Paolo Ferraro

IL CIRCO COMPLOTTISTA – intervista radio – E LA COMPLETA E FINALE RICOSTRUZIONE DELLE PROVE SULLA VICENDA A MONTE DELLA CECCHIGNOLA

Oggi mercoledì nove marzo alle ore 12 (insieme alla incorporata intervista  video sulle vicende a monte con completa  ricostruzione finale ed esame dei dati audio sulla attività nella Cecchignola, video in fondo a questo articolo),   la incisiva e breve intervista radio “SUL COMPLOTTISMO”, suo ruolo utilizzazione e matrici. 
In onda su diretta live hangout a ciclo continuo  sino a stasera  e nelle finestre live di tutti  i blogs del CDD. 
Infine in streaming permanente qui. 




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Music, film and photography on Twine.is


La intervista chiude la analisi  sul  mondo della  pseudo controinformazione disinformativa: un  ghetto in specie cibernetico pensato tanti  anni fa con funzione di cerchia delegittimante, “riconosciuto ed apprezzato” nella sua preziosa funzione di demotivazione finale ed allontanamento dal sapere concreto ed operativo  e dalla politica reale e storia concreta.

IL CIRCO che pure si configura come antimondialista con una preferenza nazional massonica sinanche, necessita dei clown e degli sberleffi del pubblico ed il complottismo svolge una funzione importante riconosciuta dalla politica ufficiale,  che ne rafforza ia sua volta ll ruolo ironizzando, sbeffeggiando  ma  invitando sinanche a corte gli artisti (montecitorio). 

Mercoledì 9 Marzo – IPOTESI DI COMPLETTRO ospita l’ex Magistrato “Paolo Ferraro”

Mercoledì 9 Marzo – RADIO KAOS ospita l’ex Magistrato 

Paolo Ferraro

Mercoledì 9 Marzo 2016 alle 12:00
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Paolo Ferraro
Ipotesi di Complettro intervista l’ex Magistrato Paolo Ferraro
Rischiare tutto per far emergere una verità eufemisticamente definibile come scomoda. Questo è quello che ha fatto l’ex-magistrato Paolo Ferraro, che venuto a conoscenza di fatti a dir poco “strani e sospetti” di stampo parafiliaco avvenuti alla Cecchignola, nella casa dell’allora compagna, ha documentato tramite registrazioni audio e altre prove i tentacoli di una psicosetta con facciata esoterica volta all’accerchiamento della sua persona. Andando avanti nelle ricerche ha trovato inoltre di non la essere sola vittima di queste modalità coercitive e manipolatorie, che coinvolgono organi istituzionali di rilievo come la magistratura e la psichiatria e non solo. Paolo Ferraro ha identificato, denunciato e reso noto un assetto eversivo ai danni dello Stato italiano, e non solo, che si snoda in vari gangli con intenti diversi, come la manipolazione, l’occultamento della verità e lo svuotamento dall’interno della democrazia e delle istituzioni. Un capitolo di importanza rilevante in tutto questo è l’utilizzo del “complottismo” come macchina di copertura creata ad hoc per celare le verità mischiandole a fandonie, creando così confusione e scompiglio.
Qui di seguito   anche la video intervista integrale. che ricostruisce integralmente e definitivamente la analisi con estratti audio ragionati e contestualizzati circa la vicenda a monte della Cecchignola, nonchè la vicenda a valle  che ha visto il magistrato Paolo Ferraro assoggettato ad attacchi e tentativi di distruzione su più piani, ad oggi integralmente respinti, subendo però una incredibile dispensa dal servizio che ha lasciato sbigottiti. 


Ipotesi di Complettro, in onda su Radio Kaos Italy ogni mercoledì alle 12.00. Un format di approfondimento volto proprio a indagare quelle teorie e testimonianze in cui si delineano scenari considerati  inverosimili e surreali, ma fondati su prove concrete e capaci di rivelare una faccia completamente diversa del mondo in cui viviamo.

ULTIMISSIME. LARGE V https://www.youtube.com/embed/KIx2Sjh8ue4 
LA INTERVISTA CONCLUSIVA SU GRANDEDISCOVERY VICENDA A MONTE CON PROVE DIRETTE AUDIO CONTESTUALIZZATE  INTEGRALMENTE ILLUSTRATE E PROVE DOCUMENTALI COMPLETE SULLA VICENDA A VALLE. PAOLO FERRARO 
https://youtu.be/KIx2Sjh8ue4
IL COMPLOTTISMO E’ MORTO. DAL COMPLOTTISMO E DA ORWELL ALLA STORIA ED ALLA POLITICA. LA  PSICO SETTA DELLA CECCHIGNOLA A BASAMENTO MILITARE E COPERTURA SATANISTA.E DELLA PROCURA DI ROMA: 
La intervista video   chiude definitivamente la grandediscovery sulla vicenda a monte, realizzata  il 23 febbraio del 2016, implementata con l’incorporamento di spezzoni importanti dei video 133 A 133 B e 133 C , necessari per accompagnare le parole al vaglio concreto di prove audio e dati, viene pubblicata con il titolo integrale impegnativo.Annotazioni e schede consentiranno alcuni approfondimenti.



LE VICENDE DA CUI E’ PARTITA LA GRANDEDISCOVERY  risultano PORTATE AL CONSIGLIO DI STATO, CON UN ATTO CHE A SUA VOLTA  RICOSTRUISCE DETTAGLIATAMENTE TUTTO CON LE RELATIVE PROVE. 

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LA LIBERTA’ E CAPACITA’ INDIVIDUALE E "LA SOAVE” AMMINISTRAZIONE DI "SOSTEGNO" DENTRO IL PARADIGMA TOTALITARIO. QUATTRO DIRETTE DIFFERITE IN STREAMING. #fermatecendon

N.B. Questo post viene immesso in tutti i blogs del CDD e UHRTA salvi tutti gli altri blog e blogger che lo inseriranno nei rispettivi, tutti autorizzati ora pubblicamente. 

UNA ATTIVITA’ DI INGEGNERIZZAZIONE POLITICO SOCIALE E GIURIDICA CHE MARCIA NELLA INSIPIENZA COLLETTIVA.
Dopo un attento confronto,  valutati i tempi e l’urgenza,  il CDD e
l’UHRTA  hanno deciso di passare alla informazione dettagliata ed approfondita per poi chiamare tutti al massimo impegno ed attivazione su tutti i piani. 

#fermatecendon

Una vera e propria chiamata collettiva e avremo modo di spiegare nel concreto. 

Chiamiamo  ognuno ad una serrata partecipazione, informazione, formazione, denuncia pubblica ed attività concreta,  affinchè anche attraverso la nostra azione collettiva venga fermata la marcia totalitaria della legge che sta per disassare definitivamente e distruggere nel concreto  Costituzione e le libertà fondamentali, come abbiamo argomentato ed illustrato con concreti dati e anaisi tecniche. .
Secondo  gli standard delle  grandi trasformazioni paradigmatiche di regime, nella insipienza generale,  sottovalutazione e mancata consapevolezza collettiva, nel silenzio o  nella mistificazione, con il consapevole consenso  progettuale di una area ben delimitata circoscrittibile ed egemone in questa fase storica,  una nuova normativa “rivoluzionaria” rischia di essere approvata, 
Essa dividerà la società, fratturandola, e aggredirà fasce deboli, intellettuali, minoranze ma anche una vasta massa, sotto le mentite spoglie di uno Stato sociale caritatevole, che diviene aggressivo totalitario ed impunito. Più sotto diamo qualche tratto di analisi. 
Qui precisiamo subito che non butteremo concettualmente il bambino con l’acqua sporca e alcune norme  ( da espungere  perchè oltretutto estranee al contesto programmatico individuato, e immesse per legittimare indirettamente il tutto) le indicheremo. Tra esse la abrogazione della interdizione legale che consegue a condanne dai cinque anni in sù e la diversa delimitazione della situazione delle persone già interdette,   con  la restituzione  della facoltà di sposarsi a mero titolo di  esempio, e la abrogazione delle troppo rigide interdizione e inabilitazione da ostituirsi coìin la nuova “Amministrazione personale” ben delimitata ed affatto diversa dalla amministrazione di sostegno , ed indicheremo poi un nucleo di concrete esigenze reali che possono trovar posto in una  normativa equilibrata e non distruttiva, esigenze  attualmente usate per far passare la intera opera di globale “ingegnerizzazione” socio giuridica e politica. Abbiamo posto  in essere una informazione la più equilibrata seria e chiara, nei limiti a noi concessi.   

Quattro dirette in quattro martedì successivi  dal 16 febbraio 2016 all’8 marzo 2016 sempre alle ore 21,  improntate alla serietà, approfondimento, informazione dettagliata ed analisi completa. 
Niente ideologia ciarliera ma riconduzione dei processi in atto alla loro esatta natura con una analisi completa anche tecnica. 
I DIRETTA: 
Martedì 16 febbraio 2016 ore 21 I diritti la Costituzione il sistema giuridico e lo Stato sociale.  https://youtu.be/LLWxaLnB-hc
II DIRETTA: 
Martedì 23 febbraio 2016 ore 21 Il dettaglio normativo sugli strumenti  ed  organizzazione della amministrazione di sostegno visibile dalle ore 21 del 23 febbraio 2016 
https://youtu.be/jYPeGwumppA
III DIRETTA: 
Martedì 1 marzo 2016 ore 21  I CASI emersi nel lavoro dell’HURTA e quel che accade  è solo la punta di un iceberg.
https://youtu.be/imDdtomiNq0
IV DIRETTA:
Martedì 8 marzo 2016 ore 21 Dibattito conclusivo. Che accadrà quale è il paradigma storico sotteso alla soave coazione benigna che entra nella vita di individui non incapaci di intendere e volere e cosa va salvato e cosa buttato a mare nella legge sulla amministrazione di sostegno, espunto dalla stessa,  “bloccata” ?!
Basaglia non c’entra nulla mentre vi sono chiare e precise tracce di una concezione e dimensione la cui lenta marcia parte da molto lontano e il cui obiettivo è tutto interno al “paradigma totalitario” quale da noi dettagliatamente analizzato ed esposto. 
https://youtu.be/kructr1OElE

Per favorire in modo  completo la massima visibilità e l’accesso alle quattro conferenze video la visualizzazione diretta live avviene mediante accesso diretto in rete alle dirette trasmesse su canale CDD HANGOUT  DIRETTA STREAMING  https://www.youtube.com/c/CDDHANGOUT/live , 
e nella finestra diretta streaming appresso incorporata, ovviamente alle rispettive date ed orari.
Contemporaneamente  è  messa in onda la diretta/differita che rimarrà permanentemente visibile sui blogs e nel canale Youtube (oltrechè dai social con embedding video incorporati nei singoli post). 
Vista la esigenza tecnica di fare un lavoro serio che sia da base alla azione collettiva, le dirette sono state cioè preparate prima e immesse anche in streaming, sbloccato definitivamente dalle rispettive date ed orari.
Ovviamente tutto visibile e trasmesso in diretta solo dalle ore 21 e dei rispettivi giorni Martedì 16 febbraio 2016, Martedì 23 febbraio 2016Martedì 1 marzo 2016 e Martedì 8 marzo 2016.
Un invito particolare a voi. Queste dirette sono concepite per informare tutti e poi decidere e agire, non sono uno strumento meramente didattico. Chiediamo un particolare sforzo collaborativo. Invitate su FB  tutti i vostri amici da INVITA AMICI (eventi elencati in fondo a questa pagina), condividete con chiunque, mandate mail usando questo articolo e spiegate, spiegate spiegate.  
DIPENDE DA TUTTI NOI L’ESITO INFORMATIVO E L’IMPATTO DI QUESTA MONTANTE INIZIATIVA. 
E MANDATE A GIORNALI E PARLAMENTARI, AVVOCATI E POLITICI, ASSOCIAZIONI E RIVISTE, SINDACATI E GENTE. 
BUON LAVORO. IL NOSTRO FUTURO ORMAI DIPENDE SOLO DALLA NOSTRA CAPACITA’ DI ORGANIZZARCI INFORMARE FORMARE ED AGIRE.


