire alla luce”: anche per questo Lucifero, come abbiamo visto, è il portatore di Luce. Così la messa nera ha varie modalità di celebrazione, mentre gli altri riti sono rigidamente definiti. L’autorità esecutiva risiede invece nel “Consiglio dei Nove” che nomina il Sommo Sacerdote e il Direttore Esecutivo. Sei sono i gradi di appartenenza e l’affiliazione al Tempio è segreta e nota solo al Sacerdoti competenti.
Per questo una presunta affiliazione di Parolisi alla filiale italiana del Tempio non è verificabile se non da membri interni al gruppo o da alti rappresentanti della massoneria o di altri culti legati al Tempio.
Numerologia
Ma non è tutto così “semplice” come i Media o alcune fonti di controinformazione vorrebbero farci credere. Né è così evidente che il colpevole sia effettivamente Parolisi, nonostante sia indubbio che abbia raccontato (male) una marea di bugie, ai famigliari e agli inquirenti, rendendosi sicuramente “colpevole” agli occhi dell’opinione pubblica. Neppure la pista “passionale” è scontata, perché alla luce di parecchi indizi si sarebbe portati a definirlo un omicidio premeditato.
Per comprendere questo genere di delitti, occorre scendere allo stesso livello dei mandanti/esecutori, che nei crimini rituali fanno ricorso a un parossistico quanto patologico utilizzo della numerologia e del simbolismo. Anche nel caso dell’omicidio di Melania il ricorso a una chiave esoterica del delitto può gettare luce sul movente, senza però arrivare a identificare il o gli esecutori materiali. Può servire da ipotesi di lavoro tenendo conto che costoro agiscono ricreando un tessuto del reale infarcito di numeri, simboli, nomi.
Secondo la testimonianza di Parolisi la moglie sarebbe scomparsa il 18 aprile scorso intorno alle 15 sul Colle San Marco di Ascoli Piceno, dov’erano andati insieme alla figlioletta Vittoria di 18 mesi per trascorrere qualche ora all’aria aperta. Melania si sarebbe allontanata per cercare la toilette di uno degli chalet di zona, dal quel momento non sarebbe più tornata indietro. Dopo una ventina di minuti, non vedendola tornare, Parolisi avrebbe chiamato i soccorsi, facendo così scattare le ricerche di Carabinieri, Polizia, Vigili del fuoco, Vigili urbani, Soccorso Alpino e Corpo Forestale dello Stato. Le unità cinofile attive sul posto fiutarono una pista che portava fino a un sentiero che sfocia in un piccolo corso d’acqua non distante da una strada dove un’auto avrebbe potuto prelevare la donna fino a Colle San Giacomo dove dopo due giorni, il 20 aprile, venne ritrovato – in seguito a una segnalazione telefonica anonima – il cadavere martoriato da 35 coltellate. Sulla salma, infatti è stato rinvenuto il segno di un puntura e non si esclude che Melania sia stata narcotizzata e uccisa altrove. Il corpo è stato ritrovato solo due giorni dopo la sparizione a Ripe di Civitella, a circa 18 chilometri di distanza da Colle San Marco lungo la strada provinciale 35.
Ora, il ricorrere dei numeri 18 e 35 è evidente, e se si suppone una matrice rituale, non può essere casuale. Parolisi è caporalmaggiore del 235° reggimento della caserma di Ascoli Piceno. 3+5=8, che negli Arcani Maggiori dei Tarocchi rappresenta la Giustizia, ovvero l’obbedienza come nel caso di Parolisi, militare. Legato al numero 8 il caporalmaggiore assume la connotazione di un sacerdote intermediario con Potenze Superiori (militari, o setiani?) a cui avrebbe rivolto la propria obbedienza mantenendo un segreto e in questo senso rappresenterebbe Giove (ma anche il Papa, che corrisponde al numero 5 dei tarocchi che analizzeremo tra poco). La Giustizia rivolta in questo caso nei confronti della vittima che porta sul corpo il segno di 35 coltellate (3+5=8) indica che è stata consumata una condanna tramite un giudizio imparziale emesso per un “tradimento”. Il tradimento in questione sarebbe stato quello di Melania, pronta a rendere pubblica la relazione del marito con Ludovica e, forse, i segreti della caserma dove venivano addestrate le reclute. Infatti il numero del giorno della morte di Melania, il 18, indica l’Arcano della Luna che se da un lato è legato alla femminilità, alla Madre, dall’altra indica la presenza di segreti, di un tradimento e di una forte gelosia – il sentimento che avrebbe accecato Melania pronta a rovinare la carriera del marito. La Luna indica inoltre la divulgazione di un segreto e il rischio di uno scandalo.
Il corpo dissanguato
Nella numerologia il 18 è legato anche al sangue e al cadavere. Da notare che, come negli omicidi rituali, il corpo di Melania è stato trovato dissanguato… Come si trova scritto in Levitico 17, 11 «La vita della carne è nel sangue»: da ciò deriva il divieto ebraico di mangiare carne con sangue. All’opposto nei rituali cruenti, satanici o non (come quelli atzechi), le vittime vengono dissanguate e il sangue fatto colare sopra e lungo l’altare (sia esso in pietra o rappresentato dal corpo di una donna come nelle messe nere del satanismo di stampo ludico od occulto). In questo senso l’omicidio rituale di Melania sembrerebbe riproporre una ritualità simile al “sacrificio di riparazione” descritto in Levitico (Lv 5, 8; 7,1; 17,11). Ma in questo caso a essere sacrificata – proprio durante il periodo pasquale, ovvero il lunedì successivo alla domenica delle Palme – sarebbe stata Melania intesa come l’incarnazione della Dea Madre (o della sacerdotessa), come indicato cabalisticamente anche dal cognome della vittima: Rea.
Rea, la Dea Madre
Nella religione greca, infatti, Rea rappresentava la Dea Madre e della Terra, associata poi alla divinità anatolica Cibele, venerata come Dea Madre, patrona della natura e dei luoghi selvatici, mentre presso i romani Rea veniva invece considerata la Magna Mater Deorum Idaea, associata inoltre a Opi, divinità del raccolto e compagna di Saturno. Saturno – che in questo caso sarebbe da identificare con Parolisi – inoltre è associato al carcere e a un periodo forzato di solitudine… Non per nulla Rea è il nome di uno dei satelliti di Saturno, che nell’alchimia, invece, rappresenta il grezzo elemento del piombo che deve essere trasfigurato in oro in seguito a un lungo processo di lavorazione.
Il numero del reggimento dove prestava servizio Parolisi è 235 che dà come somma 2+3+5=10 che negli Arcani maggiori dei Tarocchi corrisponde alla Ruota della Fortuna che rappresenta il successo e la riuscita per chi lo merita e la caduta per chi invece è in errore. Indica in sintesi l’alternanza di alti e bassi e l’acquisizione di un vantaggio destinato però a non durare. Il 35 invece, numero delle coltellate inflitte a Melania e numero della strada provinciale lungo la quale sorge Colle San Giacomo, è un numero “pentagonale” e al contempo rappresenta il Triangolo di Tartaglia o di Pascal: secondo la sua interpretazione neoplatonica indicherebbe il passaggio dall’Uno alla Diade, ovvero il distacco dall’Uno e la caduta nella molteplicità, la genesi del manifestato e dunque del disordine. La creazione, ovvero il passaggio alla Diade è elemento di Caos, così come il rischio di rivelare un segreto che deve rimanere taciuto. Il 35 è anche il numero che simboleggia la natura, i boschi, i luoghi selvatici: Melania è scomparsa in un parco ed è stata ritrovata esangue in un altro bosco. Il suo cadavere, dunque, ha trovato riposo per due giorni in un bosco, proprio come il simulacro silvestre di una Dea – in questo senso come già suggerito dall’avvocato Paolo Franceschetti nel suo blog potrebbe rientrare in una macabra ricostruzione della Primavera di Botticelli, a cui dovrebbero essere aggiunte anche Sara Scazzi e Yarah Gambirasio.
La simbologia di Botticelli
Sparita da Colle San Marco Melania è stata rinvenuta a 18 km di distanza a Colle San Giacomo: Giacomo è patrono dei soldati (come Parolisi, e infatti in quel luogo avvenivano abitualmente esercitazioni militari) e dei cavalieri. Il suo simbolo è la conchiglia, organo di nascita come rappresentato da Botticelli nell’altro suo celebre dipinto, La Nascita di Venere. In questo caso la conchiglia – simbolo ricettivo come la Luna – da rappresentazione femminile di vita e acqua finisce per richiudersi su di sé divenendo la tomba della divinità femminile (Dea Madre-Venere-Cibele-sacerdotessa-Rea-Melania) che è stata sacrificata. La conchiglia da ricettacolo di vita diviene simbolo di morte, ovvero tomba della Dea che è stata uccisa. Evidente anche l’allusione a una simbologia primigenia dove la Dea Madre – fonte di vita – muore immersa nei boschi per poi rigenerarsi, proprio come nel ciclo naturale.
Come anticipato, la morte di Melania risale al 18 aprile, data in cui si festeggia proprio la Beata Maria dell’Incoronazione Carmelitana e Barbara Avrillot, madre fondatrice dell’ordine del Carmelo in Francia. Il vero nome di Melania è proprio Carmela… Il suo nome recava in sé l’allusione duplice (diade) alla divinità femminile, Dea Madre e sacerdotessa, legata alla vita e alla natura. La Diade indica appunto la scissione o emanazione dall’Uno primordiale: il 2 è rappresentato nei Tarocchi dalla Papessa e indica una persona che è a conoscenza di un segreto e che per questo può costituire un “peso”.
Carmela Rea (anagramma di Era, moglie di Zeus, versione greca di Giunone compagna di Giove che abbiamo visto essere legato alla figura di Parolisi) muore lasciando in vita però la figlioletta di 18 mesi, Vittoria, forse testimone inconsapevole del delitto.
Il “Vecchio Malefico”
1+8=9, l’Eremita indica un segreto rivelato o un ostacolo difficile da superare: è l’assassino, il “Vecchio Malefico”: un’incisione del pianeta Saturno risalente al 1521, Pratica Teüsch lo raffigura infatti come un vecchio “malefico” con la falce. In questo senso sembra alludere all’omicida, ma non è detto che l’eremita sia lo stesso Parolisi, anche perché l’Eremita dovrebbe indicare un uomo di mezz’età. Ora, da una testimonianza anonima fatta al Corriere Adriatico, emerge che un uomo di mezz’età avrebbe fatto salire Melania in macchina – insieme ad altre due donne – proprio a Colle San Marco. La donna avrebbe litigato con il marito e sarebbe andata via in macchina con i tre. Ma con chi? E perché costoro si trovavano nel luogo della sparizione? Erano stati chiamati da Melania o la stavano seguendo? Sarebbe dunque questo uomo di mezza età il Vecchio Maleficio a cui il simbolismo sembra alludere? E perché questa pista – sulla base della testimonianza – non è stata battuta? L’esistenza di quest’uomo potrebbe svelare forse un’altra realtà rispetto a quella della pista passionale su cui si sono concentrate le indagini, e forse scagionare Parolisi.
Capro espiatorio o semplice bugiardo?
Il caporalmaggiore è sicuramente da associare all’arcano del Papa, o a Giove (noto per i tradimenti nei confronti di Giunone, così come nella mitologia greca Zeus con Era), compagno infatti della Papessa-sacerdotessa, ovvero Melania. Emblematica la frase che Parolisi disse commentando il “Calvario” che stava subendo: «Mi sento come Cristo in Croce». Qui abbiamo un “Salvatore” che si associa deliberatamente all’Agnello, a Cristo, evocando forse la sua natura di capro espiatorio. Una frase a effetto che nasconde forse un richiamo di innocenza? O l’ennesimo bluff di un bugiardo incallito che non distingue più la realtà dalle prigione di menzogne che si è costruito per evitare la condanna?
Nel Vangelo di Marco 18, 1-35 (ricordiamo che Melania secondo il marito era sparita proprio da Colle San Marco) troviamo proprio la profezia dell’imminente Passione di Cristo. Se la croce rappresenta il numero 4, Cristo come centro della croce è il numero 1: la somma dei fattori dà come risultato il numero 5 che corrisponde appunto all’Arcano del Papa. Il Papa va inteso come il Gran Sacerdote, come medium o intermediario (nei confronti delle alte sfere) e in senso negativo indica debolezza morale, infedeltà e settarismo, caratteristiche che ben si attagliano a Parolisi, ancor di più se avesse ragione Zagami nell’additare l’uomo come affiliato al Tempio di Set. Sicuramente bugiardo, infedele, immorale, ma non necessariamente assassino. Se così fosse, avremmo però un Salvatore – incarnazione della divinità solare – che uccide la Dea Madre – divinità lunare come suggerito anche dal numero 18 – per “punizione” o semplicemente per viltà, attuando un “sacrificio di riparazione” e al contempo un gesto di contro-iniziazione nei confronti di quello che dovrebbe essere il legame “ermetico” tra marito e moglie: il matrimonio mistico, le nozze alchemiche. In questo caso avremmo lo Zolfo o Sole alchemico che uccide il Mercurio (anche identificabile con l’Argento) o Luna. Da un punto di vista “religioso” un emissario della Chiesa (Chiesa di Satana o Tempio di Set che sia) rappresentata dal Salvatore Parolisi che uccide la sua compagna (come la Maria Maddalena “espulsa” e additata come prostituta dal credo cattolico). Si conferma così il carattere solare dell’omicidio rituale che attraverso l’utilizzo della volontà magica (lo Zolfo ermetico) dissangua e uccide il Femminino, in vista di una sua resurrezione tra i suoi elementi “naturali”.
I funerali di Melania sono stati infatti officiati presso la Chiesa di Santa Maria del Pozzo, che sorge sulle strutture della Chiesa inferiore fatta costruire dal re Roberto d’Angiò nel 1333 e dedicata alla Nostra Signora.
Omicidio premeditato
Infine, è da notare che il corpo è stato ritrovato il 20 aprile, anniversario della nascita di Adolf Hitler. Sul cadavere della donna sono stati incisi post mortem vari simboli che ricordano croci uncinate e svastiche. Ricorrendo invece all’interpretazione di Enrico Cornelio Agrippa, contenuta nel suo Libro del Comando, i segni sul corpo della vittima sembrerebbero delle “intersecazioni” atte all’evocazione di “spiriti benigni” all’interno di una pratica di alta magia cerimoniale, che, stando all’ipotesi dell’omicidio rituale, non potrebbe essere stato compiuto in un parco, ma in un luogo asettico. Se abbracciamo questa teoria, torna l’ipotesi che a rapire Melania sia stato un uomo di mezz’età (che forse la vittima conosceva) insieme ad altre due donne. Costoro potrebbero aver condotto Melania in un luogo chiuso per officiare un rituale con il suo consenso o a sua insaputa, degenerato poi nella sua uccisione. Una volta “sacrificata”, il suo corpo può essere stato spostato a Colle San Giacomo. In ogni caso il 18/04, 1+8+4=22, nei tarocchi il Matto, indica la rottura drammatica di una relazione sentimentale ma anche che il colpevole (ovvero il Matto) è depositario di segreti “spirituali” ma è assolutamente “lucido” nei suoi propositi. Solo in apparenza sembra folle, perché ha compiuto un cammino iniziatico (o meglio, contro-iniziatico) che lo rende incomprensibile ai profani. In questo senso il delitto acquisisce un’ulteriore conferma della sua premeditazione rituale, accantonando la pista passionale.
Al di là della gelosia, della passione e dei tradimenti che caratterizzano questa storia, l’uccisione di Melania – sia essa avvenuta nel Parco oppure in un luogo chiuso – ha un’evidente matrice cerimoniale: la donna ha pagato letteralmente con il sangue un tentato tradimento, ovvero la volontà di rendere pubblico un segreto che forse non riguardava tanto il marito, quanto ciò che avveniva all’interno della caserma di Ascoli dove Parolisi, come un sommo sacerdote, addestrava secondo un rituale di contro iniziazione giovani reclute, pronte – chissà – un giorno a divenire sacerdotesse di un culto legato alla Massoneria deviata, al progetto Monarch, forse agli Illuminati o al Tempio di Set.
Ma il segreto su ciò che avveniva veramente tra quelle mura è morto per sempre (  n.d.r. “provvisioriamente stato seppellito” con Melania. 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
Anton La Vey, La Bibbia Satanica, Edizioni Jarah
Michael Aquino, The Book of the Coming Forth by the Night
Enrico Cornelio Agrippa, Il Libro del Comando, Edizioni Mediterranee
Aleister Crowley, Magick, Astrolabio
Oswald Wirth, I Tarocchi, Edizioni Mediterranee
Massimo Introvigne, Il Cappello del Mago, SugarCO
Cecilia Gatto Trocchi, Sette Sataniche e Occultismo, Newton & Compton
Vincenzo Mastronardi, Ruben De Luca, Moreno Fiori, Sette Sataniche, Newton & Compton

