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Pier Paolo Pasolini, Luigi Cancrini, Stefano Ferracuti, il CASO PAOLO FERRARO e la GRANDEDISCOVERY.

Sbalordisce la complessità e profondità del pensiero in Pasolini. Da una parte la esatta elaborazione del passaggio storico che introdusse i sottoproletari …. privandoli della loro libertà nel “ghetto” e dall’altra il metodo “gauchista” nell’analisi della tossicomania. Siamo ai primordi della “ricerca” di Luigi Cancrini. Nel 1978 omologhe “ricerche” avrebbe gestito Francesco Bruno su incarico ricevuto da ospedale dell’ORDINE MILITARE dei Cavalieri di Malta. Lode al grande Pasolini 1973. Non poteva immaginare, eppure lo aveva intuito, come una arrogante pseudo intellighenzia tanto carica di disprezzo e supponenza, nel divenire storico intrecciata con poteri internazionali e con mondi militari e dei servizi, avrebbe usato come cavie da laboratorio nel senso reale del termine una intera fetta di giovani, usando i prodotti della sperimentazione come organici a strategie di potere,  a disposizione del cemento più profondo dello stesso, occupato e gestito altresì in nome di una -“propria”- presa continua e mantenimento del -“proprio”- potere di casta “segreta”. 

A distanza di 35 anni un magistrato accerchiato a sua insaputa da decenni, intuendo per l’ennesima volta, riesce con un colpo di intuito/fortuna a registrare le UNICHE PROVE DIRETTE AL MONDO di una operazione dei servizi deviati in corso,  a suo danno, e dell’utilizzo di una donna trattata mediante metodologie militari ed usata come honey trap,  nonché dell’utilizzo gestito della efebofilia a scopi militari. E da lì una intero sistema di metodologie di intervento, condizionamento, manipolazione, ricatto e gestione di quello che, in atto da almeno l’inizio degli anni novanta, era ed è un GOLPE STRISCIANTE, una attività di scalata e controllo dei gangli delle istituzioni finalizzata. E penetrata nella magistratura romana .. attraverso cavalli di Troia  a loro volta già affiliati da prima, anche  in un particolare mondo esoterico deviato, militare.
Luigi Cancrini 

Coinvolto direttamente nella copertura violenta della operazione militare “direzionale” scoperchiata, LUIGI CANCRINI, in sintonia con le componenti deviate della Procura romana, e tutto contestualizzato e reso pubblico con prove dirette (a iosa) e documentazioni, ivi compreso il ruolo del rampollo di cotanto padre, ed anche lui dei servizi, Stefano

Stefano Ferracuti

Ferracuti, con simpatie eversive di destra.

Il sequestro di persona del magistrato Paolo Ferraro, nel maggio 2009 e la successiva persecuzione su tutti i piani, fallirà lo scopo della sua eliminazione totale, ma verrà espulso  con una manovra degna di un romanzo, attraverso procedura e perizia falsificate ab imis, ancora al vaglio per il merito del Consiglio di Stato. 

Ma ora spetta alla magistratura,  edotta e resa consapevole con sistemi di prove multimediali ed analisi e contestualizzazioni uniche nella storia,  un intervento forte  a tutela della medesima magistratura  e di chi ha preferito esporsi per salvarne la indipendenza. 

IL CASO Paolo Ferraro e la GRANDEDISCOVERY non sono aggirabili. 
ALCUNI VIDEO AUDIO ULTERIORI CON PROVE DIRETTE AUDIO VIDEO AUDIO REGISTRAZIONI TRA PRESENTI REGISTRAZIONI DI TELEFONATE REGISTRAZIONI AMBIENTALI, ANALISI E CONTESTUALIZZAZIONI


VIDEO AUDIO ULTERIORI CON PROVE DIRETTE AUDIO VIDEO AUDIO REGISTRAZIONI TRA PRESENTI REGISTRAZIONI DI TELEFONATE REGISTRAZIONI AMBIENTALI

 

133 E MISSION IMPOSSIBLE Servizi deviati all’opera per tentare di incastrare Paolo Ferraro

 
 
 
 

149 UNA INTERA STRATEGIA EVERSIVA ALLO SCOPERTO dal CASO PAOLO FERRARO e DALLA GRANDEDISCOVERY

 

 

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Caronte può attendere. Una Vittoria Contenta, di Pirro. USO INVERTITO DEL PROCESSO CIVILE 2.3 DAL TRITTICO ALLA MANIPOLATA QUADRATURA DEL CERCHIO. Paolo Ferraro

Una Vittoria Contenta, di Pirro.

USO INVERTITO DEL PROCESSO CIVILE

“Caronte può attendere

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“Caronte non è riuscito a traghettare motivazione e contenuti falsi e manipolati aldilà dello Stige” .. Caron dimonio, con occhi di bragia, loro accennando, tutte le raccoglie batte col remo qualunque s’adagia ….. (Dedicato a color che blaterando “esotericamente” “esorcizzano” e non vedono semplici “realta’” umane concrete e banali … che deviano e snaturano Stato ed istituzioni)

149 UNA INTERA STRATEGIA EVERSIVA ALLO SCOPERTO dal CASO PAOLO FERRARO e DALLA GRANDEDISCOVERY

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“LA PISTA SOCIO FAMILIARE E I

PROTOCOLLI DEVIATI NUDI.

SENTENZA DEL SETTEMBRE 2016

svelata ed impugnata.

Caronte e la cordata deviata che ha utilizzato tutti i possibili strumenti, metodologie ed attività per tentare di distruggere il magistrato Paolo Ferraro possono aspettare.

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La motivazione della sentenza “sottoscritta”, che oggi esponiamo al pubblico vaglio critico e comunichiamo a tutta la magistratura italiana, costituisce un eccezionale documento, ulteriore fonte di disvelamento. La precedente comunicazione informativa ed analisi “TRITTICO” (qui in coda anche su slide) aveva assolto già egregiamente alla medesima funzione.

DAL TRITTICO ALLA ARTIFICIALE MANIPOLATA QUADRATURA DEL CERCHIO.