A. FINESTRA QUI INCORPORATA DIRETTA DIFFERITA SU CANALE CDD HANGOUT  DIRETTA VIDEO ( qui o nelle finestre del pari disponibili nelle prime pagine dei vari blog ,collegate a canale CDD HANGOUT alle sole rispettive date e dalle ore 21 sino alla fine,  sono  visibili volta per volta le quattro dirette trasmesse, poi ovviamente la diretta non sarà direttamente visibile). 


B. DI SEGUITO, VENGONO  IMMESSI  IN PROGRESSIONE I QUATTRO VIDEO STREAMING (archivio streaming progressivo lasciato a disposizione di tutti, permanentemente). 

Che accadrà quale è il paradigma storico sotteso alla soave coazione benigna che entra nella vita di individui non incapaci di intendere e volere e cosa va salvato e come e cosa buttato a mare nella legge sulla amministrazione di sostegno, espunto dalla stessa,  “bloccata” ?!
Il “retrovirus” normativo dell’Ads in grado di colpire le difese immunitarie della democrazia e di piegare il diritti fondamentali sotto mentite spoglie di misura e diritto sociale, deve essere innocuizzato e fermato. Una modifica normativa radicale in corso di dibattito parlamentare è necessaria. 

UN PRIMO SPUNTO DI RIFLESSIONE 

Mentre tra crisi strutturale e finanziaria dell’economia e decadenza dello Stato, impoverimento di massa, corruzioni e degrado, muore giorno dopo giorno il programma di uguaglianza sostanziale dell’art. 3 della costituzione e riforme traghettano le istituzioni verso modelli elitari e cooptativi, con milioni di cittadini allo stremo abbandonati se non tartassati economicamente, in aggiunta, contro corrente, si vorrebbe ulteriormente “estendere” lo Stato sociale che “aiuta i bisognosi” attraverso la legge sulla”soave” amministrazione in “sostegno” dei deboli gratificati da un nuovo “diritto sociale”. 
LA legge della “coazione benigna” n. 6 del 2004, è già in cantiere parlamentare per la ulteriore riforma,  da estendere potenzialmente negli intenti  del padre ispiratore Paolo Cendon a “chiunque abbia anche solo per un momento  difficoltà ”gestionale”: svariati milioni di amministrati potenziali ( proiezioni da previsioni di casa “sperimentale” triestina già solo sulla legge vigente) e un bacino ed un ruolo attivo discrezionale” che si vorrebbe sempre più esteso, della giurisdizione. 
Basta che si rispetti il principio di “normazione” quando si incide pesantemente su diritti e libertà individuali e che le decisioni siano poi affidate ai giudici, e tutto si può fare ?!  
E all’equilibrio costituzionale tra diritti libertà e interessi altrui che accade ?! 
E’ sufficiente che un nuovo sistema normativo ed un assetto amministrativo sociale, che si vorrebbe ad esso coerente, disarticolando in concreto l’equilibrio delle libertà fondamentali, sia affidato ad un ruolo attivo della magistratura, ben oltre il ruolo di garanzia segnato dai principi costituzionali ?!   
Perché tutti tacciono e, come una navetta che avanza in un canale di acque morte, il battello CENDON va verso la isola perseguita senza che nessuno neanche formuli una valutazione critica su uno Stato che presume di entrare surrettiziamente nella idoneità delle scelte di gestione di masse di individui e nelle loro vite.   
Lo scenario, non solo possibile ma prospettato negli intendimenti di chi persegue l’obiettivo di una società divisa tra milioni di “amministrati” e non ed una elite/pseudo casta di controllori/amministratori, ha la capacità di evocar (solo), a soffermarsi pochi secondi, immagini del secolo passato.   
A guardare  questa drammatica idea espansiva (incistata tra le righe) non riusciamo ad immaginare niente di più TOTALITARIO  e a vedere la progettazione formale  giuridica del pari non riusciamo ad immaginare niente  di più travestito giuridicamente dalla pelle dell’agnello, né niente di più artatamente formulato in termini neutri.
Ben consapevoli non si da conto del carattere paradigmaticamente rivoluzionario di un Stato che vaglia individuo per individuo la individuale attitudine alla gestione della sfera propria, sol che sia attivata la gratuita procedura. 
Nel calderone poi una intera generazione di anziani, meno forti ed abili, per antonomasia, e presunti soggetti deboli che hanno anche contato sulle proprie capacità e sulla solidarietà familiare, ovvero se avessero bisogno d aiuto semmai, nei casi di vera richiesta di aiuto, dovrebbero poter contare su un buon funzionamento di servizi sociali. Una generazione in realtà portatrice, anche, di una memoria storica da cancellare. 
In realtà lo stesso l’ambito operativo di questo sistema normativo si presta ad essere valutato guardando gli effetti proprio sulle aree di confine ed oltre, mentre  con metodo formale si mette l’accento invece sui casi che presentano un qualche fondamento di necessità di tutela. Lo spettro di intervento è o si presta ad essere enormemente gonfiato, il tutto ha valenza di un processo generale, poi si discute dei suoi casi necessari limite che fuoriuscivano dalle sole maglie strette della interdizione ma che, per una parte cospicua,  ben potevano essere affrontati affiancando un curatore. 
Funzionerebbero meglio i ”patrimoni” gestiti da una truppa di amministratori di sostegno !?  
Non si potrà (vorrà) rompere anche quella solidarietà autosufficienza e se si scateneranno conflitti para generazionali, o brame di elite professionali, già chiamate alla leva, come puntualmente  accade sempre di più, a quale responsabilità storica e giuridica vanno incontro i padri non “fondatori” dei principi costituzionali e di libertà, ma “ingegnerizzatori” del traghetto degli amministratori di sostegno verso un modulo di Stato totalitario?!  
Proteggere milioni di individui di coppie anziane dalla spada di Damocle della amministrazione coatta e dalla perdita di libertà strumenti, mezzi e capacità se verranno convogliati storditi in un imbuto giudiziario che li triterà, indifesi, sarà impossibile: occorre FERMARE CENDON e la cordata che amministra e sostiene tutto questo.  
Chi sono, da dove vengono, dove vogliono arrivare ?!  

Che sta succedendo alla coscienza giuridica e politica ed alla memoria storica di questo paese ?! Essa  non appartiene più alla borghesia colta, ma nella forma più semplice e disarmata, se volete disacculturata,  al buon senso della gente buona di buona fede.  Organizzare ed agire, prima che sia troppo tardi.” 



Un invito particolare a voi. Queste dirette sono concepite per informare tutti. Chiediamo un particolare sforzo…



ALTRO EVENTO PUBBLICO DA RIEMPIRE CON LE CONVOCAZIONII DIRETTA martedì 16 febbraio 2016 ore 21.”LA LIBERTA’ E CAPACITA…
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PIANETA GIUSTIZIA: PAOLO FERRARO, UN MAGISTRATO CORAGGIOSO CHE RISCHIA LA STESSA SORTE DI BORSELLINO, FALCONE E DALLA CHIESA

PIANETA GIUSTIZIA:
PAOLO FERRARO, UN MAGISTRATO CORAGGIOSO CHE RISCHIA
LA STESSA SORTE DI BORSELLINO, FALCONE E DALLA CHIESA.
MA INTANTO HANNO CERCATO DI DICHIARARLO PAZZO.
(articolo riportato integralmente a cura di di Claudio Prandini e gà pubblicato su parrocchie.it con il titolo ferrero_massoneria_2013 -errata la “e” )

INTRODUZIONE
 PRIMA CHE IL PM PAOLO FERRARO VENGA SUICIDATO
C’è un PM della procura di Roma che sta indagando su una setta satanica diffusa negli ambienti militari. L’organizzazione su cui indaga il PM è collegata alla vicenda di Carmela Rea, nonché alla morte della donna trovata a Roma priva degli organi. Come da copione, il magistrato è stato sottoposto a una serie di procedimenti disciplinari, nonché un tentato TSO. Minacce sono arrivate a lui e alla sua donna. Cerchiamo quindi di dare massima diffusione alla vicenda, nella speranza di evitare che, come da copione, il PM venga suicidato, o gli capitino incidenti. Nella speranza di evitare un altro caso Clementina Forleo (a cui uccisero i genitori in un incidente e a cui poi causarono degli incidenti). Nella speranza di evitare un altro caso De Magistris. Nella speranza di evitare un altro dei tanti casi, meno noti ma altrettanto gravi, di persone che si sono scontrate con il fenomeno delle sette sataniche.
Di recente ad esempio un uomo si è recato alla stazione dei carabinieri di Cura di Vetralla, in provincia di Viterbo, per denunciare alcuni fatti riguardante una setta satanica. Risultato: nulla è stato fatto e l’uomo è stato rinchiuso in una clinica psichiatrica dopo che gli è stato somministrato il TSO ed è stato denunciato per porto abusivo d’arma dopo una perquisizione effettuata in casa sua.
Il fenomeno del satanismo è diffuso a macchia d’olio su tutto il terreno nazionale (e internazionale), coperto dalla complicità dei media e delle istituzioni, nonché dagli studiosi del settore che ne negano l’esistenza. Nei prossimi articoli daremo maggiore conto di questa vicenda cercando di capirne meglio i dettagli. E pubblicheremo una serie di articoli sulla diffusione del satanismo.
Conferenza stampa del Pubblico Ministero Paolo Ferraro
ROMA: MAGISTRATO DENUNCIA UNA SETTA RICONDUCIBILE
AD AMBIENTI MILITARI, CON ECCELLENTI COPERTURE
Ed il CSM lo sottopone a procedimento di dispensa dal servizio. Vicenda forse parallela o connessa ai fatti di Ascoli Piceno. Roma, 10 giu – Un noto e stimato magistrato della procura di Roma ha denunciato fatti gravi che lasciano intravvedere connessioni inquietanti.
A monte vi sarebbe la vicenda di una setta composta anche da individuabili ufficiali dell’Esercito e che riecheggia clamorosamente i possibili sviluppi delle indagini di Ascoli Piceno, mentre cominciano ad arrivare, al riguardo, numerose segnalazioni anche anonime.
Nella denuncia, il magistrato indica una serie di azioni intimidatorie ai suoi danni nonché l’esecuzione in forma coattiva di una proposta di trattamento sanitario obbligatorio in assenza di ogni requisito di legge.