1 Visita Inferiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem
“Penetra nelle viscere della Terra e, percorrendo il retto sentiero, scoprirai la pietra che si cela ai tuoi occhi”. L’acrostico Ermetico, raffigurato così abilmente da Basilio Valentino, si propone allo sguardo ansioso del Recipiendario nello stesso momento in cui, spogliato del denaro e dei metalli, prepara se stesso al distacco della vita profana. V.I.T.R.I.O.L. spicca a lettere d’oro sulla parete nera del Gabinetto di Meditazione sovrastando i Simboli di morte come un misterioso messaggio. Visita Inferiora Terrae: l’uomo, materia prima o pietra grezza, deve agire sulla parte più pesante che lo imprigiona. Instancabilmente, indagando senza pietà nelle pieghe più profonde del suo Sé, quasi alla soglia dell’Inferno dantesco, ove tutto è angoscia e paura, opererà, seguendo esattamente il procedimento dell’Alchimista, la separazione del puro dal misto.



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IL CASO PAOLO FERRARO E IL CASO MELANIA REA TRASCRITTO DA TRE STUPENDI ARTICOLI PUBBLICATI A FIRMA DI ENRICA PERRUCCCHIETTI

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Una penna sublime, una conoscenza profonda, uno studio attento ed una giornalista intellettuale di primissimo ordine per un articolo in tre parti del 2011, eccezionale.
Con una precisazione sulla terza parte, dovuta, ad Enrica. 




Le parti uno e due sono state pubblicate sulla rivista XTIMES nell’autunno del 2011 , la terza su sito in rete nel 2012 .


Parte prima pubblicata nell’ottobre 2011

Di Enrica Perucchietti





Loro? Chi sono Loro, Raymond?” chiede con angoscia il vecchio giornalista a Raymond Shaw un attimo prima che questi lo uccida, nel film del 1962 The Manchurian Candidate.
Potete chiamarli Loro, o rubando l’espressione più prosaica a Webster Tarpley, “compagnia bella”. Non saprete mai chi sono. Coperti da corporazioni, lobby e governi, di destra e di sinistra, manipolano l’opinione pubblica e condizionano le menti di reclute, politici, malati psichici, giovani donne e bambini per poter avere il controllo sull’agenda mondiale e sulla storia.

Controllo mentale
In senso più stretto per controllo mentale si intenda una metodologia psichiatrica elaborata negli anni ’50 e ’60 da alcuni programmi sperimentali della CIA (come il noto Progetto MK ULTRA) o inglesi (come il TAVISTOCK) che avevano lo scopo di contrastare la più avanzata ricerca scientifica di Cina, Russia e Corea sul controllo mentale. Da quel che emerge almeno dagli oltre 22 mila documenti statunitensi declassificati e riportati alla luce nel 1977, gli esperimenti facevano ricorso a droghe come LSD, abusi fisici e psichici, radiazioni, elettroshock, e ipnosi. Numerose testimonianze da parte di ex vittime parlano anche di un risvolto “occulto” con abusi sessuali sulle vittime quali stupri e addirittura pedofilia a sfondo satanico per manipolare i bambini. Questo genere di torture non sarebbe però finito nei “mitici” anni ’70 ma si sarebbe raffinato e continuerebbe ancora oggi seguendo un protocollo specifico.

Progetto MONARCH
L’eredità del MK ULTRA sarebbe la programmazione Monarch: una tecnica di controllo mentale che comprende elementi del Satanic Ritual Abuse (SRA) e del disturbo di personalità multipla (MPD). Come nei programmi di controllo mentale elaborati dalla CIA, psichiatri e ricercatori di neuroscienze avrebbero continuato i progetti degli anni ’70 elaborando una combinazione di psicologia, neuroscienze e rituali occulti per creare all’interno degli schiavi un alter ego che possa essere attivato e programmato dietro semplici comandi. Gli schiavi della programmazione Monarch vengono oggi utilizzati da varie organizzazioni collegate con l’élite mondiale – in particolare massoneria e Illuminati – in settori come: l’esercito, la schiavitù sessuale e l’industria dell’intrattenimento che comprende soubrette, escort, etc.
In questo senso il magistrato italiano Paolo Ferraro avrebbe scoperto a sue spese l’esistenza di una setta di carattere occulto legata al Corpo Militare SMOM(Sovrano Militare Ordine di Malta), che coinvolgerebbe alcuni vertici militari, e avente legami con magistratura, psichiatria, politica e, infine, massoneria deviata.
I Loro in questione sarebbero coloro che si nascondono dietro la piramide di silenzio e torture volta ancor oggi a manipolare la mente di reclute, persone scomode, gente comune, pazienti psichiatrici, bambini…

The Manchurian Candidate
Tratto da romanzo The Manchurian Candidate di Richard Condon l’omonima pellicola del 1962 di John Frankenheimer – a metà tra Hitchcock e Welles – ebbe un destino infelice: snobbato dai critici nonostante la potenza visionaria e la presenza di un cast di prim’ordine (Frank Sinatra, Angela Lansbury, Janet Leigh), anticipava di poco la dinamica ancor misteriosa della morte di John F. Kennedy l’anno successivo. Si racconta che per le straordinarie analogie con l’assassinio di JFK, Sinatra – proprio colui che aveva aiutato l’ambasciatore Joseph Kennedy a stringere un’alleanza con la Mafia di Chicago durante la campagna elettorale del figlio – ordinò il ritiro del film dalle sale cinematografiche. Non aiutava neppure la somiglianza del co-protagonista del film, Raymond Shaw, con il Presidente democratico: l’eroismo dimostrato da JFK in guerra, quando, nonostante il morbo di Addison, portò in salvo i compagni marines nuotando per oltre 5 km in un mare impestato di squali risuonava nelle gesta cinematografiche del giovane Shaw – costruite ad hoc dai medici russi e coreani affinché tornasse in patria accolto come eroe di guerra.
Il film venne ripreso nel 2004 da Jonathan Demme che ne trasse il più noto remake con Denzel Washington – nei panni di Ben Marco, che furono di Frank Sinatra – Liev Shrieber, Meryl Streep e John Voight.

Cathy O’ Brien
La storia di Paolo Ferraro invece è vera ma è una di quelle destinate a farvi venire le vertigini. L’unico paragone possibile è quello con Cathy O’ Brien, il cui racconto appare ancora ad anni di distanza della pubblicazione di TranceFormation of America e Access Denied come un pugno nello stomaco. Nel caso della O’ Brien mancano però le prove inconfutabili a sua testimonianza, mentre nel caso del PM romano esistono file audio, video e centinaia di pagine di documenti. Basta avere il coraggio e la pazienza di aprire il vaso di Pandora.
Ringraziando la fiducia e la disponibilità di Ferraro, io l’ho fatto.
Questa è la sua storia.

Chi è Paolo Ferraro
Come il Maggiore Ben Marco, il Procuratore Paolo Ferraro è stato sospeso dal suo incarico e per lungo tempo bollato come pazzo da chi non poteva capire ma soprattutto doveva scoraggiarlonelle sue indagini.
Se la paranoia del personaggio interpretato da Frank Sinatra trae origine da sogni che gli ricordavano un’altra realtà rispetto a quella che coscientemente ricordava di aver vissuto in Corea, il comportamento del magistrato trae origine dall’intuizione che la donna che aveva a fianco non fosse realmente ciò che sembrava e da prove indi raccolte minuziosamente. Entrambi hanno avuto però il coraggio di seguire il proprio istinto e di verificare se i dubbi riguardanti Raymond Shaw e la compagna del PM, tale S. R. fossero veri. Anche le iniziali dei nomi sono le stesse, quasi che la Cabala abbia lasciato un indizio o un Trickster il proprio zampino…
Ci si potrebbe chiedere perché il PM abbia messo a repentaglio la propria vita e carriera per scoprire che cosa si nascondesse tra le quattro mura di casa sua quando usciva lasciando la compagna Sabrina da sola. Sarebbe bastato andarsene e interrompere quella relazione per certi versi “inquietante”. Abbandonare quello stabile abitato soltanto da militari e dalle loro mogli dalla dubbia moralità e con figli più simili ad automi che a bambini. Forse l’affetto nei confronti della donna e la presenza del figlio di lei all’epoca solo dodicenne lo hanno spinto ad andare fino in fondo. Forse una parziale inconsapevolezza del pericolo in cui si stava deliberatamente cacciando. Il suo comportamento temerario più che coraggioso è indice infatti di un’eccessiva fiducia nella Giustizia italiana che urta contro la conoscenza che un PM dovrebbe avere del sistema giudiziario e dei suoi inganni. Per certi versi, nella discesa agli inferi e ritorno, il magistrato sembra indossare i panni di un novello Don Chisciotte che si ostina a lottare contro i mulini a vento piuttosto che accettare l’ineluttabile e salvarsi la pelle. La sua ostinazione nel percorrere la sua missione – o catabasi? – fino in fondo lascia spiazzati e non può che far riflettere sul problema del secolo scorso e del suo incancrenimento in quello in corso: la paura e l’indifferenza prima come uomini, poi come cittadini che ci fanno finire il più delle volte – citando Giovanni Papini – col divenire complici silenziosi delle offensive diaboliche. Chiamatela banalità del male, chiamatela a-morale indifferenza, pochi al posto del magistrato sarebbero andati fino in fondo per sete di giustizia o di verità. La maggior parte di noi se la sarebbe data a gambe, lasciandosi il passato alle spalle. Eppure alcuni strani comportamenti della compagna, delle sibilline rivelazioni da parte del figlio di lei, il comportamento dei vicini di casa che sembravano sgusciati fuori da un romanzo di Ira Levin, hanno spinto Ferraro a oltrepassare la soglia per la verità.

Sabrina
Mi sono scervellata su questo per settimane, fino a dovermi confrontarmi con lui. Gli ho chiesto quali effettivamente fossero questi indizi che lo avevano messo in allerta e perché non avesse preferito affidarsi a un investigatore privato. O andarsene e basta. Le sue risposte sono state sincere e mi hanno convinto.
Le ammissioni della compagna Sabrina di aver preso parte a uno strano gruppo – simile a una setta – il suo coinvolgimento giovanile nell’estrema sinistra e la frequentazione con ambigui personaggi appartenenti ai servizi segreti, l’uso nel passato di cocaina e hashisc , l’ammissione di aver lavorato come hostess ed estetista in ambienti in cui erano persone  dedite alla prostituzione, incubi e strani sogni ricorrenti, infine il rapporto conflittuale, a volte persino violento con il figlio dietro l’immagine da “bambolina” acqua e sapone che voleva trasmettere sarebbero bastati a chiunque per dubitare di lei. Bella da mozzare il fiato, ma scostante e dal carattere boderline. Ex moglie di un sottoufficiale circondata da personaggi ambigui legati a filo doppio. Insomma, una donna fragile ma con troppi segreti.
La vicenda dai toni fantapolitici sembra infatti sgusciata fuori dalla penna di Kafka, o, per gli scenari di reticenza e di complotto che ne hanno accompagnato la genesi, da un racconto di Tiziano Sclavi. Ciò che sconcerta tutt’ora è la complicità del sistema al comportamento criminale scoperto e denunciato dal PM. Connivenza, disinformazione, inganni, tradimenti, menzogne. A tutti i livelli: dai vertici militari, giudiziari, fino alla famiglia e ad alcuni colleghi della Procura.
Ci sono davvero tutti gli elementi per un noir o per finire dritti al manicomio. Cosa che è successa al PM che dopo un tentativo di Trattamento Sanitario Obbligatorio assolutamente illegale, è stato sottoposto per mesi a terapia farmacologica in modo da “sedare” ogni possibile volontà di continuare sulla strada intrapresa. Ma il tentato sequestro da parte delle autorità sanitarie, la somministrazione di psicofarmaci e la seguente sospensione dall’incarico – mentre le perizie dimostravano la sua sanità mentale! – non hanno messo a tacere la sua sete di verità. Anzi, credo che abbiano alimentato il suo bisogno di risposte per uscire dall’incubo in cui era precipitato.
Ma che cosa non doveva scoprire e soprattutto rivelare Paolo Ferraro?
La presenza di una setta, o meglio, di un’organizzazione settaria, sotterranea, all’interno dell’esercito, con ramificazioni nel mondo della psichiatria e della Procura, che praticherebbe riti occulti a base di sesso e droga, ipnosi e manipolazione mentale in stile MK ULTRA. A rendere la vicenda ancora più inquietante la presenza di minori testimoniata da intercettazioni ambientali raccolte seppur in modo illegittimo dal PM.