LA lettura della motivazione della sentenza di primo grado “sottoscritta” (slide in coda) lascia sbigottiti per il palese argomentare apodittico, e per passaggi “etichette” ed astio che accompagnano mere “prese di posizione” inconferenti ed un plumbeo silenzio-negazione, come vedrete sinanche su una realtà socio familiare (fatto inaudito e di gravità tale da non avere precedenti): il tutto ad un livello tale da far dubitare seriamente della stessa sua intima giurisdizionalità. Chi sa bene di diritto, merito e giurisprudenza romana potrà “apprezzare” stili, passaggi e sfumature, sbalordito.

Impliciti, talvolta sgarbati e autoreferenziali spunti, mostrano dileggio indispettito, acrimonia smaccata e accompagnano nel corpo motivazionale la non trattazione di prove e dati in ATTI, con la tecnica protocollare del SILENZIO.

Male, scientemente fatto ad un padre e figlie sue, manipolazione, statuizioni assurdamente incongrue e disposizioni economiche incomprensibili, costituiscono qui solo un mero spunto di riflessione (tante storie individuali addolorano il nostro paese nel delicato settore della famiglia e minori, segnato da metodiche “protocollari” e dalla superfetazione di interessi economici ed altri, ben peggiori).

Parole emerse dal vaso di Pandora ed allusioni mirate, passaggi e “metodi” nel processo utilizzati consentono piuttosto di misurare oggettivamente lo “stato” di una porzione minoritaria e “componente”, strettamente collegata ed intrecciata, e fatta oggetto, per la parte più pericolosa, della grandediscovery nel suo complesso.

Si verte ora di un divorzio cadenzato, collegato e gestito in parallelo al tentativo di distruzione integrale di un magistrato speciale o specialmente perseguitato per aver scoperto troppo ed essere rimasto fedele alla Costituzione ed insensibile alle minacce in basso promanate, non piegandosi. Emerge, condivisa, sui piani di azione protocollari, la creazione manipolata di un profilo artificiale e di una realtà integralmente artefatta con un investimento “operativo”esterno, volto a tentare di conformare il reale al simulato, fallito, ed oggi portato anch’esso allo scoperto con ulteriori prove.

Ma si è tentato anche, come vedrete, di fare un triplo salto mortale indietro, “senza rete”, proprio mentre, e forse perchè, attività operative esterne avevano non solo fallito ma erano state integralmente accertate [grandediscovery3 in fase di progressiva pubblicazione con ennesime prove dirette audio e video audio sconvolgenti]. .

Permanente manipolazione invertita della realtà perseverata dal drappello di controparte e convitati di pietra, negazione invertita del palese e costante ribaltamento sinanche del pacifico in fatto e diritto, appaiono quindi di macroscopiche dimensioni, e spiegate dalla grandediscovery: in soldoni la prova a conferma, sia pur su un piano civile formalmente separato ma convergente, di chi operi e come, e di precise matrici, condivise.

“Caronte non è riuscito a traghettare motivazione e contenuti aldilà dello Stige”, perchè atto di appello è stato depositato, così come un appello in Consiglio di Stato era intervenuto, pendente ancora nel merito, sullintera GRANDEDISCOVERY ed il CASO PAOLO FERRARO.

Far capire e svelare è nostro compito nel CASO che è di palese rilievo pubblico, affinchè la coscienza consapevole, prima di tutto nelle istituzioni, abbia il suo risveglio definitivo: tutto risulterà se fosse possibile ancor più chiaro, ai tanti color che son “di buona fede” giuristi e non.

Paolo Ferraro
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NOTA BENE GLI ALLEGATI CITATI, SALVO DOCUMENTI CHE POSSONO VIOLARE LA PRIVACY, SONO NELLA BANCA DATI DI CUI AL LINK

https://drive.google.com/drive/u/8/folders/0Bx41O7rx8oEwMW1GS0JaNjE5UzA

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Per: Il dott. Paolo FERRARO,

– Appellante

Contro: Avv. Silvia CANALI, difesa in unione e disgiuntamente dall’avv. Enrica Graverini e dall’avv. Fiorella D’Arpino

– Appellata

Per la integrale riforma della sentenza n……../2016 emessa dal Tribunale Ordinario di Roma – Prima Sezione Civile in composizione collegiale in data 15/04/2016 e pubblicata il 13/09/2016 nel procedimento iscritto al n……./2011 promosso da Ferraro Paolo contro Canali Silvia con l’intervento del PM in sede avente per oggetto lo scioglimento del matrimonio, notificata in data 03/11/2016.

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IL RIASSUNTO DELL’ANDAMENTO DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO

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Motivi di appello

I LA MOTIVAZIONE IMPUGNATA APPARE ERRONEA IN FATTO E TALE DA DISTORCERE E TRAVISARE FATTI, ANTECEDENTI E DATI IN ATTI.
Documenti vari in cartaceo
SEI DVD CONFORMI DVD DEPOSITATO, PER VISUALIZZAZIONE ASCOLTO E VAGLIO DIRETTO PROVE COLLEGIO E CONTROPARTE.

149 UNA INTERA STRATEGIA EVERSIVA ALLO SCOPERTO dal CASO PAOLO FERRARO e DALLA GRANDEDISCOVERY









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COMUNICATO DEL CDD SU “MONDO DI MEZZO” e MONDI DI SOPRA NON VISIBILI O COPERTI. UN DICEMBRE EVERSIVO GESTITO ?!