I fatti denunciati evocano comportamenti e strategie note di particolari segmenti e cupole criminali e sono, in parte, oggetto di procedimenti iscritti  presso la Procura di Perugia, competente per i fatti che coinvolgano giudici della capitale.
Nel frattempo, si sarebbero verificati tentativi di screditamento, di intimidazione e di destabilizzazione che il magistrato ed i suoi legali sarebbero in grado di dimostrare documentalmente.

Su segnalazione del vertice dell’ufficio, il CSM ha avviato nei confronti del magistrato ben tre procedimenti di dispensa dal servizio, i primi due dei quali già archiviati. Il terzo procedimento è attualmente in corso (pratica n. 1/DS/2011).
Il magistrato si avvale della difesa degli avvocati Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, nonché del supporto degli avvocati Gianantonio Minghelli e Domenico Dellomonaco, questi ultimi divenuti testimoni diretti di alcuni fatti significativi.
L’avvocato Carta  si occupa da sempre di abusi consumati nel mondo militare e, in passato, aveva denunciato possibili connessioni tra i vertici della Difesa ed alcuni giudici amministrativi.

«Il procedimento di dispensa cui è oggi sottoposto il mio assistito – dichiara  l’avvocato Giorgio Carta – appare inconsistente. Agli atti del procedimento sono depositati numerosi certificati privati e pubblici attestanti il perfetto stato di salute del medesimo ed, anzi, le sue specifiche attitudini e doti. Basterebbe acquisire le dichiarazioni scritte già esistenti e le deposizioni del personale con cui lavora, le dichiarazioni dei magistrati giudicanti con cui ha diretto e diuturno confronto o le dichiarazioni dei magistrati della Procura non direttamente coinvolti e prendere atto delle eccellenti statistiche sul lavoro di ufficio.
Il CSM, organo di autogoverno ma anche di garanzia dei magistrati, per questo presieduto dal Presidente della Repubblica, sta però procedendo con una anomala celerità, sistematicamente fissando convocazioni e scansioni procedimentali troppo ravvicinate e comunicate solo poche ore prima, di fatto rendendo impraticabile la sua difesa procedimentale e tecnica.
Il  magistrato è da sempre giudicato eccellente e solerte dagli stessi vertici della procura e dal Consiglio giudiziario. E’ particolarmente stimato dal foro romano, dal personale della città giudiziaria e della polizia giudiziaria, come magistrato indipendente serio e capace. Nessuna perizia dell’amministrazione potrebbe  distruggere la sua immagine e smentire la sua documentata efficienza sul lavoro. Anche solo sotto questo profilo, quindi, il procedimento di dispensa manca ab origine di uno dei fondamentali presupposti richiesti dagli articoli 3 e 4, Regio Decreto Legislativo 31 maggio 1946, n. 511.
A fronte di fatti così gravi, chiediamo il più autorevole intervento ed ogni vigilanza istituzionale». ico_commenti

Omicidio Rea – Un magistrato davanti ai Pm teramani
Paolo Ferraro SETTE, AMBIENTI MILITARI,
COPERTURE ECCELLENTI E VERTICI
ECCO PERCHÉ VOGLIONO METTERE A
TACERE IL PM PAOLO FERRARO
Paradossalmente il Dott. Mario Rosario Ciancio – Presidente della I Sezione bis dell’Ufficio del Giudice Tutelare del Tribunale Civile di Roma – che ovviamente sa tutto (sono cose di dominio pubblico), e che ha dichiarato che si pronunzierà entro un mese circa, potrebbe decidere di dichiarare pazzo il pur sanissimo PM Paolo Ferraro per salvargli la vita.
Ciò in relazione all’udienza di ieri, 16.5.2013, per la conclusione dell’incredibile procedimento per la nomina di un amministratore di sostegno per Paolo Ferraro, difeso dall’avv. Antonella M. Rustico, dall’avv. Salvatore Frattallone, e da me (da parte mia soprattutto per gli aspetti socio-politici e ‘dietrologici’, perché – salvo a sapere, perché lo frequento, che Paolo è sano come un pesce – non avevo seguito fin qui gli aspetti formali della questione, anche se ora lo difendo dinanzi al Consiglio di Stato contro il provvedimento del CSM con il quale lo hanno destituito).
L’eventuale tentativo di  Ciancio di salvargli la vita dichiarandolo pazzo sarebbe però inutile: lo uccideranno lo stesso.
È vero infatti che se venisse riconosciuta la sua d’altra parte palese sanità e venisse ripristinato nel suo ruolo di PM causerebbe un maxi processo in seguito al quale moltissimi magistrati e uomini di punta delle istituzioni italiane ed europee, del Governo, dell’esercito, dei media eccetera sarebbero travolti, e che i fatti, una volta sfondati i muri del silenzio della cosca mediatica, trasformerebbero la collettività in un’univoca moltitudine ruggente che li spazzerebbe via tutti.
Ma è vero anche che ormai non c’è più niente da fare: le cose sono state dette e troppi sono intenzionati a portarle avanti, a partite da me, e non possono ucciderci tutti.
Senza contare che l’uccisione di Paolo è inevitabile solo perché sono degli idioti e perderanno il controllo, ma, non solo non servirà a niente neanch’essa, ma anzi la vista del suo cadavere renderà ancora più furiosa la società, sempre più inviperita a causa del silenzio della cosca mediatica.
Una complessa situazione in cui bisognerà poi vedere che ruolo ha il fatto che il PM e il giudice Ciancio sono stati scelti, perché manca in Italia una legge sulle assegnazioni delle cause.
Mancanza di una legge che – ho scritto una trentina di anni fa – è uno strumento per la predeterminazione dell’esito dei giudizi, nel senso che, per la scelta dei giudici e dei PM, si seguono di solito criteri automatici (prefissati, ma non per legge), salvo nei casi in cui qualcuno che vi ha interesse e ne ha il potere decide di fare diversamente.
Cose che non posso dire se siano avvenute nel caso specifico perché non lo so (se lo sapessi lo direi) potendo però dire che sussistono le condizioni normative perché in questo come in altri casi il PM e il giudice possano essere stati concordati o magari anche solo scelti per il tipo di cultura, gli orientamenti, le posizioni psicologiche, le inclinazioni, i trascorsi, le appartenenze, e insomma per fare in modo che l’esito del giudizio sia in un modo o nell’altro segnato a priori.
In ogni caso una cosa è certa: la magistratura non può permettersi il lusso che Paolo sia sano di mente.
Anch’io, infatti, sostengo che la magistratura, l’esercito, le istituzioni, i governi, sono pieni di criminali deviati che è inesatto finanche definire massoneria, perché sono solo una cosca internazionale (bilderberg e altro) che decide le sorti delle democrazie e nello stesso tempo è persino dedita a follie tipo i riti satanici, le violenze sessuali, il condizionamento subliminale del pensiero, e che tutta questa gentaglia è dietro la strategia della tensione, le stragi, l’abbattimento delle torri gemelle, la finta uccisione di Bin Laden, morto dieci anni prima di essere stato ‘ucciso’ da Obama, eccetera eccetera.
Solo che Paolo su queste cose ha fatto delle indagini come PM, ed ha in mano prove, fatti e cose che possono dimostrarle in un processo, ed era lì lì per presentare le richieste di arresti e rinvii a giudizio.
Un processo che, se lo ripristinassero nel ruolo, non sarebbe più possibile insabbiare, come si è sempre fatto, perché ormai sono troppi quelli che sanno e dicono in ogni dove che politica, istituzioni e media sono una cosca criminale che opera ai danni della collettività e che la magistratura è globalmente collusa culturalmente e in buona parte anche materialmente corrotta.
Ciò detto, caro Ciancio, poiché ieri ho capito che sei un uomo di buona volontà, posso farti una richiesta non proprio rituale, ma giustificata dalla gravità della situazione?
Una ritualità che d’altra parte, lo sai bene, è ormai solo nelle forme e nelle rappresentazioni che ne dà la cosca mediatica, ma non esiste nei fatti perché, dietro il sipario, accade di tutto e c’è una lotta bestiale su come dovranno essere decise le cause che contano.
Insomma la mia proposta è: vogliamo incontrarci tu, Antonella Rustico, Salvatore Frattallone e io, e cercare di trovare una soluzione concordata per evitare di dover dichiarare pazzo Paolo Ferraro come unica soluzione per evitare che lo uccidano?
Anche perché – lo mando a dire a coloro che tremano per la diffusione delle notizie dei crimini in grembiulino che hanno commesso – in fondo non è un problema: siete così tanti che non vi si può far niente: siete un partito, siete un esercito.. Come vi si potrebbe punire tutti?
Non sono infatti collusi – per aver taciuto in un silenzio che è assenso – l’intera magistratura, l’intera politica, le intere istituzioni e i media?
Insomma, miei cari, carissimi criminali mediatici e Istituzionali, non preoccupatevi, sono un ‘immoralista’, perché i moralisti mi fanno schifo, e vi assicuro: non potrà che esserci una generale amnistia, e alla fine sono anche certo che diverremo tutti amici, rideremo insieme e magari una volta, per farvi piacere, vi accompagnerò anche a puttane, perché sappiate che, e badate che non scherzo, se siete così stronzi è solo a causa dell’errata concezione di sessualità che avete voi stessi istituito per poter realizzare il tipo di potere di cui siete espressione.
E se non mi credete leggete il mio Dialogo tra l’uomo generico e il potere, di cui a La storia di Giovanni e Margherita, e vedrete che ve lo sto dicendo dal 1985.

118 Come Falcone oltre Falcone TENTATIVI DI DENIGRAZIONE E DISTRUZIONE DELLA IMMAGINE, ALL’OPERA IN DIRETTA from CDDpaoloferraro on Vimeo.