Le prove
A chi conosce il nome di Paolo Ferraro è senz’altro nota la storia. Eppure su internet la vicenda è stata ripresa in modo distorto. Stampa cartacea e TV, come spesso accade, hanno scelto di insabbiare la vicenda. Questa deliberata reticenza a trattare il caso o almeno a diffondere la notizia della sospensione del magistrato dal suo ruolo – condannata dallo stesso in un’apposita conferenza stampa – è stato uno dei motivi che mi ha spinto a interessarmi della storia. Il secondo motivo è stato un dettaglio confidatomi dall’amico Gianluca Marletta che, avendo avuto modo di parlare brevemente con il PM, aveva scoperto che tra le tante minacce ricevute, a Ferraro era stato intimato di sospendere le indagini e di non parlarne per almeno due anni – ovvero fino a fine 2012 – inizio 2013. Questo periodo mi ha incuriosito: accantonata la pista che conduce alla “fine del mondo” del 21 dicembre 2012, è pur vero che nel mondo della controinformazione stanno filtrando da alcuni mesi delle indiscrezioni su un ipotetico Golpe nazionale o addirittura internazionale che dovrebbe avvenire in quella data.
Non potendo scartare l’ipotesi di una psicosi di massa o meglio, di una follia collettiva che starebbe colpendo taluni giornalisti, ricercatori, ora anche avvocati e magistrati, uniti da un’irrazionale convinzione nella fine del mondo, ho deciso di sentire direttamente Ferraro. Se non si confermano le fonti all’origine si rischia soltanto di farsi un’idea distorta o di credere “per fede” a una testimonianza solo perché essa ci aggrada o ci stimola l’immaginazione. Il che, ovviamente, dal punto di vista giornalistico, è assurdo. Ho avuto così modo di conoscere il protagonista di questa intricata vicenda e ricostruire, dati alla mano, la sua versione dei fatti: Ferraro mi ha infatti messo a disposizione 38 file audio di intercettazioni ambientali da lui stesso effettuate, due registrazioni di telefonate, diversi memoriali, tutti i documenti della Procura di Roma e Perugia e le perizie sul suo stato mentale, mail e sms scambiati con la sua ex compagna.
Ora, quanto segue è un breve resoconto della storia vista e vissuta da Paolo Ferraro, senza aver avuto modo di interrogare anche gli altri protagonisti della vicenda, compito che spetta alla Procura di Perugina dove il Pm ha depositato denuncia. L’aspetto che più colpisce di questa vicenda è l’ostinata rete di alleanze volte a persuadere il magistrato ad abbandonare le ricerche e, una volta appurata la mancata efficacia del metodo, la manovra di discredito dell’uomo sino a un tentativo reiterato di un trattamento sanitario obbligatorio.






Parte seconda

Di Enrica Perucchietti

Parte seconda publicata nel novembre 2011

Per trovare un precedente del caso del magistrato Paolo Ferraro, che sia confermato da documenti altrettanto ufficiali e attendibili, bisogna risalire nel passato. Correva il 1950 e la vicenda passò alla storia come il caso “Dot Jones”. Poco dopo la pubblicazione di Dianetics, il ricercatore e scrittore Ron Hubbard, ricevette a Washington la visita di una giovane donna visibilmente alterata che manifestava evidenti sintomi compulsivi alternati a frasi senza senso ripetute come un mantra. La donna era la moglie di un ufficiale del servizio segreto dell’Esercito che, in seguito si sarebbe scoperto, era stata drogata, sottoposta a elettroshock e ipnotizzata nel deliberato tentativo di controllarne il comportamento. Fu uno dei primi casi di manipolazione mentale su un civile che venne reso pubblico e che permise al futuro fondatore della religione di Scientology, di smascherare gli effetti distruttivi del meccanismo psichiatrico di dolore-droga-ipnosi volto a condizionare la mente umana e a installare comandi sub-ipnotici: «Questa forma di ipnosi – scriveva Hubbard nel libro Scienza della Sopravvivenza del 1951 – ha costituito un segreto gelosamente custodito da determinate organizzazioni militari e spionistiche. È un’arma da guerra insidiosa e, per conquistare una società, può essere notevolmente più utile della bomba atomica. Questa non è una esagerazione. La diffusione di questa forma di ipnosi nel campo dello spionaggio è talmente vasta oggigiorno che la gente avrebbe dovuto iniziare a preoccuparsene da un bel pezzo».


MK-ULTRA
Ciò che allora poteva sembrava ancora come fantascienza, venne svelato solamente a metà degli anni Settanta quando i documenti della CIA sul progetto MK-ULTRA vennero resi pubblici, sfuggiti per errore alla loro distruzione ordinata nel 1973 dall’allora direttore della CIA Richard Helms. I documenti testimoniavano che il programma MK-ULTRA: «…riguardava la ricerca e lo sviluppo di materiale chimico, biologico e radiologico da potersi utilizzare in operazioni clandestine per controllare il comportamento umano […] furono tracciate ulteriori strade per il controllo del comportamento umano, da investigarsi sotto l’ombrello protettivo dell’MKULTRA, incluso radiazioni, elettroshock, vari campi della psicologia, sociologia e antropologia, grafologia, sostanze molestanti, materiali e dispositivi paramilitari».
Le tecniche di controllo mentale avevano infatti subito un’impennata grazie a un protocollo segreto che aveva permesso a eminenti psichiatri e neuroscienziati di testare su cavie umane tecniche per ottenere il depatterning del cervello attraverso la somministrazione di droghe naturali quali il peyotl e artificiali come LSD, oltre a torture, deprivazioni sensoriali, di sonno e cibo, elettroshock, ipnosi, immersione in campi e frequenze elettromagnetici. Il lavaggio del cervello e la perdita di memoria uniti al trauma reiterato portavano alla decognizione, perdita di controllo e di identità da parte della vittima.

La mente alveare
Quando siamo vittime di un trauma profondo la nostra mente crea infatti una barriera di amnesia intorno all’evento, in modo da non dover rivivere il dolore di quei ricordi: la mente si parcellizza, isolando così il ricordo del trauma che viene rimosso ma non eliminato. Furono i nazisti i primi a rendersi conto che – grazie agli studi del dottor Mengele – se si traumatizzava sistematicamente qualcuno attraverso la tortura, le molestie sessuali, o sacrificando e torturando qualcun altro davanti ai suoi occhi, si poteva distruggere la mente di quella persona, trasformandola in qualcosa di simile a un nido d’api, costituito cioè da compartimenti indipendenti, separati da barriere di amnesia: è la cosiddetta teoria della mentalità dell’alveare. È per questo che oltre alla deprivazione sensoriale, la somministrazione di droghe e la tortura, si utilizzano rituali occulti a sfondo satanico per traumatizzare, plagiare e manipolare la mente delle vittime: una volta che l’unità della mente è stata distrutta, i vari compartimenti, ognuno ignaro dell’esistenza dell’altro, possono essere programmati per vari compiti o esperienze, senza che l’uno abbia coscienza dell’esistenza dell’altro. Ciò non esclude la possibilità che vi siano dei veri e propri missing-time sentiti dalla vittima con malessere per l’incapacità di ricordare.
Usando parole-innesco, chiavi, suoni o segnali ipnotici, questi compartimenti possono essere spostati in avanti o all’indietro proprio come un casellario mentale. Un compartimento autonomo, corrispondente a una specifica personalità della mente riprogrammata, diventa così il livello cosciente dell’individuo, e risprofonda poi nell’inconscio, nel momento in cui si ha accesso a un altro compartimento. Questo significa che dopo aver eseguito un compito, la vittima dimentica ciò che ha fatto e con chi. Questa condizione è divenuta nota come Disordine della Personalità Multipla (MPD) o Disordine dell’Identità Dissociata (DID), che ovviamente la psichiatria tratta come una “patologia” senza prendere in considerazione i possibili casi di dissociazione indotta e non patologica o genetica.

Il progetto MONARCH oggi
Nonostante i documenti sul progetto MK-ULTRA o i dossier sul progetto inglese TAVISTOCK siano ormai noti, si stenta ancora a credere che i Governi possano aver sperimentato, grazie all’ausilio di equipe di psichiatri e neuroscienziati, tecniche di manipolazione mentale su civili e militari allo scopo non solo di resistere a interrogatori da parte di nemici o di creare il sicario perfetto – il cosiddetto “Candidato Manciuriano” – ma più in generale per manipolare e sottomettere la mente di qualsiasi individuo. L’eredità del MK-ULTRA è stata invece continuata e sviluppata nel progetto MONARCH ed esportata nei Paesi dove la presenza dei Servizi inglesi e americani è forte. Se l’Australia è ancora oggi sede di sperimentazioni psichiatriche legate al vecchio progetto Tavistock, o il Belgio capostipite in Europa di esperimenti in tal senso a sfondo satanico1, in Italia le infiltrazioni dei servizi segreti e delle sperimentazioni psichiatriche avvengono non solo in cliniche quanto all’interno degli avamposti militari, come scoperto e reso pubblico proprio dal magistrato Paolo Ferraro.

L’omicidio di Melania Rea 

E qui emergono anche i collegamenti con la Caserma di Ascoli Piceno dove operava come addestratore SalvatoreParolisi, secondo la testimonianza di Leo Lyon Zagami2legato alla Loggia napoletana del Tempio di Set: un mese prima della morte di Melania Rea, il pm Paolo Ferraro avrebbe incontrato la donna alla Procura di Roma, dove sarebbe andata per un colloquio con un altro magistrato e che – forse? – le sarebbe costato la vita. Melania era a conoscenza delle pratiche non solo sessuali (emerse negli ultimi mesi) utilizzate all’interno della caserma per “addestrare” le “sacerdotesse” cadette? Voleva in questo senso chiedere il trasferimento del marito, per salvarlo da quel girone infernale, o forse da se stesso? Il 235° Reggimento di Fanteria “Piceno” di Ascoli Piceno, dove lavorava Parolisi ( e in Roma Cecchignola vi sono nessi che portano allo SMOM – Corpo Militare dell’Ordine di Malta), era una base segreta per la manipolazione mentale? A questo servivano le angherie sulle giovani reclute, i festini a base di droghe e sesso? Alla fine del racconto troverete da soli la risposta.
Ma questa è un’altra storia…

Avere una compagna riprogrammata
La nostra storia, invece, ha luogo nella cittadina militare di Cecchignola, vero e proprio avamposto dello SMOM. Qui il PM Paolo Ferraro si trasferisce nel 2008 a convivere con la sua nuova compagna, S., nell’appartamento di lei e dell’ex marito, sottoufficiale dell’esercito. Stranamente il marito non si oppone a quella convivenza, anzi, sembra incoraggiarla. Così come Ferraro era stato “incoraggiato” a frequentare la donna tramite un amico comune. La possibile mancata casualità dell’incontro sarebbe emersa soltanto più avanti… non come mera congettura .
Lo stabile è tutto abitato da coppie in cui gli uomini sono membri dell’esercito. Qua sorgono i primi indizi che mettono in guardia il magistrato: strani sguardi d’intesa tra vicine di casa che non si parlano e sembrano solo all’apparenza detestarsi; bambini talmente sottomessi alla volontà dei genitori da sembrare degli automi; un uomo che vigila su tutto e tutti. L’inquietudine dello stabile si prolunga in quei momenti di blackout nella personalità della compagna, S., con troppe zone d’ombra nel passato e troppe anomalie nel presente. C’è il rapporto a volte improvvisamente violento con il figlio dodicenne che in un paio di occasioni lascia trapelare con Ferraro che succedono cose assurde che ha “paura” di riferire per non essere preso per pazzo, quando il PM non è in casa. C’è l’ammissione della donna – con un passato/presente occultato nelle frange estremiste di sinistra – di aver preso parte a una specie di Setta (“la setta non mi ha mai fatto del male…”) e di avervi di fatto introdotto anche il figlio. Ci sono delle lacune nei suoi racconti, è evasiva sul suo passato: anche incalzata dalle domande, si ritrae. Poi ci sono gli incubi ricorrenti, i blackout che la stremano anche fisicamente, le abbuffate compulsive di cioccolata e le disfunzioni alla vescica che la costringono ad alzarsi più volte la notte per andare in bagno. Dove la paranoia e il carattere all’apparenza borderline della donna si associano a una consapevolezza di essere sottomessa alla volontà altrui, spingono il magistrato a registrare ciò che avviene in casa quando egli esce per andare a lavoro. Si è accorto infatti di un sospetto via vai dentro e fuori casa sua: i vicini lo osservano entrare e uscire dall’appartamento come delle sentinelle pronte a dare il via libera.

L’incubo ha inizio
Da qua nascono i file audio che mi ha sottoposto. Alcune registrazioni sono chiare, altre disturbate e si possono ascoltare solo con un adeguato programma di montaggio per pulirne l’audio dai rumori di fondo. Si scopre presto che ogni volta che il magistrato esce per recarsi a lavoro, l’appartamento viene visitato da più persone che ne hanno addirittura le chiavi di casa. E qui inizia l’incubo: S. si dimostra subito mansueta, troppo accondiscendente. Le vengono ripetute delle frasi, cantilene e versi di canzoni che a un esame più attento sembrano essere dei comandi evocativi. Frasi o parole solo di rado sboccate, perlopiù sussurrate , alternate a espressioni in latino e ad anagrammi (“ah Be.Delta Dai”, forse anagramma di Beltade, comando evocatico sintetico che serve per stimolare la azione e forse anche il lato femminino della vittima). Frasi sussurrate di stampo medievalista che ne alterano la personalità. La voce atona di lei che risponde come un automa a comandi di altre persone e che sembra far emerge tre personalità distinte: soltanto in seguito Ferraro ipotizzerà che le tre personalità siano state indotte in base a traumi del passato – che può ipotizzare nei ricordi frammentari di S. – e che verrebbero richiamati tramiti comandi vocali veloci. Poi gemiti e suoni che fanno intendere il consumo di strane bevande (“Bevi”, “non mi va”, “tu Bevi!”), droghe e rapporti sessuali multipli con altre donne e uomini (“non mi va…”, “Ti va sempre!”), persino il coinvolgimento di bambini nelle attività sessuali.

Gli schiavi MONARCH
Gli schiavi Monarch sono infatti principalmente utilizzati dalle organizzazioni per effettuare operazioni mediante capri espiatori addestrati a svolgere compiti specifici, che non contestino gli ordini, che non ricordino le loro azioni e che, se scoperti, si suicidino automaticamente. Si capisce in questo senso il tipo di addestramento che, secondo le ricostruzioni, si sarebbe svolto nella caserma di Ascoli Piceno, tra le cui mura avvenivano festini, angherie sulle soldatesse, uso e abuso di droga: evidentemente non solo casi di “nonnismo” o relazioni clandestine all’insaputa dei vertici. Ma questo dev’essere appurato dalle autorità competenti. Qui non possiamo che fare ipotesi sulla base delle testimonianze e della storia del PM. Le vittime della manipolazione mentale sono in generale il capro espiatorio perfetto per gli omicidi di alto profilo, candidate ideali per la prostituzione, per la schiavitù sessuale o la pornografia di tipo snuff. Sono anche perfette marionette per l’industria dell’intrattenimento che fa di loro delle star – da vallette a icone del pop – o come adescatrici per spiare o ricattare uomini pericolosi per il sistema o semplicemente scomodi. I collegamenti con altre vicende appaiono come pezzi di un puzzle più generale.