Il procedimento penale gestito e portato a compimento del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone su un cemento criminale di poteri, affarismi, corruttele e attività in parte solo coperte da servizi e uuficiali deviati, anche se ancora connotato essenzialmente nelle componenti tangentizie e affaristiche da “mondo di mezzo” di  una   mafia-capitale organizzata a  stampo criminale,  costituisce in sè una notizia forte e  positiva, e foriera di possibili sviluppi addirittura  ben più importanti.  
Ciò a prescindere  dai nomi di due dei tre PM che sotto il coordinamento dell’Aggiunto PM gestiscono l’indagine, ed indipendentemente dalla circostanza che la indagine interessa  proprio un intero arco politico corrotto: il chè potrebbe evocare  per l’appunto lo schema, tramite la politica corrotta ed appositamente infiltrata, della distruzione  del sistema costituzionale    e, tramite la gestione della repressione successiva, della realizzazione del processo che porterebbe  mediante le necessarie tappe intermedie alla nuova forma di potere costruita su ben altri livelli eversivi, strategicamente e storicamente orientati. 
Percorso,  fenomeno riemerso e sua messa allo scoperto, sono fatti “intrinsecamente” multiformi .. e a noi il compito di percepirne ed agevolarne la matrice più intrinsecamente legalitaria.
Resta un disegno lontano e pericoloso,  in parte fuori dagli orizzonti della inchiesta , che tuttavia ne lambisce metodi, ruoli , strumentazioni e contatti necessari,    anche a quegli altri fini che hanno determinato la scelta di tentare di “distruggere” Paolo Ferraro”.
E’ anche a quel mondo di mezzo  connesso al nucleo tangentizio e più macroscopicamente criminale nel settore pubblico infiltrato, che dobbiamo in una quota non irrilevante ciò che è potuto accadere a chi scrive,  e la operazione Marrazzo, ad esempio.  
Ma il”mondo di mezzo” non esaurisce il mondo di sopra visibile e quello non visibile, e la nozione antropologico criminale da criminalità organizzata romana intrecciata da sempre ad attività deviate, dà solo la stura alle analisi e indagini possibili successive. 
E già la stampa pià seria va dando conto della intera potenziale portata del tutto, con riserve ma con apertura totale. (* vedi note in calce 

NON VI FATE TUTTAVIA TRARRE IN INGANNO.

La buona fede totale nelle indagini emergerà se e quando si arriverà ai nodi di tutti  questi basamenti criminali.  E ad eventuali diretti od indiretti coinvolgimenti ed utilizzi anche da parte di persone interne ai due mondi di sopra: ad uno di tali mondi, coperto,  appartiene anche una componente di coloro che hanno generato la repressione legale, pur dovuta. (* vedi note in calce 

Foto tratta dall’articolo pubblicato al link indicato in didascalia nel sito DAGO SPIA: 


” UNA FOTO CHE PARLA PIU’ FORTE DI MILLE PAROLE. SEDUTO AD UN ALTRO TAVOLO BRILLA IL PREGIUDICATO LUCIANO CASAMONICA. IN PRIMO PIANO SI VEDONO 2) GIULIANO POLETTI, OGGI MINISTRO DEL LAVORO 3) FRANCO PANZIRONI, EX AD DELLA MUNICIPALIZZATA DEI RIFIUTI (AMA) 4) UMBERTO MARRONI, DEPUTATO PD 5) DANIELE OZZIMO, EX ASSESSORE ALLA CASA NELLA GIUNTA MARINO 6) ANGELO MARRONI, GARANTE DEI DETENUTI NEL LAZIO 7) SALVATORE BUZZI, RESPONSABILE COOP ‘’29 GIUGNO’’ 8) ALEMANNO, EX SINDACO DI ROMA – 2. IN OGNI POSTO CHIAVE MASSIMO CARMINATI E SALVATORE BUZZI AVEVANO SISTEMATO UNA PERSONA FIDATA. MUNICIPALIZZATE, ASSESSORATI, PERSINO IL BILANCIO DEL CAMPIDOGLIO – 3. QUANDO GIANNI ALEMANNO CEDE LA GUIDA DI ROMA A IGNAZIO MARINO, SI CONCENTRANO SUGLI ESPONENTI DEL PD CHE POTEVANO METTERSI A DISPOSIZIONE IN CAMBIO DI FAVORI E TANGENTI. E RIESCONO AD AGGANCIARLI. DEL SENATORE DEL PD LIONELLO COSENTINO, SEGRETARIO DELLA FEDERAZIONE PD ROMANA, DICONO: “È PROPRIO AMICO NOSTRO” ” dal sito DAGO SPIA


Di questo basamento criminale  ci si è probabilmente avvalsi più volte a diversi titoli .. e sapremo prima o poi se si è voluto coprire il livello più nascosto ed alto, ripulendo solo la base tangentizia più immonda,  o se si vuole arrivare al nodo storico di intrecci e favori innominabili, o sinanche a quel nucleo strategico sempre illegale che intravediamo e paventiamo. 
E ve ne accorgerete come al solito anche  dalle sorti della vicenda Paolo Ferraro: una cartina al tornasole
Nel frattempo notiamo una campagna video e sulle intercettazioni che non ci lascia tranquilli, perchè “mimica” e quasi parodiata, ripetto allo stile delle ultime “bombe” informative e prove fornite dal CDD in specie negli ultimi due mesi, su ben altri e comunque ulteriori piani eversivi e cementi di potere. 
Al pessimismo della ragione leghiamo l’ottimismo della speranza, ma con le riserve che derivano dalla nostra personale esperienza e dalla ormai comune e condivisa “intelligenza” sulla fase e strategia storica in atto. 
Le consonanze e sintonie non consentono un giudizio definitivo, ma la vicenda storica di TANGENTOPOLI, nata sul sangue di Capaci e via D’Amelio,  e la certezza di  quelle riunioni su quella nave alla fonda nel mare Toscano nel 1992,   costituiscono un monito per tutti ormai. 
Fase e strategie, eventi e percorsi attuali, ma proprio in quanto attuali,    accuratamente sottovalutati o addirittura nascosti proprio dalla finta multi-controinformazione strainfiltrata e dall’apparatino del movimento cinque stelle e, inellutabilmente, proprio dalla e nella nuova scalata della lega di Salvini. 
Partitura e  scenografia già ascoltate e viste … 


In agguato sempre la variante scorciatoia ultima eversiva militar etero-diretta o gli inganni relativi. 

http://cdd4.blogspot.it/2013/12/a-quaranta-anni-di-distanza-cile-1973_0.html

A buoni intenditor … e ce ne sono di buoni intenditori : oggi abbiamo casualmente trovato siu facebook un manifesto appello non nostro, ma frutto di esperienza ed intelligenze accumulate … che salutiamo con affettuosa ed orgogliosa stima. 