QUELLO CHE INGROIA E TRAVAGLIO NON DICONO
 E TUTTI GLI ALTRI NASCONDONO
LA “OSCURA” VICENDA DEL GIUDICE
PAOLO FERRARO “ILLUMINATA ”
Ovviamente Paolo Ferraro ha iniziato ed intrapreso da tempo opera di informazione ed analisi a tutto tondo occupandosi di politica, storia, economia ed altro,  fornendo tutto sè stesso e le sue capacità al servizio della informazione del paese e di una prospettiva di liberazione da strategie e pratiche segrete  usate dai e per consolidare i poteri forti  dominanti .
Dominio politico sotterraneo, scelte economiche , distruzione delle autonomie nazionali e diffusione di  attività criminali di casta e di apparati , sette e trattamenti, persino omicidi e pedofilia o meglio “efebofilia ” sono ricondotti a diversificate e selezionate chiavi di lettura , ma un filo comune e una spiegazione unitaria sono ormai a disposizione . con prove dirette e metodo concreto “logico induttivo “, coma ama dire il giudice oggi dispensato per rappresaglia .  Partendo da dati obiettivi verificabili e  contestualizzati da un testimone di “lusso ” che ha attraversato l’epicentro romano, vivendone all’interno contraddizioni e oggi sapendo ricostruirne trame e chiavi di lettura,  giungiamo all’appuntamento recente con la storia, un esito storico politico ed economico puntualmente anticipato sin dalla  prima conferenza stampa resa già nel giugno 2011.  Oggi che le vicende nazionali sono ormai inequivocabili,  anche dai più perfidi esegeti del-non-vedo-non-sento-non-parlo,  sembra necessario richiamare alla mente i moniti e la lunga marcia portata avanti da Paolo Ferraro . Ognuno valuti quanto da lui anticipato e mostrato e persino dimostrato fosse oggetto di un serio ed organico lavoro e quali prospettive ulteriori tale lavoro  apra .
La originale ricostruzione peraltro dà prioritario peso alla consapevole denuncia, interruzione e sanzione delle varie attività e condotte strategiche e tattiche congegnate per il controllo sociale politico del paese e dei gangli fondamentali delle istituzioni e della società .
Grillo o Marra denunciano  casta  asservita e decaduta , e oggi finalmente anche il primo sembra porre l’accento sulla grande strategia segreta dei poteri bancari internazionali e dei poteri militari e industriali direttamente collegati contro il “signoraggio ” come strumento ed espressione del dominio del capitalismo finanziario sulla “umanità ” . . 
Paolo Ferraro parla ” in più ” della necessità prioritaria di una nuova NORIMBERGA ,  e di togliere di mano gli strumenti deviati e criminali in base ai quali viene ancora oggi esercitato il controllo e lo svuotamento oppressivi della democrazia e degli Stati: la via per la moneta del popolo e per lo Stato sociale passa perciò anche per la repressione delle condotte criminali  che altrimenti continuano a perpetuarsi e a impedire il formarsi di nuove coscienze e di una necessaria alleanza nuova contro le massonerie e caste  al potere , ormai sempre più in crisi . 
Il problema è che la stessa magistratura “scalata” e controllata trova oggi grandi difficoltà a svolgere anche al livello minimale il ruolo affidato dalla Costituzione e la risposta politica e sociale sono necessarie: una alternativa epocale senza la quale ogni proposta ed obiettivo falliranno, necessariamente, e verranno inquinati ed alterati . 
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APPROFONDIMENTO
OCCORRE riunire e fondere insieme valori cristiani, valori laici, programmi contro le massonerie nere ed i poteri occulti, deviati e non, progetti di democrazia diretta ed economico sociali ridisegnando le ideologie e superando il declino in atto, governato da oligarchi e trasversali alleanze di vertice

Di seguito


SCHEDA Paolo Ferraro 


la prima conferenza a TGSKY 24 

L’ elenco integrale degli articoli pubblicati che disegnano interamente quanto ricostruito,  frammento per frammento , è anche in “cddgrandediscovery su altervista.org/” e riportato oltre il post , quì sotto,   nel blog .

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Sessanta secondi svelano attentamente valutati più di mille documenti


Nel Febbraio 2012, pervenne al Dott. Paolo Ferraro, tramite la segreteria telefonica installata presso il Server Omnitel Vodafone del cellulare di pertinenza, un messaggio audio del tutto particolare.
Si trattava di una registrazione ambientale, traccia fonica sovrapposta ad una pregressa traccia in sottofondo di una telefonata della di lui madre, rimanendo riferita la registrazione al numero di cellulare di quest’ultima.
Una attività appositamente e antecedentemente artefatta la cui prova,   mediante le argomentazioni  appresso elencate,  è da ritenersi oggettiva ed insuperabile .
Difatti :
  1. Il messaggio fu a suo tempo subito e più volte ascoltato , tramite telefonata del cellulare alla segreteria telefonica, e da più persone testimoni . Non è possibile quindi porre in dubbio che esso fosse posizionato nel server della VODAFONE.
  2. Il messaggio fu , dal cellulare in viva voce che chiamava la segreteria, registrato per ben tre volte ( le ascolterete ) e risulta sempre identico: la pretestuosa illazione che potesse trattarsi del casuale avvio contemporaneo di due tracce di segreteria è destituita di qualsiasi fondamento .
  3. La sovrapposizione delle due registrazioni telefonica ed ambientale è palese e non vi è altra neanche ipotetica spiegazione.
UN messaggio quindi confezionato , manipolato, utilizzando traccia fonica di sottofondo di una altra telefonata a sua volta registrata ( intercettata) era stato immesso necessariamente sul server della Vodafone, abusivamente . Un reato grave.
Dal messaggio di segreteria si evince nella traccia sovrapposta fonicamente , una  voce che appare “quasi” identica alla voce della allora compagna del Dott. Ferraro, intenta in un dialogo diremmo allusivamente compromettente con un uomo.
Il messaggio per le percepibili particolarità, per i contesto più amplio , per testimonianza diretta della allora compagna del dott. Ferraro, e per semplice confronto fonico, non conteneva la vera voce di quest’ultima .
Ma se anche la avesse contenuta e vi fosse stata a monte una registrazione ambientale di un vero e genuino dialogo della stessa donna , sul piano del reato non muterebbe nulla , data la certa oggettiva ed incontrovertibile consistenza del fatto ( immissione in server VODAFONE ). Vi sarebbe anzi un terzo reato relativo alla illegittima intercettazione ambientale del dialogo stesso . Ma non è così, come ascolterete E nemmeno il fine perseguito : far ascoltare una registrazione tale da cagionare sospetti o reazioni, ivi compresa una denuncia , ma non certo una denuncia del contenuto e della portata logica che seguono .
Nel messaggio di segreteria poi non si sente solo un labile sottofondo con voce incerta e discontinua , attribuibile con ragionevole certezza alla anziana madre del dorr. Ferraro, e la sovrapposizione dell’architettato dialogo, ma vi è anche la voce iniziale di un’altra donna che dice “ certo” , in contesto vocale e in posizione tale da far ritenere all’ascolto che non potesse essere interna al dialogo.
A cosa e a chi servisse il messaggio di segreteria emerge dallo scritto che segue ma prima ancora dalla logica: difatti, contestualizzato nella complessa ed architettata sequenza che ha visto il dott Paolo Ferraro destinatario di attività protrattesi sino all’agosto del 2013, esso costituisce una chicca.
Un caso unico , di prova oggettiva e insuperabile del tutto, in un solo minuto di registrazione.
Rammentatevi della già pubblicata registrazione di dialogo con persona informata che ha avuto accesso al fascicolo riservato ad oggetto “ PAOLO FERRARO “ ( di come apparati e servizi si diedero da fare per manipolare la vita del Dott Ferraro, e sulla scorta di una attenta analisi delle sue doti e qualità certamente  dal 1977 ma  poi dal suo ingresso in magistratura ).
In coda reimmettiamo anche questa .
A suo tempo nel corso nella trasmissione radio yes che immettiamo in video audio in coda,   il messaggio fu fatto ascoltare dal conduttore David Gramiccioli e commentato da chi vi scrive oggi in diretta radio.

L’audio-video che invece ascolterete qui subito di seguito è oggi presentato dalla vera Patrizia Eugenia Stefania Foiani con la sue vera voce , ed introduce la sequenza delle tre registrazioni effettuate del medesimo messaggio di segreteria del febbraio 2012, nell’ultima versione con sottotitoli .



Ora buona lettura ed ascolto finale del resto dal blog . 