Sara Tommasi
Così acquistano un senso diverso le dichiarazioni che la starlette Sara Tommasi, implicata in un giro di prostituzione e soldi falsi su cui indaga la Procura di Napoli, rilasciò al settimanale Diva e Donna pubblicato il 17 febbraio 2011, dove sosteneva di essere stata drogata e manipolata mentalmente. La Tommasi, al limite della paranoia, ha raccontato di essere stata seguita e ricattata per tenerla in proprio potere: “Mi mettono in casa anche il gas: dalle finestre, dai bocchettoni. A volte mi capita di addormentarmi e di dormire tantissimo. Sento un odore pesante e mi sento barcollare […] Mi hanno somministrato sostanze che rimangono nel corpo, per rendermi lasciva a letto. Ci sono dietro anche i servizi segreti: è la cosa che mi preoccupa di più. Fanno queste cose per uniformare una volontà comune”. La starlettearrivò a ipotizzare l’esistenza di un complotto di cui lei sarebbe stata vittima, lasciando intendere che dietro tutto ci sarebbe la regia di Berlusconi: “E potrebbero anche esserci dei riti satanici. Io mi sento obbligata a fare delle cose. Loro si sono impossessati di tutto. Mi controllano con le microspie […] Possono avermi anche impiantato dei microchipsecondo me: è come se facessero degli esperimenti scientifici”. Il contenuto dell’intervista, bollato ovviamente come il delirio di una mente fragile sconvolta dallo scandalo, apre però inquietanti scenari sul reale svolgimento non solo dei festini ad Arcore, ma più in generale del servizio di escortgestito anche dalla camorra, e, secondo la Procura di Napoli, da Fabrizio Corona e Lele Mora. Quest’ultimo avrebbe avuto inoltre il compito di procacciare ragazze avvenenti per le cene del premier. Il condizionale, in situazioni delicate come questa, è naturalmente d’obbligo.

La programmazione di S.
Dalla ricostruzione ad ampio raggio del magistrato sembra invece emergere infatti il ruolo di S. come adescatrice assoggettata a un piano a lei sconosciuto: la donna sarebbe stata scelta e programmata per entrare nella vita di Ferraro, per osservarlo e spiarlo? La sensazione è che la donna si sia però innamorata veramente di colui che doveva controllare e che qui sia iniziata la dissociazione: la lotta contrastante tra i comandi subipnotici e i sentimenti per il compagno, forse la prima persona che in vita sua non abbia cercato di “usarla”. La presunta programmazione di S. ne avrebbe bloccato l’elaborazione cosciente nonostante alcuni ricordi e un malessere di fondo emergessero a tratti nella sua personalità base di compagna del PM. La programmazione si basa proprio sulla capacità di dissociazione che consente la creazione di nuove personalità indipendenti l’una dall’altra. Per questo nei file audio e nella vasta documentazione raccolta da Ferraro si distinguono degli immediati passaggi da uno stato di coscienza a un altro, con cambio evidente di tono di voce e di personalità – tre, di cui una di ragazzina – innescato a seconda delle volte da un semplice comando, invito, suono.

Il vaso di Pandora è aperto
Messa di fronte all’evidenza dei fatti e fattele ascoltare le registrazioni, S. dapprima appare incredula, non riconoscendosi e non distinguendo le voci con lei. Poi si mostra impaurita per quello che le può accadere, infine reticente adotta un atteggiamento aggressivo negando la veridicità dei nastri. Alterna momenti di amabilità a scontri violenti ad ancora momenti di perdita di controllo e consapevolezza (prova ne sono le telefonate registrate, le mail e alcuni sms come quello che segue inviato a Ferraro mezz’ora dopo un sms all’apparenza normale: “Io vilipesa,data della putt,stordita,dimagrita,spaventata,ci ved luned¥@.@l@u@n@e@d¥”, dove il simbolo ¥ sembra richiamare la stilizzazione di un antico sigillo satanico e ancora del “capro” o del simbolo solare delle “corna”).
Il confronto di Ferraro con l’ex marito e il padre della donna non portano a nulla, dimostrandosi entrambi sulla difensiva, come se sappiano più di quanto non possano o vogliano dire. Da qui la decisione immediata, e certo ragionevolmente coinvolta sul piano emotivo, del magistrato di depositare una denuncia presso la Procura di Roma, che si sarebbe presto ritorta contro di lui. L’errore fondamentale che ha compiuto il magistrato è stato quello di indagare come privato una situazione che si è rivelata essere più grande anche per un magistrato, e di depositare denuncia, scontrandosi così apertamente contro un sistema dove l’infiltrazione massonica è solo la punta dell’iceberg. Estraneo al mondo della controinformazione e tantomeno dell’occultismo, Ferraro non era allora consapevole della tempesta che stava per sollevare e che si sarebbe abbattuta su di lui con l’intenzione di spazzarlo via. Eppure, ha resistito, come uomo e come magistrato.

La battaglia inizia ora
Avrebbe potuto soccombere al sistema, chinare il capo e tacere pur di tornare alla sua vecchia vita. Invece Ferraro si è scontrato apertamente contro la sovversione del sistema massonico e militare che aveva scoperto. Ciò gli è costato caro: la carriera, innanzitutto, il tentativo di discredito pubblico, un tentativo di Trattamento Sanitario Obbligatorio culminato in un vero e proprio sequestro di persona, la somministrazione di psicofarmaci. Ma né il TSO, né la sospensione dal lavoro l’hanno fermato: si è trovato solo, ha suoi famigliari, e colleghi congiurare contro di lui “per il suo bene”, ma ha resistito eroicamente ed è riuscito a rendere pubblica la sua storia. Ci scherza su e spiega che da buon “leone ascendente leone”, non può che essere un guerriero. Ora ha un’altra compagna e si è ricostruito quell’equilibrio che gli avevano sottratto con la forza. Ma non è più l’uomo che era prima. Ora conosce il suo nemico, il nostro nemico. Da questo punto è un privilegiato: ha aperto il vaso di Pandora, ha alzato il velo dello spesso sipario che, coprendo la realtà, ci fa vivere in un teatrino dove noi siamo soltanto marionette in balia dei poteri forti. Ora Ferraro sa che non è tutto come appare, che anche le istituzioni più antiche e tradizionali a cui facciamo quotidianamente riferimento come colonne portanti di giustizia e sicurezza, sono corrotte: le infiltrazioni massoniche e la sovversione satanica del sistema militare e della politica si sono estese ovunque, a nostra insaputa. Ma egli l’ha toccato con mano e ora si batte con il suo CDD (Comitato Difendiamo la Democrazia) per promuovere la democrazia in un percorso collettivo che veda la ricostituzione dei valori fondanti una società che si possa davvero dire “libera”: per contrastare quel golpe strisciante che il sistema attuale colluso con la massoneria deviata, sembra intenzionato a portare alle ultime conseguenze nel 2012, passando per la crisi economica e la distruzione del ceto medio. Ora Ferraro sa, e anche se gli mancano ancora dei tasselli che solo una buona conoscenza dell’occultismo e del sistema delle sette sataniche può fornire , si trova obbligato secondo il suo sistema etico e di valori a informare, formare, progettare antidoti politici e sociali a partire dalla testimonianza di ciò che ha scoperto. Non gli rimane altro che girare l’Italia, chissà, il mondo, come l’Eremita dei Tarocchi, cercando di diffondere quella luce e conoscenza che lo hanno illuminato in questo arduo percorso di conoscenza dal concreto, , anche se a caro prezzo. Le ferite rimarginate dall’impegno ideale e personale possono fungere da testimonianza e monito per il futuro: quel futuro che, sull’orlo della fine dei Tempi, solo noi possiamo riprendere in mano ricostruendo una solida speranza collettiva . Ha detto, come aveva sempre fatto nella vita sua, nò alle scorciatoie che ogni giorno accompagnano le nostre vite in modo silenzioso … nò alla ipocrisia ( il metro di giudizio falso al di sotto della realta .. ) ..nò a quel dominio violento, nascosto, progettato che ha appreso.

1 Il circolo dei pedofili assassini che nel 1996 venne alla luce in Belgio non è che una parte della rete satanica che opera in quel paese. Il giornale britannico “Sunday Times” riportò testimonianza di vittime che descrivevano alcune Messe Nere durante le quali i bambini venivano uccisi davanti a un pubblico formato da membri di spicco della società belga
2 Dichiarazione postata su Facebook


ENRICA …. una  necessaria durezza a suo tempo esercitata per salvaguaedare le ipotetiche indagini a Teramo. . 

Sulla parte terza non più fatta uscire sulla rivista XTIMES,  per un intervento a gamba tesa mio,  debbo delle pubbliche spiegazioni oggi,  anche ad Enrica . 
Chiesi di  modificare il testo e di   scindere poi la parte simbologica e numerologica dal resto .
Avevo difatti la ragionevole certezza della concreta e reale matrice militar deviata, e  coperta, del tutto e la mia esperienza suggeriva che la “simbolizzazione rituale ” e la analisi conseguente potevano involontariamente  portare molto lontano dalla realtà utile . 
Oggi le indagini o il  libro sui traffici internazionali gestiti dall’esercito deviato e l’incardinamento della vicenda nel quadro più amplio e strategico ( che inseguivo e intravedevo sin dall’inizio ),  quantomeno spiegano la durezza del mio intervento di allora . 
Più in particolare però la indicazione ( non mia ) della ipotizzata personale conoscenza con Stefano Pesci di Melania , in ipotesi fatta di  amicizia di famiglia, e il racconto del mio vederla ( o vedere donna sosia) a Roma erano “necessariamente” nel dettaglio imprecisi e non riferibili a me ( e potevano creare una qualche indiretta confusione negli inquirenti ).
Avevo invece  analiticamente descritto l’uomo ( ometto in gessato grigio e capelli grigi, con fisic du rule tipicamente campano e direi napoletano ) che  aveva accompagnato la donna nella procura romana, essendo stato analiticamente sentito sul punto dalla Procura di Teramo. 
Ma non potevo dirlo allora nè “farlo” scrivere .
Chiesi comunque di modificare il pezzo, su dettagli, ma  con estrema decisione .
Oggi sappiamo la rilevanza della mia descrizione dell’uomo che accompgnava al colloquio co Stefano Pesci alle ore 19 la donna nella procura romana: quell’uomo anche   dovrebbe avere  una certa identità. 
Infine ho preso,  dopo averla costruita consapevolmente per due anni , chiara e pubblica presa di posizione sul FALLIMENTO DELLA ROSACROCIANIZZAZIONE della SUPERGLADIO e sull’uso del culto , simbolismo e numerologia a copertura, devianza interna e creazione dell’aurea paurosa e mitologizzata che serviva alle concrete attività della organizzazione segreta  che ho denunciato pubblicamente.
Una associazione criminale segreta di stampo mafioso che non poteva comparire se non nella forma mitologizzata per creare la “omertà e paura/assoggettamento ” necessari, rimanendo occulta ed “inafferrabile “.
Capirete bene che io mi muovevo nella esatta simmetrica direzione opposta . 
Dall’esoterismo all’essoterismo , affettuosamente pensando alla altrettanto intelligente Cecilia Gatto Trocchi , cui oggi tributo il mio riconoscimneto (  ahimè ) postumo. 
IL testo della terza parte è stato poi pubblicato in rete e quì lo riporto come successivo tributo ( non postumo certo)  alla stupenda Enrica Perrucchietti che spero non me ne voglia per essere stato io un tantino autoritario ( lo ammetto ) e per  non averle potuto spiegare tutto .   


Paolo Ferraro 



Parte terza


Di Enrica Perucchietti
Parte terza pubblicata su sito Voci della strada il 15 marzo 2012  


«Cari amici la soluzione del caso di Melania Rea è molto semplice: Salvatore Parolisi risulta essere legato alla filiale italiana del “Tempio di Set” che si trova a Napoli, setta fondata dal Tenente Colonnello Michael Aquino nel 1975, un esperto di altissimo livello di Psicologia Operativa legato al progetto Monarch del programma MK-ULTRA».
Questo è un estratto di una dichiarazione postata dal ricercatore ex Illuminato Leo Lyon Zagami su facebooke poi ripresa da numerosi siti internet e quotidiani on line(http://www.newnotizie.it/2011/06/27/melania-pm-sospeso-legale-ferraro-minacciato-militari/) in merito al noto omicidio di Carmela Rea detta Melania. 
Ho chiesto subito ragguagli a Zagami che mi ha inviato un vecchio video del periodo in cui apparteneva ancora alla Loggia di Montecarlo e in cui constatava la pericolosità di Aquino, concludendo: «andatevi a studiare la metodica e il lavoro di Aquino – ha invitato Zagami – e vedrete che non sono solo speculazioni e mere affermazioni campate in aria. Purtroppo il segreto di stato in seguito tenderà a coprire certe verità, vista l’implicazione dei servizi segreti americani, ma i rituali descritti da Parolisi sono quelli in uso nel Tempio di Set e il fatto che abbiano la loro base operativa a Napoli e dintorni non pone di certo in loro favore. Questa informazione mi è stata data in maniera molto riservata anche da una fonte interna ai servizi segreti militari».
Seguendo superficialmente questa ipotesi di lavoro si sarebbe inclini a condannare Parolisi come l’esecutore materiale del delitto, sulla base della sua presunta affiliazione al Tempio di Set. Ma i delitti rituali di matrice massonica o semplicemente satanica ci hanno insegnato – per quel poco che possiamo aver imparato dal “di fuori” – che la realtà non è mai quello che sembra: in questo campo si deve abbandonare purtroppo la logica aristotelica per calarsi nel mondo infero del cosiddetto “satanismo”. Da qui l’uso psicotico del simbolismo e della numerologia a sfondo rituale, chiave e matrice di un pensiero irrazionale che cerca di proiettare sulla realtà credenze di carattere magico e occulto che solo se interpretate in chiave esoterica possono svelare le dinamiche che queste società segrete portano avanti da secoli…
In fondo, da Jack lo Squartatore agli inspiegabili delitti di giovani donne o bambini dei giorni nostri, molto poco abbiamo compreso, ostinandoci a non voler comprendere che proprio a fianco a noi esiste un apparato segreto con infiltrazioni in tutti gli ambiti del reale. Questo mondo sotterraneo utilizza, per dialogare e per farsi riconoscere dagli altri affiliati, un linguaggio e categorie di stampo esoterico all’apparenza incomprensibile. Solo all’apparenza.
Melania in Procura
Partiamo dalla fine, ovvero dall’omicidio Rea. 