Paolo Ferraro:  IL MONDO DI MEZZO ( e i mondi di sopra non visibili e coperti ?! ) .. cinque ville a SabaudiaCisterna di Latinai servizi, la criminalità nera … temi su cui riflettere attentamente …. e  che non esauriscono affatto gli scenari  analizzabili  e certo non lo scenario globale più alto. 
E la trama in atto richiede profonda attenzione … 

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/massimo_carminati_roma_mafia/notizie/1048173.shtml
  

* Due importanti articoli tratti da 
linkiesta.it


Mafia di Roma, Finmeccanica e le tangenti alla politica

Nell’ordinanza Pozzessere e Carminati che portava «bustoni di soldi a tutto il Parlamento»
Alessandro Da Rold e Luca Rinald

Gira intorno alla figura di Massimo Carminati l’inchiesta della procura di Roma su “Mafia Capitale” che sta facendo tremare le fondamenta dei palazzi del potere capitolino. E che potrebbe arrivare a toccare i piani più alti delle istituzioni economico politiche italiane. È lui al centro delle indagini. Il pirata, il cecato, il Re di Roma, imprendibile dalle forze dell’ordine, scampato al carcere persino dopo una rapina, sguardo glaciale, 56 anni, un passato tra i terroristi neri dei Nar, esponente di spicco della banda della Magliana, lo storico gruppo di malavitosi che tra gli anni ’70 e ’80 imperversava per la città con l’appoggio dei servizi segreti e della politica italiana. E mentre gli indagati per associazione a delinquere aumentano di ora in ora – sono più di cento e ci è finito dentro anche l’ex sindaco Gianni Alemanno – nelle carte dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini, che ha portato in carcere 37 persone, spunta un nuovo filone che punta alle aziende di stato, a una delle società pubbliche più importanti in Italia. Stiamo parlando di Finmeccanica, la holding della Difesa, da ormai tre anni al centro delle indagini di ben quattro procure per presunte tangenti internazionali dove sono stati coinvolti politici italiani, da Busto Arsizio fino a Napoli, passando appunto per Roma e arrivando fino a Palermo. La “Cupola” infatti, secondo gli inquirenti, «può contare su rapporti che riguardano non solo la politica o le istituzioni in senso stretto, ma anche le realtà che agiscono nell’economia e che dalle istituzioni dipendono». 
I giudici lo scrivono nero su bianco nelle pagine dell’ordinanza. E citano un personaggio già noto alle cronache giudiziarie. Si tratta di Paolo Pozzessere, ex potente direttore commerciale di Finmeccanica quando la gestione era sotto Pierfrancesco Guarguaglini, poi a metà del 2012 distaccato alla sede di Mosca e quindi arrestato nell’ottobre dello stesso anno. Pozzessere non è un personaggio qualunque. Fu lui a occuparsi in passato della maxi commessa Selex Finmeccanica per sorvegliare il canale di Panama, affare che andò in porto non senza qualche scossone, che secondo fonti interne al colosso della Difesa gli costò il posto. Per i pm romani che indagato su Mafia Capitale, Carminati non era  un personaggio sconosciuto in piazzale Montegrappa, sede di Finmeccanica. Anzi. «E’ il caso dei rapporti tenuti da Carminati con Pozzessere, ex direttore commerciale di Finmeccanica e imputato di corruzione internazionale per fatti avvenuti all’interno della controllata pubblica, dimostrati dalla conversazione con il medesimo intervenuta il 13.06.2013»