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1. ANTEFATTO
Il fatto  è avvenuto nel mese di febbraio 2012. Viene analizzato  solo oggi per scritto  in quanto l’architettura di un episodio del genere e le sue caratteristiche non sarebbero risultati allora immediatamente comprensibili, mancando un quadro del tutto completo del contesto e soprattutto del movente di fondo inteso come il perchè ultimo delle metodiche e delle attività poste in essere.
Di ciò avevo comunque già allora un quadro di riferimento sufficiente, come pure dell’ambito in cui erano stati concepiti e dell’obiettivo immediato dell’azione, tanto che a una ventina di giorni di distanza feci una già chiara denuncia pubblica ascoltata e vagliata dall’intero bacino della trasmissione radiofonica RADIO IES ascoltata da c.a. 350.000 persone. Trasmisi in diretta radio la registrazione di un messaggio artatamente lasciato sulla segreteria telefonica del mio server gestore di telefonia VODAFONE attivata dal mio cellulare, messaggio creato mediante evidente sovrapposizione di traccia audio digitale in corrispondenza della traccia già registrata nella segreteria. Di ciò diedi una chiave completa di lettura. All’epoca ancora contavo sulla doverosità della attivazione di ufficiali di polizia giudiziaria per un ascolto chiaro del fatto, successivamente diffuso in rete mediante il podcast della trasmissione radio ascoltata da svariate decine di migliaia di persone.
Solo a distanza di un anno l’analisi più accurata delle metodologie Tavistock ( TAVISTOCK 1.0 e 2.0  ) mi avrebbe consentito di inquadrare più esaustivamente il contesto e di individuare la chiara matrice di intervento strutturato e gestito ai fini di manipolazione psicologica: metodica che costituisce prerogativa degli apparati con i quali mi sono “incontrato” in questi anni.
Alcune utili precisazioni vanno ulteriormente date :
  • procedetti alla registrazione del messaggio lasciato in segreteria telefonica utilizzando sul momento un registratore digitale (la data delle tre registrazioni MP3 della medesima registrazione sulla segreteria è errata perchè erroneamente tarata la data del registratore digitale)
  • circa 36 ore dopo feci sentire più volte la telefonata registrata dalla segreteria telefonica alla mia compagna Patrizia Stefania Eugenia Foiani attraverso il cellulare con il quale l’avevo ricevuta. Rimase esterrefatta da questo primo ascolto attraverso il cellulare e ancor di più successivamente ascoltando il file digitale della registrazione ricavato dal server. L’episodio avvenne nella cucina di casa dinanzi ad altri testimoni.
  • Le tre versioni della registrazione furono poi da me salvate su pc.
  • Sottoposi la traccia audio lasciata sulla mia segreteria anche al mio avvocato di allora Antonella M. Rustico, avendo con lei accordo di incontrarci in via Crescenzio altezza civico 52, in auto dinanzi al locale FONCLEA, dove ci eravamo recati separatamente per desinare, ascoltare concerto e musica e appunto farle ascoltare quanto sopra.
Tutte le circostanze indicate sono agevolmente riscontrabili tramite verifica delle mie telefonate alla segreteria telefonica e attraverso le celle impegnate sia dal mio cellulare che dal cellulare dell’avvocato anzidetto.
Nel video che precede quesra parte ho ommesso , dopo breve presentazione a cura della cointeressata  Patrizia Foiani, le tre registrazioni digitali della mia segreteria telefonica (effettuate mediante cellulare in viva voce e registratore digitale) e il video-audio della trasmissione radio. Ovviamente dopo il congruo periodo di tempo la registrazione della segreteria su server non fu più reperibile.
Faccio infine presente che i diversi episodi di corredo indicati nella trasmissione radio ( video audio sopra indicato ) sono tutti testimoniati anche da Patrizia Foiani, la quale presente in auto con me mi sentì ritelefonare ai due numeri che mi risultavano avermi chiamato tre volte nell’arco di un pomeriggio, credo immediatamente successivo all’episodio della segreteria. Assistette quindi al colloquio con la sedicente psicologa e l’avvocato che raccontò di avere studio in Roma Ostia zona Casal Palocco, e al mio dialogo con essi quando mi furono nominati Pietro Saviotti e Perla Lori (noti magistrati della Procura di Roma le cui vicende sono legate alla mia persona vedi allegato articolo UN BEL GUAZZABUGLIO: Questa è la trama di un film, peccato che è tutto al millimetro vero) giocando sul nome o fantomatico o veramente pertinente e usato per la evidente ”assonanza”, di una “Sara Ferraro” già cercata e poi sulla correzione in Ferrara (cognome dell’allora Procuratore capo della Procura presso il tribunale di Roma, che compare tra le persine indicate e denunciate col MEMORIALE  ) del cognome della millantata o usata persona con nominativo Sara.
Il tutto appariva a prima valutazione un complesso marchingegno o un fatto suscettibile di varie interpretazioni ma in ogni caso difficilmente attribuibile a casualità. La telefonata consisteva, lo ribadiamo, in una registrazione ambientale trasmessa telefonicamente sulla mia segreteria telefonica; ferma restando l’evidenza della artificiale operazione, e si irraggiavano varie interpretazioni possibili: a prescindere persino dalla artificialità della elaborazione digitale della voce della Foiani, poteva trattarsi di una semplice comunicazione, di un avvertimento o ancora di un tentativo di creare una reazione mia, magari per indurre una rottura del rapporto personale con la Foiani. La destabilizzazione socio affettiva è la metodica che appartiene alla vicende globali mie ricostruite sotto vari profili retroattivamente .
2. IL FATTO
Dopo questa premessa necessaria, indico che la registrazione dalla segreteria telefonica fu da me ascoltata per la prima volta intorno alle ore 14:45 mentre attendevo fuori dal suo ufficio la mia compagna dott.ssa Patrizia Stefania Eugenia Foiani. Questa circostanza può essere riscontrata tramite tabulati. Attesi tuttavia la sera del giorno dopo per parlarne con lei, perchè dovevo capire e chiarirmi le idee.
La registrazione su segreteria che si ascolta appare come evidente sovrapposizione di traccia digitale sul tracciato di una telefonata effettivamente ricevuta in segreteria. Difatti il numero di cellulare indicava che la traccia era “intestata” al numero di cellulare della mia anziana madre. Inoltre dal più attento ascolto della medesima traccia audio si percepisce una voce farfugliante diradata e in palese sottofondo estraneo alla registrazione “primaria “ sovrapposta “,   che attribuisco con ragionevole certezza alla genitrice.
Prima della parte sovrapposta della registrazione si ascolta subito la voce di una diversa donna che con impronta tipica vocale afferma “certo”. Tale voce appare estranea al contesto sottostante e quello “primario “ e dovrebbe essere rimasta incautamente  od allusivamente nella registrazione digitale.
La registrazione, necessariamente ambientale, consiste in un dialogo tra un uomo ed una donna dalla quasi identica voce di Patrizia Stefani Eugenia Foiani . Dal tenore del dialogo si capisce scopo e natura della “operazione “ posta in essere .
Come la Foiani stessa indicherà (e a tale conclusione ero già giunto) l’intercalare e l’uso della fraseoologia  non appaiono linguisticamente riferibili alla Foiani, mentre ella con assoluta certezza negò immediatamente che la voce fosse la sua, pur rimanendo esterrefatta per la udibile somiglianza. Da rimarcare ancora che in sottofondo è ascoltabile la voce “farfugliante ” della mia anziana genitrice e che tale sottofondo già ad un semplice ascolto attento  appare frutto della sovrapposizione di due tracce foniche diverse.
Riporto di seguito con eventuali possibili inesattezze il dialogo che si ascolta registrato “D. – sei sicuro dicendo ma .. sei sicuro ..va bene che ti puoi anche innamorare di me e io gli ho detto ma .. anche tu puoi far male a qualcuno “ U. – “lui che ha detto ” D. – “perchè hai detto sì …questo non mi piace…ci siamo incontrati lunedì… cosa pensi mai ” U. – “che oggi  se non va riciccia …. scusa 
Il dialogo, il contesto generale e specifico e il fatto collegato quantomeno in sequenza cronologica anche degli altri episodi succintamente indicati nella nota trasmissione radio, nonché la finalizzazione della immissione sulla segreteria telefonica, appaiono con sufficiente evidenza individuabili ( movente ) . Ma letteralmente inusitata è la tecnica di “modulare” la voce per renderla simile a quella di Patrizia Stefania Eugenia Foiani.
Che di sovrapposizione della registrazione ambientale “rimodulata” si tratti è però assolutamente pacifico, anche perchè il sottoscritto tra riascolti vari ebbe a ritelefonare alla segreteria quasi una decina di volte se non più. Il tutto pluri testimoniato e in vari modi verificabile .
Siamo pertanto dinanzi alla certa immissione di un contenuto digitale estraneo in corrispondenza della casella medesima, il ché comporta necessariamente e per tempo adeguato la alterazione della base digitale del server OMNITEL VODAFONE .
Un reato della cui struttura ed obiettiva consistenza, dedotta da registrazioni e ascolto diretto della segreteria telefonica subito da parte di ben cinque persone compreso me, non è possibile dubitare IN ALCUN MODO.
Risulta pertanto integrato il reato procedibile di cui all’ Art. 617 sexies
Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche”
Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni.” La pena è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617 quater.
Qualora le indagini fossero effettivamente svolte di iniziativa si potrebbe altresì accertare almeno in via logica la modalità operativa adottata, la possibile integrazione della aggravante e verificare se si sia intervenuti da PC in sede di server OMNITEL o mediante accesso abusivo esterno sempre al sistema telematico della OMNITEL . E ovviamente  la abusiva intercettazione od acquisizione anche del messaggio tlefonico poi divenuto sottofondo originariamente immesso nela segreteria ed usato –
In relazione a reato affatto diverso di diffamzaione (TRASMISSIONE BORDERNIGHTS 107) emerge quantomeno l’ipotesi di uso di programma informatico di alterazione vocale, di facile reperibilità. Ed appare logico ipotizzare che un programma analogo possa/debba essere stato utilizzato per la alterazione vocale della voce che si sarebbe voluto che io riconducessi a Patrizia Foiani.
Faccio presente, ben conoscendo alcune cadenze argomentative di una certa magistratura, che se anche in ipotesi (ovviamente falsa) si asserisse che la voce femminile nella registrazione della segreteria telefonica fosse quella autentica della Patrizia Foiani, il reato di cui all’art 617 sexies sarebbe comunque integrato senza ombra di dubbio e senza alcuna speranza di manipolare argomentativamente il dato. Vi sarebbe anzi in questa ipotesi un terzo reato certo ( registrazione ed intercettazione ambientale di un colloquio vero ) . 
Ma è in ogni caso è ragionevolmente certo che:
1. si è operato costruendo dialogo e alterando vocalmente il medesimo ;
2. il contenuto del dialogo era evidentemente rivolto ad un fine attinente la mia persona agevolmente percepibile, a partire dal fatto che fossi il destinatario della registrazione su segreteria;
3. il contesto storico cronologico in cui il fatto reato deve quantomeno essere inquadrato è pacifico e confortabile con testimonianza diretta anche di terze persone.
Inoltre è d’uopo chiarire che vi è una ipotesi possibile persino su chi abbia registrato la voce di Patrizia Foiani, per consentirne lo studio e creazione della mappa fonetica e vocale successiva. 
La  ulteriore indicazione a riguardo potrebbe  apparire utile o vagliabile concretamente solo se venissero svolte serie ed approfondite indagini .
Nel gennaio 2014 verrò immessa in rete poi la conversazione registrata con pesrona infrmata che racconterà dei percorsi di attenzionamento e manipolazione  attorno a Paolo Ferraro attivati da decenni . 



Nella trasmissione ed intervista di RADIO IES del marzo 2012 il fatto nei suoi dati essenziali era stato già portato a conoscenza di un vasto pubblico radiofonico ed illustrato dopo l’ascolto  della registrazione in diretta radio 


Categorie: apparati deviati, CELLULARE, David Gramiccioli, fra-massonerie, massonerie, OMNITEL, Paolo Ferraro, Patrizia Stefania Eugenia Foiani, RADIO IES | Lascia un commento

GLI APPARATI DEVIATI E PER ESSI LUIGI CANCRINI attaccano GRILLO e M5S . AVEVAMO RAGIONE O NO ?!?!

GLI APPARATI DEVIATI E PER ESSI LUIGI CANCRINI attaccano GRILLO e M5S . AVEVAMO RAGIONE O NO ?!?!

Il noto Massone abruzzese, ricco possidente,  creatore tra le tante di una rete di interventi e presenze, e di una associazione denominata “Dedalo” da lui stesso, ispiratore di case famiglia appellate “moon”, responsabile “scientifico” della comunità per tossicodipendenti “Saman” di Latina , e molto altro di piu’, parte ora all’attacco di Beppe Grillo e del movimento popolare a lui e da lui ispirato. 

Parliamo dello psichiatra, psicologo, ipnoterapeuta Luigi Cancrini,
quello che fa diagnosi pubbliche attribuendosi un ruolo politico-diagnostico e che ha già “diagnostizzato” ad uso politico Berlusconi con un articolo pubblico.