Le dichiarazioni di Zagami, la cui verifica di attendibilità lasciamo agli inquirenti che stanno ancora indagando sulla misteriosa morte di Melania, si ricollegano alla testimonianza del PM romano, Paolo Ferraro (http://sitoaurora.splinder.com/post/24712973/carmela-melania-rea-vittima-di-una-setta-militarmassonica) che ebbe modo di raccontare ad alcuni giornalisti di aver incontrato Melania, esattamente un mese prima dell’omicidio, presso la Procura di Roma.
Ferraro stesso mi raccontò di essere sicuro al 99% di aver visto Melania uscire dall’ufficio di un suo collega procuratore, che a quel tempo stava tenendo d’occhio per i presunti legami di questi con la massoneria deviata. Fuori dai denti, Ferraro ha ammesso che la donna che gli passò davanti ( n.d. r. la vidi appena uscita  da una stanza accanto alla mia a sinistra e fuori la aspettava l’uomo descritto alla Procura di Teramo ) era talmente bella e carica di fascino che gli rimase scolpita nella memoria. Alta, bruna, mediterranea, dall’andatura sensuale, aveva però i capelli ondulati che le cadevano sulle spalle. Appena un mese dopo, quando la foto di Melania Rea venne trasmessa per la prima volta da tutti i notiziari e poi pubblicata dai quotidiani, dubitò che fosse lei solo per il dettaglio dei capelli che in tutte le immagini risultavano essere lisci. Quando finalmente vide una foto di Melania con i capelli al naturale, ossia ondulati, fu assolutamente certo che era proprio la donna che aveva incontrato quel giorno in Procura.
Se teniamo fede alla testimonianza di Ferraro, sorge il dubbio sul motivo della visita della donna da sola alla Procura di Roma, ben lontana da casa. Il magistrato mi ha confessato di credere ( n.d.r. raccontato di aver ipotizzato ) che Melania si fosse rivolta a quel suo “collega” per denunciare un comportamento del marito, atteggiamento coerente con la ricostruzione della polizia che ha descritto una Melania furiosa per la relazione di Parolisi con la giovane soldatessa Ludovica Perrone: proprio Melania avrebbe minacciato Ludovica di rovinare la carriera a lei a al marito se quella liaisonnon fosse finita, tirando in ballo presunte conoscenze del padre e del fratello appartenenti all’Aeronautica italiana.
Ora, questa interpretazione dei fatti, non è l’unica plausibile. La presenza di Melania in Procura si può interpretare in diversi modi: secondo la ricostruzione di Ferraro la donna si sarebbe rivolta a un magistrato – forse amico di famiglia o indirizzatole da qualcuno legato all’ambiente militare – per scoraggiare la relazione clandestina del marito o addirittura per denunciare gli abusi che avvenivano nella caserma di Ascoli Piceno dove prestava servizio il marito. I presunti festini, forse addirittura orge, l’abuso di droghe e le violenze sulle giovani reclute sono emerse in fretta e tanto in fretta messe a tacere, una volta che gli inquirenti hanno iniziato a indagare sul passato del caporalmaggiore. Difficile che la moglie ne fosse completamente all’oscuro. Forse che si riferisse a questo quando minacciò Ludovica di rovinarle la carriera rendendo noti certi dettagli? Di certo la notizia della relazione tra il marito e una recluta non sarebbe stata una notizia così sconvolgente da far finire nei guai i due amanti e da spingere Parolisi a uccidere la moglie. Il divorzio anche se in un ambiente “tradizionale” ancora legato ai valori famigliari non sarebbe stato un vero e proprio “scandalo”. Neppure la presunta eredità che Salvatore stava “aspettando” giustificherebbe un gesto così estremo, sebbene l’uomo, dai messaggi che si scambiava con l’amante su facebook, sia emerso come evidentemente esasperato. La pista passionale non giustifica tutta una serie di dettagli che sono emersi durante le indagini e che aprono alla possibilità che dietro l’omicidio ci sia la regia di una società segreta con evidenti infiltrazioni nell’esercito.
Misteriosi rituali in caserma
Vi è anche la possibilità che Melania sapesse già dei rituali che avvenivano in caserma e di un ipotetico protocollo legato al progetto Monarch di addestramento e manipolazione mentale a cui venivano sottoposte le giovani reclute, e di cui Michael Aquino era un noto esperto ancor prima di entrare a fare parte della Chiesa di Satana e di fondare poi nel 1975 il Tempio di Set. In questo senso Melania può però essersi infuriata alla notizia del legame ormai consolidato tra il marito e Ludovica e ciò avrebbe potuto spingerla a confidarsi con un “amico” di famiglia, che, tra l’altro, secondo Ferraro, avrebbe il compito, nell’ambiente della massoneria infiltrata nella Procura romana, di dissuadere le giovani mogli o i vari testimoni a “denunciare” i soprusi o le violenze che vengono scoperte in ambito famigliare. Può essere successo così anche con Melania? Questo magistrato può aver tentato di dissuaderla ma vedendola irremovibile può aver dato l’allarme ai superiori, causandone così la morte (per mano del marito o di chi per lui). Lo scandalo in questo senso sarebbe derivato dalla rivelazione di “segreti” militari, non di una semplice relazione extraconiugale.
Oppure, ancora, Melania conosceva perfettamente ciò che avveniva nella caserma perché anch’essa – venendo tra l’altro da un ambiente militare – era una “sacerdotessa” dei rituali che ivi venivano svolti? Per questo sembrava così “sottomessa” alla volontà del marito a cui aveva perdonato quella che sembrava essere solo una scappatella? Per questo si costringeva a digiunare per assecondare il desiderio dell’uomo che la voleva ancora più “magra”? O la sua anoressia dipendeva dalla frustrazione del tradimento? Non lo sapremo mai, ma sono le uniche ipotesi possibili se la donna effettivamente incontrata da Ferraro in Procura era veramente Melania Rea. Se prendiamo per vera la testimonianza del PM, Melania si sarebbe rivolta a qualcuno di cui si fidava e forse da questi sarebbe stata tradita, messa sotto controllo e dopo aver compreso le intenzioni della donna di rendere pubblici certi “segreti”, messa a tacere definitivamente.
Pista satanica?
A ciò aggiungiamo la dichiarazioni di Zagami, ovviamente da confermare, di un ipotetico legame di Parolisi con il Tempio di Set. È abbastanza plausibile che Parolisi avesse il ruolo di addestrare le reclute secondo una metodologia che sfociava nella manipolazione mentale, seguendo un protocollo molto, troppo simile al Monarch: droghe, violenze, sesso, abusi. Una testimone parlò agli inquirenti di una specie di rituale che prevedeva l’uso di candele nere mentre la “vittima” era legata al letto. Se Parolisi fosse stato anche affiliato al culto satanico fondato dal colonnello Michael Aquino, la faccenda assumerebbe dei connotati più precisi e drammaticamente più inquietanti. Se così fosse, cioè, sarebbe confermata la pista rituale non solo dell’addestramento che veniva svolto nella caserma, ma anche dell’omicidio di Melania. Ricordiamo infatti che la filiale napoletana del Tempio di Set è l’unica ufficiale esistente in Italia e i suoi proseliti furono già accusati di aver organizzato una messa nera nei sotterranei dello stadio San Paolo…
La Chiesa di Satana
Fondato il 21 giugno 1975 da Michael Aquino dopo uno scisma dalla Chiesa di Satana di Anton La Vey, il culto del Tempio di Set si distingue dal credo razionalista professato da La Vey per abbracciare una concezione più occultadi Satana inteso come un vero e proprio essere personale. La Vey, infatti, nella sua Bibbia Satanica, precisava che Lucifero rappresenta l’energia vitale dell’uomo, «il fattore bilanciante della natura» e tutto ciò che è chiamato “peccato”, ovvero l’appagamento dei sensi, partendo dal presupposto che l’uomo è principalmente un animale, una creatura egoista e violenta: «Godetevi il meglio della vita. QUI E ORA» invitava La Vey, facendosi cultore della Via della Mano Sinistra e dichiarando infatti che, «il satanismo […] è la religione della carne, della mondanità, della sensualità». Detto ciò, dobbiamo però riconoscere a sostegno di La Vey, che costui non ha mai teorizzato il sacrificio umano né ha ritenuto che il Diavolo esistesse come creatura personale tanto che per lui la messa nera valeva come un semplice psicodramma: «il Satanismo è una forma di egoismo controllato. Questo non vuol dire che non devi mai fare nulla per gli altri. Se fai felice qualcuno a cui tieni, la sua gioia ti darà un senso di gratificazione». Purtroppo, come spesso capita, il suo pensiero è stato stravolto, travisato e confuso con emanazioni deteriori e successive del suo credo: egli, infatti ammoniva gli occultisti sostenendo che il vero mago non ha bisogno di spargere il sangue di vittime innocenti (e tantomeno di vergini o bambini!) per ottenere un risultato, perché «la liberazione di queste forze magiche NON è provocata dal reale versamento di sangue, ma dalla morte sofferta dell’essere vivente!», ossia dalla scarica bioelettrica che l’iniziato deve imparare a trarre «dal suo stesso corpo, invece che prenderla da una vittima innocente e non disposta!». La Vey giustificava invece la maledizione di coloro che si fossero resi colpevoli di crimini reiterati, cosa che fece egli stesso scagliando un incantesimo di magia nera contro Sam Brody, avvocato e compagno dell’attrice Jane Mansfield, Gran Sacerdotessa della Chiesa, reo di averla allontanata dal culto. Purtroppo a farne le spese fu la stessa attrice che morì insieme all’amante in un tragico incidente d’auto. Illesi i tre figli della donna avuti da Mickey Hargitay, che riportarono solo lievi ferite, tra cui Mariska, divenuta celebre attrice nel ruolo di Olivia Benson in Law and Order. I fedeli del Culto credettero ovviamente che il maleficio di La Vey avesse funzionato, i razionali non poterono che ridere di ciò bollandolo come una mera coincidenza: semmai la consapevolezza dell’anatema può aver agito sulle vittime a livello inconscio causando nel guidatore uno stato di angoscia che potrebbe esser sfociato in momento di disattenzione, causando così l’incidente. Ci ritroviamo di fronte all’arcaico dilemma tra i fautori dell’efficacia della magia e i suoi detrattori. Ciò che qui conta è che chi compie un certo tipo di rituali o materialmente dei crimini a sfondo cerimoniale “creda” che le forze occulte possano essere evocate attraverso adeguate pratiche e mediante un rigoroso seppur parossistico ricorso alla numerologia e al simbolismo. Ciò che crediamo noi conta davvero poco: i ricercatori, così come le vittime, si trovano dinanzi a un sistema segreto, occulto, gerarchico, chiuso, davanti al quale non possono che rimanere annichilite. Se si vuole invece cercare di comprendere le ragioni dei delitti rituali, non si può che scendere agli Inferi e da novelli Ulisse o Enea, consultare le stesse fonti a cui possono attingere coloro che credono a questo genere di cose. Ricordandosi, ovviamente, di risalire poi dal viaggio verso le Inferiora Terrae, come ben insegna il motto alchemico del VITRIOL1
Il Tempio di Set
Se per il razionalista La Vey Satana rappresentava «il carnale, il materiale e gli aspetti mondani della vita», per Aquino, invece, Lucifero era un vero e proprio “essere personale” che andava adorato al posto del Dio biblico. Dopo aver invocato Satana e aver ricevuto in risposta un messaggio che trascrisse in The Book of the Coming Forth By Night e che divenne il testo fondamentale del credo (nel quale il Diavolo dichiarava di chiamarsi Set e che Satana fosse soltanto il suo epiteto ebraico), Aquino, memore della sua esperienza nel controspionaggio e nel progetto Monarch, estremizzò il concetto di “egoismo animale” teorizzato da La Vey codificandolo nella cosiddetta “piccola magia nera” La piccola magia nera, intesa a manipolare gli altri e l’universo in generale, «consiste nel far accadere qualcosa senza spendere il tempo e l’energia necessaria per farlo accadere attraverso un processo diretto di causa ed effetto», ove Aquino intendeva l’arte della manipolazione «grazie a semplici trucchi di disinformazione fino a una manipolazione estremamente sottile e complessa dei fattori psicologici nella personalità umana». A questa aggiunse una “grande magia nera” (che trae gli incantesimi dalla Golden Dawn e dagli insegnamenti magici di Aleister Crowley) legata invece a una rivisitazione del mito gnostico secondo cui il Principe delle Tenebre sarebbe invece un Portatore di Luce (come indica il nome Lucifero), una sorta di ribelle Prometeo che avrebbe consegnato la conoscenza agli uomini nonostante il divieto del geloso e sanguinario Dio biblico. In questo senso il “peccato originale” assume un significato opposto a quello cattolico. L’uscita dall’Eden e dall’alveo del malvagio dio biblico andrebbe interpretato come una presa di coscienza e di conoscenza dell’uomo primigenio che, grazie all’intervento del Serpente, scopre il modo per divenire egli stesso un dio, attraverso la legge Fa’ ciò che Vuoi di Crowley, intesa nel senso più alto come conseguimento della propria autentica volontà (da non confondere con i bassi istinti). In questo senso l’emancipazione dalla legge jahvista conduce l’Uomo Primo verso un cammino per il conseguimento della sua stessa deificazione: ecco che l’Uomo si fa Dio.
Xeper
La filosofia setiana aspira infatti a conseguire un supremo autocontrollo (xepering) e a ottenere il controllo sulla natura e sugli altri mediante la piccola magia – che risente come abbiamo visto della metodologia acquisita da Aquino ai tempi del controspionaggio. Il Tempio di Set rifiuta il nichilismo e l’edonismo superficiale della società moderna per privilegiare un sentiero di conoscenza e potere: il suo ideale è “Essere è Conoscere”, l’opposto della filosofia orientale che ricerca invece la liberazione nei dettami mistici della Via della Mano Destra partendo dal presupposto che “Essere è Sofferenza”.
I Setiani, sebbene credano in una divinità nel senso letterale, non adorano però Set nello stesso modo in cui i Cristiani adorano Dio: essi venerano Set in quanto rappresenta per loro una coscienza più profonda e la forza individuale sprigionata può renderli simili a un dio. Il fine ultimo dei Setiani è infatti quello di raggiungere questa più alta consapevolezza spirituale e più profonda conoscenza del sé. Tale processo di attualizzazione del sé è chiamato Xeper, un termine egizio che significherebbe secondo Aquino “venire alla luce”: anche per questo Lucifero, come abbiamo visto, è il portatore di Luce. Così la messa nera ha varie modalità di celebrazione, mentre gli altri riti sono rigidamente definiti. L’autorità esecutiva risiede invece nel “Consiglio dei Nove” che nomina il Sommo Sacerdote e il Direttore Esecutivo. Sei sono i gradi di appartenenza e l’affiliazione al Tempio è segreta e nota solo al Sacerdoti competenti.
Per questo una presunta affiliazione di Parolisi alla filiale italiana del Tempio non è verificabile se non da membri interni al gruppo o da alti rappresentanti della massoneria o di altri culti legati al Tempio.
Numerologia
Ma non è tutto così “semplice” come i Media o alcune fonti di controinformazione vorrebbero farci credere. Né è così evidente che il colpevole sia effettivamente Parolisi, nonostante sia indubbio che abbia raccontato (male) una marea di bugie, ai famigliari e agli inquirenti, rendendosi sicuramente “colpevole” agli occhi dell’opinione pubblica. Neppure la pista “passionale” è scontata, perché alla luce di parecchi indizi si sarebbe portati a definirlo un omicidio premeditato.