I bustoni con i soldi per Finmeccanica

Nell’intercettazione in mano ai pm si parla di «un dialogo che si sviluppa all’insegna della reciproca, profonda e non recente conoscenza tra i due, che consente un’interlocuzione su questioni personali – dai guai giudiziari alle vicende affettive politiche, istituzionali, economiche, criminali». Per questo i pm sottolineano «una conoscenza approfondita di Carminati delle dinamiche di potere e di quelle corruttive interne a Finmeccanica». E su questo c’è un’intercettazione dove Salvatore Buzzi, titolare di alcune cooperative coinvolte nell’inchiesta parla appunto di “Massimo”. E’ «una circostanza» scrivono i pm «che dà corpo a quanto rappresentato da Buzzi circa il fatto che il primo fosse temuto anche per la conoscenza che aveva di dinamiche corruttive interne alla società controllata pubblica, che avevano riguardato tutti gli schieramenti politici, per essere stato lui medesimo a recapitare «bustoni di soldi a tutti»:
Buzzi : ma lo sai che mi dice Massimo? lo sai perchè Massimo è intoccabile? perchè era lui che portava i soldi per Finmeccanica! bustoni di soldi! a tutti li ha portati Massimo! non mi dice i nomi perchè non me li dice… tutti! Finmeccanica! ecco perchè ogni tanto adesso… 4 milioni dentro le buste! 4 milioni! alla fine mi ha detto Massimo <è sicuro che l’ho portati a tutti!> tutti!
Alessandra Garrone (altra indagata nell’inchiesta ndr) : a tutto il Parlamento!
Buzzi : pure a Rifondazione!
La teoria del mondo di mezzo e l’aiuto sulle indagini
Per capire i metodi di affiliazione alla Cupola bisogna prendere spunto sempre dall’ordinanza. E’ la teoria della terra di mezzo alla base di tutta l’inchiesta della procura di Roma. Il processo di affiliazione, infatti, si snodava attraverso un’educazione ai principi di omertà e subordinazione, nonché nella partecipazione agli appalti ottenuti dalle cooperative, «riferibili proprio a Buzzi da parte di CARMINATI, del ruolo che lo stesso riteneva competere all’organizzazione nella struttura e nelle relazioni sociali, attraverso “la teoria del mondo di mezzo”». L’11 gennaio 2013, infatti, Massimo Carminati «nell’ottica di rafforzare il prestigio dell’organizzazione agli occhi di Cristiano Guarnera (altro indagato del clan ndr=, utilizzando una metafora, descriveva la società nella quale “è la teoria del mondo di mezzo compà. …. ci stanno . . . come si dice . . . i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo … e allora …. e allora vuol dire che ci sta un mondo .. un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano”». Tutti si incontrano. E si aiutano. Dove il mondo di sopra, fatto di colletti bianchi, imprenditoria e istituzioni realizza sinergie criminali con il mondo di sotto, fatto di batterie di rapinatori, trafficanti di droga o gruppi che operano illecitamente con l’uso delle armi. Carminati e Pozzessere ne fanno parte, quest’ultimo preoccupato per le inchieste che lo hanno portato al rinvio a giudizio insieme con Walter Lavitola nel marzo del 2014.   
C’è un dialogo del 2013 «in cui Carminati trasmette a Pozzessere, difeso dall’avv. Dell’Anno nel processo di corruzione internazionale, la preoccupazione legata al ritrovamento della microspia nel suo studio ( “gli hanno trovato una perlina così ….inc… bersaglia’ a Pierpaolo…”) e gli comunica presunte dinamiche interne alle indagini che hanno coinvolto  Finmeccanica e le sue controllate». È «un dialogo» si legge nell’ordinanza «in cui la conversazione spazia fino a toccare i vertici governativi e istituzionali, la loro posizione rispetto alle vicende  interne di Finmeccanica, senza che questo generi la benché minima perplessità o esitazione da parte di Pozzessere, quasi fosse la cosa più normale del mondo che un apicale di una delle più importanti controllate pubbliche del paese interloquisca su tali vicende con un pregiudicato da gravissimi reati. Infine, a dimostrazione che non si è in presenza di un amarcord tra vecchi commilitoni, Pozzessere, in relazione alle sue attuali vicende, volge una specifica richiesta di protezione a Carminati»
Paolo: chi c’hai te di cose là ..per difendermi..
Massimo: ..c’ho il gruppo..inc…
Paolo: gruppo ..inc..
Massimo: embè so’ tosti loro… comunque sono tosti so’ duri insomma eh. E’ dura cioè, però capito loro una volta che si liberano del processo una cosa è finita la festa no, che cazzo te ne frega… vuoi mette. A te praticamente l’accusa viene da coso, da Borgogni la tua, l’accusa de Borgogni …

Sbirri corrotti e 007 al servizio della Mafia Capitale

Venerato come un dio, tra soffiate e regali per depistare le indagini. Storia di Carminati
Alessandro Da Rold

INDICE ARTICOLO

  1. I servizi segreti, Finmeccanica e la P4
  2. L’aiuto dei poliziotti, tra elettrodomestici e macchine della Questura
Bisogna capire il sistema di protezione a livello di servizi segreti e forze dell’ordine corrotte che circondava Massimo Carminati per spiegare come l’ex boss della banda della Magliana è diventato negli ultimi dieci anni il Re di Roma. Il Nero, il capo della Cupola che controllava la Capitale dalle istituzioni fino ai campi nomadi, è venerato e aiutato come un politico, quasi come un dio. Protagonista «del mondo di mezzo», dove le istituzioni fanno accordi con la malavita, intoccabile, inafferrabile, capace di condizionare la politica, le istituzioni e persino le aziende di Stato, nelle carte dell’inchiesta Mafia Capitale della procura capitolina che lo ha portato in carcere Carminati dimostra di vantare conoscenze approfondite in due ambienti che hanno legami profondi con il tessuto dell’amministrazione giudiziaria e investigativa del nostro Paese. 
Il primo è quello di Finmeccanica, la holding della Difesa, azienda tra le più importanti in Italia e nel mondo, terreno di nomine politiche e interessi particolari, dove la nostra intelligence deve per forza muoversi tra commesse internazionali e la spregiudicatezza delle altre aziende straniere nel settore della vendita di armi da guerra. Il secondo è più basso, meno appariscente, ma di notevole importanza sul territorio romano. Nelle intercettazioni i poliziotti ammirano Carminati («Io starei due giorni a sentirti” dice uno di loro), gli forniscono informazioni sulle inchieste, soffiate, passaporti falsi per fuggire a Londra e persino cellulari rubati per depistare le indagini. E’ il microcosmo delle forze dell’ordine, tra polizia , carabinieri e Guardia di Finanza della Capitale, una città già ferita nel 2009 per il caso Marrazzo, dove alcuni «sbirri» della ormai nota Stazione Trionfale finirono coinvolti per ricatti hardcore, tra travestiti e cocaina, ai danni dell’ex governatore di centrosinistra del Lazio.