Ed è lo stesso “psichiatra” che ha letteralmente montato il caso RIGNANO FLAMINIO , mentre veniva azzerato e nascosto il caso FIORI NEL FANGO DUE ( trecento bambini ROM coinvolti nelle vicende emerse e poi seppellite, nella più grande indagine su pedofilia/efebofilie di apparati deviati , militari e anche professionisti e preti) .
A detta del supermassonico e gladiatorio Luigi Cancrini ( ama la pugna , il combattimento … nascondendosi dietro al Dedalo o a familiari irretiti e trattati ed usati contro il “bersaglio” ), Beppe Grillo sarebbe addirittura preda di “demenza senile” o “ involuzione mentale “ perché ha indicato ruolo, storia e responsabilità di Giorgio Napolitano, ma con lui, anche della cordata degli apparati che vanno emergendo, anche grazie ad un nostro duto lavoro, alla consapevolezza di tutto il paese.
Si avete capito bene, il più grande movimento di massa dal basso ( e non certo solo dall’alto ) nella storia della Repubblica sta puntando finalmente la luce proprio anche sulle trame deviate, piccole medie e grandi, di una finta democrazia controllata da quel pericoloso apparato deviato che da due anni e mezzo denuncio, con prove verificabili.
Grazie Movimento 5 Stelle, grazie Beppe Grillo.
Se non altro ora sappiamo, a conferma, perché le osservazioni e prove sulle ascendenze di Casaleggio o le piu o meno vere od inventate frequentazioni di Beppe Grillo, guarda caso, sono state propalate da un mondo, anche “complottista”, e che oggi denuncio a mia volta come infiltrato sinanche da servizi segreti deviati o no,  talvolta connesso agli stessi poteri sotterranei. Un frammento e cerchia di protezione in rete della segretezza ed identità delle cordate ed apparati deviati, contrario a Grillo ed al Movimento 5 stelle, ma per la stessa identica ragione per cui lo sono Luigi Cancrini, D’Alema, Violante , Napolitano, Letta, Francesco Bruno, Giuseppe Cascini, Stefano Pesci , Agnello Rossi e via via cordata facendo . Una cordata il cui rouge et noir .. rileva, più per un dragone che si staglia nel sottofondo, [http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/10/oltre-i-magistrati-massoni-e-lo-statuto.html ] che per le cromatiche varianti apparenti .
L’hanno pensata bella : c’è chi blatera di signoraggio , scie chimiche, sovranità, e varie generalità , perché deve solo fare girare a vuoto le idee, nel frattempo disinformando in tutto o in parte persino quando le informazioni sembrerebbero di massima rispondenti al reale .
Costoro “ pseudo complottisti “ della controinformazione infiltrata stanno con Luigi Cancrini, avendo serbato il più religioso silenzio su denunce che riguardino la vera cordata sotterranea e non i suoi alcuni esponenti visibili, ma dicono di essere contro i Governi ed il “sistema” . Una mira ad abundantiam, para-golpista, fa da sfondo ai falso complottisti, gestita dalle medesime forze che hanno intrufolato tutti i gangli essenziali dello Stato, a colpi di operazioni, ricatti, deviazioni e varie altre attività criminali .
Popolo della rete ora cominciamo a sapere chi è dalla parte della ragione e chi vi ha raggirato , postando slogands inutili e non occupandosi del vero cuore deviato della parte del sistema piegata da trenta anni di strategie sempre più efficienti .
UNA ALLEANZA ROSSO BRUNA , già c’era quindi, ma sotto la bandiera trasversale del POTERE FRAMASSONICO E DELL’APPARATO CONDIVISO che dirige sotterraneamente la agenda della politica e della storia . UN Arlecchino del CHAOS svelato, con il segreto di Pulcinella , ma ce ne è voluto per vedere i primi chiari reali segnali .
E c’è qualche personaggetto/a della anti-contro-informazione che commenterà “ già si sapeva” : l’ultimo protocollo e l’ultima chanche denigratoria , prima di arrendersi definitamente alla impraticabilità di piste e protocolli Tavistock, [ http://cddpsichiatriaepsicologiadeviate.blogspot.it/2013/10/progetto-tavistock-il-lavaggio-del.html ] , mentre i criminali sotterraneamente associati passeranno più crudamente alle vie di fatto .


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Categorie: Beppe Grillo, Casaleggio, Cascini, Lettieri, Luigi Cancrini, Paolo Ferraro | Lascia un commento

"OLGA ROVERE” – ASILO DI RIGNANO FLAMINIO E FIORI NEL FANGO 2 – CASERMA DELLA CECCHIGNOLA: LA GIUSTIZIA HA DUE PESI E DUE MISURE.