Per comprendere questo genere di delitti, occorre scendere allo stesso livello dei mandanti/esecutori, che nei crimini rituali fanno ricorso a un parossistico quanto patologico utilizzo della numerologia e del simbolismo. Anche nel caso dell’omicidio di Melania il ricorso a una chiave esoterica del delitto può gettare luce sul movente, senza però arrivare a identificare il o gli esecutori materiali. Può servire da ipotesi di lavoro tenendo conto che costoro agiscono ricreando un tessuto del reale infarcito di numeri, simboli, nomi.
Secondo la testimonianza di Parolisi la moglie sarebbe scomparsa il 18 aprile scorso intorno alle 15 sul Colle San Marco di Ascoli Piceno, dov’erano andati insieme alla figlioletta Vittoria di 18 mesi per trascorrere qualche ora all’aria aperta. Melania si sarebbe allontanata per cercare la toilette di uno degli chalet di zona, dal quel momento non sarebbe più tornata indietro. Dopo una ventina di minuti, non vedendola tornare, Parolisi avrebbe chiamato i soccorsi, facendo così scattare le ricerche di Carabinieri, Polizia, Vigili del fuoco, Vigili urbani, Soccorso Alpino e Corpo Forestale dello Stato. Le unità cinofile attive sul posto fiutarono una pista che portava fino a un sentiero che sfocia in un piccolo corso d’acqua non distante da una strada dove un’auto avrebbe potuto prelevare la donna fino a Colle San Giacomo dove dopo due giorni, il 20 aprile, venne ritrovato – in seguito a una segnalazione telefonica anonima – il cadavere martoriato da 35 coltellate. Sulla salma, infatti è stato rinvenuto il segno di un puntura e non si esclude che Melania sia stata narcotizzata e uccisa altrove. Il corpo è stato ritrovato solo due giorni dopo la sparizione a Ripe di Civitella, a circa 18 chilometri di distanza da Colle San Marco lungo la strada provinciale 35.
Ora, il ricorrere dei numeri 18 e 35 è evidente, e se si suppone una matrice rituale, non può essere casuale. Parolisi è caporalmaggiore del 235° reggimento della caserma di Ascoli Piceno. 3+5=8, che negli Arcani Maggiori dei Tarocchi rappresenta la Giustizia, ovvero l’obbedienza come nel caso di Parolisi, militare. Legato al numero 8 il caporalmaggiore assume la connotazione di un sacerdote intermediario con Potenze Superiori (militari, o setiani?) a cui avrebbe rivolto la propria obbedienza mantenendo un segreto e in questo senso rappresenterebbe Giove (ma anche il Papa, che corrisponde al numero 5 dei tarocchi che analizzeremo tra poco). La Giustizia rivolta in questo caso nei confronti della vittima che porta sul corpo il segno di 35 coltellate (3+5=8) indica che è stata consumata una condanna tramite un giudizio imparziale emesso per un “tradimento”. Il tradimento in questione sarebbe stato quello di Melania, pronta a rendere pubblica la relazione del marito con Ludovica e, forse, i segreti della caserma dove venivano addestrate le reclute. Infatti il numero del giorno della morte di Melania, il 18, indica l’Arcano della Luna che se da un lato è legato alla femminilità, alla Madre, dall’altra indica la presenza di segreti, di un tradimento e di una forte gelosia – il sentimento che avrebbe accecato Melania pronta a rovinare la carriera del marito. La Luna indica inoltre la divulgazione di un segreto e il rischio di uno scandalo.
Il corpo dissanguato
Nella numerologia il 18 è legato anche al sangue e al cadavere. Da notare che, come negli omicidi rituali, il corpo di Melania è stato trovato dissanguato… Come si trova scritto in Levitico 17, 11 «La vita della carne è nel sangue»: da ciò deriva il divieto ebraico di mangiare carne con sangue. All’opposto nei rituali cruenti, satanici o non (come quelli atzechi), le vittime vengono dissanguate e il sangue fatto colare sopra e lungo l’altare (sia esso in pietra o rappresentato dal corpo di una donna come nelle messe nere del satanismo di stampo ludico od occulto). In questo senso l’omicidio rituale di Melania sembrerebbe riproporre una ritualità simile al “sacrificio di riparazione” descritto in Levitico (Lv 5, 8; 7,1; 17,11). Ma in questo caso a essere sacrificata – proprio durante il periodo pasquale, ovvero il lunedì successivo alla domenica delle Palme – sarebbe stata Melania intesa come l’incarnazione della Dea Madre (o della sacerdotessa), come indicato cabalisticamente anche dal cognome della vittima: Rea.
Rea, la Dea Madre
Nella religione greca, infatti, Rea rappresentava la Dea Madre e della Terra, associata poi alla divinità anatolica Cibele, venerata come Dea Madre, patrona della natura e dei luoghi selvatici, mentre presso i romani Rea veniva invece considerata la Magna Mater Deorum Idaea, associata inoltre a Opi, divinità del raccolto e compagna di Saturno. Saturno – che in questo caso sarebbe da identificare con Parolisi – inoltre è associato al carcere e a un periodo forzato di solitudine… Non per nulla Rea è il nome di uno dei satelliti di Saturno, che nell’alchimia, invece, rappresenta il grezzo elemento del piombo che deve essere trasfigurato in oro in seguito a un lungo processo di lavorazione.
Il numero del reggimento dove prestava servizio Parolisi è 235 che dà come somma 2+3+5=10 che negli Arcani maggiori dei Tarocchi corrisponde alla Ruota della Fortuna che rappresenta il successo e la riuscita per chi lo merita e la caduta per chi invece è in errore. Indica in sintesi l’alternanza di alti e bassi e l’acquisizione di un vantaggio destinato però a non durare. Il 35 invece, numero delle coltellate inflitte a Melania e numero della strada provinciale lungo la quale sorge Colle San Giacomo, è un numero “pentagonale” e al contempo rappresenta il Triangolo di Tartaglia o di Pascal: secondo la sua interpretazione neoplatonica indicherebbe il passaggio dall’Uno alla Diade, ovvero il distacco dall’Uno e la caduta nella molteplicità, la genesi del manifestato e dunque del disordine. La creazione, ovvero il passaggio alla Diade è elemento di Caos, così come il rischio di rivelare un segreto che deve rimanere taciuto. Il 35 è anche il numero che simboleggia la natura, i boschi, i luoghi selvatici: Melania è scomparsa in un parco ed è stata ritrovata esangue in un altro bosco. Il suo cadavere, dunque, ha trovato riposo per due giorni in un bosco, proprio come il simulacro silvestre di una Dea – in questo senso come già suggerito dall’avvocato Paolo Franceschetti nel suo blog potrebbe rientrare in una macabra ricostruzione della Primavera di Botticelli, a cui dovrebbero essere aggiunte anche Sara Scazzi e Yarah Gambirasio.
La simbologia di Botticelli
Sparita da Colle San Marco Melania è stata rinvenuta a 18 km di distanza a Colle San Giacomo: Giacomo è patrono dei soldati (come Parolisi, e infatti in quel luogo avvenivano abitualmente esercitazioni militari) e dei cavalieri. Il suo simbolo è la conchiglia, organo di nascita come rappresentato da Botticelli nell’altro suo celebre dipinto, La Nascita di Venere. In questo caso la conchiglia – simbolo ricettivo come la Luna – da rappresentazione femminile di vita e acqua finisce per richiudersi su di sé divenendo la tomba della divinità femminile (Dea Madre-Venere-Cibele-sacerdotessa-Rea-Melania) che è stata sacrificata. La conchiglia da ricettacolo di vita diviene simbolo di morte, ovvero tomba della Dea che è stata uccisa. Evidente anche l’allusione a una simbologia primigenia dove la Dea Madre – fonte di vita – muore immersa nei boschi per poi rigenerarsi, proprio come nel ciclo naturale.
Come anticipato, la morte di Melania risale al 18 aprile, data in cui si festeggia proprio la Beata Maria dell’Incoronazione Carmelitana e Barbara Avrillot, madre fondatrice dell’ordine del Carmelo in Francia. Il vero nome di Melania è proprio Carmela… Il suo nome recava in sé l’allusione duplice (diade) alla divinità femminile, Dea Madre e sacerdotessa, legata alla vita e alla natura. La Diade indica appunto la scissione o emanazione dall’Uno primordiale: il 2 è rappresentato nei Tarocchi dalla Papessa e indica una persona che è a conoscenza di un segreto e che per questo può costituire un “peso”.
Carmela Rea (anagramma di Era, moglie di Zeus, versione greca di Giunone compagna di Giove che abbiamo visto essere legato alla figura di Parolisi) muore lasciando in vita però la figlioletta di 18 mesi, Vittoria, forse testimone inconsapevole del delitto.
Il “Vecchio Malefico”
1+8=9, l’Eremita indica un segreto rivelato o un ostacolo difficile da superare: è l’assassino, il “Vecchio Malefico”: un’incisione del pianeta Saturno risalente al 1521, Pratica Teüsch lo raffigura infatti come un vecchio “malefico” con la falce. In questo senso sembra alludere all’omicida, ma non è detto che l’eremita sia lo stesso Parolisi, anche perché l’Eremita dovrebbe indicare un uomo di mezz’età. Ora, da una testimonianza anonima fatta al Corriere Adriatico, emerge che un uomo di mezz’età avrebbe fatto salire Melania in macchina – insieme ad altre due donne – proprio a Colle San Marco. La donna avrebbe litigato con il marito e sarebbe andata via in macchina con i tre. Ma con chi? E perché costoro si trovavano nel luogo della sparizione? Erano stati chiamati da Melania o la stavano seguendo? Sarebbe dunque questo uomo di mezza età il Vecchio Maleficio a cui il simbolismo sembra alludere? E perché questa pista – sulla base della testimonianza – non è stata battuta? L’esistenza di quest’uomo potrebbe svelare forse un’altra realtà rispetto a quella della pista passionale su cui si sono concentrate le indagini, e forse scagionare Parolisi.
Capro espiatorio o semplice bugiardo?
Il caporalmaggiore è sicuramente da associare all’arcano del Papa, o a Giove (noto per i tradimenti nei confronti di Giunone, così come nella mitologia greca Zeus con Era), compagno infatti della Papessa-sacerdotessa, ovvero Melania. Emblematica la frase che Parolisi disse commentando il “Calvario” che stava subendo: «Mi sento come Cristo in Croce». Qui abbiamo un “Salvatore” che si associa deliberatamente all’Agnello, a Cristo, evocando forse la sua natura di capro espiatorio. Una frase a effetto che nasconde forse un richiamo di innocenza? O l’ennesimo bluff di un bugiardo incallito che non distingue più la realtà dalle prigione di menzogne che si è costruito per evitare la condanna?
Nel Vangelo di Marco 18, 1-35 (ricordiamo che Melania secondo il marito era sparita proprio da Colle San Marco) troviamo proprio la profezia dell’imminente Passione di Cristo. Se la croce rappresenta il numero 4, Cristo come centro della croce è il numero 1: la somma dei fattori dà come risultato il numero 5 che corrisponde appunto all’Arcano del Papa. Il Papa va inteso come il Gran Sacerdote, come medium o intermediario (nei confronti delle alte sfere) e in senso negativo indica debolezza morale, infedeltà e settarismo, caratteristiche che ben si attagliano a Parolisi, ancor di più se avesse ragione Zagami nell’additare l’uomo come affiliato al Tempio di Set. Sicuramente bugiardo, infedele, immorale, ma non necessariamente assassino. Se così fosse, avremmo però un Salvatore – incarnazione della divinità solare – che uccide la Dea Madre – divinità lunare come suggerito anche dal numero 18 – per “punizione” o semplicemente per viltà, attuando un “sacrificio di riparazione” e al contempo un gesto di contro-iniziazione nei confronti di quello che dovrebbe essere il legame “ermetico” tra marito e moglie: il matrimonio mistico, le nozze alchemiche. In questo caso avremmo lo Zolfo o Sole alchemico che uccide il Mercurio (anche identificabile con l’Argento) o Luna. Da un punto di vista “religioso” un emissario della Chiesa (Chiesa di Satana o Tempio di Set che sia) rappresentata dal Salvatore Parolisi che uccide la sua compagna (come la Maria Maddalena “espulsa” e additata come prostituta dal credo cattolico). Si conferma così il carattere solare dell’omicidio rituale che attraverso l’utilizzo della volontà magica (lo Zolfo ermetico) dissangua e uccide il Femminino, in vista di una sua resurrezione tra i suoi elementi “naturali”.
I funerali di Melania sono stati infatti officiati presso la Chiesa di Santa Maria del Pozzo, che sorge sulle strutture della Chiesa inferiore fatta costruire dal re Roberto d’Angiò nel 1333 e dedicata alla Nostra Signora.
Omicidio premeditato
Infine, è da notare che il corpo è stato ritrovato il 20 aprile, anniversario della nascita di Adolf Hitler. Sul cadavere della donna sono stati incisi post mortem vari simboli che ricordano croci uncinate e svastiche. Ricorrendo invece all’interpretazione di Enrico Cornelio Agrippa, contenuta nel suo Libro del Comando, i segni sul corpo della vittima sembrerebbero delle “intersecazioni” atte all’evocazione di “spiriti benigni” all’interno di una pratica di alta magia cerimoniale, che, stando all’ipotesi dell’omicidio rituale, non potrebbe essere stato compiuto in un parco, ma in un luogo asettico. Se abbracciamo questa teoria, torna l’ipotesi che a rapire Melania sia stato un uomo di mezz’età (che forse la vittima conosceva) insieme ad altre due donne. Costoro potrebbero aver condotto Melania in un luogo chiuso per officiare un rituale con il suo consenso o a sua insaputa, degenerato poi nella sua uccisione. Una volta “sacrificata”, il suo corpo può essere stato spostato a Colle San Giacomo. In ogni caso il 18/04, 1+8+4=22, nei tarocchi il Matto, indica la rottura drammatica di una relazione sentimentale ma anche che il colpevole (ovvero il Matto) è depositario di segreti “spirituali” ma è assolutamente “lucido” nei suoi propositi. Solo in apparenza sembra folle, perché ha compiuto un cammino iniziatico (o meglio, contro-iniziatico) che lo rende incomprensibile ai profani. In questo senso il delitto acquisisce un’ulteriore conferma della sua premeditazione rituale, accantonando la pista passionale.
Al di là della gelosia, della passione e dei tradimenti che caratterizzano questa storia, l’uccisione di Melania – sia essa avvenuta nel Parco oppure in un luogo chiuso – ha un’evidente matrice cerimoniale: la donna ha pagato letteralmente con il sangue un tentato tradimento, ovvero la volontà di rendere pubblico un segreto che forse non riguardava tanto il marito, quanto ciò che avveniva all’interno della caserma di Ascoli dove Parolisi, come un sommo sacerdote, addestrava secondo un rituale di contro iniziazione giovani reclute, pronte – chissà – un giorno a divenire sacerdotesse di un culto legato alla Massoneria deviata, al progetto Monarch, forse agli Illuminati o al Tempio di Set.
Ma il segreto su ciò che avveniva veramente tra quelle mura è morto per sempre (  n.d.r. “provvisioriamente stato seppellito” con Melania. 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
Anton La Vey, La Bibbia Satanica, Edizioni Jarah
Michael Aquino, The Book of the Coming Forth by the Night
Enrico Cornelio Agrippa, Il Libro del Comando, Edizioni Mediterranee
Aleister Crowley, Magick, Astrolabio
Oswald Wirth, I Tarocchi, Edizioni Mediterranee
Massimo Introvigne, Il Cappello del Mago, SugarCO
Cecilia Gatto Trocchi, Sette Sataniche e Occultismo, Newton & Compton
Vincenzo Mastronardi, Ruben De Luca, Moreno Fiori, Sette Sataniche, Newton & Compton