Carminati si muove con disinvoltura in questi due mondi. I magistrati diretti da Giuseppe Pignatone lo sottolineano più volte nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini. Nel primo, ai piani alti del potere statale, tra burocrati e manager improvvisati con appoggi di spessore come il faccendiere Walter Lavitola, ci entra anche grazie all’amico commercialista Marco Iannilli, ex braccio destro di Lorenzo Cola, il consulente di Finmeccanica a gestione Guarguaglini finito sotto indagine nel filone sulle tangenti Enav. Al secondo anello, quello degli sbirri che sbagliano, ci arriva invece grazie a una rapina al caveau del tribunale di Roma, quella della notte tra il 16 e 17 luglio del 1999, dove furono rubati 50 miliardi di vecchie lire ma anche documenti scottanti, come si scoprì dopo, con cui, spiegarono alcuni arrestati durante gli interrogatori, «si potevano ricattare dei magistrati». In quello strano colpo in piazzale Clodio ci finirono guarda caso quattro carabinieri (Mercurio Digesu di 41 anni, Feliciano Tartaglia, di 37, Adriano Martiradonna, di 48, Flavio Amore di 30 anni, mentre un quinto militare, Roberto Cozzolino è accusato solo di concorso in furto aggravato), poi beccati con Carminati, altri ex esponenti della banda della Magliana, in totale 23 persone, dalla procura di Perugia.  
I servizi segreti, Finmeccanica e la P4
Carminati conosce Paolo Pozzessere, ex direttore commerciale in piazzale Montegrappa e persona di spessore durante la gestione Guarguaglini. I due si confrontano sulle indagini in corso, dialogano, «hanno» secondo gli inquirenti «un rapporto di fiducia». Pozzessere negli ultimi anni è stato coinvolto in processi per corruzione internazionale insieme con Walter Lavitola, il faccendiere, grande amico dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, finiti entrambi rinviati a giudizion nell’inchiesta sulla P4. Anche in questa indagine della procura di Napoli si parlava di associazione a delinquere, questa volta nell’ambito della pubblica amministrazione e della giustizia. Nei faldoni ci finirono pure il faccendiere Luigi Bisignani e l’ex magistrato e deputato del Pdl Alfonso Papa. Secondo l’accusa la P4 «avrebbe avuto l’obiettivo di gestire e manipolare informazioni segrete o coperte da segreto istruttorio, oltre che di controllare e influenzare l’assegnazione di appalti e nomine, interferendo anche nelle funzioni di organi costituzionali». Pozzessere in sostanza non è uno di poco conto, anzi. Per Carminati è una conoscenza importante, da custodire.
Ma non ci sono solo gli agganci politici e istituzionali. Nelle carte dell’inchiesta su Mafia Capitale si parla anche di 007 al servizio di Carminati. I pm romani citano tale «Federico» di cui Carminati parla in una conversazione del 23 gennaio del 2013 insieme con un altro arrestato, Riccardo Brugia.  E’il cecato a spiegare che Federico era «forte» ed «esperto» e che era perfettamente a conoscenza della sua identità. «Dalla conversazione si comprendeva» si legge nell’ordinanza «che si trattava di un appartenente alle Forze di Polizia od ai servizi di informazione (servizi segreti ndr), che si era messo a disposizione per qualsiasi cosa e gli aveva spiegato molti particolari sulla possibile intercettazione attraverso la connessione in rete wifi: «lui mi ha detto “qualunque cosa io sto a disposizione,  mi fai chiamare da questo vengo io, ve faccio quello che ve pare”, mi ha detto un sacco di cose, io poi ..un cazzo sulle cose..su come se move que…ma ho detto sto Iphone, mi ha detto non dà retta alle cazzate…con il WIFI ti mettono un programma, si è vero però poi funziona solo con il WIFI dove loro ti conoscono gli indirizzi se tu sei uno invece che c’hai tutti gli indirizzi WIFI, che dove entra c’hai la cosa, sennò possono sentire solo a casa, se chiudi  a casa non telefoni, stanno bene così. Mi ha spiegato un po’ di cose, capito?».
L’aiuto dei poliziotti, tra elettrodomestici e macchine della Questura
Di «sbirri» nell’ordinanza di custodia cautelare ne vengono citati diversi. C’è «Massimetto la guardia», appartenente alla Polizia di Stato che si rende «disponibile al reperimento di materiale elettronico di consumo e di piccoli elettrodomestici».  Poi c’è Salvatore, altra guardia in pensione, che invita gli esponenti di Mafia Capitale nel suo ufficio di Ponte Milvio. Di particolare rilievo, secondo i magistrati, è l’incontro registrato il quattro ottobre del 2013, presso l’ormai noto distributore di Corso Francia tra Carminati  e due soggetti, allo stato non identificati, giunti a bordo «dell’autovettura Alfa Romeo 156 intestata alla Questura di Roma». I tre discutono del trascorso criminale di Carminati, «facendo comprendere come avessero ben chiaro la caratura del personaggio con cui si stavano relazionando, tanto che uno dei due affermava “l’ho sentita la..inc…..non sei stato un santo diciamo…non sei stato un santo però manco sei stato…». Non solo. I due informavano Carminati del fatto «che fosse oggetto di un’indagine condotta dalle Forze di Polizia, motivo per cui egli avrebbe dovuto adottare delle cautele ritenute necessarie al fine di evitare l’attenzione degli inquirenti sulla sua figura».  
Uomo1: perchè adesso te stai sotto indagine 
Uomo2: oppure per dire che devi… devi evità..devi evitare …
Carminati: è un casino...
A conferma della conoscenza del trascorso criminale del cecato«da parte dei due soggetti giungeva dal racconto dell’episodio in cui Carminati aveva intrapreso un conflitto a fuoco con un appartenente alla Polizia di Stato, sparando, evidentemente per uccidere, tanto che uno degli interlocutori chiedeva: “lui gli ha sparato un Carabiniere…è vivo?”. E Il Re di Roma precisava: “a un poliziotto…gli ho sparato”. I due poliziotti, poi, si «mostravano attratti ed affascinati dal passato e dalla levatura criminale di Carminati, considerato che uno dei due affermava “…io starei due giorni a sentirti…”. «Lo stesso Carminati» scrivono gli inquirenti «appariva compiaciuto dell’effetto che il proprio peso criminale, nonché quello dei soggetti» che all’epoca avevano costituito la banda della Magliana. «Quella è la storia» spiega il Nero «la storia nostra…hai capito?»

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I DIAVOLI IN TERRA FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI E SONO ANCHE IDIOTI.

IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI.
 I “DIAVOLI” IN TERRA POI SONO ANCHE IDIOTI.
“Beep Beep stana una filiera di willy cojotes”  

BORDER NIGHTS: una bambina innocente, due professori universitari di diritto ed economia,  folli e malati, la madre della bambina, un ufficiale che lavora anche per i servizi, nell’ombra, due co-conduttori della trasmissione radio e  Paolo Ferraro 


Il presente articolo costituisce seguito e chiusura finale dei tre precedenti elencati in coda. 
Verrà seguito dalla dettagliata ricostruzione di cosa accadde dal febbraio 1992 e  del ruolo del “MANIFESTO DARK” ,  una area marxista materialista massonica sotterraneamente collegata ad apparati internazionali,  incistatisi nel PCI e convogliata verso le nuove strategie eversive,  a colpi di protocolli e di infiltrazione nelle vite degli attenzionati, tramite  patti di azione con le massonerie cattoliche deviate e alleanze con elite e corpi militari e servizi,  deviati. 