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Jules-Henry Poincaré affermava: <>  Alla caserma dei carabinieri di Bracciano il 15 Aprile 2007 arrivano le prime sei denunce, poi ne arrivano dieci, e altre quattro e ancora altre sei.  Il 7 Luglio del 2007 si arriva ad un totale di ventisei denunce.  E questo dopo otto mesi di indagine, dopo aver tenuto sotto controllo per mesi le linee telefoniche degli indagati, i loro conti bancari, dopo aver parlato con i genitori dei bambini dell’asilo “Olga Rovere” di Rignano, dopo aver ricevuto le perizie psichiatriche, dopo l’importante consulenza di Luigi Cancrini (famoso psichiatra, senatore dei Comunisti Italiani, collaboratore dell’Unità, su cui faceva referti psichiatrici su Silvio Berlusconi, e particolarmente convinto che a Rignano quei dannati pedofili ci siano davvero), dopo tutto questo, dopo quasi un anno, improvvisamente alcune maestre vengono arrestate.  Si, proprio lui, lo stesso  dott. Luigi Cancrini, che si prestò persino a fare da complice con i familiari del magistrato Paolo Ferraro nel contesto operativo del sequestro nel maggio 2009, ordito per impedire che lo stesso  Dott. Paolo Ferraro denunciasse a Perugia i fatti sino ad allora accertati in un’appartamento  della  caserma Cecchignola.  In questo preciso   caso è anche agli atti  che l’ipnoterapeuta, psicologo e psichiatra  Cancrini aveva trattato in svariate sedute terapeutiche i figli e i fratelli del dott. Paolo Ferraro. Comunque, ritornando all’”asilo “Olga Rovere”, Luigi Cancrini  visitò nel 2006 molte delle famiglie denuncianti l’asilo di Rignano  azzardando ipotesi diagnostiche e avanzando proposte terapeutiche della cui validità ci sarebbe oggi motivo di notevole dubbio, soprattutto alla luce  di una anamnesi  storica falsa sul magistrato Paolo Ferraro studiata a tavolino  dal padre e dai familiari del magistrato con  il probabile coinvolgimento dello stesso psichiatra.  Luigi  Cancrini non rinunciò a comunicare a mezzo stampa i propri pareri sul caso di Rignano Flaminio (L’UNITA’ 10/05/2007):   L’accusa è «fondata su fatti seri» ma «è giusto» che il dibattimento segua i suoi tempi.Lo sostiene lo psichiatra Luigi Cancrini, deputato Ds, che si occupò della vicenda di Rignano Flaminio raccogliendo, fin dall’inizio della vicenda, le testimonianze di alcune famiglie coinvolte. «Per me – sostiene l’esperto – quei colloqui sono attendibili e poi c’è la sofferenza dei bambini e dei genitori, una sofferenza altissima che va rispettata». Commentando la scarcerazione di cinque dei sei presunti colpevoli, Cancrini dice di essere «soddisfatto che queste persone non siano in carcere fino alla sentenza di condanna. Non ci può essere reiterazione del reato né occultamento delle prove». Tuttavia – prosegue –«ho letto i documenti, mi sembra che il comportamento della Procura sia giustificato. Le accuse sono fondate, si basano su fatti seri. Ci saranno altri momenti del dibattimento». L’odierna scarcerazione, a suo avviso, «dovrebbe aiutare a far svelenire il clima» in cui è caduto un intero paese. Cancrini tiene anche a sottolineare che i bambini, alcuni dei quali saranno a breve seguiti dal centro che dirige, «stanno male. Vivono una sindrome post traumatica che dà inquietudine, crisi notturne, regressione, comportamenti sessuali marcati. E c’è la sofferenza anche dei genitori» da non sottovalutare. E per fortuna che anche il dott. Luigi Cancrini nel 2007 fosse soddisfatto che “queste persone”, ovvero le maestre indagate, non siano rimaste in carcere fino alla sentenza. Nel caso dell’asilo di Rignano Flaminio, anche la politica ha svolto un suo ruolo ambiguo, e ci sono state voci che potremmo dire genericamente di “destra” e di “sinistra” da entrambe le parti. Il Partito Comunista Italiano di Diliberto fornisce il mezzo mediatico per dare voce alle mamme dei bambini abusati,  dalla parte opposta  scende in campo Giovanardi allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alle politiche della famiglia (governo Berlusconi), si schiera totalmente dalla parte degli imputati e invita pubblicamente le famiglie che hanno esposto denuncia a ritirarla. Assume una linea difensiva verso i presunti colpevoli, ma viene indagato perché proietta video dei colloqui tra una bimba dell’asilo e i suoi genitori, in una sala di palazzo Chigi.  È il pm Maria Anna Cordova ad accusarlo per aver offeso la reputazione della famiglia della piccola sostenendo di averle estorto le dichiarazioni. Con questo gesto, Giovanardi si attira anche le ire dei suoi colleghi di partito, Mussolini e Barbareschi .«Chi ha dato a Giovanardi quei video che non sarebbero mai dovuto uscire dalle mani degli avvocati?» Il neofascista Mario Corsi di Roma ha organizzato cortei colpevolisti. Insomma Rignano Flaminio  ha un impatto politico-mediatico senza precedenti. Tre maestre, un autore televisivo, una bidella, un benzinaio vengono indagati. Le accuse sono forti, da urlo: si parla di atti osceni in luogo pubblico, sottrazione di minore, sequestro di persona, violenza sessuale; e questo in un paese come Rignano Flaminio, dove tutti un po’ si conoscono. Ma se da un lato ci sono le maestre che non ci credono, quelle che si difendono, quelle che vanno a “Chi l’ha visto”, quelle che rilasciano le interviste, quelle che fanno le fiaccolate di fronte a Rebibbia, quelle che raccontano – e sono tante – che la colpa è soltanto delle famiglie, che tra quei genitori c’è chi ha seri problemi, con famiglie malamente divorziate, “storie di tossicodipendenze”, “madri in cura perché vedono il diavolo in casa” e con altri genitori – come si legge dalle perizie della psichiatra Marcella Fraschetti – con “problematiche familiari”, “indice di impulsività “eccessivo senso istericoforme”, “infanzia di violenza in famiglia” che portano al “suo vedere al microscopio anche le cose più terribili e nefande”, che “gli danno l’opportunità di elaborare il lutto affettivo orginario” ;  dall’altro – a Rignano Flaminio – ci sono invece i genitori che hanno paura di non essere creduti, quelli che hanno paura che tutto questo sia successo davvero, quelli che sperano che non sia successo niente e che sanno che sarebbe terribile anche se a questo punto non fosse successo nulla.                 A Rignano Flaminio poco importa delle contraddizioni che vengono fuori dalle indagini, del procuratore capo di Tivoli che è costretto a rilasciare interviste e dei piccoli pasticci dei magistrati; poco importa se la cucina di cui parlano i bambini non è rossa e nera, se le cucine non sono di legno, se il famoso passaggio sotterraneo non esiste, se dei video che sarebbero stati girati nelle case delle maestre non è stata trovata traccia, se la piscina di cui parlano i piccoli è stata riconosciuta all’interno di un paesino a cinque chilometri da Rignano (si chiama Morolo) e però non è di nessuno degli indagati; poco importa se le prove schiaccianti di cui parla il pubblico ministero sono vestiti di carnevale, peluche, cuoricini e abiti da fata; poco importa che il pm abbia scritto che i sei arrestati erano tutti delinquenti abituali (mentre in realtà sono tutti incensurati); poco importa se le cinque famiglie dei cinque bimbi molestati andavano tutte in classi diverse da quelle delle maestre, se la maestra Marisa era una delle maestre più stimate del paese, se la maestra Patrizia aveva in classe con sé sempre un’altra maestra più un’insegnante di sostegno per un bambino handicappato; poco importa se la maestra Silvana non si è mai allontanata da scuola, se il marito della maestra Patrizia non si chiama Giovanni, se il super testimone delle indagini è la ex colf della famiglia Scancarello (la colf ricorda di un giorno in cui la maestra Patrizia era ritornata a casa con due bambine con il grembiulino e lo zainetto senza dire che forse quelle potevano anche essere le compagne di classe di una delle figlie della maestra); poco importa a Rignano se le due vigilesse che avrebbero visto qualche mese fa due bambini da soli, vicino alla scuola, hanno poi raccontato che i due bambini erano in realtà cinquanta e che la maestra che attendevano si chiamava sì Magalotti, ma come le quattro altre Magalotti che si trovano alla Olga Rovere; poco importa, infine, se dalle perizie mediche a nessuno dei cinque bambini sono stati riscontrati disturbi (l’unico ad avere qualche problema nella zona anale era un bambino che si chiama M….., ma la perizia ha poi spiegato che M…… avrebbe avuto il culetto un po’ arrossato per via “della recente diarrea”); poco importa se i primi cinque genitori dei primi cinque bambini dicono tutti di non conoscersi mentre poi ti raccontano che “cinque di questi bambini frequentavano lo stesso corso di nuoto, che due sono cugini, che due abitano nello stesso palazzo, che due vivono sulla stessa via e che molti di loro si frequentavano anche dopo l’orario scolastico”, come è normale che accada in un paesino di ottomila abitanti; e poco importa che uno dei sei arrestati, l’uomo nero che avrebbe dovuto aspettare con la macchina i bambini sul retro della scuola, non ha neppure la patente (il benzinaio è stato riconosciuto come l’uomo nero di cui parlerebbero i bambini grazie a un bimbo che avrebbe detto “cattivo, cattivo, uomo nero” e che il benzinaio sarebbe stato incastrato grazie a una bambina che, secondo quanto riportato dal padre, avvicinandosi alla centralissima pompa di benzina dell’Agip di Rignano, notava che “la sua bambina salutava Maurizio con sorrisetti e occhiate da fidanzatina”. Il benzinaio, tra l’altro, non si chiama neppure Maurizio). Ma se quei pedofili a Rignano Flaminio non esistessero? Se fosse una tragedia culturale? Se non dovesse uscir fuori nemmeno un video, nemmeno una foto, nemmeno una testimonianza forte, nemmeno un’intercettazione sospetta? Se ci fossero solo le parole dei bambini a inchiodare le tre maestre, la bidella, il marito di una maestra e l’uomo nero della pompa di benzina? Tutto ruota attorno ai racconti che i genitori hanno fatto dei racconti dei bambini; ci sono sei persone finite in carcere per qualche disegno, per qualche peluche (i peluche sono stati individuati dai bambini non all’interno delle case delle maestre, ma indicandoli sullo schermo di un computer dei carabinieri), sono finite in carcere per una piscina, per alcuni baffi, per alcuni sorrisetti e un’occhiata da fidanzatine. Nulla di schiacciante. Nessuna prova, solo gli occhi dei bambini che raccontano dell’orco cattivo, del cappuccio con le corna, dell’uomo nero, del tavolo, della cucina. Nella storia dei processi di pedofilia non è mai successo che le sole parole dei bimbi siano state sufficienti per mandare qualcuno in galera o per dimostrare che un crimine sia vero oppure no. E questo si spiega con il fatto che tra i due e i quattro anni i bambini confondono spesso la realtà con la finzione, confondono spesso il reale con le favole, con gli altri racconti dei bambini e con le parole della televisione. Ma c’è un altro problema. Spesso il bambino si trova di fronte a una mamma o una psicologa che fa domande chiuse alle quali il bambino deve rispondere sì oppure no; e, come tutti sanno, un bambino di fronte a una domanda posta in uno stato di pressione tende a dare le risposte che il suo interlocutore si aspetta. Ed è per questo che ci sono moltissimi pubblici ministeri che in Italia iniziano indagini sulla pedofilia nelle scuole e poi finiscono per non portarle avanti perché capiscono che spesso si tratta di una grande suggestione o di una caccia alle streghe; perché se un bambino ha un disagio il problema non deve essere per forza quello percepito e raccontato dai genitori. Spesso il problema sono i genitori stessi. Ma attenzione. Qui viene sottovalutata una questione di grande importanza. Nel momento in cui da un processo si arriva a una sentenza, la verità giudiziaria non risolve nulla per il bambino. Verità giudiziaria non significa verità clinica. Il bambino si trova ormai in uno stato di grande confusione e il semplice fatto di vivere una situazione del genere non fa che creargli un trauma secondario. E’ per questo che ad anni di distanza da processi di assoluzione di presunti pedofili, ci sono bambini ormai grandi che presentano ancora moltissimi disturbi”. Senza dimenticare poi la questione dei video. Le uniche videoregistrazioni dei racconti dei bambini sono state girate nella prima settimana di agosto 2007, quasi un mese dopo la prima denuncia arrivata alla caserma di Bracciano. Guardando i video si nota il modo piuttosto anomalo con cui questi video sono stati girati dai genitori delle presunte vittime degli abusi. Nelle registrazioni i bambini sono già nudi (in una scena in cui vengono ripresi due bimbi su un letto, i genitori sostengono che i bambini si stiano toccando in maniera tutt’altro che ingenua, ma dalle immagini non sembra davvero esserci nulla di più che una semplice curiosità tra bambini di quattro-cinque anni), i bambini non parlano esplicitamente dei presunti abusi, rispondono alle domande dei genitori muovendo la testa, dando del bugiardo a un padre, parlando con una bamboletta che chiamano fatina e non ricordano con precisione i nomi che i genitori spesso suggeriscono; e le tecniche con cui sono state documentate queste testimonianze sono quantomeno discutibili, dato che i bambini non parlano liberamente, ma sono costretti a rispondere con un “sì” o con un “no” a domande tipo queste: “Tesoro, chi ti ha fatto la bua?”. C’è però un altro episodio da raccontare. Lo racconta una maestra che fino a qualche anno fa si trovava alla scuola materna Olga Rovere.  La maestra chiede di non comparire, spiegando che a Rignano c’è grande paura, che girano minacce, che vengono tagliate le gomme delle auto, che vengono fatte telefonate anonime e che meno si parla e meglio è. La maestra ricorda che fino a qualche tempo fa nella scuola materna di Rignano (premiata nel 1999 come migliore scuola materna del Lazio) per spiegare i colori si raccontava una fiaba. Per il rosso si raccontava la storia di Cappuccetto Rosso. Per il blù si raccontava la favola di Barbablù; e nella scuola di Rignano gira un libro dove tra i racconti di Barbablù c’è un’immagine che ricorda uno dei disegni di cui si parla nell’ordinanza del gip di Tivoli. In una di queste pagine c’è l’episodio in cui Barbablù uccide la moglie tagliandogli la gola. Nell’ordinanza non si parla di pistole, ma si parla delle maestre che avrebbero tagliato le braccia ai bambini. Due giorni dopo la favola di Barbablù un bambino si avvicina alla maestra, la ferma e le dice: “Maestra, sa che papà ha tagliato la gola a mamma?” Ma a Rignano succedono anche alcune cose un po’ strane. Succedono ottocento metri sopra piazza Carlo Stefanini, pochi metri a nord-est rispetto alla scuola materna Olga Rovere, vicino all’altra scuola di Rignano, che si chiama anche questa Olga Rovere e sulla quale Vincenzo Cerami ha scritto pagine di memorabile inesattezza per il Messaggero (Cerami parlava di tristissime seggioline che guardano verso il nulla, senza accorgersi che le malinconiche seggioline della scuola degli orrori di cui parlava erano quelle della scuola elementare: la scuola materna si trova invece, milleottocento metri più a sud); vicino a tutto questo si trova una via molto lunga che si chiama via Giotto, dove una signora con i capelli rossi racconta che a Rignano c’è un’atmosfera strana, racconta di essere stata picchiata, racconta di aver subito ultimamente delle estorsioni (in un rapporto del duemilacinque l’antimafia segnalava la zona di Rignano come una di quelle più a rischio tra 129.870 usurai nel Lazio) e racconta che in quella via si vedono tre gattine i cui piccoli quando nascono spariscono nel nulla. La signora racconta anche di alcuni cassonetti bruciati da alcuni ragazzi vestiti di nero, di uomini con alcune maschere; ricorda che da Rignano un anno fa partì (il venti gennaio, per l’esattezza) un misterioso camioncino nero all’interno del quale i carabinieri trovarono un signore di cinquantasei anni che trasportava con sé tre bare con alcune ossa umane. E tutto questo perché a Rignano c’è chi crede alla storia del satanismo, c’è chi come i genitori dei bambini che sarebbero stati violentati crede davvero alla storia un po’ fiaba e un po’ sabba, in cui i bambini dopo essere stati presi di nascosto dalle scuole, caricati sulla macchina con l’uomo nero (che però non aveva la patente), dopo essere stati narcotizzati, dopo essere stati ripresi con una telecamera, dopo essere stati violentati con il ditino, credono davvero che lì si trovano i cappucci, i diavoli, gli animali bruciati, il Gesù buono e il Gesù cattivo. Ventuno bambini che hanno consumato e continuano a consumare la loro infanzia (avevano 4 anni quando questa storia è cominciata, ne hanno  10 anni oggi) tra psico-terapeuti e visite ginecologiche, necessarie ad esplorare gli anfratti della loro psiche e dei loro corpi. Le loro famiglie, che hanno finito per convincersi di essere state vittime di un orrore al punto tale da non riuscire oggi a provare sollievo nell’apprendere che così non è stato. Quattro donne e due uomini che hanno perso tutto. Il lavoro, gli affetti, la dignità e che continueranno ad essere inseguiti fino all’ultimo dei loro giorni dal sospetto infame di essere in fondo quei pedofili. Ovunque e qualunque si trovi e sia  la verità questi bambini si porteranno un trauma per tutta la vita. E i bambini della Cecchignola? Si proprio quelli che si sentono nei brogliacci audio inseriti dal dott. Paolo Ferraro in tutta la rete internet. Perché la procura di Roma non ha aperto un’inchiesta? Perché psichiatri specializzati in abusi sessuali e psicologici sui minori  e magistrati (senza contare quelli deceduti per infarto fulminante D’ambrosio, Caperna, Saviotti)  non hanno ascoltato la denuncia del dott. Paolo Ferraro ma si sono impegnati, i primi, a costruire un profilo psicologico completamente inventato e, i secondi a dispensarlo  in tempi brevissimi dall’incarico di magistrato della procura di Roma? Perché il mondo politico tace su questa vicenda?  Solo Forza Nuova prima e il M5S dopo, hanno avuto il coraggio di schierarsi dalla parte del magistrato.  Perché i media e le televisioni tacciono? Non voglio credere che ci siano bambini abusati di seria A e di serie B o pedofili abusanti di serie A e di serie B.  Riflettete gente riflettete!!!!!!!!