1 Visita Inferiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem
“Penetra nelle viscere della Terra e, percorrendo il retto sentiero, scoprirai la pietra che si cela ai tuoi occhi”. L’acrostico Ermetico, raffigurato così abilmente da Basilio Valentino, si propone allo sguardo ansioso del Recipiendario nello stesso momento in cui, spogliato del denaro e dei metalli, prepara se stesso al distacco della vita profana. V.I.T.R.I.O.L. spicca a lettere d’oro sulla parete nera del Gabinetto di Meditazione sovrastando i Simboli di morte come un misterioso messaggio. Visita Inferiora Terrae: l’uomo, materia prima o pietra grezza, deve agire sulla parte più pesante che lo imprigiona. Instancabilmente, indagando senza pietà nelle pieghe più profonde del suo Sé, quasi alla soglia dell’Inferno dantesco, ove tutto è angoscia e paura, opererà, seguendo esattamente il procedimento dell’Alchimista, la separazione del puro dal misto.



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Cecchignola: fabbrica di una sexual addiction generation ?

Cecchignola: fabbrica di una sexual addiction generation ?Nei brogliacci audio inseriti da Paolo Ferraro in tutta la rete web si sentono bambini e adolescenti coinvolti in attività parafiliache con adulti. Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM-IV inserisce la parafilia in un’unica classe di seguenti disturbi sessuali: pedofilia, masochismo sessuale, sadismo sessuale, travestitismo, esibizionismo frotteurismo, feticismo e voyeurismo. La mia sensibilità mi impone di mettere in evidenza che l’abuso sessuale nei bambini e negli adolescenti creano traumi psicologici che si manifestano con disturbi simili a quelli riconoscibili negli adulti. Questi bambini e questi adolescenti traumatizzati generalmente mostrano un elevato stato di allarme, accentuate risposte di trasalimento, maggiore volubilità, scarsa concentrazione e affetti più labili. In questi bambini o adolescenti sono frequenti i disturbi dell’alimentazione, del sonno e dell’apprendimento attraverso un pensiero molto disorganizzato. I pattern affettivi vanno da ansia e panico a preoccupazione e paura, che può apparire in forma più vivida sotto forma di incubi. Questi pattern possono anche essere accompagnati da stati di grande spossatezza e depressione. Gli stati somatici seguono i pattern affettivi, soprattutto quelli associati ad ansia, come aumento del battito cardiaco, tensione muscolare, sintomi gastrointestinali, mal di testa e dolori muscolari. Se poi l’esperienza traumatica ha implicato dolore fisico, quest’ultimo può essere risperimentato in forma dissociata (scissione psichica). I traumi sessuali hanno maggiori probabilità di scatenare sintomi somatici. All’interno di un quadro deontologico il clinico difronte a una denuncia di abusi sessuali contro minori ha degli obblighi di legge da rispettare anche nel caso si trovasse di fronte al dilemma se segnalare o non segnalare il fatto o i fatti all’Autorità Giudiziaria. Il clinico deve quindi attivarsi anche nei confronti di tale rischio; nel caso della Cecchignola questo rischio non esiste poiché le prove audio di Paolo Ferraro sono indiscutibili e incontrovertibili. Oramai la letteratura sembra concorde nel ritenere che i significati delle diverse manifestazioni sintomatologiche della sessualità compulsiva o sexual addiction, al di là degli inquadramenti nosografici, vadano compresi facendo riferimento alle qualità e ai climi dei contesti relazionali all’interno dei quali prima il bambino ora l’individuo è cresciuto. Questi bambini sono destinati a divenire la sexual addiction generation, magari riuscendo a condurre una doppia vita all’insegna della “pantomima sociofamiliare”, una vita caratterizzata dall’esibizionismo di un comportamento esemplare nei confronti della famiglia e dalla parallela e segreta pratica del sesso over all. E’ particolarmente suggestiva l’ipotesi, recentemente avanzata da alcuni studiosi, del “trauma reenactment” (ripetizione del trauma). Le ragioni del comportamento sessuale compulsivo risalirebbero, secondo questi studiosi, ad abusi sessuali, fisici e psicologici subiti durante l’infanzia. Sembra che in queste situazioni il bambino, oltre ad essere fatto oggetto di violenza, sembra anche farsi carico della colpa dell’aggressore attraverso il classico fenomeno identificativo. La confusione vissuta dal bambino è, in tal senso, tra il linguaggio della tenerezza in un certo senso pre-concepita dal piccolo e il linguaggio della passione drammaticamente sperimentata come violenza. Ecco che durante il percorso terapeutico diventa importante anzi fondamentale, in queste situazioni, operare a partire dalla ricostruzione e risignificazione degli ambienti all’interno dei quali il bambino è vissuto, soprattutto se traumatici. In Italia comunque possiamo stare tranquilli, forse. Infatti esistono due centri a Roma che si occupano di sexual addiction: uno è il Centro per le Dipendenze Affettive e Sessuali presso l’Istituto per lo Studio delle Psicoterapie (ISP) di Roma, che si occupa di ricerca clinica delle dipendenze relazionali (si avvale dell’ausilio di psichiatri, medici e avvocati), guidato da Filippo Petruccelli e l’altro è il Centro di Ricerca e Trattamento per la Dipendenza Sessuale (CeDiS) di cui è responsabile Tonino Cantelmi. Tonino Cantelmi è stato tra i primi ricercatori italiani a studiare la personalità di questi soggetti e sottolinea come la dipendenza sessuale sia sostanzialmente una relazione disturbata col sesso, attraverso la quale la persona allevia lo stress, fugge da sentimenti negativi o dolorosi e dalle relazioni intime che non è capace di gestire. Quindi T. Cantelmi afferma che per questi soggetti la relazione sessuale diventa il bisogno fondamentale rispetto al quale tutto il resto viene sacrificato. Inoltre sempre a Roma sono attivi gruppi di autoaiuto e diversi gruppi di ricerca guidati sempre da Tonino Cantelmi presidente dell’Associazione Italiana per la Ricerca in Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale.


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Cecchignola: fabbrica di una sexual addiction generation ?

Nei brogliacci audio inseriti da Paolo Ferraro in tutta la rete web si sentono bambini e adolescenti coinvolti in attività parafiliache con adulti. Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM-IV inserisce la parafilia in un’unica classe di seguenti disturbi sessuali: pedofilia, masochismo sessuale, sadismo sessuale, travestitismo, esibizionismo frotteurismo, feticismo e voyeurismo. La mia sensibilità mi impone di mettere in evidenza che l’abuso sessuale nei bambini e negli adolescenti creano traumi psicologici che si manifestano con disturbi simili a quelli riconoscibili negli adulti. Questi bambini e questi adolescenti traumatizzati generalmente mostrano un elevato stato di allarme, accentuate risposte di trasalimento, maggiore volubilità, scarsa concentrazione e affetti più labili. In questi bambini o adolescenti sono frequenti i disturbi dell’alimentazione, del sonno e dell’apprendimento attraverso un pensiero molto disorganizzato. I pattern affettivi vanno da ansia e panico a preoccupazione e paura, che può apparire in forma più vivida sotto forma di incubi. Questi pattern possono anche essere accompagnati da stati di grande spossatezza e depressione. Gli stati somatici seguono i pattern affettivi, soprattutto quelli associati ad ansia, come aumento del battito cardiaco, tensione muscolare, sintomi gastrointestinali, mal di testa e dolori muscolari. Se poi l’esperienza traumatica ha implicato dolore fisico, quest’ultimo può essere risperimentato in forma dissociata (scissione psichica). I traumi sessuali hanno maggiori probabilità di scatenare sintomi somatici. All’interno di un quadro deontologico il clinico difronte a una denuncia di abusi sessuali contro minori ha degli obblighi di legge da rispettare anche nel caso si trovasse di fronte al dilemma se segnalare o non segnalare il fatto o i fatti all’Autorità Giudiziaria. Il clinico deve quindi attivarsi anche nei confronti di tale rischio; nel caso della Cecchignola questo rischio non esiste poiché le prove audio di Paolo Ferraro sono indiscutibili e incontrovertibili. Oramai la letteratura sembra concorde nel ritenere che i significati delle diverse manifestazioni sintomatologiche della sessualità compulsiva o sexual addiction, al di là degli inquadramenti nosografici, vadano compresi facendo riferimento alle qualità e ai climi dei contesti relazionali all’interno dei quali prima il bambino ora l’individuo è cresciuto. Questi bambini sono destinati a divenire la sexual addiction generation, magari riuscendo a condurre una doppia vita all’insegna della “pantomima sociofamiliare”, una vita caratterizzata dall’esibizionismo di un comportamento esemplare nei confronti della famiglia e dalla parallela e segreta pratica del sesso over all. E’ particolarmente suggestiva l’ipotesi, recentemente avanzata da alcuni studiosi, del “trauma reenactment” (ripetizione del trauma). Le ragioni del comportamento sessuale compulsivo risalirebbero, secondo questi studiosi, ad abusi sessuali, fisici e psicologici subiti durante l’infanzia. Sembra che in queste situazioni il bambino, oltre ad essere fatto oggetto di violenza, sembra anche farsi carico della colpa dell’aggressore attraverso il classico fenomeno identificativo. La confusione vissuta dal bambino è, in tal senso, tra il linguaggio della tenerezza in un certo senso pre-concepita dal piccolo e il linguaggio della passione drammaticamente sperimentata come violenza. Ecco che durante il percorso terapeutico diventa importante anzi fondamentale, in queste situazioni, operare a partire dalla ricostruzione e risignificazione degli ambienti all’interno dei quali il bambino è vissuto, soprattutto se traumatici. In Italia comunque possiamo stare tranquilli, forse. Infatti esistono due centri a Roma che si occupano di sexual addiction: uno è il Centro per le Dipendenze Affettive e Sessuali presso l’Istituto per lo Studio delle Psicoterapie (ISP) di Roma, che si occupa di ricerca clinica delle dipendenze relazionali (si avvale dell’ausilio di psichiatri, medici e avvocati), guidato da Filippo Petruccelli e l’altro è il Centro di Ricerca e Trattamento per la Dipendenza Sessuale (CeDiS) di cui è responsabile Tonino Cantelmi. Tonino Cantelmi è stato tra i primi ricercatori italiani a studiare la personalità di questi soggetti e sottolinea come la dipendenza sessuale sia sostanzialmente una relazione disturbata col sesso, attraverso la quale la persona allevia lo stress, fugge da sentimenti negativi o dolorosi e dalle relazioni intime che non è capace di gestire. Quindi T. Cantelmi afferma che per questi soggetti la relazione sessuale diventa il bisogno fondamentale rispetto al quale tutto il resto viene sacrificato. Inoltre sempre a Roma sono attivi gruppi di autoaiuto e diversi gruppi di ricerca guidati sempre da Tonino Cantelmi presidente dell’Associazione Italiana per la Ricerca in Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale.

di Marco Attard 


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Non era il sistema, non era la Rosa rossa. E’ un apparato deviato e segreto che ha “esaurito ” il suo ruolo tattico, e non lo sa, lo teme solo, confusamente, e confusamente ormai agisce . Liberiamo l’Italia.

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OLTRE LA SUPER GLADIO,  BERLUSCONI, D’ALEMA, LETTA E GLI ALTRI .
Liberiamo l’Italia e le altre nazioni.  
Non era “il sistema”, non era la “Rosa rossa” . 
E’ un apparato deviato e segreto che ha “esaurito ” il suo ruolo tattico, e non lo sa, lo teme solo, confusamente,  e confusamente ormai  agisce.




Versione semplificata per i seguaci del blog occultistico-numerologico della “Crusca della accademia”.