LA INTERA SEQUENZA
Alla trasmissione 107 di border nights partecipavano solo quattro persone Giuseppe C. alias Marco con nick FB Jesus FRancoFabio Frabetti, Paolo Franceschetti Paolo Ferraro, intervenuto al volo e a conclusione dell’intervento allucinato di Giuseppe Jesus Franco ALIAS Marco.  
Ma, tramite connessione skype, erano presenti, dal momento dell’ingresso audio di Giuseppe C. alias Marco alias Jesus Franco,  E.F. la ragazzina che si sente all’inizio dire “dobbiamo scaricarci”, la madre che parla con lei e poi, appena sta per intervenire Paolo Ferraro,  Fabio R. .  
E’ Fabio R. che a sua volta si sente prima  interloquire con tono scolastico didattico, certamente dinanzi ad un pc connesso con skype,  e  poi darà conferma di aver capito che entrava in scena Paolo Ferraro,  con  ben tre sì in sequenza, …. 
L’ingresso mio in trasmissione creò scompiglio, attivato il volume in entrata da Jesus Franco,  per essere sicuro lui di comunicare con i presenti “nascosti” in altra connessione e per doverne ricevere la conferma necessaria circa l’abbandono immediato da parte degli altri della connessione,  quando avvertì ripetutamente che Paolo Ferraro si era immesso al volo nella connessione skype e sarebbe intervenuto  
Le altre persone della/e altra/e connessione/i divengono perciò in quel preciso istante ascoltabili nuovamente, come all’inizio della connessione di Giuseppe C. Jesus Franco ALIAS Marco, e parlano nell’ambiente in cui era/erano il/i pc  attivi con   altra/e connesssione/i skype, poi il segnale di assenso a “uscire” .  
Vi è anche l’ordine-conferma “s’esce“, rapido sottovoce e determinato,  pronunciato  da Jesus Franco. 
Si deve  ipotizzare poi che una ottava persona gestisse la separata  connessione skype, e questo  si ricava anche dalla identificazione della ragazzina cui rivolge necessariamente la parola  F.R., la settima voce. 
La voce di F. R. è talmente tanto riconoscibile per chi lo conosce che il cerchio si è chiuso
Di lui così come a suo tempo di Stefano Pesci non vi sono foto reperibili in INTERNET . 
Potenza della “tecnologgia” ma potenza nostra, che non lasciamo nulla al caso .. 

SIGLE UTILIZZATE NEL PROSIEGUO:
R0A E.F. Ragazzina 
D0B S.C. Madre 
            U1 Giuseppe. C. alias Marco alias Jesus FRanco
      U0bn2 Fabio FRabetti
      U0bn3 Paolo FRanceschetti
           U4 Paolo Ferraro
U0C Fabio R. ( ulteriore persona collegata )

SPEZZONI INTERESSATI

1.  U1 “Arriva Paolo Ferraro  . U0bn2 “un dubbio così gro..”

 

2. U1 ” c’è Paolo eh ?!” e micro risatina imbarazzata 
U0bn1 Fabio FRabetti ” ( propi ) ziato … c’è Paolo Ferraro 


3.  U1 ” c’è Paolo eh ”   
U3 Fabio R. con intonazione scolastico.didattica ” Adesso .. stiamo parlando ad un pubblico … ” 
U0bn1 Fabio FRabetti ” interrompo un at  (timo)

4.  U0C  Fabio R.  ” sì sì sì “
 ” s’esce” ( invito rapido e deciso ad interrompere la connessione ) 

4. BIS
U0C  Fabio R.  “ sì sì sì “
” s’esce …” ( invito rapido e deciso ad interrompere la connessione ) 
U0bn1 Fabio FRabetti “all”(ora) 

NON è più difficile ora  il riconoscimento della voce della ragazzina che dice “dobbiamo scaricarci“ all’inizio della connessione di  Giuseppe C. – Jesus Franco,  e il riconoscimento della voce di sottofondo della donna che si ascolta tramite la connessione skype contemporanea, per chiunque  le conosca bene ma anche per chi usi solo correttamente la logica.  
Ovviamente (quando ormai ero intervenuto e Giuseppe C. alias Jesus Franco aveva alzato il volume in ingresso per le ragioni tecniche sotto chiarite), chi diceva poi con intonazione scolastico didattica suasiva e manipolatoria “Adesso .. stiamo parlando ad un pubblico” Fabio R. , parlava  a quella ragazzina . Oppure parlava  ad altra  bambina che meritava quella tonalità  (sette od otto  persone mi sembrano già troppe, ma poteva con una certa probabilità essere presente anche la sorellina di E. F.).  
La frase di Fabio R. lascia  ipotizzare che la ragazzina opponesse alle menzogne propinate a lei la circostanza che non venivano dette in pubblico e che le si obiettase ora parleremo in pubblico,  per superare la intelligente riottosità della ragazzina.
Ma il tono viscidamente  didascalico forse spiegava solo quello che succedeva, illudendo che quello di Border Night fosse un “pubblico” nella accezione lata ed ingenua propria della ragazzina. 
Che sia una bambina intelligente ne è però  testimone il padre. 
Chi parla con fare suasivo e manipolatore è un  uomo che la conosceva e la aveva frequentata in quanto “amico” del padre da sempre (1961).   
TRASMISSIONE DEL 7 gennaio 2014. Appena collegatosi Giuseppe C. “Jesus – Franco” alias Marco, che dichiara di avere dei problemini per mettere insieme le contemporanee connessioni, si sentono voci estranee al contesto e lievemente “sporche” da diversa connessione ( R0A E.F. dice anche “scaricarci” ,  D0B S.C. dice altre cose poco comprensibili ma dà incautamente un cenno di assenso ad alta voce al 9° sec. ). Due voci femminili, una adulta. 
Giuseppe alias Marco “Jesus – Franco” era in collegamento skype (lo dice più avanti e ciò  è verificabile nella registrazione della trasmissione e nel video audio pubbblicato). 