Di ATTARD MARCO

DAl post Lettera di Marra a Ciancio . 
” Auspichiamo che il  presidente Ciancio, si  sforzi di ascoltare un po’ per bene le registrazioni poste a sua disposizione,  e messe in rete anche,  da Paolo Ferraro, anche perché c’è un punto in cui sembra “anche” esserci la voce in ’audio  di un bambino zingaro,

e “anche”  dei lamenti infantili, un rumore come di un colpo inferto che li interrompe, due sospiri tremanti della trattata Sabrina e una sollecita altra e diversa  roca voce femminile che invita ” cavernosa e stregonica  ”  a fornire  degli stracci ,

  

e, tra le altre,  la presenza sempre di probabile bambino zingaro incerto nel parlare e leggere,  prima di attività inequivocabilmente  pedofile e parafiliache ,  con la incredibile presenza finale di altro uomo che, appena bussato piano alla porta ed entrato,  saluta astante con l’appellativo ” hei Polpot “  !?) , 




e persino  prove pressochè inequivocabili nel preciso contesto del trattamento della Sabrina, ” ah bèdèlta dài “  , secondo metodologie di ascendenza militare segreta   ( ma desecretata nel 2007 la prova dei relativi progetti attuati,  MK-ULTRA e MONARCH  risultando disponibile persino la banca dati della CIA messa a disposizione in rete “anche”, ulteriormente,   da Paolo Ferraro  ) , 



ed infine, tra l’altro,  la certezza che un gruppo di militari donne e  bambini presenti si allontanino al suo ritorno a casa,  impartiti ordine di ” tornare indietro ” al gruppo,  e da uno dei militari,  subito dopo comandi di condizionamento  alla Sabrina , per dismettere il ricordo del recente accaduto, riprendere cognizione di essere stata ed essere sola a casa ( ” se torniamo indietro non c’è nessuno ?!?! ” ),   e riattivare  la personalità dedicata alla “trappola “, ( personalità che. con la effettiva impronta vocale della donna , “ricompare” alla fine del breve audio ),   non dimenticando di imporre  l’appuntamento pressante  per il giorno  giorno dopo ( ” a domani .. fài la pàrte “ ) con  la cortesia immaginifica da trattamento mentale che  precostituisce il consenso indotto  alla prosecuzione della attività scissa l’indomani  ( ” dobbiamo apparire , dobbiamo riapparire ?! ” ) , 


né manca tra la assurda scelta di tonalità vocali e di “gestione” della Sabrina, la voce cantilenata e semi-magica della Maria ( definita da Paolo donna autorevole e scortata , nel MEMORIALE ) che insuffla con tono assurdamente flautato, in contesto che ben si intende :  ” ma lui stà là … aiuta Mary … ma tù  aiuta là ” .. ?!)
 


Suoni difficili da decifrare,  singolarmente,   che Paolo Ferraro coadiuvato da un perito fonico illustre  ebbe a trascrivere continuandone l’opera iniziale,  con brogliacci  corredati da audio,   e da un anno pubblicati,  ascoltati da varie persone inizialmente , prima  incuriositi e poi attoniti,  perché fanno orrore, ma che debbono essere attentamente studiati ed ascoltati,   perché mente chi dice di non sentirvi nulla di rilevante. NEL FRATTEMPO IL TUTTO E’ STATO LETTO E VALUTATO DA UN CENTINAIO DI MIGLIAIA DI USFRUITORI DELLE INFORMAZIONI MESSE A DISPOSIZIONE DEL PAESE .



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Medici e Psichiatri in conflitto di ruolo.

Medici e Psichiatri in conflitto di ruolo.
I primi sommari bilanci di quanto è accaduto al magistrato Paolo Ferraro disegnano un quadro impressionante. Paolo Ferraro ha il coraggio di denunciare militari, psichiatri, medici e magistrati che hanno coperto o addirittura sono stati i diretti artefici di violenze psicologiche, abusi sessuali e controllo mentale su una cerchia della popolazione civile fatta di donne e bambini. All’interno di tali contesti, sul piano psicologico il conflitto non si manifesta solo tra identità e ruolo sociale. Può riguardare anche ruoli diversi impersonati dalla medesima persona. E perché si generi un problema è necessario che i ruoli implichino raccomandazioni opposte nella stessa area comportamentale. L’esempio prontamente disponibile è quello di un individuo che veste contemporaneamente i panni di medico e militare. E’ noto il problema della duplice lealtà: nei confronti dei pazienti e delle forze armate. E sono anche ben note le pagine della storia in cui medici e psichiatri sono stati complici di trattamenti inumani e torture. Per questo motivo, linee di condotta e codici deontologici riaffermano che ogni medico deve principalmente essere interessato al benessere dei suoi pazienti e guidato dai principi dell’etica medica. Sicché non può giustificare, favorire o partecipare all’abuso sessuale, a attività violente e coercitive per il controllo mentale e tante altre pratiche degradanti in tutte le situazioni, incluso il lavoro nelle forze armate. Allora, sebbene tale personale sia soggetto alla disciplina militare, non può comunque agire se non secondo i doveri propri dei professionisti della salute. Siamo di fronte ad un ruolo inteso come risorsa per fronteggiare eventuali pratiche degradanti come le torture fisiche o psicologiche che siano. Nella denuncia fatta da Paolo Ferraro, secondo voi siamo di fronte a ruoli intesi come risorsa per fronteggiare eventuali pratiche di torture fisiche o psicologiche. Purtroppo no. La complicità dei professionisti medici nella varie vicende è stata infatti ampiamente riscontrata e denunciata dall’allora pm Ferraro. Tutta la documentazione inserita dal magistrato sul web dimostra che l’intero sistema medico-psichiatrico non ha protetto i diritti umani né dell’ex magistrato ma neanche delle vittime civili che hanno subito abusi di ogni tipo all’interno della caserma Cecchignola. Infatti, nonostante alla magistratura fosse noto quanto accadeva alla magistratura già da tempo (ricordiamoci che l’inchiesta fiori nel fango 2 inizia molto prima dell’entrata del pm Paolo Ferraro all’interno della Cecchignola), nessun episodio fu denunciato da parte di sanitari prima che scoppiasse lo scandalo. Ovviamente mi riferisco a tutti quei professionisti medici – psichiatri denunciati da Paolo. Quindi ahimé nemmeno coloro che avevano le risorse di ruolo per contrastarlo hanno fatto nulla. Nel teatro interiore delle singole soggettività, il ruolo di questi medici e psichiatri ha abdicato di fronte a quello militare, anzi più precisamente di fronte agli apparati deviati all’interno delle forze armate. La lealtà non verso i pazienti ma verso soggetti civili colpiti da un’orribile realtà è stata calpestata dalla lealtà di medici-psichiatri e magistrati nei confronti della mission degli apparati deviati delle forze armate.
Di Attard Marco


http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/08/intervista-paolo-ferraro-distanza-di.html



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I primi sommari bilanci di quanto è accaduto al magistrato Paolo Ferraro disegnano un quadro impressionante. Paolo Ferraro ha il coraggio di denunciare militari, psichiatri, medici e magistrati che hanno coperto o addirittura sono stati i diretti artefici di violenze psicologiche, abusi sessuali e controllo mentale su una cerchia della popolazione civile fatta di donne e bambini. All’interno di tali contesti, sul piano psicologico il conflitto non si manifesta solo tra identità e ruolo sociale. Può riguardare anche ruoli diversi impersonati dalla medesima persona. E perché si generi un problema è necessario che i ruoli implichino raccomandazioni opposte nella stessa area comportamentale. L’esempio prontamente disponibile è quello di un individuo che veste contemporaneamente i panni di medico e militare. E’ noto il problema della duplice lealtà: nei confronti dei pazienti e delle forze armate. E sono anche ben note le pagine della storia in cui medici e psichiatri sono stati complici di trattamenti inumani e torture. Per questo motivo, linee di condotta e codici deontologici riaffermano che ogni medico deve principalmente essere interessato al benessere dei suoi pazienti e guidato dai principi dell’etica medica. Sicché non può giustificare, favorire o partecipare all’abuso sessuale, a attività violente e coercitive per il controllo mentale e tante altre pratiche degradanti in tutte le situazioni, incluso il lavoro nelle forze armate. Allora, sebbene tale personale sia soggetto alla disciplina militare, non può comunque agire se non secondo i doveri propri dei professionisti della salute. Siamo di fronte ad un ruolo inteso come risorsa per fronteggiare eventuali pratiche degradanti come le torture fisiche o psicologiche che siano. Nella denuncia fatta da Paolo Ferraro, secondo voi siamo di fronte a ruoli intesi come risorsa per fronteggiare eventuali pratiche di torture fisiche o psicologiche. Purtroppo no. La complicità dei professionisti medici nella varie vicende è stata infatti ampiamente riscontrata e denunciata dall’allora pm Ferraro. Tutta la documentazione inserita dal magistrato sul web dimostra che l’intero sistema medico-psichiatrico non ha protetto i diritti umani né dell’ex magistrato ma neanche delle vittime civili che hanno subito abusi di ogni tipo all’interno della caserma Cecchignola. Infatti, nonostante alla magistratura fosse noto quanto accadeva alla magistratura già da tempo (ricordiamoci che l’inchiesta fiori nel fango 2 inizia molto prima dell’entrata del pm Paolo Ferraro all’interno della Cecchignola), nessun episodio fu denunciato da parte di sanitari prima che scoppiasse lo scandalo. Ovviamente mi riferisco a tutti quei professionisti medici – psichiatri denunciati da Paolo. Quindi ahimé nemmeno coloro che avevano le risorse di ruolo per contrastarlo hanno fatto nulla. Nel teatro interiore delle singole soggettività, il ruolo di questi medici e psichiatri ha abdicato di fronte a quello militare, anzi più precisamente di fronte agli apparati deviati all’interno delle forze armate. La lealtà non verso i pazienti ma verso soggetti civili colpiti da un’orribile realtà è stata calpestata dalla lealtà di medici-psichiatri e magistrati nei confronti della mission degli apparati deviati delle forze armate.
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