“Abbattuto Berlusconi, la (fra)massoneria pseudo vincente è nel frattempo stata svelata. 
Non si tratta di una associazione indefinita ed occulta terrifica (rosacroce) nè di “ricchi nazionali annoiati ed antropologicamente  deviati “,  nè di un intero sistema deviato ( e poichè intero , “immodificabile ” ). 
 Si tratta di “Supergladio”, apparati deviati segreti, magistrati, professionisti, militari e psichiatri che in pochi ( ma “cattivi” ) coordinano attività deviate, crimini, pressioni e scalata nei gangli essenziali dello Stato, ( a partire dalla magistratura), una associazione  che  utilizza anche le tradizionali attività ed organizzazioni criminali. 
Abbiamo un  prima generale organigramma ed una prima esaustiva  analisi di tecniche, modalità operative, metodologie e strumenti anche culturali. Persino il CNR scalato  da tempo .
Sia chiaro: non sono “il sistema”, ma una deviazione specifica del sistema, che si è resa utile e va esaurendo  il suo compito tattico: una associazione coperta e segreta  che nelle  criminali attività sue, o frutto del seme sparso e delle derive create,  , ha esagerato e creato devastanti confusioni e scompensi. Resta il compito strategico, ma sta per essere spazzata via e sostituita, come da copione, dagli stessi demiurghi lontani, i veri poteri forti internazionali.
A noi il compito di dare la definitiva spallata  e di prendere però in mano,  insieme alla gente, le sorti e il destino del nostro paese. 
Al posto del nuovo ordine mondiale, il nuovo ordine delle nazioni e il ritorno alla legalità ed a costumi che salvino le genti . 
Così annichiliremo il compito degli strateghi della materia, dell’uomo dominato ed irretito : una banda di psichiatri deviati, militari, magistrati , avvocati ,  politici e (finti) intellettuali , pericolosamente ambiziosi,  fautori sotterranei di ciò che è male “strumentalizzato “ per il ricatto ed il potere e dominio con un modello pre pidduista ridicolo,  applicato alla lettera : una società fatta di centurioni, sacerdotesse vestali e plebe gaudente e povera, controllati con ludi ( sessuali e non ) et circenses ( televisioni, spettacoli e sotto cultura ) e di bambini devastati ed irretiti. Li studiano , ci studiano e ancora “strategano” (  elaborano strategie ) . 
Tutto per impadronirsi infine dell’occidente mediterraneo , la culla odiata e irretita, concupita , irraggiungibile . 


La marginalizzazione ed  eliminazione della vecchia P2, adepti e massoneria nazionale. 

Berlusconi e la cordata P2 che non si è riciclata, sono stati annnientati.
Ora venti anni di strategia deviata e sotterranea contrapposta, esauriscono  una componente primaria del loro ruolo storico in Italia,  per raggiungimento dell’obiettivo immediato (distruzione  di Berlusconi e della vecchia P2).
Siamo giunti  alla ideata  definitiva sostituzione di una struttura e degli  uomini ancient ( vecchia P2), che a loro volta hanno a menadito applicato “sino alla loro stessa distruzione”,  fedeli al vincolo massonico loro, l’abbecedario pidduista.
Svuotamento della (vera) democrazia,  tramite il primo controllo degli apparati e gangli dello Stato,  ed  intervento massivo  su partiti,  società, informazione e formazione degli uomini ( progetto di “rinascita democratica”  di Gelli ),  dovevano scorrere, acqua portata  al  mulino dell’apparato che anche  sotterraneamente agiva,  in segreto.  
Semplificando, la destra massonico nazionale, ha realizzato le fondamenta del progetto della sinistra massonica deviata e non, ma i concetti di sinistra e destra, sia chiaro, non contano nulla.
Gli operatori piccoli, medi e grandi della disinformazione, incistati e sparsi ad arte anche nella rete nostra (Internet),     tentano però,  ancora,  di difendere il velo,  appositamente strutturato e fatto calare  sulla operazione.
La operazione ,   nel frattempo portata avanti, più complessa e sotterranea  ,  folle  e coperta,  ma anche contraddittoria,  mai posta in essere  nella storia della umanità .

IL nucleo generico dei soggetti affiliati nel progetto criminale della “Supergladio”. 

Psichiatri deviati in cordata, uomini di apparato di provata fede massonico deviata e una quota non grande  di vertici militari,  magistrati di caste,  complici o partecipi,  politici,  dalla storia intrisa di esoterisno misto a ideologie marxistoidi, e   uomini legati a matrici naziste ed esoteriche, e una quota di massoni di apparato, vanno ora incontro alla loro storica eliminazione e distruzione dopo  oltre venti anni di devastazione  sociale e infiltrazione di pratiche ed attività criminali,  usate come fidelizzazione, pratica,  sperimentazione e ricatto ), .
Non lo sanno, lo temono solo, confusamente,  e confusamente ormai agiscono. 
Alcuni di loro, ci risulta, hanno coltivato in piccoli gruppi un primitivo  mito golpista a coloritura  anticapitalista , ma erano solo usati,  per quello che sono :  utili idioti (saccenti). 
E non è affatto escluso che  una quota di loro  abbia creato cellule fideisticamente coerenti con un impraticabile e vergognoso  progetto totalitario .
Vi sono precise tracce che si diramano tra l’assassinio di Melania Rea, le vicende ed audio della Cecchignola, e molto di più.
Si tratta di  una matrice internazionale a copertura NAZI-KOMM,  estremamente più articolata,  e intrecciata sinanche al mondo più drasticamente sionista  . 
Cellule sopportate quindi, ed utilizzate, anche nei loro loschi affari e traffici di droga,  che alla fine usano implicitamente ideologie a fini interni. 
Ma restano e sono solo utili idioti,  usati,  al servizio,  talvolta senza neanche supporlo, dei poteri forti internazionali, quelli dall’occhio lungo , che ragionano da sempre in termini di epoche e fasi storiche,  delegando le minuzie nazionali a chi non può neanche arrivare a ragionare in quei termini storici.  
Ma la greppia e gli utili promessi e la stessa copertura lasciata intendere , vacillano oggi,   irrevocabilmente , tra crisi economica  esaurimento del ruolo loro e nostro ( piccolo ) lavoro di informazione e formazione . 

LA SUPER GLADIO.
C’è in effetti  un intermedio organismo  nazionale,    fluido,  che appelliamo affettuosamente la SUPER GLADIO, o se volete una  associazione di stampo mafioso ma di colletti bianchi, segreta e sovra-ordinata. 
Di questa associazione vi è stata precisa traccia sinanche nelle indagini condotte dalla Procura di Salerno , che fu smantellata nel 2009 ,  mentre veniva provvisoriamente accerchiato Paolo Ferraro a Roma. 
Ma sinanche i servizi antiplagio, divenuti scomodi, e la s.a.s. ( squadra antisetta ) del Ministero dell’Interno subirono tale ovvia sorte (occorreva proteggere progetto ed organizzazione ed eliminare i punti di attrito  istituzionali ed il pericolo che il tutto venisse capito e scoperto nelle sue radici ). 
La super gladio in Italia, un  organismo fluido che ha una quota ristretta di referenti e pochissime menti organizzatrici, dalla associazione per delinquere di stampo mafioso mutua tutti  i caratteri.
Ma la associazione  doveva  e non poteva  non  farsi “propaganda”,  a fini di omertà e terrore, mediante i propalatori del mito esoterico simbolista e delle antiche matrici.
Dovendo  rimanere segreta è stata sapientemente ammantata della coltre di una adimensionale entità di casta. 
Cosicchè omicidi, mostri e altre nefande attività “minori ” ( a copertura “progettata ” ) sono divenute foriere di mito, ricatto, paura e viltà negli stessi apparati statuali, succedendo alla stagione delle stragi e degli omicidi politici . 
IL “segreto di pulcinella” però, ora,   neanche più tale è.  

Matrici esoteriche , simbolismo, numerologia e altre pratiche pseudo culturali.

Ciò non toglie che matrici esoteriche , simbolismo, numerologia e altre pratiche pseudo culturali, costituiscano  anche codici comportamentali e comunicativi, e si accentrino attorno ad una  sorta di primitiva religione e fede anti  cattolica,  che avversa la Chiesa come apparato contrapposto, ma anche come portatrice ancora di valori religiosi da estirpare . 
La Chiesa nel frattempo è stata ampiamente infiltrata, deviata, controllata e irretita, ma  a sua volta, storicamente era portatrice di vari organismi e principi occulti e “segretati” .
La infinita lotta tra massonerie e Chiesa cattolica, vede oggi invece alleati templari e ordini militar religiosi, con rappresentanze più o meno ampie, laici e servizi deviati,   in un abbraccio occulto da tempo noto in generale, ma che ha il sapore della vergogna : potere e dominio delle vere potenze in terra . 
In concreto, pedofilia, omicidi illustri , persecuzioni in forma giuridico civile, riti ed orge,  e scambi di favori e scambi di mercati , ma sempre guerreggiando come concorrenti ancora in lotta . 

LA SUPERGLADIO nella sua concreta consistenza e nella sua valenza tattica e strategica. 

La cordata a copertura massonico-satanista e  fra-massonica , in un intreccio complesso,  è stata gestita a livello di vertice da un gruppo criminale relativamente ristretto e certamente segreto, in grado di agevolare e sviluppare fenomeni socio-militar-politici devastanti, di intervenire con violenza fisica,   capacità di deviare e ricatti e altro. Un gruppo ben posizionato a livelli di vertice cosicchè  la qualità ed il ruolo ed il potere professionale . culturale o della carica pubblica poteva sopperire alla segretezza ed al numero “chiuso ” . Anche quì niente di nuovo e lo schema P2 amplificato o,  se volete, sopravvissuto a sè stesso. 
Accreditiamo al progetto ed alle attività criminali deviate,  in ruolo consapevole e partecipato : 
  • Psichiatri a doppio ruolo, infiltrati,  utilizzati ed a loro volta gestori dei servizi segreti deviati da trenta anni e passa, in una schizofrenica e malata rincorsa anche personale di un obiettivo di potere finale irraggiungibile;
  • magistrati aderenti ed  affiliati di matrice prevalente  campano laziale; 
  •   frange,  qualitativamente importanti, delle forze di polizia.  e anche quantitativamente di carabinieri e guardie forestali,  formate occultamente,  ma anche in corsi spesati dalla collettività; 
  • funzionari di apparato, in quota ristretta rispetto ai conniventi e collusi,  irretiti ed illusi ;
  •  una area di professionisti e associati legati alle professioni ed attività forensi o sociali , ma sinanche al  territorio (micro funzionariato massonico deviato) ;
  • loschi e coperti politici  più  organici al progetto attuato sotterraneamente e nuovi affiliati pentiti pidduisti.

Tutti costoro, presuntuosi esecutori del progetto internazionale,  ma in realtà sciacquettanti nello stagno italico, mentre inneggiano alla distruzione di Berlusconi e già trattano per la resa ed i ponti alla residua guardia massonica,   assistono impotenti, allo sgretolarsi di un impero loro,   vacuo,  di potere illusorio,  ed alla completa messa allo scoperto del progetto.

Uno specifico (sub)  progetto “malato”, certo  accreditato, formato ed  insufflato  internazionalmente,  che  appariva  e si è rivelato pro tempore medio,  utile alla strategia di dominio oltre atlantica, ( U.S.A.).
Vi era e vi è la necessità di eliminare le massonerie nazionali,  deviate  anche esse,  a modo loro, con modalità autoctone loro, ma anche deviate appositamente  per poterle distruggere infine . 
IL tutto sta  per essere  travolto . 
L’assommarsi delle attività criminali  e colluse , tra vari filoni, ha creato uno scenario ingestibile o programmato per essere “utilizzato”,  anche,  dai VERI POTERI FORTI che, quelli sì,  esistono da oltre tre secoli,  ma su scala mondiale capitalistica.
La  funzione di controllo ed occupazione dello Stato, la sistematica distruzione,  ordita e gestita con metodologie e tecniche da apparato si va  esaurendo  e non c’è più funzione propulsiva, o ricatto utile,  se non per ancora brevi tratti . 
Siamo, in termini tattici ( beninteso),  alla fine della  capacità espansiva della deriva affaristico corrotta e della compulsiva attività sotterranea,  infarcita di transessuali controllati, pratiche pedofilo sataniste ed efebofilo-cattoliciste coperte,    ingenerate ed agevolate.
E siamo   all’esaurimento  della utilità tattica della espansione indotta,   a vari fini,  della prostituzione minorile,  femminile e maschile ( schiave bianche, minori rom e non ), mentre i traffici internazionali, anche per  autofinanziamento e da patto con le criminalità tradizionali, e i molti altri rivoli deviati funzionali e gestiti, sono ad un bivio perchè  la magistratura non deviata ha continuato a lavorare  . 

Cambia lo scenario : tra modello sinarchico ( potere ai pochi potenti ) e rinascita democratica vera delle genti . 

Ora , per assurdo che sembri, un  obiettivo strategico intermedio, potrebbe accomunarci ai nostri più seri ed importanti nemici, VERI POTERI FORTI INTERNAZIONALI, ed è la distruzione delle componenti  nazionali deviate, usando la stessa famelica attività  innescata dai Kapò del progetto deviato, contro loro stessi.
Autodistruzione ed appiattimento di  tutti e tutto in un pascolo magro  dove brucano le genti inermi,  agevolati dal crollo del sistema capitalistico nazionale nei paesi occidentali mediterranei. 
L’obiettivo, strategico,  rappresenta la porta della ascesa al modello sinarchico puro  potere di pochi,   eletti dal loro potere economico e politico occulto .

Per noi l’obiettivo strategico è simmetricamente diverso : è una vera alba dei popoli, che dia cultura , sapere  e potere alla gente, prendendo forza dalla  fine di una era e dalla necessità di una svolta epocale.
Ma ora che abbiamo capito,  si tratta di far capire a tutti,   legando fatti ed analisi a prove, persone,  e,  come dire, di  individuare ora la strategia di attacco migliore .
 UNa volta avvertiti i gangli non deviati dello Stato, informate sin in fondo le basi della società e chiarito che la supergladio e le attività criminali ricollegate sono altro dalla massoneria, (   che coltiva in sè a sua volta il germe della sua marcescenza storica , sia chiaro ) è ora il momento, di fornire un  “quadro soggettivo” più chiaro. 
Operazione semplice, perchè le menti pensanti e gli artefici coperti del tutto sono seriamente pochi e, svelati, possono divenire meno,  molto meno temibili, in questo momento di confusione e transizione. Siamo per ora in grado di dettagliare la struttura “romana”  e ambientare sua storia ed attività, oltre la nostra storia . 

Francesco Bruno, Stefano Ferracuti, Luigi Cancrini e Tonino CAntelmi . La cordata psichiatrica deviata al vertice e nel cuore del progetto .
I nomi che andiamo ad indicare sono ovviamente correlati a molti altri , ma essi spiccano per ruolo accademico sociale, informativo e per ramificazione delle attività, associazioni  e per la grande attenzione a uno sdoppiamento di ruoli e di attività di copertura o coperte . 
Nella storia  chiamata grande discovery tutti e quattro i calibri da novanta figurano in prima linea ed in prima linea caduti ,  perchè clamorosa vicenda e clamorose  analisi e riscontri li inchiodano a ruoli e ragioni delle attività,  nella storia ( la magistratura ha i suoi tempi,  o le sue ragioni quando seppellisce.) 
Ma i curricula , parlano da soli .
Rinvio all’articolo che uscirà il cinque  settembre (link che funzionerà da tale data) 




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Categorie: FRancesco Bruno, Giovanni Ferrara, Giuseppe Cascini, Grandediscovery, Luca Petrucci, Luigi Cancrini, Nello Rossi, Paolo Ferraro, Silvia Canali, Stefano Ferracuti, Stefano Pesci, SUPER GLADIO, Tonino Cantelmi | Lascia un commento

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