LA IPOTESI CHE LA CONNESSIONE DI SKYPE OLTRECHE’ CON LA TRASMISSIONE FOSSE CON ALTRO/I PC E’ DEFINITIVAMENTE CONFERMATA. 
LA SUCCESSIVA   … SCONVOLGENTE … CIRCA LA DESTINAZIONE DELLA CONNESSIONE ANCHE A FAR ASCOLTARE CIO’ CHE AVREBBE DETTO Giuseppe C. “Jesus – Franco” alias Marco NEL CORSO DELLA TRASMISSIONE,  AD ALTRA/E PICCOLA/E FIGURA/E FEMMINILE/I .. SEPARATAMENTE COLLEGATA SU  SKYPE, E’ DEL PARI CONFERMATA. 
MA ANCOR PIU’ SCONVOLGENTE E’ LA ULTERIORE CERTEZZA . 
IN CONNESSIONE O PRESENTE ACCANTO ALLA RAGAZZINA VI ERA Fabio R. perfettamente riconosciuto e riconoscibile,  perchè conosco quella voce da quando avevo sei anni e la conoscono centinaia di studenti universitari e molti altri, e la espressione è scolastico-didattica, non rivolta a persona adulta ” Adesso .. stiamo parlando ad un pubblico“. 
Si  CHIUDE infine il cerchio.  
NON VI E’ PIU’ LA IPOTESI RESIDUALE E SI SPIEGA PERCHE’ L’INTERVENTO FU FATTO NELLA CERCHIA DEVIATA E NELLA TRASMISSIONE  BORDER  NIGHTS : 
  • occorreva  far vedere che si parlava in “pubblico” dinanzi ad una bambina intelligente vittima, ma non si poteva certo parlare in una vera trasmissione,  sia perchè non era a disposizione sia perchè non avrebbero certo potuto  dire lì quello che Giuseppe C. alias Jesus Franco si apprestava a dire;
  • occorreva anche “rispondere” alla messa in rete recentissima della telefonata che incastra Stefano Pesci nelle sue appartenenze antiche;
  • occorreva infine sotto molteplici profili su vari piani e per vari fini tentare di delegittimare Paolo Ferraro; 
  • occorreva in particolare applicare il protocollo di delegittimazione di Paolo Ferraro, attraverso i quattro  perni in crescendo “non si capisce quello che dice”,  ” è una persona disturbata” “quello che dice non collima” e “parla di cose insensatamente folli: sètte cannibale”. 

Tutto quello che avete  fatto tu  Giuseppe C. “Jesus – Franco” alias Marco, e TU Fabio R.  e tu S.C. , Fabio Frabetti che ha consentito che venisse fatto  e tu Paolo Franceschetti hai consapevolmente cogestito,  in un visibile triplo gioco fatto anche di una presa di distanza dalla incapace  gestione della operazione da parte di GIUSEPPE C. Jesus,  non “collima” più e non collimerà più per sempre. 


I “DIAVOLI IN TERRA” (mentecatti)  NON SOLO FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI, ma sono anche IDIOTI.
LA MICRO CORDATA DEVIATA ERA IN CONNESSIONE MULTIPLA SKYPE e all’inizio vi era la voce della ragazzina E.F. che solo chi la conosceva  può  attribuire,  ma che il contesto prova già di per sè, superando ogni pseudo obiezione di ascolto e tecnica. 
Il diavolo fà le pentole ma  non i coperchi e la idiozia di Giuseppe C. “Jesus – Franco” alias Marco, che alza il volume della connessione skype sua in entrata per la necessità di sentire la conferma di ricezione del  “s’esce” con disconnessione da skype, ne è la ultima eclatante prova. 
Uscire aveva senso solo se c’era qualcuno che non doveva ascoltare dalla connessione skype contemporanea, perchè altrimenti sarebbe bastato il silenzio,  e perchè non si  doveva vedere la connessione multipla:  mi ero connesso di iniziativa, senza preavviso e di corsa all’indirizzo su skype della trasmissione, avendo già una precisa idea del contesto, avendo ascoltato tutto dall’inizio e avendo deciso di fare una entrata immediata che impediva avvisi scritti. Un blitz riuscito. 
Un senso di disgusto e pietas per FABIO R., a nudo,  dopo aver partecipato a tutto quello che è accaduto sin dagli anni novanta, supervisionando, da  “capo occulto” e simulando per una vita intera.  
L’apparato pariolino tra Corso Trieste, Viale Libia, Parioli Nomentano e via MERULANA  è TUTTO allo scoperto .  
Tag: LUISS Tag: GIANO Tag. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA DIPARTIMENTO DI DIRITTO ED ECONOMIA : Tag: JESUS Franco  Tag: Fabio R. Tag: PIERFRANCO. tag. Andrea Raffaelli Tag: Silvia Canali Tag: E.  
Primi 10 secondi trasmissione del 7 gennaio 2014 http://t.co/agoHvzGWS1”.


I TRE PRECEDENTI   ARTICOLI 

Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Posted on 12 marzo 2014 by 

 

Jesus FRanco
Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Partecipate commentando e valutando ( in astratto ed in anonimo) secondo logica e criteri : è un gioco serio e si chiama accerchiare insieme con intelletto e coraggio il “pergamentum” che si è incistato nel cuore dello Stato ). PARTE PRIMA. Alle 00.05 del 14 gennaio 2014 si … Continue reading 

IL TERZO VIDEO AUDIO . Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro . In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company ” .

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Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO I tre brevissimi frammenti audio del primo audio video che ascolterete in automatico per pochi secondi servono a farvi rendere conto immediatamente (voi che lo conoscete personalmente) di chi sia “JESUS FRANCO”. L’autore di una ennesima e delle … Continue a leggere 

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pierfrancoIL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 

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